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FINANZA

L’Italia deve ringraziare l’Euro

La crescita economica di un Paese viene misurata in particolare calcolando il tasso di variazione del prodotto interno lordo reale. A questo riguardo tutti sanno che negli ultimi dieci anni fra i Paesi industrializzati l’Italia ha avuto un tasso di crescita modestissimo e forse ultimo fra i Paesi dell’Unione Europea. L’Irlanda, la Spagna e anche la Gran Bretagna occupano invece le prime posizioni. Quando, tuttavia, si fanno dei confronti fra i tassi di crescita nazionali si compie un’operazione che solo apparentemente è corretta. Infatti, in questo modo potrebbe avvenire che due Paesi che al tempo zero hanno lo stesso Pil e di cui il primo ha un tasso di crescita più modesto del secondo (ad esempio per cinque anni), si trovi ad avere dopo un quinquennio, nei raffronti internazionali, un Pil molto superiore a quello del Paese che ha un tasso di crescita più elevato. Come mai? Che cosa è successo? Che il primo Paese ha avuto un tasso di inflazione assai pronunciato ed eventualmente anche un tasso di cambio che si è apprezzato. Si prenda, ad esempio, l’Italia e gli Stati Uniti nell’ultimo quinquennio. Il Pil italiano è cresciuto mediamente dell’1,3% all’anno rispetto al 3,5% di quello americano; il tasso di inflazione in Italia è stato grossomodo pari a quello statunitense, ma l’euro, raddoppiandosi quasi di valore rispetto al dollaro, di fatto ha reso l’economia italiana, che nel 2002 era pari al 12% di quella americana, attualmente pari al 19% di quella USA.
In altri termini, il semplice confronto fra i tassi di sviluppo dei vari Paesi fornisce una visione parziale della dinamica delle loro dimensioni economiche (Pil). Le variabili da considerare sono tre:
1. il differenziale di crescita del Pil; 2. il differenziale del tasso di inflazione; 3. la variazione del tasso di cambio.
Quando queste tre variabili giocano tutte a favore dell’aumento delle dimensioni economiche di un Paese e cioè vi è un’elevata crescita, in un contesto di alta inflazione e il tasso di cambio si apprezza, la dinamica del Pil è molto rapida. E’ il caso, ad esempio, della Russia, che ha un tasso di sviluppo di circa l’8% all’anno, un tasso di inflazione del 12%, mentre il cambio del rublo negli ultimi anni si è apprezzato di poco contro euro e moltissimo contro dollaro.
Nei confronti internazionali la Russia ha viaggiato con la velocità della luce: da circa 200 miliardi di dollari di sei anni fa a 1100 miliardi di Pil di oggi. Un po’ allo stesso modo, seppure su scala più ridotta, era successo all’Italia negli anni Ottanta, quando la nostra crescita era elevata e l’inflazione veleggiava intorno al 15%, mentre la lira, imbrigliata nello SME, era rimasta sostanzialmente invariata come tasso di cambio rispetto a franco francese, marco tedesco e sterlina britannica. Fu allora che nei confronti internazionali gli inglesi rimasero scioccati dal fatto che il Pil italiano aveva superato quello britannico.
Se, invece, un Paese registra una modesta crescita, una bassa inflazione e un cambio che non si apprezza, ecco che nei raffronti internazionali quel Paese rimane indietro.
Più frequentemente ci sarà una composizione mista delle tre variabili.
Come si vede, quindi, il tema dei raffronti internazionali fra i vari Paesi non può essere affrontato con la semplice giustapposizione dei tassi di crescita relativa del Pil. Bisogna considerare anche le altre due variabili menzionate.
È anche vero, però, che quando la crescita di un Paese si avvantaggia del simultaneo allineamento positivo di tutte le tre variabili in parola, come avviene attualmente in Russia, quel Paese fa dei passi avanti enormi nei raffronti internazionali che non sono giustificati dall’effettiva crescita interna. Quando, viceversa, un Paese è svantaggiato dal simultaneo allineamento negativo delle tre variabili menzionate, quel Paese cresce a passo di lumaca e viene facilmente superato dagli altri Stati: il suo peso è destinato a ridursi di importanza.
È una fortuna per l’Italia, quindi, che da anni ha un tasso di crescita del Pil molto lento e presenta un’inflazione media del 2%, che almeno l’euro sia forte. Se, infatti, anche l’euro fosse debole rispetto al dollaro le nostre dimensioni economiche sarebbero diventate così modeste che saremmo già stati cacciati a viva forza dal G7 e cioè dal gruppo dei Paesi industrializzati di maggiori dimensioni.




