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Discussion Starter · #1 ·
Non ho ancora visto un 3d :D sul tema eppure è l'argomento più succoso del 2012 ancor meglio del bunga bunga con la nipote di Mubarak dell'anno scorso!

Dall'ultimo libro di Nuzzi, al Gotti Tedeschi silurato alla pantomima del maggiordomo, per finire alla tomba del Dandi finalmente aperta... meglio di Beautiful!

Se si continua con sto ritmo il 21 dicembre casca veramente il mondo!
 

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Inquisitore emerito
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Ohhhh c'e il mio thread!

E comunque non c'è nulla su cui sparlare.
 

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Ministry of Truth
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Ma quali sarebbero questi segreti trafugati?
 

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ricercatore pampers
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Se si continua con sto ritmo il 21 dicembre casca veramente il mondo!
Berlusconi, Bossi, Fede, PdL, Formigoni, Ferrara che impazzisce, Vaticano. Sotto certi aspetti questo 2012 rischia di diventare un anno epico! :)
 

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Tra le carte rubate c'e' anche una corrispondenza tra papa e gran capo di CL per la nomina del successore di Tettamanzi.
CL chiede a gran voce Scola, perche' e' di CL e perche' e' di centrodestra.
Per controbilanciare Pisapia e aiutare CL che e' in difficolta causa prese di posizione politiche di Formigoni e Lupi.
 

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Sapevo che ci militò da giovine, ma non da vescovo.
 

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«Siccome il vescovo ha militato in Comunione e liberazione, non sarà possibile che in quello che fanno non sia coinvolto?
Siccome con Formigoni si conoscono, vengono tutti e due da Lecco eccetera eccetera, è possibile che il vescovo non c'entri con quello che Formigoni fa?
È possibile perché con Formigoni negli ultimi vent’anni ci siamo visti una volta all’anno se va bene possi dire che non ho più partecipato a incontri di Cl da vent’anni, ma per molti di voi questo non serve a niente Per un vescovo che si deve occupare dei suoi fedeli è come avere due peccati originali di cui liberarsi tutte le volte».


Queste sono parole di Scola.

Queste altre di Don Carron.
Una lettera del capo di CL al cardinale Bertello, che all'epoca era il nunzio apostolico in Italia, cioe' l'ambasciatore del Papa presso il nostro governo.
Bertello e' uomo di assoluta fiducia di Ratzinger che poco dopo quella lettera lo nomino' Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano che è l'organismo che esercita il potere legislativo nello Stato della Città del Vaticano e contemporaneamente pure Presidente del
Governatorato dello Stato Città del Vaticano che è l'organismo di potere esecutivo dello Stato Vaticano.


“Rispondo alla Sua richiesta permettendomi di offrirle in tutta franchezza e confidenza, ben consapevole della responsabilità che mi assumo di fronte a Dio e al Santo Padre, alcune considerazioni sullo stato della Chiesa ambrosiana”.

“Il primo dato di rilievo è la crisi profonda della fede del popolo di Dio… perdura la grave crisi delle vocazioni… la presenza dei movimenti è tollerata, ma essi vengono sempre considerati più come un problema che come una risorsa”.

“Dal punto di vista poi della presenza civile della Chiesa non si può non rilevare una certa unilateralità di interventi sulla giustizia sociale, a scapito di altri temi fondamentali della Dottrina sociale, e un certo sottile ma sistematico ‘neocollateralismo’, soprattutto della Curia, verso una sola parte politica (il centrosinistra) trascurando, se non avversando, i tentativi di cattolici impegnati in politica, anche con altissime responsabilità nel governo locale, in altri schieramenti”.

“Questa unilateralità di fatto… finisce per rendere poco incisivo il contributo educativo della Chiesa al bene comune, all’unità del popolo e alla convivenza pacifica”... “l’unica candidatura che mi sento in coscienza di presentare all’attenzione del Santo Padre è quella dell’attuale Patriarca di Venezia, Card. Angelo Scola. Tengo a precisare che con questa indicazione non intendo privilegiare il legame di amicizia e la vicinanza del Patriarca al movimento di Comunione e Liberazione, ma sottolineare il profilo di una personalità di grande prestigio e esperienza…”
.


da Il Fatto quotidiano, 5 maggio 2012


A conti fatti io ci leggo che Scola non solo era di CL... Ma lo e' ancor oggi.
Che e' prossimo al PDL e a Formigoni, e che la sua nomina ad arcivescovo di Milano la si deve piu' a CL che al Papa.

E quindi...a chi riponde Scola?
Al Papa o ai ciellini?
 

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Lo so che la cosa ha del ridicolo a questo punto, ma oggi sul Corriere è uscita una notiziola, un paio di righe annegate dentro una paginata a mezzo giornale. Pagina 21.

