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Qualche dato sul capolavoro pentastellato, che costa al Paese 8 miliardi l’anno, e che per forza di cose, nemmeno il PdC prossimo venturo potrà cancellare, nè modificare più di tanto.
Non credo.
Lo eliminerà - o a limite lo "rettificherà" - ma certo non da subito. E non per eventuale convenienza politica ma per la contingenza economica che si è creata con la pandemia.


P.S.
Dite a Di Maio che i "6 anni di galera che si rischiano" per chi mente con e percepisce il RdC non è servito ad un beneamato. Ecco l'ultimo - ennesimo - scandalo in ordine di tempo:


Ennesima operazione in queste
 

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Io però vorrei sommessamente mettere in guardia un pò tutti dal coltivare la - secondo me non utile - abitudine di paragonare, a proposito della qualità della classe politica, il vecchio al nuovo, per concludere invariabilmente che c'è stato un decadimento, una degenerazione, le qualità una volta date per scontate oggigiorno sono scomparse e così via. E' troppo facile; le personalità politiche del presente le abbiamo di fronte ai nostri occhi con tutti i loro limiti e le loro umane miserie (in qualche caso), i defunti appartengono alla storia, ne abbiamo cancellato le meschinità, al massimo ne critichiamo le scelte, ma senza quasi mai sottoporli ad una critica astiosa e malevola, come invece capita per gli esponenti politici a noi contemporanei appartenenti a schieramenti che avversiamo.

Di Berlinguer, del PCI e dei suoi errori già molto si è detto.
Provate a riflettere sul fatto che nell'anno 1974, dopo che Fanfani aveva schierato la DC contro la legge sul divorzio, e dopo aver ricevuto una tremenda bastonata dall'elettorato, nessuno all'interno di quel partito, incluso Moro, ha saputo, ma neanche ci hanno provato, a fare i conti con la modernità, a correggere quella posizione assurda, di pura sottomissione ai dettami della Chiesa, e quindi in definitiva neanche utile ad essa. E non si trattava di questioni delicate come potrebbe essere l'aborto, ma semplicemente la possibilità di sciogliere civilmente il vincolo del matrimonio.

Allora c'era la ideologia, che forniva una forte spinta ideale ma anche uno spesso mantello sotto al quale succedevano le peggio cose. Abbiamo (in senso collettivo) perso le ideologie e ci sentiamo meno nobili e meno sicuri delle nostre identità, non sappiamo bene cosa chiedere a chi ci governa, e quelli che per merito o per caso si trovano in posizioni di responsabilità non hanno mandati ben chiari. Le cose stanno così, ed è inutile continuare a sputare su quello che c'è quanto ad offerta politica e a qualità del ceto che se ne fa interprete. Le analisi sociologiche non mi entusiasmano. Nè gli sbarramenti in base a titolo di studio (per ricoprire questa carica devi essere laureato eccetera).

Paulus individua nella democrazia interna il requisito fondamentale affinchè un partito politico si possa considerare degno di questo nome e della funzione che gli attribuiamo normalmente noi cittadini e (credo) financo la Costituzione.
Ma la democrazia è il modo più semplice di dirimere i conflitti. Se i conflitti non ci sono, vale a dire ad un certo gruppo di persone sta bene di sottomettersi alle direttive di un capataz, non è che li puoi costringere a fare finta di usare il metodo democratico, che non gradiscono e di cui non sentono il bisogno. Vivi ringraziamenti a chi è giunto nella lettura fino a qui(y)
 

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ioista
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alt

d'accordo sul resto, ma questo:

Le elezioni dei ruoli dirigenziali nei congressi facevano sì che queste fossero rappresentanze di basi di iscritti al partito, e quindi di idee ed istanze di iscritti al partito.
è tutto il contrario della realtà

erano certamente "più democratici" degli odierni (e grazie, ci vuole ben poco), ma non per quello, anzi, nei congressi si confrontavano capibastone e "signori delle tessere", ed infatti il 99% delle elezioni erano "per acclamazione"

le "istanze della base" potevano scalare la gerarchia del partito se e quando i capisezione si trovavano la gente in sezione ed alle feste che gli faceva notare qualcosa, e se erano aperti ad ascoltarlo, gli stessi "se" per il livello provinciale...poi regionale...e via che, nel migliore dei casi, ci voleva comunque un tempo infinito, durante il quale il "centralismo democratico" continuava ad imporre l'ortodossia precedente

e cmq se mosca per gli uni, il vaticano per gli altri, pechino per gli altri ancora etcetc decideva qualcosa tale era Verità, alla faccia di qualsiasi democrazia...diversamente c'era sempre pronto un camionista col colpo di sonno al momento giusto
 

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Questa è da leggere.