Come potete notare un motivo in + a favore dell`EURO:banana::lol::bash:
 

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Premetto che ci capisco ben poco e anche se ho letto il post le idee continuano a non essermi chiare..
io penso che se non fosse mai entrata in vigore la moneta unica avremmo potuto giocarcela diversamente e forse ora non saremmo l'ultimo paese europeo!
il problema è che dal giorno alla notte abbiamo avuto a che fare con prezzi e stipendi di paesi che erano più avanti di noi come Gran Bretagna, Francia e Germania; abbiamo dovuto (e qualcuno ci ha anche marciato sopra) adeguarci a loro sbagliando completamente la prassi! Il risultato è che chi prima era una persona normale ora fa fatica a arrivare a fine mese (l'80% della popolazione) e chi invece era benestante ora è ancora più ricco (non vi siete mai chiesti come mai il mercato dei beni di lusso cresce e nello stesso tempo si parla di povertà imminente?!) Non c'è stato un controllo dei prezzi e tutela da parte dello stato! tutti se ne sono sbattuti e ora siamo con le pezze al culo...
Non potremmo mai saperlo, ma nel nostro piccolo, prima dell'euro anndavamo discretamente bene... :lol:

A livello globale cmq penso che il problema sia nella dipendenza del petrolio che è la nostra linfa vitale! fino a quando non troveremo una "linfa" alternativa non ci sarà una ripresa economica mondiale!

Poi avrei una domanda: ma perchè se l'Euro è più forte del Dollaro il prezzo della benzina e gasolio continua a salire? qualcuno di esperto me lo sa spiegare? oppure è semplice speculazione delle compagnie petrolifere??!
 

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Se la benzina la pagavi ancora il lire eravamo tutti in piazza con i forconi in stile argentina o simile..:lol:
 

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La cosa piu eclatante comunque e' la perdita di posizioni dell'economia statunitense.

E l'ascesa di posizioni di quella cinese: qui sono ignorante io, non ho ancora ben capito come funziona il cambio della moneta cinese, mi sembra di capire che sia sostanzialmente bloccato e ancorato al dollaro, se fosse libero ci sarebbero degli sconvolgimenti mostruosi.

Per quanti ci riguarda, se non fossimo entrati nell'euro ci sarebbe stato un equilibrio forse un po piu verso il basso, ma piu scende il cambio piu i prodotti sono competitivi, per cui si esporta di piu anche se le importazioni sono piu care. Significherebbe irrobustire l'economia ma tirare molto di piu la cinghia e lavorare di piu.

Io spero che si crei una zona euro abbastanza ampia, con zone il cui sviluppo garantisca la tenuta dell'intero continente, un po isolata rispetto al resto del mondo (le aziende caute non fanno investimenti indiscriminati in Cina.....), per stare lontani da prossimi cataclismi.

Se la benzina la pagavi ancora il lire eravamo tutti in piazza con i forconi in stile argentina o simile..:lol:
Beh, l'economia e lo spirito d'imprenditorialità italiano e' un po diverso da quello argentino......
 

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Premetto che ci capisco ben poco e anche se ho letto il post le idee continuano a non essermi chiare..
io penso che se non fosse mai entrata in vigore la moneta unica avremmo potuto giocarcela diversamente e forse ora non saremmo l'ultimo paese europeo!
il problema è che dal giorno alla notte abbiamo avuto a che fare con prezzi e stipendi di paesi che erano più avanti di noi come Gran Bretagna, Francia e Germania; abbiamo dovuto (e qualcuno ci ha anche marciato sopra) adeguarci a loro sbagliando completamente la prassi! Il risultato è che chi prima era una persona normale ora fa fatica a arrivare a fine mese (l'80% della popolazione) e chi invece era benestante ora è ancora più ricco (non vi siete mai chiesti come mai il mercato dei beni di lusso cresce e nello stesso tempo si parla di povertà imminente?!) Non c'è stato un controllo dei prezzi e tutela da parte dello stato! tutti se ne sono sbattuti e ora siamo con le pezze al culo...
Non potremmo mai saperlo, ma nel nostro piccolo, prima dell'euro anndavamo discretamente bene... :lol:

A livello globale cmq penso che il problema sia nella dipendenza del petrolio che è la nostra linfa vitale! fino a quando non troveremo una "linfa" alternativa non ci sarà una ripresa economica mondiale!

