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Italiano diventa quarta lingua più studiata al mondo.

14547 Views 646 Replies 59 Participants Last post by  picard_bs
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ora, per ragioni geopolitiche mi sembra giunto il momento di proporla come lingua franca universale.

inglese e le altre sono troppo schierate politicamente.

l'italiano è neutro, e poi in tutto il mondo ci sono pizzerie in cui converrebbe saper dire: due napoli e una capricciosa.

ecco.
per non parlare del francese, che pareno tutti froci!

ah, ciao xeno!
je vulè plù mignèè ma quell mi mandè a caghèr si je ce provòn
ah vabbè il francese ... spari sulla croce rossa. nus avon le coscion
greshtalrt

trad: quella risposta che viene data quando non si vuole dire grazie ma si vuole comunque intendere l'apprezzamento per l'augurio, connotandolo con una sfumatura di soddisfazione ontologica per il fatto che l'augurio sia comunque stato fatto, seppur teleologicamente non se ne approva la finalità ideale.
sicuro.

SEMPRE MEJO DE 'NCARCIO A LI COJONI SAREBBE.

MORTè!
si esprimessero in latino, od anche solo in tedesco, stai sicuro che con il tempo anche la situazione della città, attualmente disastrosa, migliorerebbe.
è chiaro che i forumer migliori condividano le idee migliori.
Il francese è passato dall'esssre lingua della diplomazia, dell'elite intellettuale, di un pezzo di economia, di lingua franca tra le classi elevate...

A lingua tirata su dal boom della costa d'avorio e parlata solo in francia e sotto il sahara.

Un trionfo
doveva succedere.

avete fatto la fine degli italiani.

non ve se caga nessuno.

ehhhh ma nel settecento (rinascimento!)!

la vostra economia è ormai moribonda!

ehhhhh, ma quando producevamo colbert! (il boom economico!)

il francese è passato in 50 anni da essere una lingua franca ad essere la lingua dei franchi, cioè dei soli francesi.

ehhhh ma dumas e verlaine! hugo e camus! (dante e boccaccio!)!

ecco, l'unione italofrancese è semplicemente un evento nell'ordine delle cose. ormai siamo uguali in tutto.

e poi vorrei dire che tu sei bollato come belga, e i belgi hanno prodotto al massimo il discosamba.
ora, come tutti i sentimenti di legame a qualcosa di intangibile il discorso è piuttosto irrazionale, e non ha molto senso tentare di razionalizzarlo.

perchè uno dovrebbe essere fiero (dal vocabolario fierezza: Consapevolezza del proprio valore, della propria dignità) della propria nazione?

ora, sì può avere una fierezza del passato nel senso di lascito all'evo moderno e di passato nel senso di memoria di antichi risultati.

inutile dire quali possono essere i meriti di una nazione come l'italia. dal diritto all'arte, dalla religione al dominio, dalla scienza all'industria.

le antiche memorie sono grandiosissime per essere un nano-lembo di terra popolato da pochi milioni di individui.
i lasciti sull'evo moderno enormi e rilevabili in ogni campo o quasi.

per quanto riguarda invece le glorie attuali, la cosa per cui si può parlare forse più comprensibilmente di fierezza, si può sostenere che malgrado tutto, quel nano-lembo di terra, in un complicato mondo dominato da mega-nazioni, scosso da guerre civile, violazioni di diritti, sommovimenti nazionali, o semplicemente imposizioni di stati con delle dimensioni ciclopiche, in una evoluzione del processo produttivo sempre più veloce e diffusa, riesce a mantenere un proprio, elevato, standard di ricchezza e civiltà.

una nano-lembo che, crisi o non crisi, riesce ad essere se non proprio un cenacolo di menti illuminate in ogni campo, quanto meno una delle punte avanzate della civiltà moderna, dall'economia al pensiero.
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tzè.

la chiesa ha più martiri di qualsiasi altro stato
Tutte, tolto il Vaticano (almeno credo). E tutte hanno il diritto di ricordare quei momenti come qualcosa di importante. Non ci vedo niente di male, almeno fino a quando quei momenti non servono per costruire artificialmente un'identità da opporre in modo violento a qualcos'altro. Un po' come, per dirne una, in Serbia guardano alle vecchie battaglie contro gli Ottomani, battaglie che sono servite a creare tutta quella logica "noi-contro-di-voi" che ha portato ai noti casini degli anni '90.

.
non sei fiero di una nazione, sei fiero di una identità collettiva di cui tu fai parte, e che è formata oltre che dal presente anche dal proprio passato.

sei fiero del fatto che tu componi quell'identità secolare nella sua dimensione attuale, che quei valori magari li senti come tuoi e ti ci riconosci e dunque ne divieni a tua volta propagatore e sostenitore, che quei caratteri particolari che hanno fatto quella storia ancora sono attuali e compongono anche il tuo modo d'essere etc etc.

poi non è nulla di molto razionale.

ma come non lo è, per dire, il tifo in tutte le forme.
o le credenze, o l'affezione verso idee o oggetti, e le ideologie etc etc.

uno è fiero di essere italiano pur non dipendendo da un suo merito, perchè si sente, credo, compenetrato di quei valori ed identità che formano il substrato culturale nazionale, e a sua volta si impegna a rispettarli e a propagarli.

del resto una persona è fiera anche di scelte di terzi che non dipendono da lui, è fiera della vita dei figli pur magari non dipendendo direttamente da sue azioni, è fiera che il proprio partito vada bene o la propria squadra vinca le partite, etc etc.

è fiera perchè conferma la giustezza della sua scelta.
nel caso della nazione è fiera perchè conferma la bontà della propria identità
Il punto di xeno era diverso a mio avviso, e quello che dice vecchiaguardia.

In assoluto non ha senso essere fieri di una nazione perche' e' un caso essere parte di quella nazione ed il fatto che qualcuno abbia fatto qualcosa di valore non dice niente sugli altri rappresentanti della nazione. Si puo' essere fieri di qualcosa che si e' fatto personalmente.

Penso intendessse semplicemente questo.
i moti psicologici hanno una base razionale e scientificamente deterministica?

uno può essere orgoglioso pure che il parquet di casa sua non glie se imbarca manco se lo ammolla per 6 mesi.

l'unica differenza è che la fierezza della propria identità nazionale è una roba che provano miliardi di persone al mondo, al punto di spararcisi, uccidercisi, rifiutare vite migliori all'estero etc.

poi puoi dire che è 'na cazzata, ma tant'è.

d'altronde il fatto che non derivi da una scelta è vero, ma è anche vero che non di rado si possono fare scelte che taglino quella nazionalità e la sostituiscano con altre.
uno l'identità se la può scegliere al giorno d'oggi.

quindi sì, uno può essere fiero di essere italiano e di volerlo essere.
uno può essere fiero a sua volta di aver sfanculato l'italia e di essere ora felicemente tedesco, o quel che altro vuoi.
uno può restare in italia ma non provare alcuna affezione mentale a questo concetto.
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