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A Palazzolo Acreide - teatro greco - ciò recitato quando recitavo.

A Bobbio - ottimi alberghi - ciò trombato quando trombavo.

Bei tempi, ambedue.
Nessuno mette in dubbio la bellezza di entrambi - a me sembra perfino più bello Bobbio anziché Palazzolo A. - ma il sistema di voto quello sì, anche perché non è aggratis e avrebbe decretato altro.
 

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Si ho visto, però eviterei di alimentare certe polemiche, anche perchè Daverio oltre ad essere cittadino onorario di Bobbio ha mostrato in tanti anni di essere un grande estimatore della Sicilia, per cui eviterei. Mi concentrei sul regolamento, dal prossimo anno si cambia, ecco questo andrebbe fatto. Tra l'altro credo che questo secondo posto, per come è arrivato, stia creando un grande interesse attorno a Palazzolo che potrebbe dargli gli stessi benefici che avrebbe avuto se avesse vinto. Quindi, si facciano trovare pronti a sfruttare il ritorno turistico ed economico che questo lusinghiero secondo posto saprà dargli..:)
Le perplessità circa l'esito delle votazioni ci sta tutta, compresa l'ironia di chi a Palazzolo dice di voler dare la cittadinanza a Philippe Daverio il prossimo anno.

C'è un sistema di voto, quello telematico, che per di più è a pagamento (credo sui 50 cent/risposta) che ha decretato un vincitore. Piaccia o meno, la "giuria popolare" ha deciso così.

Poi vengono 3 giurati - tre! - con a capo Daverio che, per magia, ribaltano il voto dando addirittura 0% a Palazzolo e fanno vincere Bobbio.

Dici: curioso? sì, se non fosse che putacaso il Comune vincitore è quello che l'anno prima aveva concesso la cittadinanza ononraria proprio al capo della giuria, Daverio.

Io sono (ero, dopo le dichiarazioni fatte successivamente) un grande estimatore di questo critico d'arte, intelligente, preparato e pure simpatico allo stesso tempo. Poi mi fa certe uscite che mi fanno pensare che la categoria dei critici d'arte sono un tantino... scimuniti.
 

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Bastava semplicemente che lui si astenesse dalla votazione e saremmo stati tutti più felici e contenti.


Si ho visto, però eviterei di alimentare certe polemiche, anche perchè Daverio oltre ad essere cittadino onorario di Bobbio ha mostrato in tanti anni di essere un grande estimatore della Sicilia, per cui eviterei.
Se la tenga per sé la sua stima.

La guerra dei borghi e gli insulti di Daverio alla Sicilia:

https://www.iene.mediaset.it/video/guerra-borghi-daverio-sicilia_559161.shtml

"Ricatto siculo"
"Ho paura della Sicilia"
"I sicilani vi credete al centro del mondo"


O-kaka!
(che non è un giocatore eh!)
 

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Le perplessità circa l'esito delle votazioni ci sta tutta, compresa l'ironia di chi a Palazzolo dice di voler dare la cittadinanza a Philippe Daverio il prossimo anno.

C'è un sistema di voto, quello telematico, che per di più è a pagamento (credo sui 50 cent/risposta) che ha decretato un vincitore. Piaccia o meno, la "giuria popolare" ha deciso così.

Poi vengono 3 giurati - tre! - con a capo Daverio che, per magia, ribaltano il voto dando addirittura 0% a Palazzolo e fanno vincere Bobbio.

Dici: curioso? sì, se non fosse che putacaso il Comune vincitore è quello che l'anno prima aveva concesso la cittadinanza ononraria proprio al capo della giuria, Daverio.

Io sono (ero, dopo le dichiarazioni fatte successivamente) un grande estimatore di questo critico d'arte, intelligente, preparato e pure simpatico allo stesso tempo. Poi mi fa certe uscite che mi fanno pensare che la categoria dei critici d'arte sono un tantino... scimuniti.
Effettivamente più apre bocca e più Daverio peggiora la sua situazione. Le dichiarazioni sulla Sicilia credo siano anche lì ironiche, però lui avrebbe dovuto rispondere non fare ironia, spiegare la sua posizione di giurato e cittadino onorario di uno dei borghi finalisti se proprio doveva parlare. Altrimenti meglio scegliere la via del silenzio..Però dai, non facciamone un caso politico adesso..
 

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Ecco, puntualissime le scuse di Daverio..Caso chiuso dai :)


Il caso del Borgo dei Borghi, Daverio si scusa con i siciliani: "Ho generalizzato"
29 Ottobre 2019

Philippe Daverio
Philippe Daverio fa dietro front e affida le scuse alla Sicilia e ai siciliani, ad un messaggio sul suo profilo Facebook. Si chiude così il caso, scoppiato negli ultimi giorni: oggetto il Borgo dei Borghi, titolo assegnato al concorso televisivo di Raitre. A vincere quest'anno è stato Bobbio, in Emilia Romagna, finito in finale insieme al Comune siciliano di Palazzolo Acreide. Una vittoria che è stata contestata da più voci.

