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Discussion Starter · #1 · (Edited)


Apro questo thread (sperando di aver azzeccato la sezione) perchè in Italia sta letteralmente morendo una città nell'indifferenza più totale.
Genova è passata dall'avere quasi un milione di abitanti a 600 mila anime nel giro di quarant'anni, senza che i territori intorno al suo agglomerato ricevessero una dote significativa di questi residenti, anzi, perdendone a loro volta. Tralasciando i fasti medioevali e rinascimentali, Genova ha avuto un ruolo determinante durante tutta la storia unitaria del nostro Paese, con il suo porto, le sue industrie e lo spirito dei suoi abitanti. L'Italia di Cavour ci puntò molto, e Genova assunse sempre più rilevanza nel campo dell'industria pesante, trovando floridezza e mantenendo fino a pochi decenni fa, il Pil pro capite più alto del Paese. Lentamente si allungò sulla la costa, passando dall'occupare pochi chilometri quadrati allo stendersi per trentacinque chilometri tra Vesima e Capolungo, sostituendo alle spiagge ponentine nuovi terminal portuali e nuovi insediamenti industriali. Pure un aeroporto trovò spazio a Ponente, addirittura dentro all'acqua.
La "Manchester d'Italia".
Oggi, di quella prosperità non resta che un ricordo. Le grandi industrie non ci sono più, o sono molto ridimensionate (Ansaldo, ILVA, Selex, ERG...), ad ogni buco lasciato da un'attività produttiva si sostituisce un centro commerciale.
Genova, che fu città di immigrazione, vede sempre più suoi figli fuggire da una città non più in grado di garantirgli la stabilità necessaria a costruirsi un futuro.
Attanagliata da un immobilismo difficile da descrivere, da un'apatia scellerata, attende da troppi anni le infrastrutture che potrebbero segnare la svolta. La politica non riesce a dare risposte, anzi spesso si prodiga di complicare la vita a chi sarebbe interessato ad investire, lasciando la città in un putrido acquitrino di clientele e nepotismo.
Tra le attività industriali, tranne rarissime mosche bianche, solo il porto riesce a mantenere un certo smalto, con i suoi terminal e i suoi cantieri occupa ancora circa 30000 addetti, 60000 considerando l'indotto allargato. Ci sono in corso investimenti per 600 milioni, e la nuova, fondamentale diga, da finanziare. Certo non ha più la rilevanza che aveva negli anni settanta, ma d'altronde è arrivato al limite dell'espansione territoriale possibile, e ogni nuovo spazio va strappato al mare. Ma anche sullo scalo si allungano le ombre, impelagato in scandali di appalti, concessioni e "tasche profonde". I camalli, la CULMV, sono ancora circa 1000 addetti, un quarto di quelli occupati negli anni d'oro, e la difficoltà di entrare nel mondo del lavoro in banchina è acuito dalla tacita chiusura (almeno in Compagnia Unica) a chi non è figlio d'arte.
Oddio, gli ultimi decenni ci hanno regalato anche positività.
Il grande centro storico, un'autentica gemma, si è dato una bella lustrata, ed è riuscito ad aprirsi e a dissipare la (giustificata) diffidenza di un turismo sempre più numeroso ed importante, scacciando quella nebbia di pregiudizi che lo attanagliavano fino a qualche anno fa.
Il cittadino Piano ha restituito una parte abbandonata di porto alla città, creando un magnifico waterfront, corredato da bolle di vetro e un acquario che è tra i primi dieci al Mondo.
Genova non è mai stata così bella e turistica.
Ma sta morendo, muoiono i genovesi e con loro si spopolano quartieri, vengono a mancare servizi e le periferie scricchiolano sotto al veloce dilagare della microcriminalità e delle gang. Quartieri un tempo operosi e molto più che dignitosi, come Sampierdarena, divengono terreno fertile per l'ascesa delle case da gioco e del degrado.
E non se ne esce.
A cosa è dovuta questa situazione? Chi sono i responsabili? Ci sarà un punto di rilancio? Su cosa deve puntare la città? Perchè la morte di Genova passa inosservata? In sostanza, cosa si deve fare perchè la ex Superba Dominate dei Mari non diventi la nostra Detroit?
 

