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Operazione da oltre 200 milioni, al centro la riqualificazione promossa da Cds con architettura Obr
Pubblico-privato a Genova. Il waterfront di Levante riparte con il Palasport



A pochi giorni dall’inaugurazione del nuovo ponte prevista il 3 agosto, prosegue l’operazione di rilancio della città di Genova con investimenti e interventi che non di rado includono il mondo imprenditoriale. Se i lavori per il nuovo Viadotto Polcevera sono alle fasi di collaudo delle rampe di accesso, ecco che un altro tassello importante di sviluppo riguarda il waterfront di Levante del capoluogo ligure, sotto i riflettori fin dall’avvio dell’amministrazione della giunta Bucci. Emblema del nuovo parco urbano che sostituirà l’ex fiera del Mare, grazie ad un progetto disegnato ancora una volta dall’archistar locale Renzo Piano e annunciato per la prima volta nell’ottobre del 2017, sarà il Palasport. La struttura, da tempo inagibile, verrà riqualificata e rifunzionalizzata grazie ad un’operazione di partnership fra pubblico e privato. Da un lato i soggetti istituzionali, Comune di Genova e Regione Liguria, dall’altro la Cds Holding, developer e general contactor del comparto immobiliare che ha acquistato il palazzetto per 14,25 milioni.

La vision. «L’operazione nasce dalla volontà di restituire un luogo iconico ai genovesi» spiega il General Manager di Cds Holding, Massimo Moretti. «Nostro obiettivo è quello di riportare l’impianto alla sua vocazione sportiva ma, allo stesso tempo, recuperare la sua bellezza e aggiornare la sua destinazione d’uso. I nostri modelli sono le grandi arene come il Madison Square Garden di New York, oppure la O2 Arena di Londra, spazi che vivono tutto l’anno a prescindere dal singolo evento. Ormai è superata la logica che vede un impianto sportivo avere una vocazione unica. Questa operazione ha l’ambizione di trasformare il Palasport in un edifico in grado di attrarre non solo la cittadinanza, ma anche i turisti. Il tutto – prosegue Moretti – all’interno di un progetto che vedrà cambiare completamente questa porzione del lungomare genovese con la nascita di spazi ad uso residenziale, retail, hotellerie e uffici. Senza dimenticare che un ruolo centrale del nuovo sviluppo l’avrà il verde che partirà dal lato nord del palazzetto e si estenderà per quasi un chilometro».

Il Palasport. La firma sul progetto di riqualificazione e adeguamento della struttura è dello studio genovese OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi che ha collaborato con Starching, società che si è occupata del project management e dell’ingegneria. L’intervento andrà a ridisegnare spazi per un totale di 46mila mq. Di questi, 7mila sono destinati all’arena sportiva e 5mila ad un mix composto da ambienti leisure, palestre, centro medico sportivo. Le porzioni più ampie saranno dedicate al retail (22mila mq), alle promenade e ai percorsi di uscita dall’edificio (12mila mq). Il costo stimato è di 94 milioni di euro, investimento importante che servirà a trasformare l’attuale palazzetto costruito negli anni ’60 in un impianto multifunzionale in grado di ospitare eventi sportivi e d’intrattenimento. «In settimana abbiamo presentato il progetto alla Soprintendenza, mentre entro il 15 agosto attendiamo gli ultimi permessi prima di poter partire con i lavori che – sottolinea Moretti – dovrebbero iniziare in autunno. Una volta completata la rigenerazione, il Palasport sarà il simbolo di una ritrovata bellezza architettonica che andrà a sostituire delle preesistenze ormai vetuste. In questo senso, i disegni proposti da OBR riprendono le linee del mare e ricordano le opere di Renzo Piano come l’Acquario di Genova e il Whitney Museum di New York. Detto ciò, il nostro obiettivo è di terminare i lavori entro il 2022».

Il parco urbano. Una volta terminata l’intera operazione di rigenerazione e ricucitura urbana, da programma a fine 2021, Genova avrà un waterfront di Levante completamente rinnovato. Spazio a traffico pedonale e ciclabile, con due percorsi dedicati che si svilupperanno fra alberature ad alto fusto e aree verdi. Gli interventi principali previsti: demolizione dell’ex centro direzionale della Fiera (portata a termine il 17 luglio), dei padiglioni C e D e della biglietteria, riorganizzazione delle reti infrastrutturali e dei sottoservizi, realizzazione di un canale navigabile con annesse banchine. Queste, in particolare saranno animate dalla presenza di spazi dedicati al retail. «Il Comune e la società Cds Holding hanno assunto reciproci impegni nell’ottica di realizzare il nuovo waterfront di Levante» ha ricordato Pietro Piciocchi, assessore ai lavori pubblici del capoluogo ligure. «Tutte le opere pubbliche rientrano in un processo di riqualificazione dal valore di 200 milioni di euro». La deadline? «Il nostro obiettivo è quello di procedere alla totale riconversione dell’area entro il 2022» ha ribadito l’assessore.
 
