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Export, tesoretto delle piccole imprese. Ma una su quattro non trova addetti

Il 58% di chi lavora con l’estero ha aumentato il fatturato. Giovani titolati e flessibili: selezioni a vuoto. Il 72,5% degli esportatori assume, contro il 57% di chi opera solo in Italia

«A caccia di giovani ricchi di competenze, che però si fatica a trovare. Più performanti e disposte a commerciare con mercati lontani. Sono le caratteristiche delle aziende dedite all’export, secondo l’ultima ricerca condotta dall’Osservatorio di Confartigianato Lombardia sulle micro e piccole imprese (mpi) di Milano e Monza-Brianza. Qualche numero per vederci chiaro. Il 58 per cento degli imprenditori che commercia con l’estero nel 2017 ha visto aumentare il proprio fatturato rispetto all’anno prima. Tre su dieci registrano una crescita del cinque per cento o anche superiore. Di contro, solo il 46 per cento di chi non esporta ha registrato il segno più. Importanti le relazioni con altre realtà, la tendenza all’innovazione (presente nell’88 per cento delle mpi che esportano contro il 69 di quelle che non lo fanno) e la digitalizzazione (95 rispetto al 79 per cento).

Focus sui mercati, per capire dove vengono portati i prodotti made in Lombardia . Dal 2008 a oggi è cresciuto il peso dei Paesi al di fuori dell’Unione europea: si passa dal 41 al 44 per cento. Per Milano i valori sono più alti: negli ultimi dodici mesi si tocca il 61,7 per cento. Cambiano anche le rotte, con una scalata dell’Est rispetto alla perdita di importanza di alcuni Stati europei. Dal 2007 al 2017 Corea del Sud, Giappone, Hong Kong, Ungheria e Cina guadagnano posizioni nella classifica dei mercati più gettonati. Stabili Germania (punto di riferimento per le imprese manifatturiere della Brianza), Francia, Paesi Bassi, mentre perdono quota il Regno Unito, l’Austria, la Spagna. Secondo l’indagine, il primo semestre 2018 mantiene il segno più per le esportazioni, ma a ritmi meno sostenuti rispetto allo stesso periodo del 2017.



Dall’estero si richiedono soprattutto macchinari, prodotti chimici, metallurgici e in metallo. Questi ultimi in particolare sono il frutto del lavoro delle micro e piccole imprese, forti anche nella produzione di articoli d’abbigliamento, in pelle, alimentari e ovviamente mobili. Design e moda, insomma. Per mantenere le relazioni con altri Stati e per stare al passo con la domanda, artigiani e imprenditori hanno bisogno di personale specializzato. E qui sta il problema. Il 72,5 per cento delle aziende esportatrici prevede di assumere nuove figure, contro il 57 per cento delle non esportatrici. Ma in un caso su quattro delle assunzioni si fatica a trovare il candidato ideale. Per il 37 per cento dei posti disponibili le mpi sono più propense a reclutare giovani, rispetto a chi non commercia fuori dai confini nazionali (34 per cento). In otto casi su dieci gli imprenditori ritengono che i lavoratori disponibili sul mercato necessitino di ulteriore formazione. Alle reclute si chiedono flessibilità, capacità di adattamento, competenze digitali e comunicative.
«Le imprese esportatrici rappresentano un segmento dinamico del sistema produttivo - spiega Giovanni Barzaghi, presidente di Apa Confartigianato Milano e Monza Brianza -, ma ci segnalano difficoltà nel trovare figure qualificate. La formazione è quindi il fattore decisivo per aumentare l’export». Da qui il progetto «Open Export», in corso in questi mesi, per portare esperti a «fare lezione» direttamente nelle aziende».

https://milano.corriere.it/notizie/...ti-ca1fec8a-dff7-11e8-81e0-6ff57fd70801.shtml
 

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CordenPharma rilancia a Caponago

«Per i prodotti iniettabili diventerà un centro di eccellenza mondiale. Con un investimento di oltre 20 milioni di euro il gruppo farmaceutico Corden Pharma avvia a Caponago, alle porte di Milano, nuove linee produttive per farmaci iniettabili, impianto che una volta a regime potrà creare 50 nuovi posti di lavoro.



La società ha investito per realizzare processi in grado di gestire le molecole più delicate, quelle per cui la sterilizzazione terminale ad alta temperatura danneggerebbe il principio attivo. La produzione alternativa (tecnicamente, in “asepsi”) richiede un controllo maggiore della sterilizzazione a monte, imponendo standard rigidi per la qualità dell’aria, le temperature, la presenza di polveri, in generale per evitare ogni tipo di contaminazione.

«L’impianto ha già ottenuto la qualifica da parte della Food and Drug Administration statunitense - spiega il direttore della piattaforma globale per iniettabili del gruppo Fabio Stevanon - mentre entro pochi mesi contiamo di avere il via libera definitivo dall’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco».