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Mah ...

A me sembra che la stragrande maggioranza dei politici attuali sia di formazione umanistica, quindi ho il forte dubbio che il prof. Galli della Loggia abbia preso l'ennesima cantonata.
Anzi, è mia opinione che proprio lo sbilanciamento delle competenze sul versante umanistico rispetto a quello scientifico sia una delle cause dell'incapacità conclamata di fare i conti con la realtà da parte della nostra classe dirigente in generale (politica, economica, culturale, industriale anche).
I numeri sono dati di fatti, la dimensione di un problema o di un fenomeno; senza comprendere bene questi concetti si resta nell'iperuranio della filosofia teoretica, dove tutto si può piegare alla forza delle idee.
Che hanno forza, invece, quando sono quantitative.

Purtroppo paghiamo ancora oggi l'esito dello scontro sull'impostazione della riforma scolastica fra Federigo Enriques e Giovanni Gentile; che vinse e impose la linea di pensiero, che si ritrova anche in Galli della Loggia, che la cultura umanistica è superiore rispetto a quella del "saper fare". Come se tutta la cultura scientifica fosse "ingegneria"; come se, per esempio, la teoria spazio-temporale di Einstein fosse un semplice progetto per un razzo missile con circuiti di mille valvole.

Ma per favore, dai...

Il problema risiede nella degenerazione personalistica dei partiti; sposo in pieno l'analisi del buon Paulus.
 

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BANANED
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Quando diciassette mesi fa ho giurato come ministro per le Politiche giovanili e lo Sport eravamo in un’altra era, in un momento completamente diverso da questo.
Per molti anni avevo seguito le questioni relative ai diritti dell’infanzia e dei giovani, è sempre stato il centro del mio impegno. Non conoscevo invece il mondo dello sport, al quale mi sono avvicinato con curiosità, rispetto e attenzione.
I primi mesi sono stati entusiasmanti, su entrambi i fronti. Ricordo la gioia di presenziare alla storica vittoria della Ferrari a Monza dopo nove anni, ad esempio.
Poi, un anno fa, l’esplosione della pandemia, il lockdown, i sacrifici chiesti a tutti i cittadini. Siamo entrati in una fase drammatica, abbiamo dovuto prendere decisioni dolorose e dalle conseguenze gravi ma inevitabili, a partire dalle chiusure.


Così ci saluta il Ministro uscente dello Sport...
 

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ioista
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A me sembra che la stragrande maggioranza dei politici attuali sia di formazione umanistica, quindi ho il forte dubbio che il prof. Galli della Loggia abbia preso l'ennesima cantonata.
Anzi, è mia opinione che proprio lo sbilanciamento delle competenze sul versante umanistico rispetto a quello scientifico sia una delle cause dell'incapacità conclamata di fare i conti con la realtà da parte della nostra classe dirigente in generale (politica, economica, culturale, industriale anche).
infatti come l'aveva postato in origine (prima che, immagino, sia intervenuto un mod) penso che intendesse citarlo con scherno

anche perchè, oltre alla scuola, i politici tipo churchille e de gaulle, eisenhower e stalin, de gasperi, pertini e togliatti etcetc hanno avuto "altre esperienze formative extrascolastiche" del calibro di due guerre mondiali e la grande depressione, ascesa e caduta dei fascismi, la rivoluzione d'ottobre e la guerra civile cinese e tutta "la decolonizzazione", l'invenzione della radio prima e della televisione poi, la pandemia di spagnola e la scoperta della pennicillina etcetcetc...il fatto che poi uno abbia fatto il classico piuttosto che un altro lo scientifico, ma anche che si sia preso la licenza elementare da adulto come l'onorevole peppone, dubito si possa considerare la Fonte delle differenze fra le loro personalità e quelle dei politici d'oggigiorno
 

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A memoria il peggiore di sempre.