Poi avrei una domanda: ma perchè se l'Euro è più forte del Dollaro il prezzo della benzina e gasolio continua a salire? qualcuno di esperto me lo sa spiegare? oppure è semplice speculazione delle compagnie petrolifere??!
Considera che se al tempo del crack Parmalat ci fosse stata la lira probabilmente ne sarebbe uscito un disastro a livello economico..Deo gratias eravamo gia' nell'Euro..cmq hai ragione nessuno ha controllato i prezzi ( l'intera clase politica sarebbe da mettere alla berlina solo per questo) e cosi' tutti hanno speculato e chi viveva di stipendio fisso si e' visto erodere il suo potere d'acquisto.

Sul petrolio la questione e' complessa, c'e' speculazione sui mercati occidentali, i paesi produttori alzano i prezzi sia per speculare ma anche perche' c'e' un'oggettivo aumento di richiesta di materia prima ( russia, cina e india), infine anche il super Euro influisce sul prezzo...insomma un casino
Spero solo che il prezzo non tocchi di 200 dollari al barile senno' inizieremo a comprare le candele altro che accendere le lampadine.
 

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La benzina sale perchè anche in presenza di un euro forte il petrolio sale. Spinto dalla speculazione dei Soros, più che dei Moratti. Sale anche perchè le accise, le tasse, sono percentuali, non fisse. Per cui il 20% (diciamo) di 1.40 sarà più alto del 20% di 1.10 spingendo ancora più su il prezzo.

Negli stati uniti è andata in pochi anni da $1.80 a 3.70/4 per gallone, sempre poco rispetto a noi perchè ci sono meno tasse, ma la spesa settimanale è la stessa viste le distanze e i barconi che guidano. Se fosse successo da noi andremmo a lavorare in bici. Grazie Euro.

Il cambo fisso con Francia e Germania serviva ad insegnare alla nostra classe imprenditoriale a fare qualità e a non premere per la svalutazione della lira in modo da poter comtinuare a vendere merda. Se vendi Audi te ne freghi dei cinesi, se vendi magliette a righe fai bene a preooccuparti. C'è stato un momento in cui, pochi mesi prima della colossale svalutazione del 92, il cambio lira/marco era arrivato a 792 e una Regata costava 2.000.000 di meno della Mercedes 190. Indovinate che berlina media si comprava qui? La moneta forte e stabile aiuta a lavorare bene, fidatevi. Lentamente qualcuno sta cominciando a capire. Nel frattempo si è ovviato alla mancata competitività da cambio con gli stipendi bassi. ma a chi dice che si stava meglio quando si stava peggio, vorrei ricordare che quindici anni fa la disoccupazione era al 12% a livello nazionale, il doppio di oggi. Quindi più gente a casa e più lavoro nero. Precariato fin che vuoi ma oggi c'è molta più gente che prende uno stipendio. Grazie Euro e grazie Biagi. Nel frattempo il paese ha assorbito quattro milioni di immigrati che in buona parte lavorano onestamente equesto porta più pil.

Le politiche di stabilità economica imposte da Maastricht obbligato a tenere sotto controllo i fondamentali. Certo la Spagna è stata brava a spendere bene gli aiuti eropei, ma in mezzo a tanti sprechi l'Italia è stata brava a trasformare un paese poverissimo in una potenza economica usando i propri soldi a discapito di un debito pubblico immenso, un debito rincipalemtne interno, in Bot, i cui interessi da soli valgono un punto di pil. Ora bisogna smetterla e cercare altre alchimie, grazie euro.

Tranquilli che quando cala il petrolio cala anche l'euro. Vorrei aggiungere solo due spunti di riflessione, giusto per scrollarci di dosso le affermazioni da fiera del luogo comune:

Il govenon non ha vigilato sui prezzi: in un libero mercato il governo non può regolare i prezzi: si chiamerebbe socialismo reale (non comunismo of course, perchè nel vero comunismo il denaro non esiste cft "Das Kapital", C.Marx). Il governo può solo intervenire contro la borsa nera in caso di crisi con aumenti del 20/30% ma se io porto un pao di scarpe da 100.000 lire a 80 euro overnight e tu le compri il governo non può farci un'emerita cippa. Basta alzarsi, ringraziare e andare in un altro negozio.

