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Kunst um der Kunst willen
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Manca solo l'ufficializzazione:



 

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La scelta dei nomi può sbilanciare l'esecutivo. Più sinistra che centro
di Piero Ostellino
Nasce un governo sbilanciato a sinistra, persino rispetto alle aspettative di gran parte dei suoi stessi elettori e al naturale orientamento della coalizione, per non parlare delle previsioni dell'opposizione e delle preoccupazioni di chi non lo ha votato. Che il centrosinistra vincitore delle elezioni si muova lungo direttrici «di sinistra» e che il governo rifletta, nella personalità dei suoi ministri, tali direttrici è legittimo. In parole povere, che un governo di sinistra faccia una politica di sinistra è anche del tutto ovvio. Ma se la scelta degli uomini ne accentua lo spostamento, rischiando di sbilanciarne anche le politiche, allora, sorge il sospetto che ci sia qualche ragione in più che la spiega e che del tutto ovvia essa poi non sia. Gli osservatori delle cose dei Palazzi romani ne elencano tre.

La prima ragione è che la sinistra radicale e tradizionalista è uscita meglio dalle urne di quella moderata e riformista e ora fa valere le sue ragioni.
I numeri lo attestano, ma sono soprattutto le conseguenze politiche che sembrano farsi sentire. Ha vinto il centrosinistra ma, forse, al suo interno, ha perso la componente moderata e riformista. Se la diagnosi si rivelasse corretta, non sarebbe un buon viatico per il Paese. La seconda ragione è che, nella distribuzione degli incarichi ministeriali, è prevalsa l'esigenza di «ricompensare», con un numero forse eccessivo di ministeri, i Democratici di sinistra, usciti perdenti, come partito, dall'elezione dei due presidenti delle Camere. Fra i ministri ds, quelli tradizionalisti prevalgono, a quanto sembra di capire, su quelli modernizzatori. Se ciò si riflettesse nei loro comportamenti, non sarebbe anch'esso una buona cosa per il Paese. Infine, la terza ragione è che la necessità di accontentare tutti i partiti della coalizione ha finito col precludere la possibilità di scegliere personalità esterne di area moderata. Il solo ministero che registra una salutare continuità col 1996 — quando a presiederlo era andato Carlo Azeglio Ciampi — è quello dell'Economia, assegnato a Tommaso Padoa- Schioppa (al quale, peraltro, è affiancato, alle Finanze, un tradizionalista come Vincenzo Visco). E questo pare il solo buon viatico per il Paese.

Accanto alle ragioni elencate dagli osservatori delle cose dei Palazzi romani, a me pare ce ne siano almeno altre due che sarebbe sbagliato trascurare, non fosse altro come monito per il futuro. L'una di natura strutturale; l'altra di natura congiunturale. La prima ragione, di natura strutturale, è la forte polarizzazione del sistema politico — prodotta dalla mancata reciproca legittimazione dei due poli — e la conseguente e congiunturale radicalizzazione del confronto elettorale. La seconda ragione, appunto di natura congiunturale e conseguente alla prima, è che il centrosinistra, malgrado le 281 pagine del suo «programmone», non ha detto quale fosse la sua «idea dell'Italia», ma ha fissato come unica priorità a-politica della propria campagna quella di «liberarsi di Berlusconi». A tutti i costi.

L'esito delle elezioni — Berlusconi, pur sconfitto, è ancora al centro del confronto politico, la campagna elettorale continua sotto altra forma e minaccia di durare cinque anni — ha fatto lievitare i costi per la componente moderata e riformista della coalizione. A incassare è, così, solo quella radicale (tranne i radicali veri che sono usciti puniti) e tradizionalista. Speriamo che, a pagarli, non sia anche il Paese.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2006/05_Maggio/17/ostellino.shtml
 

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Rhoy said:
mi verrebbe voglia di tornare a votare domani..

da 13 a 26 ministeri.. bel colpo!
I ministri non erano 13 neanche col precedente governo eh, fai confusione tra il numero di ministri e quello di ministri con portafoglio. Quelli con portafoglio erano 14, 24 quelli totali se non sbaglio.
Comunque la lista di ministri era di molto migliorabile.
 