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se è ancora la ciofeca di progetto presentato un annetto fa.... beh con madison square garden e O2 di londra, c'entra proprio una sega
 

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ecco appunto

internamente fa proprio cacare.

una tribunetta da cittadina di 20.000 abitanti
 

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non so se è il thread giusto, ma dalle mie parti la società di pallanuoto con ambizioni di salita in serie A1, ottenuta la gestione della piscina per 25 anni ha iniziato una serie di lavori per adeguare la piscina per ospitare gli europei del 2022
 

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non so se è il thread giusto, ma dalle mie parti la società di pallanuoto con ambizioni di salita in serie A1, ottenuta la gestione della piscina per 25 anni ha iniziato una serie di lavori per adeguare la piscina per ospitare gli europei del 2022
Ogni tanto belle notizie anche da Roma..
Quale sarà la capienza della Tribuna.
Mi sono spesso chiesto, visto che la Pallanuoto in alcuni posti è davvero molto sentita, quale sia l'impianto più capiente del massimo campionato (presumo A1)
 

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Ogni tanto belle notizie anche da Roma..
Quale sarà la capienza della Tribuna.
Mi sono spesso chiesto, visto che la Pallanuoto in alcuni posti è davvero molto sentita, quale sia l'impianto più capiente del massimo campionato (presumo A1)
capienza della tribuna molto piccola, inferiore al migliaio di posti.
a livello nazionale ci sono piscine molto interessanti, ad esempio quella di Riccione, quelle del foro italico oppure la scandone di Napoli o quella di Torino
 

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'taliam ciapà col sciòp
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ecco appunto

internamente fa proprio cacare.

una tribunetta da cittadina di 20.000 abitanti

Quel rendering è molto semplicemente UNA PRESA PER IL CxxO.

Ma io mi chiedo, ci sono o ci fanno ?

Boh, a leggere le parole di Moretti, vien da pensare che quel disegno sia un errore o un vecchio progetto ... perchè parlare di Madison o O2 e poi fare una roba simile, o si ha qualche rotella fuori posto oppure non so ...
 

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Palasport al palo e Fiera di Genova che sembra una discarica

GENOVA - La situazione dell’area Fiera di Genova è decisamente critica su diversi aspetti: i lavori per la ristrutturazione del Palasport sono bloccati dal ricorso della società olandese Oudendal Group che contesta l’assegnazione alla Cda Holding di Brescia che peraltro stava premendo sull’amministrazione per accelerare i tempi.
Il ricorso al Consiglio di Stato ha bloccato tutti i lavori legati all’appalto, mentre ha autorizzato di continuare solo quelli relativi ad opere pubbliche, ad esempio gli scavi per iniziare il famoso canale d’acqua voluto da Renzo Piano. Questo stop lascia vari dubbi innanzitutto perché le motivazioni del Consiglio di Stato sono 'preoccupanti': "Il provvedimento di esclusione della Oudendal Group non è ancora definitivo per l’attuale pendenza del giudizio in grado di appello".
Gli olandesi avevano aperto una azione legale contro il Comune di Genova e Spim sostenendo che gli stessi abbiano tenuto "comportamenti illegali" sulle procedure di assegnazione dell’assegnazione del Palasport. Sono stati presentati due ricorsi al Tar di Genova, persi, e ora si attende il giudizio in secondo grado al Consiglio di Stato.
Resta anche sempre il grande dubbio su quale impianto sportivo alla fine venga fuori, quanto potrà essere di nuovo in contrasto con le attività commerciali del territorio e più che altro se avrà una capienza tale da consentire a Genova di avere manifestazioni di livello internazionale oppure se il tutto si ridurrà solo ad una operazione speculativa senza alcun ritorno concreto per la città. Certamente l’operazione non è chiara né definita nei dettagli.


Così i tempi slittano, mentre per ben altri motivi di abbandono dell’area non più presidiata da guardianaggio la Fiera appare ora in uno stato disastroso con senzatetto che utilizzano la reception per dormirci e una situazione di sporcizia e deposito di materiali vari ormai fuori controllo. Il tutto a solo un mese dall’inaugurazione del Salone Nautico.

 

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Palasport di via del Progresso attivo non prima del 2021, ma serve l’approvazione di una variante in Regione

Lamezia Terme
L’ultima data di consegna prorogata è quella del 26 ottobre, ma sarà ancora una fase interlocutoria per il nuovo palasport di via del Progresso, visitato questa mattina dalla quinta commissione consiliare (consiglieri scaglionati nella visita per mantenere le norme anticovid), ma per il quale manca ancora un bando per l’affidamento delle strumentazioni interne (annunciato come in pubblicazione a breve) e quello per la gestione (ipotizzato entro fine anno), oltre al completamento di altri aspetti legati ai fondi dei contratti istituzionali di sviluppo.
Alla ditta Ferraro, dopo aver completato le ultime componenti della copertura già in maggioranza montata, spetteranno gli ulteriori lavori in parte anche all’interno tra cablaggi e utenze, che il miglioramento della fruizione dell’impianto con il recupero dei parcheggi e della biglietteria dello stadio provinciale a spese del Comune.

