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Il lavoro precario è fermo dal 2001
Le leggende sulla Biagi
di Pietro Ichino

Le modifiche alla legge Biagi annunciate dal ministro del Lavoro sono quelle indicate fin dall' anno scorso nel programma elettorale dell'Unione come necessarie per la lotta contro il lavoro precario: abolizione del lavoro a chiamata, o job on call, e dello staff leasing. Il ministro però farebbe bene a rispondere in modo preciso e pertinente alle obiezioni che da più parti, e anche dall'interno dello schieramento di centro-sinistra, sono state mosse contro questo punto del programma.

Quanto al job on call, si tratta in sostanza dei contratti a termine di brevissima durata, che sono sempre esistiti: sono quelli del cameriere ingaggiato a giornata per un banchetto, o della hostess per un congresso; la legge Biagi non aveva fatto altro che dettare alcune norme più rigorose per questi casi, rispetto al vuoto normativo precedente. Ora, il governo intende abrogare queste norme per tornare alla libertà totale che vigeva prima? Oppure intende vietare l'ingaggio del cameriere per un banchetto o della hostess per un congresso?

Quanto allo staff leasing, tutti ormai sanno che si tratta di una forma di organizzazione del lavoro che prevede l'assunzione a tempo indeterminato, con una stabilità persino superiore rispetto a quella del rapporto di lavoro ordinario: il lavoratore in staff leasing è protetto contro il licenziamento non soltanto dall' articolo 18 dello Statuto, ma anche dal divieto di licenziamento collettivo. Con questo nuovo tipo di contratto la legge Biagi intendeva offrire, nel settore dei servizi all'impresa ad alta intensità di lavoro (pulizia, facchinaggio, marketing, servizi informatici, ecc.), un rapporto assai più stabile e protetto ai lavoratori che oggi svolgono questi servizi come dipendenti di aziendine appaltatrici, cui sovente l'articolo 18 non si applica e che, quando cessa l'appalto, sono ad alto rischio di perdere il posto. Libero, ovviamente, il governo —al di là delle buone intenzioni del ministro — di preferire i mini-appalti; ma che cosa c'entra l'abolizione dello staff leasing con la lotta al precariato?

Vengono preannunciate anche modifiche restrittive alla disciplina del contratto a termine, che non è contenuta nella legge Biagi, bensì in un decreto legislativo di due anni precedente (n. 368/2001). Ma non esiste alcuna evidenza di una responsabilità di quel decreto nel fenomeno dell'aumento del lavoro precario. La realtà è che l'aumento del lavoro precario ha incominciato amanifestarsi fin dagli anni 70 ed è continuato ininterrottamente fino alla fine degli anni 90, per poi arrestarsi proprio negli anni della penultima legislatura.

Questo è riconosciuto anche in un libro scritto prevalentemente da sociologi ed economisti di sinistra, di cui il ministro Damiano e il presidente della Commissione lavoro del Senato Tiziano Treu hanno scritto una laudativa prefazione (La «legge Biagi». Anatomia di una riforma, Editori Riuniti, 2006). Qui, in un saggio dell'economista Gianni Principe, si legge: «Se stiamo ai dati Istat sulla diffusione del lavoro a termine, il 2001 non ha segnato nessuna svolta, ma piuttosto un momento di declino»; «inoltre il divario dalla media europea ... appare di una certa consistenza (circa cinque punti in meno), da cui si potrebbe dedurre che abbiano ragione quanti oppongono alle teorie sulla precarizzazione la constatazione rassicurante di una buona capacità di tenuta del nostro sistema di norme a protezione dei lavoratori ».

Stessa musica nel contributo del sociologo Aris Accornero, molto vicino alla Cgil: «un esame più analitico ... non sembra indicare la riforma (legge Biagi n.d.r.) come causa diretta del calo di rapporti stabili emerso nelle previsioni 2005 ... In sintesi: a) è scesa di 1,9 punti la quota di imprese che hanno utilizzato dipendenti a tempo determinato; b) è scesa di 4 punti la quota di imprese che hanno utilizzato lavoratori interinali; c) è crollata di ben 6,8 punti la quota di imprese che hanno utilizzato collaboratori coordinati e continuativi o collaboratori "a progetto", ma nei soli settori privati (ovvero: nei soli settori dove la legge Biagi ha avuto applicazione! n.d.r.) ...

