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Mediolanense User
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Discussion Starter · #1 · (Edited)
"LA FUTURA SEDE DELLA REGIONE LOMBARDIA SARA' UN GIOIELLO DI ARCHITETTURA AMBIENTALISTA. MA UN COMITATO DI FAMOSI VUOL FAR SALTARE TUTTO, COL PRETESTO DI CONSERVARE IL "BOSCO DI GIOIA". UNA STORIA SURREALE."

inizia così l'articolo di rodolfo casadei, giornalista del settimanale milanese tempi, pubblicato sull'ultimo numero, in edicola ieri, giovedì, col giornale.
è tuttavia possibile leggere direttamente la versione on-line del giornale all'indirizzo www.tempi.it. in alto a destra c'è la scritta "in edicola" e l'immagine rimpicciolita del giornale di questa settimana. clickandoci sopra si accede all'indice del giornale. tra gli articoli, molti dei quali parecchio interessanti (tra i quali meritano quelli sulla legge 40), c'è anche l'articolo "gioia per masochisti", di due pagine (20 e 21) che esprime pressapoco quello che anche noi sosteniamo riguardo il progetto della regione, attaccando i vari bisio, corsera e iene! riporta in maniera precisa gli stessi dati che abbiamo usato noi, aggiungendo anche informazioni riguardo il singolo progetto della regione (non la biblioteca degli alberi, per intenderci), che risulta all'avanguardia per l'attenzione dedicata all'ambiente e che porterà da solo altri 15000 m^2 di verde + 10000 m^2 di piazze e viali pedonali!

davvero da non pendere!!!
 

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Mediolanense User
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Discussion Starter · #5 ·
in teoria no, in pratica sì, ha tiratura locale..
a dirla tutta il giornale non è più neanche in vendita singolarmente, viene allegato gratuitamente al giornale ogni venerdì..
cmq sul sito www.tempi.it è disponibile ogni settimana la versione on-line identica a quella in edicola, anzi, a volte esce prima su internet!
e nella sezione archivio si trovano tutti i numeri precedenti.
 

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No More Italian Mod
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Ecco l'articolo (spiacente damon: ti ho anticipato di nuovo ;) )

GIOIA PER MASOCHISTI

di Casadei Rodolfo

Prendete un comico famoso che si crede un padreterno, un comitato di cittadini con tendenze masochiste, un grande quotidiano in crisi di vendite pronto a cavalcare qualunque bischerata pur di vendere qualche copia in più, qualche ambientalista feticista (cioè di quelli che non hanno a cuore il verde come servizio ai cittadini, ma le piante intese come totem), il tastierista di un gruppo musicale famoso per le sue canzoni sui benefici della marijuana, agitate il tutto ed ecco il botto della vostra miscela esplosiva: un boschetto di piante comunissime inaccessibile al pubblico che diventa un polmone verde carico di storia da difendere dalla speculazione edilizia, il più grande progetto di sviluppo urbano ecocompatibile ed ecosostenibile della città di Milano da decenni (una cosa che, quando sarà realizzata, vincerà premi internazionali per l'ambientalismo urbano: potete scommetterci i vostri risparmi) fatto passare per un'indegna colata di cemento, innocenti bambini delle scuole elementari indottrinati e arruolati dai loro educatori per difendere a colpi di matita colorata il 'bosco di Gioia', trasmissioni televisive ultrafaziose, il suddetto tastierista e il presidente del comitato che annunciano uno sciopero della fame che dura quasi due settimane (gente davvero robusta), una petizione popolare che raccoglie 10 mila firme. è questa la storia surreale della campagna per la difesa del 'bosco di Gioia', 200 piante di un ex vivaio che occupano 4 mila mq dentro ad un'area inaccessibile al pubblico fra le vie Galvani e Melchiorre Gioia, un angolo di Milano famoso soprattutto per la prostituzione notturna dei transessuali e i ricoveri fatiscenti di immigrati clandestini.