Al momento è un’opera che aveva avuto un finanziamento da 14 milioni di euro ancora incompiuta ed inutilizzata, specie dopo la morte sportiva di società che, toccati i campionati nazionali, sotto la gestione commissariale hanno dovuto alzare bandiera bianca per l’impossibilità di avere un palazzetto a Lamezia Terme in cui poter giocare (data anche la chiusura del Palasparti), e la prossima stagione sportiva indoor post Covid ha ancora più di un’incognita su modalità e tempi di effettiva ripresa.

l rischio è che non ci sia nessuna società a voler gestire un impianto da almeno 3.500 posti a sedere, non avendo la necessità di dover usare una struttura con tale capienza, con però i vincoli temporali dei fondi europei da dover rispettare.

Tra i consiglieri più attivi nel confrontarsi con ditta e funzionari del Comune, Ruggero Pegna contesta la scelta di una copertura semitrasparente che non permetterebbe spettacoli all’interno di mattina, al netto del risvolto relativo al risparmio energetico, chiedendo di inserire nel bando per gli arredi interni seggiolini di colori diversi per distinguere da subito il settore assegnato dal biglietto.

L’arco di copertura varia dai 18 ai 22 metri di altezza all’interno per permettere anche l’ambito di aggancio per ulteriori attrezzature, con qualche volatile già a collaudare la tenuta dello stesso.

Per il palasport ci vorrà così non prima di un anno per essere attivo, ma il tutto viene collegato ad una variante da approvare in Regione presentata dal Comune con ulteriore finanziamento per la sistemazione esterna, ambito che era già stato inserito nei contratti istituzionali di sviluppo. A rallentare ulteriormente le operazioni i pensionamenti e la carenza di personale in via Perugini, ma anche la pandemia mondiale del Covid-19 che ha aggiunto ulteriori vincoli per i lavori in cantiere.

video
http://instagr.am/p/CEoZAbOh9aL/

 

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Bello, anche se la forma a ferro di cavallo da sempre la sensazione di una architettura incompleta. Noto che sono stati scelti i colori del H C Valpusteria
Il tabellone di cronometraggio centrale a 4 schermi all' americana è un qualcosa in piu (spero che lo mettano davvero)
Era ora! È da 20 anni che si parla di fare il nuovo stadio del ghiaccio a Brunico, il vecchio Lungo Rienza era davvero uno squallore
 

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E' questo il progetto? Grazie
il progetto è esattamente quello che hai postato..
visto che ci sono allego le ultime foto del cantiere..
si prosegue molto spediti, e nella settimana in corso si procederà con il montaggio della copertura..

Per rispondere a Masterpla, concordo anche io sulla forma a ferro di cavallo.. terribile.. ma dalle informazioni che ho, dovrebbe essere concepito in maniera tale da eventualmente aggiungere la curva mancante, e raggiungere i 4.000 posti (se la media dovesse crescere oppure per le partite di playoffs).
Se si guarda bene in realtà una micro curva in effetti c'è...
487112

487113
 

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New Arena: dentro anche Benarrivo e Bagnato. Capienza da 6.460 posti e investimento da 16 mln
BRINDISI – La base d’asta del bando per la realizzazione del progetto New Arena è fissata a 16,3 milioni di euro. Un investimento imponente, che consentirà di avere un palazzetto dalla capienza minima di 6.460 posti.
A dare manforte alla New Basket e alla Petito si sono aggiunti nel luglio scorso anche due imprenditori brindisini come Benarrivo (New House) e Bagnato, oltre alla Edil Gamma e alla Venna.
La concessione dell’area è stabilita a 40 anni e i tempi di costruzione stimati sono pari a 18 mesi.


New Arena: dentro anche Benarrivo e Bagnato. Capienza da 6.460 posti e investimento da 16 mln


 
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New Arena: dentro anche Benarrivo e Bagnato. Capienza da 6.460 posti e investimento da 16 mln
BRINDISI – La base d’asta del bando per la realizzazione del progetto New Arena è fissata a 16,3 milioni di euro. Un investimento imponente, che consentirà di avere un palazzetto dalla capienza minima di 6.460 posti.
A dare manforte alla New Basket e alla Petito si sono aggiunti nel luglio scorso anche due imprenditori brindisini come Benarrivo (New House) e Bagnato, oltre alla Edil Gamma e alla Venna.
La concessione dell’area è stabilita a 40 anni e i tempi di costruzione stimati sono pari a 18 mesi.




Investimento "imponente" 16 Milioni...
Ok.....
 
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