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E' morta l'industria pesante a livello continentale, Genova era sostanzialmente grande industria pesante. E' un po' la stessa sorte che e' toccata a tante altre citta' industriali, Da alcune grosse citta' inglesi a decine di citta' americane (non c'e' solo Detroit, ce ne sono tantissime di medie dimensioni. Io abito accanto ad una di queste).

Tutte le 3 citta' del triangolo industriale sono state colpite dalla deindustrializzazione. Milano meno in quanto inizio' ad avere un importante settore terziario ben prima delle altre 2.
E' difficile dire cosa si possa fare, il turismo difficilmente potra' essere un settore trainante per la citta'. Mi sembra un po' (vale per tutta la Liguria) al traino.
Nel senso che se riparte l'Italia riparte anche Genova, con terziario, un po' di turismo ed un po' di turismo. Ma se non riparte il paese non la vedo al momento in grado di diventare una forza motrice come fu una 50ina di anni fa.
 

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Guarda Container, capisco lo sfogo, ma penso sia una cosa più o meno comune in tante città italiane che un tempo rappresentavano poli produttivi, culturali e attrattivi per il resto del Paese.

Semplicemente, per farla breve, c'è decadimento complessivo dell'Italia e delle sue 'eccellenze' nei settori produttivi (industria, turismo..) dovuta, non solo alla congiuntura economica, ma anche al periodo socio-economico in declino ormai da più di vent'anni.
 

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Discussion Starter · #4 ·
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Magari fosse uno sfogo, ormai la rassegnazione ha preso il sopravvento...
Catania ha perso certo popolazione, come Milano e Torino, ma ha anche aumentato la consistenza demografica dell'agglomerato e della provincia credo, proprio come tutte le città più importanti in Italia no?
 

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Magari fosse uno sfogo, ormai la rassegnazione ha preso il sopravvento...
Catania ha perso certo popolazione, come Milano e Torino, ma ha anche aumentato la consistenza demografica dell'agglomerato e della provincia credo, proprio come tutte le città più importanti in Italia no?
La Liguria e' letteralmente invasa invasa da turisti di eta' medio alta che posseggono seconde case in questa regione (ed a volte si trasferiscono proprio). Il risultato e' che l'appetibilita' della regione (e di conseguenza della sua principale citta') per i giovani e' bassissimo. Ed alla fin fine i giovani sono il motore del cambiamento. Se uno vuole fondare un'azeinda innovativa difficilmente scegliera' Genova come sede, anche per questa ragione.

Poi c'e' anche da dire che schiacciata com'e' tra mare e montagne non e' cosi' facile svilupparsi. Ci si distanzia molto in fretta dal centro e la mobilita' e' un problema inevitabile. Milano o Roma sono concentriche e sono l'ideale da questo punto di vista. Ma anche citta' come Napoli o Venezia (pure sul mare) non hanno una barriera di montagne a confinarle.
 

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Discussion Starter · #6 ·
La Liguria e' letteralmente invasa invasa da turisti di eta' medio alta che posseggono seconde case in questa regione (ed a volte si trasferiscono proprio). Il risultato e' che l'appetibilita' della regione (e di conseguenza della sua principale citta') per i giovani e' bassissimo. Ed alla fin fine i giovani sono il motore del cambiamento. Se uno vuole fondare un'azeinda innovativa difficilmente scegliera' Genova come sede, anche per questa ragione.

Poi c'e' anche da dire che schiacciata com'e' tra mare e montagne non e' cosi' facile svilupparsi. Ci si distanzia molto in fretta dal centro e la mobilita' e' un problema inevitabile. Milano o Roma sono concentriche e sono l'ideale da questo punto di vista. Ma anche citta' come Napoli o Venezia (pure sul mare) non hanno una barriera di montagne a confinarle.
Sicuramente l'orografia è un freno allo sviluppo, come lo è sempre stata negli ultimi decenni. Ma qui ormai non si deve più discutere di sviluppo ex-novo, ma di rilancio e di arginare il fenomeno di abbandono e distruzione del tessuto sociale che è in corso.
Per esempio, in caso di necessità, non ci sarebbe più bisogno di costruire nuovi quartieri residenziali, essendo la Genova attuale in grado di ospitare praticamente il doppio dei suoi abitanti. Le infrastrutture, quelle si...
 