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^^
Credo che Rhoy intendesse dire che Prodi aveva promesso in campagna elettorale di fare al massimo 13 ministri, se non ricordo male

Comunque, sono andato a controllare, i ministeri del Governo Berlusconi sono 24: hanno "sostituito" qualche ministero senza portafoglio (che sono sempre stati, più o meno, ministeri di "mera spartizione poliica"), mentre i due in più che ci sono derivano dallo scorporo di due ministeri "con portafoglio": Lavoro e Politiche Sociali, Infrastrutture e Trasporti
Da questi due hanno fatto 4 ministeri: Lavoro, Politiche Sociali, Infrastrutture, Trasporti

Mi spiace per damon che sperava fortemente nella formazione di un Ministero alla Pace :)
 

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Discussion Starter · #7 ·
GENIUS LOCI said:
^^
Credo che Rhoy intendesse dire che Prodi aveva promesso in campagna elettorale di fare al massimo 13 ministri, se non ricordo male

Comunque, sono andato a controllare, i ministeri del Governo Berlusconi sono 24: hanno "sostituito" qualche ministero senza portafoglio (che sono sempre stati, più o meno, ministeri di "mera spartizione poliica"), mentre i due in più che ci sono derivano dallo scorporo di due ministeri "con portafoglio": Lavoro e Politiche Sociali, Infrastrutture e Trasporti
Da questi due hanno fatto 4 ministeri: Lavoro, Politiche Sociali, Infrastrutture, Trasporti

Mi spiace per damon che sperava fortemente nella formazione di un Ministero alla Pace :)
Oltre che istruzione e ricerca universitaria.

Una domanda, ma ogni volta che si rifanno i ministeri bisogna cambiare targhe sulle porte e rifare le carte intestate? Ma che spreco è?
 

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facce nuove eh?

parlano di crisi culturale e mettono Rutelli ai beni culturali.. mah..

>Mussi poi..

oh Gesù uno del Pdci ai trasporti!! :runaway:
 

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E parlavano di Di Pietro alle infrastrutture... Aita Aita
 

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Mastella alla Giustizia....leggetevi il commento sul Corriere di Stella su Mastella alla Giustizia...
la Melandri povera done trombata a destra e a manca che si deve beccare un ministero costituito ad hoc per piazzare una donna in più.
dovevano essere "almeno il 30%"
saranno forse il 25%.
in ogni caso un Govenro sul solco di tutti quelli precedenti. nessuna rottura, nessun cambio.
spartizione delle poltrone con manuale cencelli in una mano e risultati delle politiche nell'altra.

...iniziamo bene...
 

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Un pò di statistiche: 14 ministri su 26 sono al primo incarico, 6 le donne (di cui però 5 sono senza portafoglio), Prodi è il più vecchio (67 anni), la Melandri la più giovane (44 anni), età media 55 anni e 9 mesi (i conti non li ho fatti io ;)).

@ Gruber
Mastella alla Giustizia (che sia il ministero per parcheggiare gli esseri più impresentabili di entrambe le coalizioni?), Parisi alla Difesa. Le donne non arrivano al 25% e hanno incarichi di secondo piano (Turco esclusa), mi sarei aspettato qualcosa di più anche da questo punto di vista.
Sono curioso di sapere se alla Bonino delegheranno i compiti europei della Farnesina o no...
 

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in ogni caso la lista dei ministri presenta ciò che più temevo.
la "punizione" delle Regioni simbolo del CDX: Lombardia e Veneto.

la Lombardia con 1/6° degli abitanti, che producono 1/4° del PIL Nazionale ha ben....1 Ministro.
Barbara Pollastrini all'indispensabile Ministero senza portafoglio delle Pari Opportunità.
il Veneto che quanto a cifre non è messo peggio ha ZERO Ministri. o se proprio ci si vuole allargare 1 contando Padoa Schioppa che oltre ad essere un Tecnico è "solo" nato a Belluno, studiato a Milano e da tutta la vita vive a Roma.

la randellata c'è stata. i Ministeri non significano solo potere nazionale ma anche locale, anche occhi di riguardo per la propria Regione o città.
si vede che ci tengono proprio a perdere 15 Milioni di elettori.

il baricentro dei Ministri si è spostato nettamente a Sud, tornando nella normalità dei Govenri degli ultimi 60 anni, esclusi quelli di Berlusconi.
 

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Kunst um der Kunst willen
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Discussion Starter · #15 · (Edited)
Le prime dichiarazioni dei ministri del governo Prodi «Meno donne del previsto, ma autorevoli» Livia Turco (Salute): «Daranno un grande contributo». Bianchi (Trasporti): «No al ponte sullo Stretto. Tav? Serve dialogo»

ROMA - «Sarà un ministero accogliente». Fresca di nomina e in attesa di giurare al Quirinale, la neoministra per la Salute, Livia Turco, dice che è «prematuro dare indicazioni» su cosa cambierà a Lungotevere dei Cenci, ma assicura che il suo sarà «un ministero che lavora con i cittadini, con i medici, le associazioni, le Regioni, il volontariato». Quella illustrata da Prodi, secondo Turco, è «una buona squadra di governo». Le donne sono «meno di quante ne aveva promesse, ma comunque più di quelle del governo Berlusconi. E poi tutte molto autorevoli, che daranno un grande contributo al governo, anche al di là dei singoli incarichi».