Così incapace ed inetto che non voleva le olimpiadi invernali e ce le hanno assegnate lo stesso. Credo sia un unicum a livello mondiale, un risultato straordinario.
 

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IN VINO VERITAS
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Io però vorrei sommessamente mettere in guardia un pò tutti dal coltivare la - secondo me non utile - abitudine di paragonare, a proposito della qualità della classe politica, il vecchio al nuovo, per concludere invariabilmente che c'è stato un decadimento, una degenerazione, le qualità una volta date per scontate oggigiorno sono scomparse e così via. E' troppo facile; le personalità politiche del presente le abbiamo di fronte ai nostri occhi con tutti i loro limiti e le loro umane miserie (in qualche caso), i defunti appartengono alla storia, ne abbiamo cancellato le meschinità, al massimo ne critichiamo le scelte, ma senza quasi mai sottoporli ad una critica astiosa e malevola, come invece capita per gli esponenti politici a noi contemporanei appartenenti a schieramenti che avversiamo.

Di Berlinguer, del PCI e dei suoi errori già molto si è detto.
Provate a riflettere sul fatto che nell'anno 1974, dopo che Fanfani aveva schierato la DC contro la legge sul divorzio, e dopo aver ricevuto una tremenda bastonata dall'elettorato, nessuno all'interno di quel partito, incluso Moro, ha saputo, ma neanche ci hanno provato, a fare i conti con la modernità, a correggere quella posizione assurda, di pura sottomissione ai dettami della Chiesa, e quindi in definitiva neanche utile ad essa. E non si trattava di questioni delicate come potrebbe essere l'aborto, ma semplicemente la possibilità di sciogliere civilmente il vincolo del matrimonio.

Allora c'era la ideologia, che forniva una forte spinta ideale ma anche uno spesso mantello sotto al quale succedevano le peggio cose. Abbiamo (in senso collettivo) perso le ideologie e ci sentiamo meno nobili e meno sicuri delle nostre identità, non sappiamo bene cosa chiedere a chi ci governa, e quelli che per merito o per caso si trovano in posizioni di responsabilità non hanno mandati ben chiari. Le cose stanno così, ed è inutile continuare a sputare su quello che c'è quanto ad offerta politica e a qualità del ceto che se ne fa interprete. Le analisi sociologiche non mi entusiasmano. Nè gli sbarramenti in base a titolo di studio (per ricoprire questa carica devi essere laureato eccetera).

Paulus individua nella democrazia interna il requisito fondamentale affinchè un partito politico si possa considerare degno di questo nome e della funzione che gli attribuiamo normalmente noi cittadini e (credo) financo la Costituzione.
Ma la democrazia è il modo più semplice di dirimere i conflitti. Se i conflitti non ci sono, vale a dire ad un certo gruppo di persone sta bene di sottomettersi alle direttive di un capataz, non è che li puoi costringere a fare finta di usare il metodo democratico, che non gradiscono e di cui non sentono il bisogno. Vivi ringraziamenti a chi è giunto nella lettura fino a qui(y)
Infatti a mio parere Moro rappresenta il primo declino della classe politica Democristiana: la DC ha governato bene fino alla metà degli anni '60, poi è stata incapace sia di modernizzare il Paese sia di aprirsi a un modello sociale più europeo e meno cattocentrico.
Però sul decadimento culturale della classe dirigente dal 94 in poi non si discute, e molte delle ragioni indicate da Paulus sono plausibili.
 

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Ma poi a livello umano, io boh. Sai di non essere un genio, sai che non conosci la materia... cazzo accetti?
 

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E infatti ne abbiamo ben pagato le conseguenze eh!
S'è fermato praticamente tutto.
 
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ioista
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^^ quindi ha fatto perfetto: era stato messo lì apposta
 

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Qualche dato sul capolavoro pentastellato, che costa al Paese 8 miliardi l’anno, e che per forza di cose, nemmeno il PdC prossimo venturo potrà cancellare, nè modificare più di tanto.

Il problema è che nessuno da contezza di quanto deleterio sia questo strumento per le possibilità di sviluppo delle aree più disagiate.

