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Giusto per farci due risate.

Chi di noi non ha ascoltato almeno una volta il racconto di una leggenda metropolitana? Una di quelle storielle o deduzioni totalmente prive di fondamento? Storielle tipo:
- "Nelle fogne di New York ci sono i coccodrilli";
- "La Juve compra gli arbitri" (ops questa pare non sia più leggenda);
- "Andreotti è un mafioso";
- "Ho dato un passaggio a una ragazza che in realtà era un fantasma";
- "La Repubblica ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali";
- "Ho visto Damon a una manifestazione di Rifondazione Comunista"..
Qualcuna è in effetti molto verosimile, altre sono totalmente infondate e generano sempre ilarità ogni volta che si ascoltino, altre ancora ritorneranno presto ad essere solo leggende.


Una di queste leggende è particolarmente interessante.
E' quella secondo la quale "Nella Coca-Cola c'è la cocaina".
Nulla di nuovo, del resto la rete è piena di siti che inventano qualsiasi pretesto pur di attaccare le multinazionali. Informazioni in merito provengono quasi sempre da siti "altamente" credibili, tipo www.complottomondiale.org o www.abbassolimperialismoamericano.net (sono nomi fasulli, non li cliccate!), ed esistono anche tantissime immagini che ritraggono le prime etichette della Coca-Cola nelle quali figuravano come ingredienti oltre che le innocue "noci di kola" anche le più euforiche "foglie di coca", ma la cui originalità è ovviamente impossibile da verificare.
Nulla di nuovo, direte voi.

Già.

In Perù esiste il (o la) DEVIDA, un organismo pubblico assegnato al settore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si occupa della lotta alla droga. Una delle politiche portate avanti dal DEVIDA è l'industrializzazione legale dei derivati della foglia di coca, sottolineando come le Nazioni Unite di fatto non vietino "la produzione, industrializzazione ed esportazione di prodotti derivati dalla foglia di coca" (pur sempre rispettando i limiti tracciati dalla convenzione di Vienna sul divieto di traffico di sostanze stupefacenti).

In una nota (http://www.devida.gob.pe/nota_prensa_detalle.asp?id=87) afferma:
"L'industrializzazione della foglia di coca è un'attività che compete al settore privato, e tassata dallo Stato. È il privato a calcolare il rischio e l'accettazione dei suoi prodotti nel mercato nazionale o internazionale. La sua produzione si basa sul mercato ed è questo a determinarne l'accettazione per soddisfare una richiesta. Internazionalmente posizionare un prodotto derivato dalla coca, che contenga alcaloidi, sarà impossibile, perché 170 paesi ne hanno proibito l'importazione."

Qualche rigo più sotto fa notare come purtroppo sia bassissima la percentuale di foglie di coca utilizzate dall'industria legalmente; per la precisione, sottolinea come delle oltre 50mila tonnellate annue prodotte solamente 115 vengano acquistate dalla Coca-Cola (insieme ad altre 105 tonnellate dalla Bolivia) "per produrre, senza alcaloidi, 500mila bottiglie di bevanda al giorno".

Cosa?!? Ma non era una leggenda?

(cfr anche questo pdf, http://www.devida.gob.pe/documentacion/documentosdisponibles/dossierdevida.pdf, punti 11 e 13)

Insomma, la Coca-Cola smentisce l'uso in qualsiasi forma della piantina centroamericana nella produzione della sua bevanda con le bollicine (e nella Coca-Cola realmente non c'è nessun alcaloide della cocaina; dal 1903 essa è sostituita dalla caffeina); d'altro canto risulta difficile non dar credito al DEVIDA.
Ma se nessuno dei due ha torto, allora che fine fanno tutte quelle foglioline?

In fondo chi se ne frega della Coca-Cola: il problema lo creano le altre 50mila tonnellate di coca peruviana, non il "misero" centinaio di tonnellate ipoteticamente acquistato legalmente dal marchio di Atlanta!


PS doveroso: la citazione della Costituzione Italiana non voleva essere offensiva, ma solo una amara considerazione.
PS2 ancor più doveroso: quella su Damon è realmente una leggenda, spero mi perdoni la libertà di averlo nominato.
 

