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IL CASO

Sottoscrizione popolare per Cranach
Il Louvre ha vinto la scommessa
In cinquemila in un mese hanno dato il loro contributo via web per permettere al museo di acquistare e far restare a Parigi il celebre "Le Tre Grazie". Il museo era arrivato a tre milioni di euro, ne mancava uno: l'hanno messo i cittadini



PARIGI - “Merci!”. La scommessa è stata vinta. Il Louvre ha scritto a caratteri cubitali il suo ringraziamento agli oltre cinquemila contributori che gli hanno permesso di acquistare il capolavoro di Lucas Cranach, “Le Tre Grazie”. Da quando è stato lanciato l'appello alla sottoscrizione, il 13 novembre, il museo è stato travolto dall'entusiasmo di appassionati di arte o semplici cittadini preoccupati per la sorte del quadro. “Le Tre Grazie”, dichiarato “tesoro nazionale”, era stato infatti messo in vendita da un collezionista privato e rischiava di finire all'estero. Il valore del piccolo dipinto firmato dal pittore rinascimentale tedesco nel 1531, era stimato a 4 milioni di euro. Il Louvre ne aveva raccolti, tra propri fondi e quelli di sponsor, solo tre. Mancava un milione di euro.

Il direttore Henri Loyrette ha deciso così di rivolgersi direttamente al pubblico. “Tutti mecenati” è la campagna che è stata lanciata sul web, attraverso un apposito sito (www.troisgraces.fr 1). Le donazioni potevano essere fatte anche online, con carta di credito, fino al 31 gennaio. Ma il successo è stato tale che la colletta è stata chiusa prima del previsto. Ieri, il Louvre ha infatti annunciato di aver raggiunto la somma necessaria per ultimare l'acquisto.

Il profilo tipo di chi ha risposto all'appello è molto variegato. L'età dei sottoscrittori è compresa tra 8 e 93 anni, le somme vanno da cinque a quarantamila euro, anche se la media è intorno ai 50 euro. I donatori vivono soprattutto nella capitale, ma sono arrivati contributi anche da paesi della campagna e persino da Messico, Usa, Cile. “Se la nostra campagna di sottoscrizione ha avuto così tanto successo è intanto perché l'opera di Cranach è oggettivamente magnifica” racconta Catherine Sueur, vice-amministratore del Louvre. “E' anche un segnale del forte attaccamento al nostro museo e alla salvaguardia del suo patrimonio”.

Dal 2 marzo, il quadro potrà finalmente essere esposto nella prestigiosa ala Richelieu. Per il primo mese gli oltre cinquemila donatori avranno il loro nome scritto accanto a “Le Tre Grazie”. Riceveranno anche una riproduzione dell'opera a casa. Per i più generosi, ci sarà la possibilità di organizzare una visita privata al Louvre. E il museo pensa già di replicare la scommessa con altre opere.


DOMANDONI:

premesso che secondo me quì esce allo scoperto soprattutto lo sciovinismo francese; comunque di persè la notizia è interessante, nella sua semplice banalità, soprattutto per un paragone con l'italia;

pensate che una simile iniziativa in italia sarebbe passata con lo stesso successo?
pensate che una simile iniziativa in italia sarebbe proponibile su scala nazionale, non solo per acquisti, ma anche per restauri o conservazioni (penso a pompei); con risultati facilmente verificabili e concreti?

voi partecipereste?

poniamo un caso banale: a roma esiste la famosa collezione torlonia, che è considerata la collezione privata di statue antiche più ricca e importante del mondo.
e sta in uno scantinato.
il comune e lo stato ha provato ad acquistarla decine di volte, ma alla fine vuoi la volontà politica vuoi la mancanza di soldi hanno sempre bloccato tutto.
e se dicessero: raccogliamo un milione di euro per comprarla (premesso che costerà qualche multiplo....)??

insomma mettiamo i soldi, a volte, per la salute (raccolte telethon, airc etc);
potremo metterli con lo stesso sistema per arte e cultura?
 

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In teoria sarebbe possibile, quello che manca è la capacità di saper fare marketing in questo campo...

Il Louvre non è un semplice museo, ma è un vero e proprio marchio, che promuove iniziative, vende gadget e si fa pubblicità. E non ultimo, è figlio di un progetto politico vecchio di 200 anni, quello di creare non UNA collezione, ma LA collezione d'arte di Francia.

Da noi l'arte è più "multipolare"... Abbiamo moltissimi musei famosi, ma, a parte i Musei Vaticani, nessun mega museo accentratore. Non che in Francia non ci siano musei minori degni di nota, ma è il Louvre che fagocita l'attenzione e i denari e che attira le grandi compagnie che non vedono l'ora di figurare tra gli sponsor...

Quindi, secondo me, questo acquisto è stato dovuto alla forza del "marchio" Louvre, che non sarebbe ripetibile con altri musei della stessa Parigi (tranne forse il Musée d'Orsay) e del resto della Francia.

Non è dovuto al fatto che i francesi sono più generosi o più amanti della cultura di altri, ma perchè il Louvre muove attorno a sé l'interesse dei media e ha grande visibilità internazionale. E dunque attira soldi.
 
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