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Il sistema americano sarebbe un disastro sociosanitario di proporzioni epiche se fosse applicato al Sud. Vorrei sapere come si pagherebbe l'assicurazione sanitaria chi ha un lavoro in nero o saltuario o chi dipende dai pagamenti sociali o un disoccupato.

Al contrario funzionerebbe discretamente nel resto del paese, ma non serve tanto a farlo funzionare, basta avere i soldi.
 

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In linea di massima sì, anche se ci sono alcuni programmi di assicurazione statali per le fasce deboli. La negoziazione ovviamente spetta al singolo, che decide liberamente da quali rischi tutelarsi, e da quali rimanere scoperto. E se sei scoperto, sei scoperto.
(Ma non si lascia morire nessuno in mezzo alla strada, questo no).
 

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Gli italiani all'estero solitamente parlano al cellulare, ad alta voce, e raccontando futilità che potrebbero benissimo raccontare con calma al loro ritorno. Li riconosco da questo ancora prima che dai vestiti. Negli aeroporti, in attesa del volo, mentre tutte le altre nazionalità leggono, conversano, si riposano, gli italiani parlano al cellulare. Appena viene annunciato il volo poi si ammassano tutti all'imbarco, sempre parlando al cellulare, e un battibecco su chi c'era prima non ce lo toglie mai nessuno.
Chiari sintomi di nevrastenia.

Gli altri popoli, comunque, quando si incrociano all'estero reagiscono piuttosto freddamente, quando non si dimostrano chiaramente scocciati. Gli italiani solo gli unici che fanno festa.
 

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Ho riletto il tuo post, penso che non puoi essere serio. Londra penso sia la megalopoli più sicura d'Europa, ma di gran lunga. Io la frequento quasi a cadenza settimanale per lavoro, ed è assolutamente tranquillissima, imparagonabile sotto questo aspetto a Milano o Roma per fare due esempi lampanti.
Nella Grande Londra nel 2006 si è registrato un milione di reati, per 7,5 milioni di abitanti. Vale a dire un reato ogni 7,5 abitanti.
Nella provincia di Roma nel 2006 si sono registrati 280 mila reati, per 4,1 milioni di abitanti. Vale a dire un reato ogni 15 abitanti.

Nel 2007 Londra ha avuto 168 omicidi con 7,51 milioni di abitanti. Vale a dire un tasso di omicidi di 2,24 per 100.000.
http://www.met.police.uk/crimefigures/index.php

Nel 2007 Roma ha avuto 36 omicidi con 2,75 milioni di abitanti. Vale a dire un tasso di omicidi di 1,38 per 100.000.
http://fahrenheit451.wordpress.com/2007/01/23/statistiche-omicidi/

La città più sicura d'Europa è Atene. Milano e Roma vengono poco dopo, eoni prima di Londra.
 

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Sulla sicurezza di milano e roma rispetto a londra e parigi nonostante le statistiche io le trovo molto più insicure e disordinate ,non ho alcun dubbio direi soprattutto rispetto a Roma. Logicamente mi riferisco alle zone centrali delle città non le periferie.
Saranno preconcetti sbagliati ma tutti i miei amici o colleghi ( stranieri) , quando vengono in Italia ( non solo Napoli) evitano di indossare oggetti di valore, che siano orologi , braccialetti o anelli.......
D'altronde se sei tu il primo ad appiattirti sugli stereotipi perché dovrebbero fare loro lo sforzo di ragionare un po'.

La percezione della criminalità è una cosa seria, divario tra percezione e misura reale c'è sempre, in Italia è da qualche anno particolarmente profondo. Ilvo Diamanti su Repubblica scrive articoli eccellenti che spiegano la questione.

Questa non è nemmeno percezione, sono gli stereotipi più triti e beceri che ci siano, che in nessun consesso di persone moderatamente istruite e con cognizione del mondo circostante uno si aspetterebbe di trovare.

Sugli autobus notturni a Roma trovi sempre ragazze sole che tornano a casa, cosa impensabile in 9/10 delle grande città europee.
Per dire.

Poi, in una periferia potrei anche capirlo, ma il centro è così ostinatamente presidiato dalla società a tutte le ore del giorno e della notte che affermare di avere percezione di insicurezza, lì, è proprio incommentabile. Assolutamente incommentabile.
 

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Sinceramente no.
A Londra e Parigi ho sempre visto ragazze sole sui mezzi a mezzanotte anche più che a Milano.
Parlo però delle zone centrali, 1 e 2 o ancora dentro la fascia comunale.

Poi certamente la periferia.... sono passato una volta da Aulnay-Sous-Bois, Parigi... le stesse facce e lo stesso clima delle peggiori periferie della cintura di San Paolo....in giro c'era da stare all'occhio in pieno giorno, l'omino che controlla i girelli per entrare in stazione, armato e col cane da guardia, i girelli in ferro ad altezza d'uomo che coprono l'intera superficie, infatti poi ho saputo di autobus presi a fucilate, incendiati e scortati dalla polizia...
Eh, appunto. Parlavo indiscriminatamente di centro e periferia. Nelle città europee che conosco bene e in cui sono stato in modo diverso che da turista, Londra, Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Rotterdam, per una ragazza tornare a casa da sola di notte con i mezzi pubblici non è una cosa nemmeno da prendere in considerazione, e le peggiori periferie delle nostre città sembrano accampamenti di boy scout a confronto delle peggiori loro.
 

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Penso che gli italiani siano al top in fatto di percezione della criminalita'. Tra l'altro la cosa "comica" e' che c'e' grande percezione e paura della microcriminalita' (che e' irrisoria) e poca percezione delle mafie (che e' uno dei problemi maggiori del paese).

Persino nei paesini di campagna italiani si vive in case con porte blindate, grate alle finestre e tapparelle altrettanto blindate.

Qui a Boston la maggior parte delle persone non chiude a chiave la porta d'ingresso se e' a casa durante il giorno. Anche persone anziane e che vivono in case isolate.

La porta di casa mia puo' tranquillamente essere sfondata con una pedata e non ho mai visto case con grate alle finestre.

Boston e' ritenuta una delle citta' piu' sicure negli USA.

Boston fa 650.000 abitanti, nel 2009 ci sono stati 50 omicidi..fa circa 7,7 omicidi per 100.000 abitanti. Cos'erano a Roma? 1,3?
Gli italiani sono molto più ossessionati dalla privacy e gelosi della loro vita domestica dei popoli nordeuropei e degli americani. Basti vedere come alzino muri e inferriate, cingano giardini, coprano ossessivamente le finestre con tende e imposte, mettano cartelli minacciosi all'ingresso delle loro proprietà. La casa viene concepita come l'estremo fortino dentro cui rifugiarsi per proteggersi da una società indubbiamente meno armoniosa e più caotica.
 

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Ho una teoria in proposito. Siccome l'italiano all'estero vive sotto continuo stress (causa ridotte capacità linguistiche) quando incontra un suo connazionale (e non è costretto a ragionare su "soggetto-verbo-complemento") ha un riflesso spontaneo, ed il fatto di non doversi sforzare per formulare una frase di senso compiuto lo porta all'istantanea empatia col soggetto incontrato.

Teoria valida soprattutto per il turista...ed estendibile anche ad altre popolazioni (sudamericani, greci, spagnoli, etc....)
:lol:
Vero, vero.
 
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