Sapete chi ha raccomandato il maggiordomo Paolo Gabriele a Ratzinger?
Tal Monsignor Gianni Danzi, responsabile della Segreteria Internazionale di Comunione e Liberazione. Deceduto nel 2007.
E sempre sul Corriere si fa cenno al fatto che Paolo Gabriele ha "contatti e frequentazioni".
Un modo velato per dire che pure lui è di CL.

D'altra parte la "famiglia Pontificia", cioè coloro che quotidianamente vivono nello stesso appartamento in Vaticano con Ratzinger, oltre che dal di lui fratello, è composta da 4 memores domini di Comunione e Liberazione, Loredana, Carmela, Cristina e Rossella.



Da ogni parte che ti giri trovi memores domini...
E da ogni parte saltano fuori ville in Costa Smeralda, corvi, raccomandazioni, milioni di euro come noccioline, lottizzazione, faccendieri e... manette....
 

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Il Papa ha poi definito "una vera piaga per la Chiesa", per la quale "non abbiamo ricette", la sofferenza delle persone divorziate e risposate che non possono accostarsi ai sacramenti. Benedetto XVI rispondendo a una domanda della famiglia brasiliana Araujo, che ha rimarcato come queste persone si sentano sole ed escluse dalla Chiesa, ha risposto: "Dobbiamo dire loro che la Chiesa li ama, devono vederlo e sentire che realmente facciamo il possibile per aiutarli". Il Pontefice ha auspicato che queste persone, anche se non possono accostarsi ai sacramenti, "realmente trovino il modo di vivere la vita di fede come un dono di Dio e che la loro sofferenza serva come monito per la stabilità del matrimonio".Poi ha aggiunto che "la loro sofferenza, se totalmente interiorizzata, è un dono per la Chiesa".
:rofl:
 

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moser user
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Documento contro Cl a Scola
"Non toccate i nostri cardinali"

Più di 500 tra sacerdoti, Caritas e fedeli firmano una lettera in difesa di Tettamanzi e Martini.

Il presidente dei ciellini, Carron, li aveva bollati come autori di una "rottura della tradizione ambrosiana
"


Hanno aspettato che il Papa tornasse a Roma e sono usciti allo scoperto con 550 firme contro il presidente di Comunione e liberazione, don Juliàn Carrón, critico nei confronti di Carlo Maria Martini e di Dionigi Tettamanzi. Carrón li aveva bollati entrambi come autori di una «rottura della tradizione ambrosiana di profonda unità fra fede e vita» in una lettera spedita, nel marzo scorso, al nunzio apostolico Giuseppe Bertello, durante le consultazioni per la scelta del nuovo arcivescovo. Scelta caduta poi — per volere di papa Ratzinger — su Angelo Scola, di formazione ciellina, anche se dal movimento ha preso le distanze. La lettera di Carrón contro Tettamanzi e Martini doveva restare segreta. Ma è stata divulgata un mese fa dai “corvi” del Vaticano. E immediatamente i cattolici milanesi si sono messi in moto. La mobilitazione contro il leader ciellino arriva non casualmente alla vigilia del consiglio presbiterale, il «senato» della chiesa ambrosiana, convocato per oggi, con Scola e 74 fra preti, monsignori, religiosi e dirigenti di enti caritativi.

«Il ministero di questi due nostri pastori», si legge nella lettera, ha «rappresentato un lungo e indimenticabile tesoro di grazia, alla ricerca di una coerente realizzazione delle scelte del Concilio». L’elenco delle firme è lunghissimo: ci sono nomi di fedeli sconosciuti, di preti e parroci (fra questi don Angelo Casati, collaboratore del cardinale Carlo Maria Martini e monsignor Giovanni Giavini, ex dirigente di Curia). Ci sono le significative adesioni di esponenti di primo piano del cattolicesimo milanese, come Luciano Gualzetti, vicepresidente della Caritas Ambrosiana, Andrea Fanzago, consigliere comunale Pd e dirigente della Caritas Ambrosiana, insieme con Angelo Levati, anima storica delle Acli e a docenti dell’Università Cattolica.

Tutti irritati per la sollecitazione di Carrón al Vaticano affinché venisse fatta con «urgenza una scelta di discontinuità significativa rispetto alla impostazione degli ultimi trent’anni». La replica è dura: «Martini ha insegnato a migliaia di fedeli di tutte le età a coniugare ascolto della Scrittura e fedeltà al Vangelo nella vita di ogni giorno, e ha suscitato l’ammirazione e lo stupore di molte persone lontane dalla fede». Di Tettamanzi la lettera ricorda la scelta di «istituire il Fondo famiglia-lavoro, e la sua difesa dei più poveri tra i suoi fedeli, che lo ha esposto alle critiche ingiuriose di una parte politica». La chiusa è esplicita: «Forse il reverendo Carrón — che non ci risulta essere vissuto sempre a Milano negli ultimi trent’anni — si è fidato troppo di qualcuno che non aveva occhi per vedere e orecchie per sentire l’annuncio evangelico dei nostri vescovi».
 
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