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ricercatore pampers
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Io ne ho una universitaria sui professori di Fisica particolarmente dotati che esordirebbero alla prima lezione con un: Al mondo ci sono solo tre persone che capiscono di Fisica: Einstein, Dio ed io. Einstein è morto, Dio non esiste, quindi fate voi... :)
 

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melior de cinere surgo
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1) a Catania una leggenda metropolitana dice che una scolaresca si perse nei meandri dell'anfiteatro romano, il cui ovale si estende nel sottosuolo del centro storico, e mai più ritrovata. L'estensione della città archeologica sottoterra è incredibilmente vasta.

2) Quella della ragazza fantasma a cui si dà un passaggio l'ho sentita anch'io, e m'è stata detta in un tragico momento.
Stavo tornando a Catania da Giarre, un paese della provincia, a nord di Acireale. Era una notte senza luna e molto, molto silenziosa, con le strade deserte. Ero da solo, in macchina: avrei dovuto prendere la statale, ma non essendo pratico del posto ho sbagliato strada e così mi sono ritrovato a percorrere strade buie ed anonime tra un paesino e l'altro. Cercavo di andare, a intuito, in direzione sud ma ad ogni bivio sapevo di ingarbugliare ancora di più la mia situazione. Decisi, così, di chiamare col cellulare ad un mio amico che, secondo me, sarebbe stato in grado di consigliarmi sulla strada da prendere.
Io: «Ale, ciao, sono Andrea... senti, mi sono perso, sono tra Giarre e Guardia Mangano, credo, è tutto buio e non so dove andare.»
Ale: «Uhm... sta' attento! È la zona della ragazza morta!»
Io: «Ma quale ragazza morta?»
Ale: «Ma come, non lo sai? Quella che fu investita e uccisa in quella zona, in una curva che passa sotto un viadotto...»
In quel momento, manco farlo apposta, i fari della mia macchina in movimento illuminano gradualmente i piloni di un viadotto che passa sopra una curva. Tutt'intorno solo vegetazione, quindi l'unica luce proviene dalla mia auto e non c'è nessuno. Tutto deserto e buio.
Io: «Oh, ma che dici? Minchia... sono proprio vicino a un viadotto così!»
Ale: «Occhio, ah? Quella ragazza di solito, la notte, si trova nei paraggi. Chiede un passaggio e, una volta in macchina, dice: "vedi quella curva? Lì sono morta". Poi scompare».
Io già da un momento all'altro m'aspettavo di vedere spuntare la faccia di una ragazza al finestrino per chiedermi un passaggio.
Io: «Ma che sei scemo? Ti chiedo di aiutarmi per la strada e tu mi vieni a dire 'ste cose proprio adesso, mentre sono qua?»

Naturalmente NON CI CREDO... eheheh... ma sul momento... sapete com'è...
 

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The drunk boy
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Io sapevo della leggenda secondo la quale le segrete vaticane si estendono sotto tutta roma o_O
 

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pampero said:
Io ne ho una universitaria sui professori di Fisica particolarmente dotati che esordirebbero alla prima lezione con un: Al mondo ci sono solo tre persone che capiscono di Fisica: Einstein, Dio ed io. Einstein è morto, Dio non esiste, quindi fate voi... :)
Chi era, Folco? :)
 

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:gossip: :gossip: :gossip: :gossip: :gossip:


IL TUNNEL SEGRETO

Articolo del "La Repubblica" domenica 2 novembre 1997

È un tunnel segreto a Roma, un’ autostrada sotterranea lunga chilometri l'ultimo mistero nell'Italia de misteri. A parlarne sono Alfredo Biondi, responsabile della sicurezza interna a Montecitorio, e Marco Zacchéra, parlamentare di AN, che hanno chiesto a' presidente de] consiglio Prodi e a Luciano Violante chiarimenti sulle notizie apparse su alcuni quotidiani. Relative, appunto, ad un «tunnel segreto» che collegherebbe Forte Trionfale a Forte Braschi, passando accanto ai Policlinico Gemelli - da dove si dipartirebbe un troncone verso Monte Mario - fino a Forte Boccea. Per dividersi poi in due nuovi tronconi, uno per corso Francia, l'altro verso il centro e i «palazzi del potere»: Viminale, Quirinale, Palazzo Chigi, Camera dei Deputati fino al Ministero della Marina, a lungotevere Flaminio, superando persino l' ostacolo Tevere. Ad allarmare Biondi, il ruolo che l'autostrada scavata nelle viscere di Roma potrebbe aver avuto nel sequestro Moro, soprattutto là dove, negli articoli, si a riferimento al fatto che «nel punto in cui la strada sotterranea s'interseca con la via Cassia, verso le 10 del 16 marzo 1978, giorno del rapimento di Moro, una "Gazzella" dei carabinieri vide uscire trafelati quattro uomini che ne sostenevano un quinto, o ferito o colto da malore». Tutti indossavano una divisa dell'Aeronautica militare. Forse una parte del commando che agi in via Fani?