Stesso disocorso vale per le tariffe di gas ed energia elettrica, tutte basate sul costo del petrolio. Per non parlare dei servizi: se si vuole efficenza privatizzando bisogna considerare che chi investe vuole guadagnarci. Un abbonamento mensile della metro a NY sono $270, magari a leggere questa cifra si tornano a preferire le zecche di trenitalia.

E poi non dimentichiamoci l'italico vezzo della "bella figura" Sono precario, non riesco a tirare a fine mese, ma la felpina della Guru e gli occhiali grandi mezza faccia non me li voglio proprio togliere..quanti ne vedete così? Gente a bassisimo reddito che si imbarca in mutui da 300.000 euro e poi chiede aiuto quando la rata variabile cresce anzichè calare e non ce la fanno più. Vuoi i miei soldi per finire di pagare una casa grande il doppio della mia? Vuoi l'aiuto del governo? Sorry, ma non mi sembra corretto.

Non incolpiamo una moneta per i nostri vizi. Il lamento è spesso uno sport.

Fa specie vedere una destra invocare un controllo dei prezzi, e criticare uno strumento che impone la stabilità delle finanze.
Fa specie vedere una sinistra criticare normative sull'impiego da essa stessa varate eche hanno portato a un drastico calo della disoccupazione nel breve termine.

Sembra quasi che parlino più alla pancia di chi vuol sentirsi dire certe cose che alla mente di chi capisce.

Nel frattempo mi tengo stretta la mia moneta unica. Quello che succederà domai sarà merito o colpa nostra. Unicamente.

ok, post gruberico, me ne rendo conto.:)
 

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Un giorno l'ho comprato per sbaglio. Ovviamente l'ho usato per l'unica cosa per la quale poteva essere usato:sul fondo della gabbia del pappagallo.

Bhè dopo tre giorni il pappagallo ha iniziato a ruttare e bestemmiare in turco,ce l'aveva con un certo Romano.
 

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Con queste battaglie di retroguardia Libero mi ricorda l'Unità quando si scagliava contro il Mercato Comune.
 

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.....

ok, post gruberico, me ne rendo conto.:)
Invece sono completamente d'accordo con te.

Tranne sul prezzo del petrolio, che dici scendera' quando il dollaro salirà.

Non credo sia cosi semplice, ci sono attori nuovi.

Il bello dell'economia e' che e' una scienza che si adegua al presente, non puo spiegare tutto.
 

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Invece sono completamente d'accordo con te.

Tranne sul prezzo del petrolio, che dici scendera' quando il dollaro salirà.

Non credo sia cosi semplice, ci sono attori nuovi.

Il bello dell'economia e' che e' una scienza che si adegua al presente, non puo spiegare tutto.
E' come le previsoni del tempo...elabori modelli sempre più sofisticati e poi piove sul tuo barbecue...non è una scienza esatta.
 

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Io a volte leggo Libero perchè Cuore non c'è più...
 

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1) Un insulto con parolaccia da bar al primo ministro. Tanto per sfogare gli istinti piu' bassi.

2) Sulla testata campeggia la pubblicita' della Tom Ponzi, target : I mariti cornuti

3) Un articolo di Sandro Fontana sui referendum con l'interessante concetto : ue' intellettuali, parlate chiaro. pane al pane. vino al vino.

4) Titolo d'economia "Il cavaliere assicura : I nostri conti sono a posto"

5) Pubblicita' pacchetti vacanze tutto incluso 499 euro bambini gratis. Poi dato che se fai una prenotazione del genere sei messo proprio male e vuoi andare in Sardegna a tutti i costi, che senno' con 500 Euro stai a casa e porti la famiglia in trattoria, almeno non ti fanno chiamare l'Ufficio Prenotazioni, ma il Booking. Wow! figo!

6) Cazzate sul mercato calcistico date per certe.

7) Altra publicita' per aspiranti imprenditori in cerca di consulenti provenienti dalla Scuola Radio Elettra di Torino.

Insomma, a Libero il Financial Time gli fa' un baffo.
 

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