A scatenare le polemiche la presenza, tra gli esperti, di Plilippe Daverio."Quella dei siciliani contro di me è una intimidazione, tipica della loro cultura - dice - a me la Sicilia non piace, lo posso dire? Sono terroni che rosicano", la frase rilasciata da Daverio a Le Iene. Ieri il presidente della Regione, Nello Musumeci, aveva preteso le scuse che sono arrivate via Facebook.


Il messaggio integrale: "Mi scuso con i siciliani, perché ho generalizzato dicendo a tanti ciò che era destinato a pochi facinorosi. Sono talvolta ingenuo e come tale, dopo una lunga giornata di viaggio e di lavoro, dopo una sommatoria di insinuazioni d’interesse mio privato lanciatomi da politici siciliani per il mio voto libero nella trasmissione dei borghi e dopo aver ricevuto minacce d’ogni genere e anche di morte a me e alla mia famiglia, mi sono trovato pure inseguito da una iena della nota trasmissione, ex candidato sindaco di Palermo, che mi ha posto una serie di tranelli.

Mi ha fatto ribollire il sangue e ho sbottato come lui sperava che facessi. Non tollero i ricatti, dal nord o dal sud. E ho reagito in un modo ironico che ha generato confusione e da parte di spiriti malversati reazioni spropositate. Al Presidente della Regione Sicilia che ha dato una intervista contro di me sul Giornale di Sicilia nella quale esige la mia espulsione dagli schermi della RAI ho scritto la seguente lettera aperta. Je vois envoie une lettre que vous lirez peut-être si vous avez le temps (Boris Vian 1958 al Président de la République). Onorevole Presidente Musumeci, mi permetto d’assumere un tono ironico per affrontare questa versione contemporanea della Secchia Rapita che ha trasformato un gioco televisivo in una farsa tragicomica nella quale Ella non ha avuto il buongusto di evitare lo scivolone. L’appello dei neoborbonici chiede che non lavori più in Rai: non si preoccupino, è da tempo che la Rai non mi vuole e ha smesso di trasmettere i miei video nei quali tra l’altro ho spesso esaltato la Sicilia, con la trasmissione su Palermo, quella sui Normanni e quella sulla presenza araba. Ho insegnato a lungo in Sicilia e devo riconoscere con orgoglio che molti miei laureati presso la Facoltà di architettura di Palermo conservano un buon ricordo del mio operato didattico, ricambiato dalla medesima mia simpatia.

Ho collaborato con passione all’attività del Teatro di Montevergini e ho avuto l’incarico di organizzare la festa di Santa Rosalia, una volta con successo facendo costruire il carro gratuitamente a Jannis Kounellis (purtroppo quell’opera dall’altissimo valore economico è poi marcita all’aria aperta), una seconda volta in mezzo a mille polemiche quando la scarsità di fondi restrinse la distribuzione di incarichi. Ho polemizzato per la cattiva manutenzione degli immobili della Facoltà nella quale insegnavo ed ho subito i biasimi d’un senato accademico che non tollerava le critiche al loro membro ormai defunto che quest’edificio aveva progettato.

Ho quindi più d’una volta in Sicilia litigato con dei siciliani; sono umano e sanguigno come lo erano i miei parenti svevi ed è forse la mia quota sveva che mi ha reso possibile intendere la complessità dell’animo siciliano, nel bene sempre e nel male talvolta. Ho letto con profondo disappunto la sua intervista apparsa sul Giornale di Sicilia nella quale dice: “Mi auguro che il servizio pubblico televisivo, se esistono ancora rapporti professionali con questo personaggio, li rescinda immediatamente. Se poi dovessero arrivare le scuse, sarò io stesso a invitare il razzista francese nella nostra Isola”. Non posso fare altro che prenderne atto. Alla Secchia Rapita, che Ella sicuramente ha letto vista la sua nota cultura storica, Ella ha avuto l’ispirazione di aggiungere una riedizione dei Vespri Siciliani individuandomi come una replica degli angioini cacciati nel XIII secolo.