L'affare Moro e il piano «P-Ater.S», riemerso inaspettatamente dall'oblio solo qualche settimana fa. E l'Italia dei misteri, alla quale la romanzata scoperta del misterioso tunnel ben si attaglia. Sarebbero stati due operai, impegnati negli scavi di un sotto passo tra la via Trionfale e via di Pineta Sacchetti, a scoprirlo casualmente il 20 settembre scorso. Incuriositi avrebbero iniziato a percorrerlo, per essere improvvisamente bloccati da alcuni uomini armati che, senza fornire spiegazioni, li avrebbero costretti a tornare sui loro passi. Romanzata, si diceva: intanto perché nel punto indicato non si sta realizzando alcun sottovaso - come ha chiarito Gianfranco Cenci, titolare della ditta che, per conto del Comune di Roma, sta lavorando proprio su quel tratto al raddoppio di via della Pineta Sacchetti - e - perché, quel fatidico 20 settembre nessuno era in cantiere, trattandosi dl un sabato. Altrettanto decisa la smentita lei vertici della «Italferr-Sls Spa», :che sta lavorando alla ristrutturazione della linea ferroviaria San Pietro-La Storta che, in alcuni tratti, interseca il percorso della misteriosa autostrada sotterranea.

Ma Zacchera dl An rincara la dose, andando oltre il romanzo. E dichiarando che un tunnel del genere - in grado di collegare Quirinale, Viminale, Camera dei deputati e altri punti strategici e comandi militari - potrebbe essere stato realizzato sfruttando preesistenti strutture medievali in un periodo antecedente al 1941, e forse «ristrutturato» tra il 1980 e il 1986. con un costo complessivo di 350 miliardi, diviso tra i vari ministeri. Realtà o fantascienza? Un sistema organizzato di accessi, in grado di coprire l'intero centro e il quadrante a Nord Ovest della città? Oppure, come sembra assai più probabile, un fantasioso collage realizzato unendo spezzoni di vecchi tunnel e sottopassaggi caduti in disuso e ormai dimenticati anche dall'amministrazione cittadina?

La seconda ipotesi appare la più concreta se si prende in considerazione quell'autentico monumento allo spreco che sono state le stazioni di Vigna Clara, Farneto, e le altre tappe della grande incompiuta del Sindaco Francesco Rutelli: la parte mancante del progetto dell'anello ferroviario. Un'idea tutt'altro che nuova visto che già nel piano regolatore del 1931, a firma di Marcello Piacentini, veniva ipotizzato un sistema di strada ferrata che doveva collegare Monte Mario alla Flaminia con un treno leggero, parte in superficie parte sotto terra. Il progetto fu abbandonato per le Olimpiadi del 60, quando si preferì implementare l'Olimpica.

In via Monterosi, al Fleming, come anche alla Balduina, generazioni di ragazzini in cerca di emozioni forti per decenni hanno esplorato i tunnel completamente abbandonati, ma con le rotaie posate e una sistema di illuminazione già realizzato. Parte del «dedalo» sotterraneo che oggi si vorrebbe «militarizzato» potrebbe riferirsi proprio al vecchio tracciato del trenino e congiungere così Supermarina, la Cassia, e Forte Trionfale. Resterebbe da spiegare come i camminamenti «militari» potrebbero saldarsi alla rete che congiunge i «palazzi del potere» nel centro storico, con l'insormontabile ostacolo rappresentato dal Tevere.

« E’ il segreto di pulcinella. Un tunnel fu utilizzato ai tempi del golpe Borghese e se ne parla anche nelle carte del processo» denuncia Domenico Gramazio di An, che chiama in causa comune e servizi, ognuno per le sue competenze. «La rete c'è, ma deve essere utilizzata per fini istituzionali. Quindi chi ha le mappe le tiri fuori» dice Gramazio ricordando l' avventura dei golpisti entrati sotto terra, in un punto non meglio precisato, fra Montecitorio e il Viminale, e arrivati fino al «sancta sanctorum», l'armeria sotterranea del Viminale, senza incontrare alcuna resistenza. «Quando arrivò il contrordine - racconta il parlamentare - si limitarono a fare la strada in senso inverso. Non mi stupirei se quei tunnel venissero ancora adoperati, all'insaputa dei titolari dei dicasteri, per chissà quali fini». Né è un segreto che, negli anni della guerra fredda; in molte capitali europee si lavorò alla realizzazione di strutture sotterranee.