In sostanza, sembra che l'avvio della riforma abbia essenzialmente scoraggiato l'estensione ad altre imprese dell'utilizzo di lavoro interinale, e soprattutto di collaborazioni coordinate e continuative». Il ministro Damiano ha letto questo libro quando ne ha scritto la prefazione? E se ne condivide il contenuto, perché insiste a cercare le cause del lavoro precario nella legislazione del lavoro del periodo 2001-2006, quando tutto sembra confermare che le sue radici affondino semmai nella legislazione del trentennio precedente?

18 giugno 2007

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2007/06_Giugno/18/Le_leggende_sulla_Biagi.shtml
 

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Discussion Starter · #2 ·
MARCO BIAGI: RICORDO BIPARTISAN PER L'ANNIVERSARIO
di Leonardo Nesti

Forse per gli anni che passano, o per l'aria della campagna elettorale, la commemorazione del sesto anniversario dell'omicidio di Marco Biagi è stata segnata, dopo anni in cui non sono mancate le polemiche, da un clima di serenità e da un appello bipartisan a non strumentalizzare la figura del giuslavorista ucciso nel 2002 dalle Brigate Rosse e padre di quel 'libro bianco sul mercato del lavoro', parzialmente confluito nella legge 30. A Bologna Marco Biagi è stato ricordato al 'Resto del Carlino' che in sua memoria ha organizzato un premio per la solidarietà sociale. Presente il ministro del lavoro Cesare Damiano che ha sottolineato la sua dimensione di "uomo del dialogo". La commemorazione ufficiale è stata affidata all'ex sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Gianni Letta: "Sulla sua figura - ha detto - ci sono stati troppi tentativi di strumentalizzazione e di annessione. Bisogna depurare la sua memoria dalla polemica e dalle strumentalizzazioni di parte. Ricordo l'impegno e la convinzione che ha speso per scrivere quel disegno riformatore che solo in parte è confluito nella legge che porta il suo nome: Marco Biagi immaginava la flessibilità e non certo la precarietà" Molte altre le manifestazioni che lo hanno ricordato: i sindacati nella mattina hanno deposto una corona di fiori nella piazzetta che porta il suo nome, in Comune c'é stato un consiglio comunale straordinario dove ha parlato il professor Gilberto Antonelli. Lo ha ricordato anche il sindaco Sergio Cofferati, che in anni precedenti è stato al centro delle polemiche. Lo ha commemorato la sua Università, quella di Modena e Reggio Emilia che gli ha dedicato una fondazione che promuove studi di economia comparata ed è stato ricordato con il simbolico gesto, divenuto ormai tradizionale, della 'biciclettata' che ha percorso il suo ultimo tragitto, dalla stazione a via Valdonica, nel centro di Bologna, dove, attorno alle 20 del 19 marzo 2002, fu freddato dalle Br. Defilata ma presente, come sempre, la famiglia. La vedova Marina Orlandi ha partecipato alla cerimonia al 'Resto del Carlino', rimanendo però in disparte. E' stata la sorella Francesca a parlare di lui: "Lo spirito che lo animava - ha detto - era il costante impegno verso le figure più deboli del mercato del lavoro che possono essere tutelate solo in base al riconoscimento legislativo. L'affetto e il calore che la gente ci ha sempre manifestato hanno permesso alla nostra famiglia di alleviare, almeno in parte, un dolore che è troppo grande per essere portato in privato".

http://www.ansa.it/opencms/export/s...ofondimenti/visualizza_new.html_41225125.html
 

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Il lavoro flessibile, precariato o come volete chiamarlo è stato introdotto dal pacchetto Treu del governo di centro-sinistra (Rifondazione, PDS ecc.. con il pieno appoggio della CGIL) senza che venissero previsti ammortizzatori sociali come indennità di disoccupazione, regimi fiscali favorevoli ecc..

La legge Biagi ha migliorato il pacchetto Treu e dato anche qualche garanzia in più hai lavoratori.

Non contenti del pacchetto Treu, i porci della CGIL e di Rifondazione hanno accusato la legge Biagi di aver fatto i danni che loro stessi hanno creato e sono riusciti nella manovra di convincere una certa quantità di pecore di questo.
In mezzo a tanto berciare, coloro che dichiarano di "rappresentare i lavoratori" difendono solo qualche categoria paraculata e minoritaria ignorando la necessità di riformare lo stato sociale, pensioni comprese, per tutelare i nuovi lavoratori.
 

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A dire il vero la cosiddetta flessibilità è stata introdotta negli anni 70, la Treu è stata una liberalizzazione massiccia a cui la Biagi ha introdotto alcune garanzie in senso restrittivo. E' un'ottima legge ingiustamente avversata, soprattutto perché chi la contesta in genere non sa di che parla. A volerli cercare i difetti ci sono e a bizzeffe, con articoli inutili o contraddittori, ma i pippaioli de sinistra (onore a Ichino per distinguersi dal suo partito) non li prendono neanche in considerazione.
 