un progetto senza paragoni italiani
Su quell'area e su quelle circostanti dovrebbe sorgere la nuova sede della Regione Lombardia, una composizione che si svilupperebbe su 190 mila mq secondo il progetto del noto studio newyorkese Pei Cobb Freed & Partners, vincitore del bando di concorso per il nuovo Polo regionale. Il progetto prevede un grattacielo centrale di 161 metri (la più alta costruzione in Italia) e altri quattro fabbricati della stessa altezza degli altri edifici del quartiere, collegati da un sistema di piazze coperte e scoperte, portici, giardini e superfici attrezzate a verde pubblico per un totale di 25 mila mq (15 mila per il solo verde pubblico). Questi spazi saranno completamente aperti alla vita cittadina, grazie anche alla presenza di ristoranti, bar, auditorium, spazi espositivi, filiali bancarie e un asilo nido. La principale piazza coperta (dovrebbe chiamarsi 'piazza delle città lombarde'), una specie di seconda Galleria Vittorio Emanuele, sarà ricoperta di pannelli fotovoltaici per una superficie pari a 3500 mq, che attraverso celle ad idrogeno consentiranno lo stoccaggio e l'utilizzo di energia pulita, cioè senza emissioni di Co2. L'energia termica per il riscaldamento invernale e per il condizionamento climatico d'estate sarà invece ottenuta attraverso un sistema di pozzi e pompe di calore che utilizzerà l'acqua di falda in base ai princìpi degli scambiatori di calore: niente combustibili fossili. Le pareti degli edifici saranno realizzate secondo il principio del 'muro climatico': facciata trasparente composta da due lastre in vetro contrapposte, separate da un'intercapedine dotata di brise soleil: l'effetto che si crea fa sì che l'aria che lambisce l'esterno favorisce il mantenimento delle condizioni climatiche all'interno: e il risparmio energetico vola.
Quanto al verde vero e proprio, saranno creati giardini e piccoli boschi di faggi e betulle nelle piazze aperte, uno spazio verde nella grande piazza centrale, un giardino pensile sull'ultimo piano della torre (con un sistema di solai ribassati sarà possibile piantare alberi importanti, e ricreare simbolicamente una porzione di foresta lombarda) e soprattutto un parco lineare lungo tutta la via Restelli in corrispondenza dello sviluppo degli edifici della sede regionale. Il parco si chiamerà 'biblioteca degli alberi', perché proporrà le piante di alcuni dei tipici ecosistemi del paesaggio lombardo in un percorso didattico guidato: dal torrente di montagna, al fontanile, al canneto, ecc.
Il nuovo Polo regionale si inserisce nel progetto di recupero urbanistico dell'area Garibaldi-Repubblica, il più importante di Milano, che per quanto riguarda il verde prevede due 'polmoni': un parco nell'area delle ex Varesine con una superficie di 73 mila mq e un altro su 25 mila mq in Piazza Carbonari, dove termina via Restelli: il parco della nuova sede regionale fa asse con gli altri due, e prelude alla costituzione di un unico grande parco che, come ricordava qualche tempo fa l'assessore regionale al Bilancio Romano Colozzi, «fungerà da luogo di collegamento tra le diverse realtà già presenti o che sorgeranno nei prossimi anni: la nuova sede della Regione Lombardia, il nuovo palazzo del Comune di Milano, la Città della Moda e del Design, il quartiere Isola e piazza della Repubblica».