:rofl:
 

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Una leggenda che è diventata realtà dopo la fine della Guerra Fredda:

La Metropolitana segreta di Mosca






La Metropolitana segreta di Washington

The Congressional Subway in Washington, D.C. consists of three underground electric subway systems that connect the U.S. Capitol building to the House and Senate office buildings. On the House side, an older human-controlled system with single, open-topped cars shuttles between the Rayburn House Office Building and the Capitol. On the Senate side, two separate subway systems exist. One is a computer-controlled system with small groups of enclosed cars that shuttle passengers between the Hart Senate Office Building, Dirksen Senate Office Building, and the Capitol. It is propelled by electromagnets. The second system is similar to the one found on the House side; it connects the Russell Senate Office Building and the Capitol. The House and Senate subway systems do not terminate in the same location under the Capitol, but they are connected by a labyrinth of tunnels.

The systems are open to members, their visitors, and individuals employed in the Capitol, House, and Senate office buildings, free of charge. The House system has human operators to provide patronage jobs and so that the operators can enforce the "members only" rules that limit nonmembers to certain sections of the cars or that prohibit them altogether during roll call votes.

The system was built in 1909 to link the Russell Senate Office Building to the Capitol. The Dirksen Senate Office Building was added to the system in 1954 and the Rayburn House Office Building in 1965. The system first ran on March 7, 1909, and was last updated in 1994.
 

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federicoft said:
Chi era, Folco? :)
Yep. Gran cervello e gran professore.
 

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pampero said:
Io ne ho una universitaria sui professori di Fisica particolarmente dotati che esordirebbero alla prima lezione con un: Al mondo ci sono solo tre persone che capiscono di Fisica: Einstein, Dio ed io. Einstein è morto, Dio non esiste, quindi fate voi... :)
A proposito di leggende metropolitane universitarie.

Alla Sapienza è nota quella attribuita al grande latinista Paratore, che fu preside della Facoltà di Lettere.

Il quale bocciò una tipa che si era presentata in minigonna ascellare, tacchi a spillo, trucco pesante e per di più fumando una sigaretta con il bocchino, con le seguenti parole:
"signorina, nel bocciarla mi consenta di accomiatarmi da Lei con le stesse parole con cui il prode Enea, con il padre Anchise sulle spalle, si accomiatò dalla sua città in fiamme :
Vale, Troia fumans "


Da noi a Giurisprudenza ne giravano decine su Gazzoni, il celebre autore di quel celeberrimo rompicapo di 1600 pagine incomprensibile anche per giudici ed avvocati.
Si diceva che avesse bocciato 5 volte il figlio, che avendo tratto di tasca un biglietto dell'autobus avesse chiesto all'interrogando cosa fosse e, sentendosi rispondere " un biglietto dell'autobus", l'avesse bocciato gridando che era un documento di legittimazione di un contratto di trasporto.
 

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CAESARS-PALACe said:
IL TUNNEL SEGRETO

Gramazio ricorda bene.
Nel piano Borghese era prevista l'occupazione dei principali palazzi del potere entrando di notte, da sotto.
E non si trattava di passare per le fogne.

Un tunnel tra Forte Trionfale, Forte Braschi, Forte Boccea e di lì fino al Gianicolo c'è: l'acquedotto Traiano Paolo, che prende l'acqua dal Lago di Bracciano e finisce nella Mostra dell' Acqua Paola al Gianicolo.



L'acquedotto ha subito vicissitudini infinite.
Nei secoli è stato maneggiato e rimaneggiato, e non mi sembra impossibile che, magari di fianco al percorso dell'acquedotto, sia stata costruita qualche canalizzazione, qualche sorta di passaggio.
Del resto è più che possibile che il sistema ottocentesco dei forti romani fosse in qualche modo in collegamento e, dulcis in fundo, forte Braschi oltre che carcere militare è anche la "segretissima" sede centrale del Sismi (acqua in bocca per carità, non lo deve sapere nessuno!!)