BINDI - Sulla presenza delle donne nel governo Prodi è meno soddisfatta Rosy Bindi (quasi certamente neo ministro della Famiglia). «Sono poche, sì - ammette rammaricata - ma la cosa più grave è che, eccetto la Turco, sono tutte senza portafoglio».

BIANCHI - Alessandro Bianchi (indipendente ma in quota Pdci) sarà il nuovo ministro dei Trasporti. «Mi è stata chiesta la disponibilità nel tardo pomeriggio di ieri - commenta - e ho avuto la conferma solo a notte fonda». Dovrà affrontare questioni difficili, e lo sa bene. «Sulla Tav in Val di Susa non conosco nei dettagli i progetti, ma sono convinto che bisogna cercarne uno condiviso dalla popolazione». Posizione netta riguardo al Ponte sullo Stretto: «Sono assolutamente contrario».

PECORARO SCANIO - Con il governo di centrosinistra l’Italia sarà «un Paese che mette al centro i temi dell’ambiente ma che cerca anche di rendere i cittadini italiani più ambientalisti». Questo l’impegno di Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente. «Il rilancio dell’economia si farà con opere utili e non con progetti faraonici come il Ponte sullo Stretto».

DAMIANO - Tra i nodi che il governo Prodi dovrà affrontare c'è anche quello riguardante il mercato del lavoro. «Non siamo per l'abrogazione della legge Biagi - ha subito chiarito il ministro del Lavoro, Cesare Damiano - Personalmente non sono neanche per il completamento: la legislazione sul lavoro va riscritta».
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/05_Maggio/17/reazioni_ministri.shtml
 

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DIABOLIKVS
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Il ministro dei trasporti è un urbanista di chiara fama, con pubblicazioni sulle relazioni tra sviluppo urbano e sistema dei trasporti, speriamo bene.

Sia come sia è una compagine di governo ampiamente al di sotto delle aspettative.
Molto meglio i 23 convocati da Lippi che i 29 di Prodi.
 

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Pavlvs said:
Il ministro dei trasporti è un urbanista di chiara fama, con pubblicazioni sulle relazioni tra sviluppo urbano e sistema dei trasporti, speriamo bene.

Sia come sia è una compagine di governo ampiamente al di sotto delle aspettative.
Molto meglio i 23 convocati da Lippi che i 29 di Prodi.

ad essere onesti non è sottole aspettative...è terrificante.
a leggere nome per nome si scopre come c'è stata una mera spartizione delle poltrone tra i partiti.
punto e basta.
alle Politiche Sociali c'è un cassaintegrato Fiat, alla Giustizia il sibolo della Magna Grecia Clemente Mastella, Mussi alla Ricerca (????), la Bindi e la Turco e la Melandri (mere apparatnik di partito che hanno l'unico pregio di essere donne e quindi di avere una poltrona assicurata...) come al solito piazzate ai Ministeri...da donne. e il resto?
non poche poltrone ex novo per garantire una fettina di potere e molti miliardi di euro a tutti.
e all'economia Padoa Schioppa.
sapete perchè, vero?
perchè se non farà quello che vogliono i partitini e i partitoni...un bel calcio nel culo e via a casa, senza aver problemi con nessuno partito!

male per dio. male.
 

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Kunst um der Kunst willen
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Discussion Starter · #19 ·
Pavlvs said:
Il ministro dei trasporti è un urbanista di chiara fama, con pubblicazioni sulle relazioni tra sviluppo urbano e sistema dei trasporti, speriamo bene.