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Discussion Starter · #7 ·
Gli ultimi dati:

Superba, ma sempre più vecchia. A Genova 17 su 100 vivono da soli ed è boom di divorzi



Genova. Meno numerosi, più vecchi e anche un po’ più soli. I dati non mentono, mai. Anche se a volte sarebbe meglio. Il “Notiziario Statistico” del Comune di Genova è invece sincero, perfino troppo, e certificano, al 31 dicembre 2013, la situazione di una Superba ancora in mezzo al guado.
I genovesi impegnati nella difficile traversata, però, sono sempre meno: 598.973 unità, con una diminuzione rispetto a cinque anni prima di 12.231 residenti (-2,0%). Meno residenti, meno immigrati e più emigrati. Nel 2013 il numero di chi si è stabilito a Genova ha registrato una diminuzione del 13,1% rispetto al 2012, anche se la media annua degli immigrati nel decennio 2001-2010 (11.113) è stata di 2.807 unità superiore alla media annua del decennio 1991-2000 (8.306). Ma il 12,9% in più rispetto al 2012 ha scelto di emigrare.
In linea anche le nascite. L’andamento del triennio 2011-2013 ha registrato un calo di 220 nati nel 2013 rispetto al 2011 (-5,0%) e di 297 nati rispetto al 2012 (- 6,6%), con un’inversione di tendenza rispetto alla media annua dei nati nel decennio 2001-2010 (4.616) che risultava essere di 265 unità superiore alla media annua dei nati nel decennio 1991-2000 (4.351). Una Genova più anziana, anche perché, dato positivo tra tanti elementi negativi, diminuisce anche la mortalità: una tendenza già rilevata dalla media annua dei morti nel decennio 2001-2010 (8.310), che registrava 525 decessi in meno rispetto alla media annua dei morti nel decennio 1991-2000 (8.835) e che trova conferma anche nell’andamento del triennio 2011-2013.
Meno giovani e più anziani significa anche una diminuzione delle abitazioni occupate: tra il 2008 e il 2013 sono diminuite da 280.095 a 276.431 (-1,3%), così come è diminuito il numero medio di occupanti per abitazione, dai 2,16 ai 2,15. E’ aumentato invece in modo notevole il numero di abitazioni occupate da una sola persona (da 98.372 a 101.258: +2,9%): rispetto al totale delle abitazioni siamo al 36,6%. Risulta insomma che quasi 17 genovesi su 100 vivono da soli (16,9%).
Gli ultimi dati riguardano matrimoni e divorzi. I primi continuano la loro caduta libera: il tasso di nuzialità per 1.000 abitanti nel 2013 è stato pari al 2,4%, mentre la media annua dei matrimoni nel decennio 2001-2010 (1.928) è stata di 623 unità inferiore alla media annua del periodo 1991-2000 (2.551); i secondi vivono un vero e proprio boom: nel 2013, rispetto al 2012, hanno registrato un aumento del 20,2%, in controtendenza rispetto al 2011. La media annua dei divorzi nel decennio 2001-2010 (778) è stata di 71 unità superiore alla media annua del decennio 1991-2000 (707).


http://www.genova24.it/2014/06/supe...00-vivono-da-soli-ed-e-boom-di-divorzi-69069/
 

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Thread molto interessante
Genova è una bellissima città che con ulteriori investimenti(quello schifo di sopraelevata è devastante) potrebbe diventare una importante città turistica.
Purtroppo non si vive di solo turismo, in particolar modo una città di 600.000 abitanti. Sinceramente trovo che Genova sia pesantemente frenata dalle infrastrutture:
- collegamenti con la francia ridicoli: mentre i francesi vogliono portare l'av fino a Nizza, da noi i collegamenti con la francia, ovvero ventimiglia, sono fermi al secolo scorso(1914). Perfino l'autostrada non è che sia granchè.
-A12 e dorsale tirrenica ferroviaria: l'a12 deve essere completata da decenni e ancora non se ne vede la fine, la dorsale tirrenica ferroviara sta venendo ridimensionata a favore dell'av
- terzo valico: ancora da completare.
- aeroporto piccolo con Pisa che si mangia enormi quote di mercato e attira altri vettori che erano esclusivi tipo turkish.

Tempo fa calcolai la popolazione dell'area urbana e mi pare di ricordare che fosse in calo, penso sia uno dei pochi casi in italia, mi sbaglio?
Sarebbe molto preoccupante.