Insomma è una leggenda metropolitana che mi piacerebbe (poter) approfondire.
 

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Discussion Starter · #13 ·
La leggenda vuole che il principe Sansevero, vissuto a Napoli nel XVIII secolo, fosse una sorta di stregone devoto all'esoterismo (oltre che massone). In realtà era uomo dalla cultura assai vasta e dalla curiosità vivace, studioso e scienziato considerato uno dei geni del '700 partenopeo. Si narra che fosse uso sperimentare i composti di sua preparazione su vagabondi o sui servi del palazzo.

Nella celeberrima Cappella Sansevero si possono apprezzare alcune opere che lo stesso principe commissionò a vari artisti. La più famosa è il "Cristo velato": una leggenda vuole che il principe avesse steso un sottile velo di stoffa sopra la statua finita per poi marmorizzarlo con un composto di sua invenzione (in realtà il velo è frutto del sapiente lavoro dello scultore, Antonio Corradini).

Il Cristo Velato

Dettaglio

Stesso procedimento del "velo di marmo" anche per le altre due statue dello stesso autore, "La Pudicizia" e "Il Disinganno", dal forte significato massonico. Nel "Disinganno", invece di un velo di stoffa pare che il principe si sia divertito a marmorizzare una pesante rete.
(1)
(2)
(1) La Pudicizia e (2) Il Disinganno



Notevoli sono anche le due "macchine anatomiche" nella cripta della cappella, ovvero delle rappresentazioni in scala 1:1 dell'apparato circolatorio di un uomo e di una donna incinta. Secondo la leggenda, i due erano una coppia di giovani sposi che avevano chiesto ospitalità e che, per loro sfortuna, finirono col diventare cavie di un esperimento: il principe inoculò nei loro corpi un siero alchemico capace di metallizzare il sangue dell'apparato cardiocircolatorio, cosicchè dopo la decomposizione delle parti molli esso potesse rimanere perfettamente conservato.
Molti ipotizzano che in realtà le due "macchine" siano delle sculture di due scheletri rivestiti di una fittissima rappresentazione del sistema circolatorio, ma è difficile sostenere tale tesi alla luce delle scarse conoscenze anatomiche dell'epoca e, soprattutto, osservando di persona le due "macchine".

La macchina anatomica della donna

La figura del principe Sansevero ha segnato fortemente la cultura partenopea. Nei primi del '900 (assai raramente oggigiorno) poteva capitare di ascoltare una madre del centro storico sgridare il figlio dicendo "Finiscila, sennò arriva il Principe".
 

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Discussion Starter · #14 ·
Attenzione quando andate nei centri commerciali, pare si stia diffondendo in tutta Italia una truffa che vede protagoniste due giovani ragazze.
Queste due si avvicinano alla vostra auto mentre state caricando la spesa e, grazie alla loro avvenenza, riescono ad ottenere un passaggio. Per sdebitarsi, la tipa sul sedile anteriore vi abbassa la cerniera dei pantaloni e vi fa un servizietto di quelli che non si scordano, mentre la tipa sul sedile posteriore vi deruba del portafoglio.
A me è accaduto già due volte la settimana scorsa, l'altroieri, ieri, oggi e, se non ho impegni, anche domani e dopodomani.
 

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Il Cristo velato è del Sanmartino, il Corradini si limitò a sbozzarlo quando la morte lo colse :(

E' un capolavoro, la statua non di epoca romana più bella in tutta Napoli, e l'unico mistero vero che circonda l'opera è come possa uno scultore così bravo esser rimasto fuori dal circuito dei grandi nomi della scultura!!

Il che mi fa pensare che anche la statua che - personalmente - ritengo essere la più bella in Roma - la Santa Cecilia - è di uno scultore per nulla noto ai profani, Stefano Maderno, neanche parente di quel Carlo Maderno che fece la facciata di San Pietro.

Anche le macchine sono 2 capolavori.
Le ossa sono vere, vene ed arterie sono fil di ferro.
Il tutto è un capolavoro, e la cosa dovrebbe esser valutata per ciò che è: un caposaldo del rococò mondiale.
Purtroppo la proprietà non permette analisi nè sui veli "marmorizzati" nè sulle macchine, analisi che metterebbero la parola fine alle dicerie, ed aprirebbero la strada ad una valutazione finalmente seria e razionale della cosa: un capolavoro d'arte, e non un insieme di misteri da operetta.
 
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