C'è in tutte i paesi d'Europa dicono.
Il fatto è che in quei paesi dove effettivamente esiste non ci sono le realtà che ci sono da noi.
Darlo in aree che si reggono sul sommerso significa legittimare e potenziare la filiera del nero.
 

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.........
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Il problema,
lo ribadirò finchè morirò,
è la degenerazione dei partiti.

I partiti tradizionali italiani, che identificheremo in quelli usciti vivi dal dopoguerra, erano tutti, persino il Movimento Sociale, organizzazioni democraticamente organizzate.

Statuto - congresso - elezioni interne e via dicendo.

Le eccezioni erano pochissime, e di scarso rilievo.

Chi fondava un proprio partito, ad es. Saragat, si preoccupava di dargli cmq un assetto interno democratico, statuto, congresso, elezioni interne dei ruoli dirigenziali e così via.

Le elezioni dei ruoli dirigenziali nei congressi facevano sì che queste fossero rappresentanze di basi di iscritti al partito, e quindi di idee ed istanze di iscritti al partito.

Le correnti.

Oggi i partiti sono tutte, tranne Pd e Lega, non democratici.

Proprietà private di singoli individui (Berlusconi, + Europa, Calenda, Renzi, etc...) se non addirittura di società di marketing, pubblicitari belli e buoni capaci di imporre propri dirigenti (cioè della società di marketing) come sovrintendenti generali del Presidente del Consiglio,
coi massimi ruoli dirigenziali (del partito creato in questo modo) che vengono scelti dai pubblicitari proprietari del partito tramite CASTING sulla base di criteri che vanno dall' aspetto fisico alla parlantina sciolta alla capacità di sorridere davanti alle telecamere e di bucare lo schermo, andando ad occupare in questo modo persino cariche istituzionali, vedasi la terza carica dello Stato.

La classe dirigente di un Partito, pertanto, non è più espressione di una base di iscritti al partito,
ognuno colle proprie idee, le proprie passioni, le proprie istanze,
ma una serie di individui cooptati dal proprietario del partito.

Cooptati che possono essere persone capace come incapaci,
fino alle mignotte belle e buone cooptate in Regione Lombardia.

Non che nei partiti democratici non esistano cooptati, vedasi quel tale chiamato Trota,
ma la cooptazione nasce su principi diversi, è una classe dirigente che sceglie e talora impone i ranghi intermedi.

Nei partiti non democratici tutti sono cooptati dal proprietario,
a cominciare dallo stesso n°2 del partito.
Vabbè che la classe politica odierna faccia cagare ma nn è che durante la prima repubblica brillasse.... tra l'altro ogni sei mesi un nuovo governo. I danni che l'Italia paga oggi derivano in larga parte dalla classe politica della prima repubblica. Quindi i partiti/partitini etc.... della prima repubblica sono stati un cataclisma per questo paese.
 

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Repubblica parla di governo ibrido: 12 politici e 8 tecnici. Tre 5stelle, due leghisti, forzisti, democratici, uno di IV di Leu e del misto.

Per i 5 stelle si dà per scontata la permanenza di Di Maio e un nuovo ministero a Conte. Per il PD di parla di Franceschini, Orlando e Zingaretti. Per Leu c’è solo Speranza. Per IV Bellanova, Bonetti o Rosato, con la pugliese in pole per tornare all’agricoltura. Per la legha si parla di Giorgetti e Molinari. Per Forza Italia si parla di Tajani, Gelmini e Bernini.

MEF a un tecnico.
 

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Repubblica parla di governo ibrido: 12 politici e 8 tecnici. Tre 5stelle, due leghisti, forzisti, democratici, uno di IV di Leu e del misto.

Per i 5 stelle si dà per scontata la permanenza di Di Maio e un nuovo ministero a Conte. Per il PD di parla di Franceschini, Orlando e Zingaretti. Per Leu c’è solo Speranza. Per IV Bellanova, Bonetti o Rosato, con la pugliese in pole per tornare all’agricoltura. Per la legha si parla di Giorgetti e Molinari. Per Forza Italia si parla di Tajani, Gelmini e Bernini.

MEF a un tecnico.
A sto punto Draghi mi fa un po' pena :D
 
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