Invito tutti i genovesi stanchi della decadente farinata a venire a mangiare la cecina o la torta di ceci nella toscana costiera che si sta piuttosto bene malgrado tutto. :lol:
 

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Discussion Starter · #9 ·
^^^^
Potrei quotare tutto, ma non azzardarti a toccare la farinata :bleep::lol:

A parte gli scherzi, si credo anch'io che causa e speranza risiedano, almeno parzialmente, nelle infrastrutture verso l'esterno. Per quanto riguarda l'aeroporto, personalmente ritengo che ci si dovrebbe specializzare nei voli nazionali e soprattutto nei charter per le crociere, come si sta iniziando a fare ora, dal momento che la città si trova a 200 km da tre aeroporti intercontinentali e 3 internazionali, che con infrastrutture serie potrebbero benissimo servire la città.
Ma non essendo un esperto in materia mi riserbo di sbagliare.
Però mi sembra troppo facile liquidare il problema alla mancanza di infrastrutture, anche se sicuramente rappresenta un enorme collo di bottiglia allo sviluppo...

Tempo fa calcolai la popolazione dell'area urbana e mi pare di ricordare che fosse in calo, penso sia uno dei pochi casi in italia, mi sbaglio?
Sarebbe molto preoccupante.
Assolutamente si, e proprio da questo nasce il problema del declino. Un terzo della popolazione si è "vaporizzata" (deceduta o emigrata) e la Provincia, e pure la Regione, hanno subito uno spopolamento simile, al contrario di tutte le altri grandi città italiane (per quanto ne sappia io), nelle quali ad un calo demografico cittadino ha fatto seguito un'espansione all'interno dell'area vasta e della Provincia.
Per di più questo fenomeno non accenna a diminuire, ed anzi è destinato ad acuirsi nei prossimi anni col progressivo invecchiamento della popolazione.
 

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^^^^ Potrei quotare tutto, ma non azzardarti a toccare la farinata :bleep::lol: A parte gli scherzi, si credo anch'io che causa e speranza risiedano, almeno parzialmente, nelle infrastrutture verso l'esterno. Per quanto riguarda l'aeroporto, personalmente ritengo che ci si dovrebbe specializzare nei voli nazionali e soprattutto nei charter per le crociere, come si sta iniziando a fare ora, dal momento che la città si trova a 200 km da tre aeroporti intercontinentali e 3 internazionali, che con infrastrutture serie potrebbero benissimo servire la città. Ma non essendo un esperto in materia mi riserbo di sbagliare. Però mi sembra troppo facile liquidare il problema alla mancanza di infrastrutture, anche se sicuramente rappresenta un enorme collo di bottiglia allo sviluppo...
No, non penso assolutamente sia solo quello, ma non conosco abbastanza genova per dire altro.
Ad affitti come è messa?

Dispiace che la toscana costiera sia in concorrenza con Genova, ma penso che un adeguamento delle infrastrutture possa quantomeno dare una mano ad entrambe, sotto certi aspetti forse più a favore di genova.
 

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Discussion Starter · #11 · (Edited)
No, non penso assolutamente sia solo quello, ma non conosco abbastanza genova per dire altro.
Ad affitti come è messa?

Dispiace che la toscana costiera sia in concorrenza con Genova, ma penso che un adeguamento delle infrastrutture possa quantomeno dare una mano ad entrambe, sotto certi aspetti forse più a favore di genova.

Guarda per gli affitti non saprei, vivo in provincia da parecchio oramai, ma ho sempre saputo che fossero corposi, soprattutto in quartieri come Albaro, S.Martino, Castelletto, Nervi e precisi sestrieri del centro, mentre i quartieri del Ponente vanno a riequilibrare la situazione.
Concorrenza con la Toscana costiera? Non saprei...a parte la Concordia non mi viene in mente niente...aeroporto a parte ma non li vedo manco sullo stesso pianeta per dire, Pisa si può comparare con aeroporti ben maggiori. Come porti, Livorno è molto, molto meno in concorrenza con Genova rispetto a Savona, o più marginalmente la Spezia.













^^^^
In quest'ultimo grafico c'è da specificare che nell'anno 2005 c'è stato il riconoscimento di circa 20 mila stranieri che prima erano sconosciuti all'anagrafe, mentre l'anno passato evidenzia la "restituzione" dei genovesi scomparsi durante l'ultimo censimento.
 