Sia come sia è una compagine di governo ampiamente al di sotto delle aspettative.
Molto meglio i 23 convocati da Lippi che i 29 di Prodi.
Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

Indirizzo dell'università

Via Zecca, 4
89100 Reggio Calabria
Tel. 0965/332202-3
Fax 0965/332201
[email protected]
www.unirc.it

Rettore Alessandro Bianchi
Nato a Roma il 28/01/45
Ordinario di
Urbanistica

Curriculum accademico

Si laurea nel 1970 in Ingegneria civile presso l'Università di Roma La Sapienza;

Dal 1987 al 1994 è Professore associato di Pianificazione Urbanistica;

Nel 1994 diventa Professore ordinario di Urbanistica;

E' stato titolare della cattedra di Pianificazione del Territorio dal 1987 al 1994 e di Fondamenti di Urbanistica dal 1995, presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Reggio Calabria;

Dal 1995 al 1999 è stato direttore del Dipartimento di Architettura e Analisi della Città Mediterranea dell'Università di Reggio Calabria;

E' Rettore dell'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria dal 1999.

Scadenza del mandato di Rettore: 27 maggio 2007

Altri incarichi

Componente del Consiglio Direttivo dell'Istituto Regionale per le Antichità Calabresi e Bizantine dal 1990 al 1995;

Dal 1993 al 1998 ha coordinato il Piano Territoriale Regionale della Calabria, per l'Università di Reggio Calabria; (NDR ma ne esiste uno??)

E' dal 1998 Coordinatore del dottorato di ricerca in Pianificazione e Progettazione della Città Mediterranea, dell'Università di Reggio Calabria;

Dal 1998 dirige la collana Immagini di Città, della Rubbettino Editore;

E' Presidente dell'INU-Sezione Calabria dal 1999.

Attività scientifiche e pubblicazioni

E' Responsabile scientifico delle ricerche:

Analisi dello sviluppo urbano nazionale e delle sue interdipendenze con il sistema dei trasporti. Area dello Stretto di Messina (Progetto Finalizzato Trasporti C.N.R., 1982-86)

Rapporto annuale sulla situazione economica e territoriale del Lazio (IRSPEL, 1985-87)

Problemi e prospettive dell'assetto urbano e territoriale nelle regioni meridionali (SVIMEZ, 1986-88)

Atlante informatizzato dei beni architettonici e ambientali della Calabria (Ministero B.C.A.,1989-1991)

Mappa del rischio ambientale della Calabria (CNR,1991-'92)

Le nuove forme del piano (MURST 40%,1994, resp.locale)

Le città del mediterraneo (CNR, 2001, resp.nazionale)

Ha inoltre pubblicato:

Lineamenti di un progetto territorio, Dossier di Urbanistica Informazioni, 2003

Piccola biblioteca di urbanistica. Cento libri per sapere di urbanistica. Rubbettino, 2001

Frammenti. Sulla città, l'urbanistica e dintorni, Rubbettino,1998

Alla ricerca del Piano Regolatore perduto, in AA.VV. Le nuove forme di piano, Icaro n. 7, aprile 1996

Verso una nuova domanda di pianificazione del territorio, in Urbanistica Informazioni, 1996

Urbanistica a Messina, Riflessioni sulla città possibile, in Città & Territorio, n° 1, gennaio-febbraio 1995

Per un Atlante della Calabria. Territorio, insediamenti storici, manufatti architettonici, Gangemi Editore,1993 (con altri)

Temi di pianificazione urbanistica, Gangemi Editore,1992

Un Atlante del patrimonio insediativo storico della Calabria, in Storia Urbana, n° 58, 1992

Sullo specifico della città meridionale, in Il Politecnico, n° 29, 1992

Studi per il Piano Territoriale di Coordinamento della Calabria, Edizioni Bios,1988 (con altri)

Prospettive dell'assetto urbano e territoriale delle regioni meridionali: la Calabria, in Rivista Economica del Mezzogiorno, n.1, 1987

Trasformazioni territoriali di breve periodo: un approccio metodologico, in Lazioricerche, n° 2, 1985

Problemi di pianificazione territoriale, Casa del Libro, Reggio Calabria, 1983 (con altri)

Sull'area dello Stretto tra ipotesi e realtà, in Controspazio n° 3,1983

Una regione interrotta, in Controspazio n° 1-2, 1983

L'attraversamento dello Stretto, Casa del Libro, Reggio Calabria,1982 (con altri)

L'approccio sistemico nella pianificazione urbana e territoriale, Casa del Libro,1979 (con altri)

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Detto questo vorrei fare notare che anche Gregotti insegna all'università ed ha un curriculum incredibile, ma non basta quello purtroppo...
 

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L'università di Reggio Calabria non è che abbia poi questa gran fama....di professori di urbanistica come quello ce ne sono alcune decine di migliori sparsi nelle migliori università Italiane.

...solo che non avevano in tasca la tessera giusta al momento giusto.

in ogni caso dare quel Ministero a uno del PDCI è un vero suicidio....
 
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