Le debbo purtroppo comunicare che sono italiano e come tale ho servito Milano da assessore per quattro anni; sono francese per metà e per quella normativa che mi consente d’essere francese per jus soli e italiano per jus sanguinis in quanto il mio ceppo familiare lombardo (quanti sono i siciliani che di cognome fanno Lombardo!) è iscritto nella Maricula nobilium familiarum Mediolani sin dal 1377 e che mio parente fu quel Francesco Daverio, il quale a capo del partito popolare delle Cinque Giornate riportò Garibaldi in politica. Che i neoborbonici assieme a Lei si siano inalberati non mi sorprende quindi, anzi onora sia me che i miei antenati morti per far sorgere l’Unità di quest’Italia. La TV non è del tutto la realtà, ne è solo uno specchio, talvolta drammatico, talvolta come in questo caso oggettivamente ludico. Credo che pure il Suo ispiratore storico l’On Almirante (“il maestro della mia generazione” Ella disse) lo avrebbe capito e mi duole dover ricordare che sono ben meno razzista di quanto non lo fosse stato l’ambito ideale al quale Ella storicamente si riferisce. Ho oggettivamente partecipato alla realizzazione d’un capolavoro: farmi dare del razzista da un seguace di colui che fu segretario di redazione de La Difesa della Razza a partire dal 20 settembre del 1938, negli stessi giorni delle leggi razziali. Le auguro di potersi emancipare da un passato che sembra incombere inesorabilmente su di Lei e assumere una percezione aggiornata della contemporaneità.

Per il resto le suggerisco di riguardare la trasmissione e si accorgerà che anche gli altri due componenti della Giuria hanno votato a favore di Bobbio: ritenere che siano stati influenzati da me è un drammatico insulto alla loro professionale competenza e alla loro rispettabilità. Sono l’una olimpionica con varie medaglie d’oro, la gentile signora triestina Margherita Granbassi e il geologo Mario Tozzi, il quale ha votato pure per Rotondella in provincia Matera, dove ha lavorato per anni (sarà quindi anche lui mosso da conflitto d’interesse per via del martelletto da geologo?) e per la quale ho votato pure io (c’eravamo forse messi d’accordo con dei pizzini passati sottobanco?). La cultura del sospetto e delle insinuazioni è repellente! In seguite alle Sue dichiarazioni la mia pagina facebook è stata inondata di minacce. Liliana Segre sostiene che “gli hater sono persone di cui bisogna avere pena, vanno curate”. Lei riceve tuttora duecento messaggi razzisti al giorno. Sono orgoglioso d’essere in sua compagnia. Ma le minacce di morte giunte a me alla mia famiglia vanno oltre ogni limite di convivenza civile.

In Seguito alla Sue dichiarazioni l’assessore al Turismo della Sua onorevole Amministrazione, Manlio Messina, ha dato via ad una caricatura di class action chiedendo che non possa più io lavorare in Rai. Forse un attimo di riflessione sull’articolo della nostra Carta costituzionale potrebbe tornarvi a tutti assai d’aiuto laddove l’articolo 21 recita: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.» Non mi permetterei mai di chiederLe una traccia di sense of humour ma nondimeno spero non abbia confuso una trasmissione televisiva virtuale con la realtà che Ella deve affrontare nell’ARS e che il suo collega Ansaldi dovrebbe afferrare in Parlamento. Capisco che per un politico l’inseguire l’opinione pubblica più immediata sia sempre argomento d’insuperabile fascino ma reputo che la responsabilità etica debba andare verso pensieri più elevati.

Con le minacce che mi sono pervenute mi sarà assai difficile intraprendere qualsiasi lavoro nell’isola. So bene, onorevole Presidente, che del mio lavoro da comunicatore dei Beni Culturali ad Ella non potrà importare nulla; la Sicilia è già perfetta così come è, la sua notorietà mondiale è accertata. Le vorrei solo ricordare anche l’articolo 4 della Carta, quello che recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” Le scuse a tutti i siciliani le faccio con sommo piacere, e so che alcuni mi capiranno, almeno quelli non troppo suscettibili ai pizzicotti critici. Ero stato inseguito da un giornalista insistente e molesto delle Iene, ovviamente pure lui siciliano e candidato sindaco a Palermo, dopo una lunga conferenza e in mezzo ad una ressa di pubblico. Le scuse da parte Sua non me le aspetto. Philippe Daverio"

https://gds.it/articoli/cultura/2019/10/29/il-caso-del-borgo-dei-borghi-daverio-chiede-scusa-ai-siciliani-072a52dc-e58f-4341-95f8-b60d4e64ef0d/
 

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Le scuse sono sempre ben accette, anche se penso che alla fine gli siano state suggerite (altro che azioni legali alla Sicilia, semmai il contrario) da suoi legali e dai suoi più stretti collaboratori. Penso siano più opportunistiche che dettate dal sincero dispiacimento.

Oppure ora è sobrio. :D
 

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Philippe Daverio di nuovo contro la Sicilia: “Ci vorrebbero migliaia di psichiatri”
Daverio torna sulla polemica scatenata dalla sua votazione nella trasmissione Borgo dei Borghi
Redazione di Redazione 17 Novembre 2019


Philippe Daverio torna a prendersela con i siciliani e ritorna sulla guerra dei Borghi dei Borghi. “È un problema di super ego. Non posso risolverlo io, ma ci vorrebbero migliaia di psichiatri”.