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Io non approvo il termine precario. Si dà un'idea già in sè terrorizzante del lavoro.
Molto tempo fa, su un altro forum, discussi a lungo e purtroppo non ho più molta voglia di parlarne ancora. Solo mi limito a dire che il futuro sarà di contratti dove si potrà licenziare per giusta causa e quando acadrà, invece, senza questa giusta causa, ci saranno indennizzi pesanti.
Come è giusto che sia. Nessun dipendente può permettersi di rubare lo stipendio, nessun datore di lavoro può sfruttare o minacciare un dipendente. Solo quando i due interessi non saranno considerati contrapposti (meno male che anche Veltroni se ne è accorto con una trentina d'anni di ritardo) si potrà comprendere appieno il significato della Legge Biagi. Che è un buon passo. Altri ne devono essere fatti.
Ciò che va notato è la differenza di comportamento tra i due schieramenti. Il cdx, quando si è trattato di migliorare la Treu, non ha fatto sceneggiate degne della miglior Commedia Napoletana. Ha preso la Treu, l'ha analizzata e vi ha introdotto migliorie, senza gridare e senza demonizzare la legge stessa.
Cofferati promosse i referendum contro la Biagi quando era in CGIL mentre una volta diventato Sindaco di Bologna ha affermato che quel referendum era sbagliato.
Mi domando se in lui ci fosse una consapevolezza di cosa sia il bene di un lavoratore o se faceva solo una battaglia politica.
 

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Discussion Starter · #7 · (Edited)
La crescita di posti di lavoro è stata pari solo alla metà rispetto al dato 2006
Istat: la disoccupazione scende al 6,1%
E' il dato migliore dal 1993. Gli occupati sono saliti di 234 mila unità. Ma aumentano anche gli inattivi

ROMA - Il tasso di disoccupazione nel 2007 è sceso al 6,1% rispetto al 6,8% che si registrava nel 2006. E questo è il dato migliore registrato in campo occupazionale dal 1993. Lo segnala l'Istat rilevando tuttavia che, sempre nella media del 2007, gli inattivi hanno registrato un aumento su base annua dell'1,1%. Sale inoltre di 0,7 decimi di punto il numero delle donne inattive al sud, pari a 4,5 milioni.

POSTI DI LAVORO - Nella media dell'intero 2007, l'occupazione è aumentata dell'1,0%, pari a 234 mila unità in più in confronto al 2006. Tuttavia, l'aumento è dimezzato rispetto al 2006 quando gli occupati, nel confronto con l'anno precedente, erano cresciuti di 425 mila unità. La crescita dell'occupazione straniera nel 2007 è risultata pari a 154 mila unità (+87.000 uomini e +67.000 donne)


20 marzo 2008


Copyright 2008 © Rcs Quotidiani Spa
http://www.corriere.it/economia/08_...lo_e9444f9e-f65f-11dc-a713-0003ba99c667.shtml
 

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La crescita di posti di lavoro è stata pari solo alla metà rispetto al dato 2006
Istat: la disoccupazione scende al 6,1%
E' il dato migliore dal 1993. Gli occupati sono saliti di 234 mila unità. Ma aumentano anche gli inattivi

ROMA - Il tasso di disoccupazione nel 2007 è sceso al 6,1% rispetto al 6,8% che si registrava nel 2006. E questo è il dato migliore registrato in campo occupazionale dal 1993. Lo segnala l'Istat rilevando tuttavia che, sempre nella media del 2007, gli inattivi hanno registrato un aumento su base annua dell'1,1%. Sale inoltre di 0,7 decimi di punto il numero delle donne inattive al sud, pari a 4,5 milioni.

POSTI DI LAVORO - Nella media dell'intero 2007, l'occupazione è aumentata dell'1,0%, pari a 234 mila unità in più in confronto al 2006. Tuttavia, l'aumento è dimezzato rispetto al 2006 quando gli occupati, nel confronto con l'anno precedente, erano cresciuti di 425 mila unità. La crescita dell'occupazione straniera nel 2007 è risultata pari a 154 mila unità (+87.000 uomini e +67.000 donne)


20 marzo 2008


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Questa è la prova di quanto sia stata buona la legge Biagi. Sono quelle leggi di cui si beneficia per anni. Con questo arrivano anche maggiori entrate fiscali.
 
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