LA CROCIATA DI BISIO, CORSERA, IENE
Contro questo progetto, che rappresenterebbe una colossale valorizzazione dell'area sia in termini ambientali che di valore degli immobili già esistenti, s'è scatenato un vasto fronte di masochisti formato dal Comitato del Giardino in Gioia, da Claudio Bisio di Zelig, da Rocco Tanica di 'Elio e le storie tese', dalla trasmissione televisiva 'Le Iene', dalla cronaca di Milano del Corriere della Sera e da maestre e direttori didattici delle scuole elementari del quartiere. La loro posizione è: non toccate le 200 piante, fate la sede da un'altra parte. Insieme all'associazione Italia Nostra suggeriscono anche dove: nell'area delle ex Varesine. Cioè pur di conservare il 'loro' bosco propongono addirittura di rimpicciolire quello che il Comune sta allestendo nell'area del vecchio luna park. Ma cos'hanno di così fenomenale le 200 piante dell'ex vivaio? Niente, proprio niente. Quelle di un qualche pregio sono meno di una decina. Ottanta sono malate irrecuperabili. Le altre potrebbero essere facilmente trapiantate altrove e comunque sono facilmente sostituibili. La loro 'petizione per la tutela dell'area verde' che ha raccolto 10 mila firme dice una serie di cose non vere o fuorvianti. Lascia intendere che l'area del bosco sia di 12 mila mq quando sono appena 4 mila; non comunica il nome dell'agronomo alla cui relazione si appoggiano per affermare il valore eccellente del bosco, mentre sopralluoghi dell'Ersaf (l'ente regionale autonomo per le foreste) nel 2002 e del sovrintendente regionale del ministero per i Beni e attività culturali nel 2004 hanno certificato l'inesistenza di condizioni vincolanti per la sua conservazione; afferma che il progetto della nuova sede regionale «destina nella quasi totalità a piazze la riserva obbligatoria di 10 mila mq», quando invece ne destina al verde ben 15 mila; afferma la titolarità della Provincia di Milano sul bosco, in termini che non sussistono. Dulcis in fundo, la petizione afferma che il verde previsto dai progetti regionale e comunale non è comunque in grado di sostituire quello del 'bosco di Gioia' perché «già l'attuale generazione potrà beneficiare degli alberi quasi centenari (in realtà i più vecchi hanno 60-70 anni, ndr) esistenti nell'ex vivaio, mentre soltanto le future generazioni potranno, fra cent'anni, trarre beneficio analogo da un giardino ancora in fase di progettazione». «Non è vero» afferma, richiesto di un commento, il presidente dei florovivaisti lombardi Fulvio Salvini. «Se le piante sono quelle che loro dicono, lo stesso beneficio ambientale può essere prodotto da piante portate sul posto da uno dei 3400 vivai che esistono in Lombardia. Compresi i fusti più alti: in Lombardia ci sono ditte storiche che hanno rifornito i giardini di tutti i principi d'Europa, specializzate in piante adulte e maestose». Tocca chiudere con un appello alle armi: i veri ambientalisti, quelli ai quali sta a cuore l'armonia del rapporto fra l'uomo, le sue città e la natura, sono pregati di farsi vivi per contrastare gli ambientalisti feticisti, quelli che ragionano come gli stregoni che custodiscono i boschi sacri africani e usano i media moderni per fare terrorismo psicologico e produrre psicosi di massa. Presto, prima che sia troppo tardi.

tratto da http://www.tempi.it/archivio_dett.aspx?idarchivio=7909
 

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Mediolanense User
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Discussion Starter · #7 ·
si, ma se ti alzi alle 9 per anticiparmi non c'è storia.. io mi sono appena alzato e stavo per andare sul sito di tempi per prendere il testo, ma..
vabbè, cmq ben fatto!
(non quanto l'avrei fatto io, ma.. :D :D )
 

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In the Frig
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ecco..

questo 3d in fondo alla root era prorio uno di quelli che pizzicava in gola a diciannove e i suoi compari catalogatori d'ufficio..

lo riporto alla luce, di modo che si possa aprire una discussione sulla corretta sottosezione in cui creare il sottogruppo in cui inserire il sotto argomento in cui è corretto e ordinato spostare questa discussione così fastidiosa.

si sa mai che continui a inquinare in modo così scandaloso il fondo della root..:eek:hno:

per altro è pure molto interessante :D
 

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In the Frig
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mi sono fermato ieri sera..con soli 4 3d sui 1000 che diciannove vuole spostare.
 

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Banned
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Vorrei suonare i bonghi come se fossi in Africa
Sotto la quercia nana in zona Porta Genova
Sedicimila firme, niente cibo per Rocco Tanica
Ma poi il bosco l’hanno rasato mentre la gente era via per il ponte
.........
Se ne sono battuti il ca**o, ora tirano su un palazzo
Han distrutto il bosco di Gioia questi grandissimi figli di tr**a
 

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In the Frig
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prova prova..uno due tre prova..
 

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In the Frig
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indi per cui l'archivio è aperto..ma allora perchè non lasciarli dov'erano?

se ritornano vivi, come è legittimo che sia, vengono ripostati altrove?
 

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zinnette user
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indi per cui l'archivio è aperto..ma allora perchè non lasciarli dov'erano?

se ritornano vivi, come è legittimo che sia, vengono ripostati altrove?
ma infatti dovrebbero essere chiusi i TD qua dentro.

ci sarà stato un errore.

credo....
 
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