La polemica era sorta in seguito alla partecipazione del critico alla votazione che ha incoronato Bobbio vincitore nella trasmissione di RAI 3 che ha nominato, appunto, il Borgo dei Borghi 2019. Una vittoria giunta a discapito di Palazzolo Acreide, arrivato secondo.

Ora Daverio torna sulla polemica scatenata dalla sua votazione nella trasmissione Borgo dei Borghi. Una guerra giunta fino in Parlamento a causa delle pesanti dichiarazioni contro la Sicilia e il popolo siciliano seguita alla proclamazione su Rai3 di Bobbio (Piacenza) come Borgo dei Borghi 2019, quando al televoto era stata la cittadina siciliana di Palazzolo Acreide a ricevere maggiori preferenze ma era stata bocciata dalla giuria di qualità presieduta da Daverio, che poi si è scoperto essere cittadino onorario del Comune piacentino.

Philippe Daverio nel corso di Book city Milano è tornato sull’argomento Borgo dei Borghi eda ha anche affrontato l’argomento razzismo. “L’Italia non è mai stata razzista, ma era di più. È campanilista. La politica sfrutta molto questo trend, utilizzando le forme di populismo”.

Ora torna con un’altra dichiarazione contro la Sicilia e i siciliani dopo le offese rilasciate in una intervista alle Iene e le successive scuse pubbliche. Ora però torna a mettere il dito nella piaga riaprendo il caso.
https://www.direttasicilia.it/2019/11/17/philippe-daverio-di-nuovo-contro-la-sicilia-ci-vorrebbero-migliaia-di-psichiatri/



In realtà qui ne basterebbe solo 1 di psichiatra. Indovinate per chi...
 

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Relativamente al discusso borgo ("più bello d'Italia") di Sambuca di Sicilia (AG), un interessante intervento che lo riguarderà.
Sambuca, le case all’asta da un euro nel borgo più bello d’Italia
12/04/2018 -


di Redazione
Bando per diciassette unità edilizie da ristrutturare: domande entro il 2 maggio

...

riporto dal thread agrigentino:


La rinascita di un borgo, ecco Sambuca di Sicilia


[/url]

esterno della Chiesa Madre







interno Chiesa Madre










[url=https://postimages.org/]
Minni di vergini dolce tipico del borgo
 

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Non so se li avete già segnalati, eventualmente aggiungeteli alla lista.

Torre Alfina (VT)
Castelmola (ME)
Roghudi Vecchio (RC) è una ghost town
Craco (MT) altra ghost town
Monteriggioni e Pitigliano (SI)
Sermoneta (LT)
Castel di Tora (RI)
Voltaggio (GE)
La Morra (CN)
 

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Borghi più belli d’Italia, Tropea si candida a entrare nel club

Presentata ufficialmente la candidatura che fa il paio con quella a Capitale italiana della cultura

Tropea si candida a entrare nel club dei Borghi più belli d’Italia. Il processo di valorizzazione della cultura portato avanti dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giovanni Macrì, si arricchisce di un nuovo tassello. Nella giornata di oggi, infatti, il Consiglio comunale ha deliberato la candidatura al prestigioso riconoscimento che diventa così ufficiale e si va ad aggiungere all’aspirazione a Capitale della cultura 2021.


«Un percorso importante – si legge sulla pagina facebook del Comune - che si unisce alle ulteriori iniziative che l’amministrazione comunale sta portando avanti per valorizzare l’aspetto storico, artistico e culturale della nostra meravigliosa Città. Tropea non solo mare, Tropea Capitale Italiana della Cultura 2021».

Cosa sono i Borghi più belli d’Italia
Nel marzo del 2001 nasceva l’Associazione de I Borghi più belli d’Italia su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). Questa iniziativa è sorta dall’esigenza di valorizzare il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani che sono, per la grande parte, emarginati dai flussi dei visitatori e dei turisti. Sono infatti centinaia i piccoli “borghi d’Italia” che rischiano lo spopolamento ed il conseguente degrado a causa di una situazione di marginalità rispetto agli interessi economici che gravitano intorno al movimento turistico e commerciale. Per questo l’Associazione si prefigge di garantire – attraverso la tutela, il recupero e la valorizzazione – il mantenimento di un patrimonio di monumenti e di memorie che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduto. Non si propongono dei “paradisi in Terra” ma si auspica che le sempre più numerose persone che ritornano a vivere nei piccoli centri storici ed i visitatori che sono interessati a conoscerli possano trovare quelle atmosfere, quegli odori e quei sapori che fanno diventare “la tipicità” un modello di vita che vale la pena di “gustare” con tutti i sensi.

https://lacnews24.it/cultura/borghi-piu-belli-italia-tropea-candidata_109937/
 
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