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http://www.repubblica.it/spettacoli...n_fondo_di_500_000_euro_per_il_jazz-88675136/

ROMA - Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini annuncia l'arrivo del fondo straordinario per il jazz presentando a Roma, insieme con il trombettista Paolo Fresu, i responsabili delle associazioni e gli organizzatori di festival e concerti: è il cartellone per la prima volta riunito insieme della stagione estiva del jazz in tutta Italia.

"Il jazz è una delle grandi eccellenze del nostro Paese", ha sottolineato il ministro, una realtà niente affatto di nicchia che solo nel 2012 secondo i dati Siae ha prodotto oltre 4.000 concerti su un totale di 18.000. Una realtà di fronte alla quale fino a oggi la politica ha girato la testa, è stata colpevolmente distratta e assente". Da qui l'idea di mettere in Rete le diverse iniziative e di censire e avviare un lavoro insieme con le associazioni. "Oltre al fondo straordinario", sottolinea Franceschini, "verranno varate anche nuove regole di accesso per il Fondo Unico per lo spettacolo (il Fus, ndr), che dovrebbero eliminare un po' di ostacoli al settore per i finanziamenti".
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Fresu applaude: "Per noi è un momento storico: il jazz italiano esiste ed è una delle realtà più interessanti anche se in questi anni non ha avuto un supporto adeguato dalle istituzioni. Quello di oggi però è un importante primo passo, le cose stanno cambiando. Mi piacerebbe che con questo fondo straordinario si sviluppassero soprattutto attività e occasioni per il mondo giovanile".

Il ministro è d'accordo e si dice deciso a lanciare in Europa l'idea di una sorta di Erasmus per arte e cultura: "A luglio si apre il semestre europeo, ho già avuto due incontri con gli altri ministri della cultura. Cercherò di mettere tra le priorità l'idea di uno scambio di residenze per giovani artisti". Franceschini, rispondendo a una domanda sullo stato di crisi in cui versa la Casa del Jazz di Roma, ha evidenziato che "si tratta di una competenza del Comune di Roma. C'è la volontà di reinvestire nella Casa del Jazz, che è un luogo simbolo del jazz italiano. Ed è un bene sequestrato alla criminalità organizzata".

Nel corso della presentazione del cartellone estivo è stata messa in luce l'ampiezza e l'importanza del jazz in Italia. Un mercato nel quale operano circa 500 soggetti e che nel 2012 ha registrato numeri significativi: secondo i dati diffusi dalla Siae, per il 2012, sono stati ben 4.315 concerti jazz. "Il jazz italiano", ha detto Fresu, "esiste e rappresenta un fenomeno importante. In questi ultimi 20 anni non ha avuto grande attenzione da parte di chi doveva sostenerlo. Mentre invece ha bisogno di maggiore attenzione. Rappresenta il meglio del nostro Paese mettendo in evidenza anche le nostre diversità. E questo, nell'arte, è una cosa straordinaria. In giro per l'Italia ci sono circa 400 festival distribuiti su tutto il territorio".

L'Italia è attraversata, infatti, da numerosi appuntamenti per gli appassionati, a partire da un vero e proprio "must", Umbria Jazz, a Perugia dall'11 al 20 luglio. Tra i tanti eventi che animeranno le piazze della Penisola, da non dimenticare Luglio suona bene e il Festival Villa Adriana, in programma dal 18 giugno al primo agosto. A Cagliari, poi, dal primo luglio al 2 novembre, si svolgerà il Festival Internazionale Jazz.

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Il gezz italiano in buona parte fa cacare, altro che eccellenza italiana nel mondo (Fresu, Bollani, Damiani, Gatto ecc).
I jazzisti italiani hanno dato un contributo pari alla zero riguardo l'evoluzione del jazz; fino ai primi anni 70 il jazz italiano era quasi inesistente ed aveva carattere fortemente imitativo.
Che più degli stessi musicisti hanno dato un contributo maggiore alla diffusione del jazz in Italia negli anni 70 i critici musicali, i promoter e gli organizzatori di concerti, nonchè i manager delle case discografiche indipendenti italiane

Manco fosse un prodotto enogastronomico da esportazione.
Questi sono ragionamenti faziosi alla Renzo Arbore.
Sono sempre gli stessi che monopolizzano i concerti e le programmazioni dei festival jazz.

E non a caso Fresu è stato in passato coordinatore per la Sardegna del PDS,
Ma faccio notare che sul Real Book c'è finito solo Enrico Pieranunzi.
Che di fatto Estate è l'unico standard jazzistico italiano noto anche all'estero.
Che i jazzisti italiani più veicolati e sponsorizzati in Italia non sono affatto quelli più noti all'estero.
Che il mondo del gezz italiano è estremamente individualista e litigioso, non esiste alcun movimento, ognuno per i cavoli suoi..
Che varie associazioni jazzistiche dei musicisti italiani in passato sono fallite per questo motivo.

Ed il pubblico jazzistico italiano è in media quello più ignorante di tutta l'Europa Occidentale, come conoscenza dei dischi, degli stili e dei musicisti.

C'era proprio bisogno di questo regalo in tempi di crisi come questo ?


EDIT: ringrazio per lo spostamento, per errore lo avevo aperto nello SkyBar.
 

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:shifty:
 
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in Italia c'è un pubblico che ascolta jazz
se il contributo non va solamente ai soliti noti non può che fare bene
aspettiamo di vedere come verrà attuato
 
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