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L'industria pesante è in smantellamento un po' in tutta Europa, delocalizzata dove il costo del lavoro è più basso. A Napoli negli anni novanta hanno tolto da mezzo l'Italsider, adesso stanno cominciando a smantellare anche le raffinerie.

Bisogna riconvertire le città da industriali a poli terziari avanzati se si vuole competere con gli altri paesi del primo mondo, IMHO.
 

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Genova e' il porto: rendere il porto di Genova il principale porto del mediterraneo rubando anche qualche quota di mercato al nord europa dovrebbe essere la sola e unica priorita' per il rilancio della citta'.

Il porto porta dietro tutta l'economia di mare che potrebbe far campare benissimo Genova.

Il fatto e' che il sistema paese e il sistema genova fanno di tutto per non farlo sviluppare, questo porto
 

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E' una citta che per 100 anni e' campata, e bene, grazie allo stato.
Enormi poli industriali dell'Iri, finanziamenti pubblici enormi, il porto sviluppato dallo stato ecc ecc.
Quando negli anni 70 lo stato si e' ritirato Genova, e tutta la Liguria, si sono ritrovate sebza capitali, senza imprenditori, senza presente e futuro.
L'emigrazione principalmente verso Milano delle teste migliori ha dato il colpo di grazia.
A tutto cio' si deve aggiungere la spevializzazione tutta ligure di trattare male e depredare i turisti, unica fonte di possibile guadagno.
Con in piu' una tradizionale sciatteria incredibile nel mantenere e gestire aree verdi, spiagge, arenili, boschi, strade, piazze.
La sporcizia che si vede in Liguria, il senso di disordine e caos sono pressoche' unici in tutto il nord e in buona parte del centro Italia.
 

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E' morta l'industria pesante a livello continentale, Genova era sostanzialmente grande industria pesante. E' un po' la stessa sorte che e' toccata a tante altre citta' industriali, Da alcune grosse citta' inglesi a decine di citta' americane (non c'e' solo Detroit, ce ne sono tantissime di medie dimensioni. Io abito accanto ad una di queste).

Tutte le 3 citta' del triangolo industriale sono state colpite dalla deindustrializzazione. Milano meno in quanto inizio' ad avere un importante settore terziario ben prima delle altre 2.
E' difficile dire cosa si possa fare, il turismo difficilmente potra' essere un settore trainante per la citta'. Mi sembra un po' (vale per tutta la Liguria) al traino.
Nel senso che se riparte l'Italia riparte anche Genova, con terziario, un po' di turismo ed un po' di turismo. Ma se non riparte il paese non la vedo al momento in grado di diventare una forza motrice come fu una 50ina di anni fa.
Per il turismo basterebbe prendere esempio da chi si trova giusto al di là della frontiera (Costa Azzurra) e di quella dopo (Barcellona e Catalogna).

Non si capisce perché Provenza e Catalogna siano così attrattive mentre tale attrattività non ce l'ha la Liguria.

Io poi dico che serve completare al più presto tutto il sistema infrastrutturale della Banana Blu con un portentoso sistema di trasporto ferroviario che passi attraverso Milano e l'aeroporto di Malpensa, che non deve più essere visto come l'aeroporto di Milano (o peggio ancora di Busto Arsizio) bensì deve essere l'infrastruttura di riferimento per tutto il Nord, o perlomeno il Nord-Ovest.

Eppoi chiaramente le merci, col corridoio Genova - Rotterdam (che a Sud potrebbe estendersi addirittura fino a Gioia Tauro) a fare da spina dorsale all'Europa della logistica, intercettando Milano, Zurigo, Stoccarda, Francoforte, la Ruhr e finendo poi nella seconda città Olandese.
 

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Il declino (relativo) di Genova viene da lontanissimo. Genova è stata abbondantemente la più ricca città italiana dalla rivoluzione industriale agli anni 30-40. Ha sperimentato deindustrializzazione, terziarizzazione, conflitto sociale, transizione demografica, spopolamento del centro con decenni di anticipo rispetto al resto del paese.
 

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Ma infatti Genova deve puntare sulla logistica. Circa il turismo direi che se hanno tirato su delle ciofeche senza storia tipo Lloret de Mar e compagnia bella credo che un bello svecchiamento della società Ligure potrebbe portare le riviere ai fasti di un tempo.

Ovviamente però servono infrastrutture ed innovazione.

Da Ventimiglia a La Spezia in treno non ci si impiega meno di 4h20m.
 
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