A Caponago, che occupa 370 addetti, il gruppo continua le produzioni a sterilizzazione terminale (anestetico) mentre le nuove linee vengono inserite in un sito utilizzato fino al 2012 per produrre antibiotici, in seguito reso disponibile per altri utilizzi: i lavori sono stati realizzati nel corso del 2016 e 2017 mentre il 2018 è stato dedicato alle attività di autorizzazione e qualificazione».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...rilancia-caponago--091921.shtml?uuid=AEkWewaG
 

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Il Torrazzo del duomo di Cremona diventa un museo «verticale»

Il progetto è stato realizzato dall’Ufficio dei Beni Culturali della diocesi nella torre campanaria medievale della Cattedrale della città, che ospita il grande orologio astronomico. L’esposizione permanente si sviluppa in quattro sale



«La parola «verticale» è architettonicamente di tendenza in questo ultimo periodo. Ma Cremona ha un particolare legame con l’altezza: simbolo nel mondo della città è infatti il Torrazzo, la torre campanaria medievale più alta d’Europa con i suoi 112.54 metri. Aprirà l’11 novembre il «Museo verticale del Torrazzo», progetto dell’Ufficio dei Beni Culturali della diocesi di Cremona a coronamento di un’idea nata nel 2011, che sviluppa l’esposizione permanente in quattro sale, tutte in altezza.



La torre campanaria della Cattedrale di Cremona, grazie al grande orologio astronomico che domina la piazza, offre l’esperienza al turista (che pagherà un unico ingresso per la salita al Torrazzo e al Museo) di abbinare la storia, l’arte e il sapere scientifico. L’orologio astronomico del Torrazzo è considerato uno dei maggiori capolavori della meccanica antica e uno dei più grandi al mondo: il diametro del quadrante supera abbondantemente gli 8 metri. Nella Sala del Quadrante e in quella del Meccanismo è possibile ammirare tutte le caratteristiche del suo funzionamento, mentre nella Sala della Misura del Tempo è illustrata la storia della percezione umana del tempo mediante la ricostruzione di strumenti di misura antichi, varie tipologie di orologi ed interessanti contenuti multimediali. È esposta inoltre la ricostruzione in scala ridotta dell’Artificio di Toledo, l’opera più famosa dell’ingegnere cremonese Janello Torriani. Infine, nella Sala dell’Astronomia ecco una spettacolare installazione del Pendolo di Foucault. La sua oscillazione è la dimostrazione scientifica della rotazione della Terra. Chi arriva qui, sulla sommità della torre, avrà certamente un po’ di fiatone, dati i 502 gradini stretti e ripidi percorsi, ma potrà godere anche una magnifica vista della città».



https://milano.corriere.it/notizie/...le-b253ebfe-e373-11e8-85dd-706d19559ca8.shtml
 

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Al Monte Pora neve hi tech con nuove torri di raffreddamento

«Un tempo era la montagna dei bergamaschi, un luogo segreto dove sciare a costi bassi. Oggi invece il Monte Pora è meta degli sciatori di tutta Italia: merito dei costi, che sono rimasti bassi, e della tecnologia, che ha allungato la stagione sciistica. Negli ultimi 3 anni Angelo Radici, presidente e ceo dell’azienda RadiciGroup e appassionato di sci, ha investito personalmentecirca 7 milioni di euro per il rinnovo degli impianti di innevamento, la realizzazione di un nuovo bacino e nuove infrastrutture.



«È un progetto a cui tengo molto - racconta Radici, che ha 67 anni e vive a Leffe -, vorrei rilanciare il turismo al Monte Pora e nell’intera vallata». La novità dell’ultimo anno è rappresentata dalle torri di raffreddamento che aumentano la resa dell'impianto di innevamento programmato e che sono state progettate dalla DemacLenko, la società che ha brevettato anche Snow4Ever, una tecnologia che permette di ottenere neve sopra gli zero gradi centigradi.

Oggi il Monte Pora ha un impianto di innevamento artificiale costituito da una sessantina di macchine sparaneve, di cui 50 cannoni e 10 aste, che utilizzano l'acqua di due bacini artificiali che hanno una capacità totale di più di 55.000 metri cubi. A ogni metro cubo di acqua corrispondono 2 metri cubi di neve. «Attualmente - spiega Radici - abbiamo una copertura superiore al 70% grazie all’innevamento programmato. Stiamo aspettando le autorizzazioni per costruire un terzo bacino».

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https://www.ilsole24ore.com/art/via...-zero-183408.shtml?uuid=AE1413rG&refresh_ce=1
 

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Lombardia motore del real estate italiano

«La crescita del mercato immobiliare in Lombardia varca i confini di Milano, unica delle grandi città italiane a registrare una crescita ininterrotta delle compravendite dal 2013 fino a luglio 2018 (la prima frenata si è registrata nel terzo quarter dell'anno con un calo del 2,4% secondo l'Osservatorio dell'agenzia delle Entrate), e si estende a tutta la regione.



La Lombardia si conferma come il primo mercato immobiliare d'Italia, motore del Paese, concentrando il 22,8% delle compravendite residenziali nazionali. “Rispetto al 2017 la crescita delle transazioni nella regione ha vissuto un'ulteriore accelerata, incrementandosi del 13,8 % (quasi cinque punti in più sul comunque positivo risultato nazionale del comparto residenziale)- recita il rapporto presentato oggi e stilato da Scenari Immobiliari e Casa.it -. Il numero di compravendite concluse in Lombardia dovrebbe attestarsi entro la fine dell'anno a 140mila unità immobiliari, contro le 123mila registrate nel 2017 in uno scenario nazionale di 610mila transazioni (in crescita dell'8,9% sull'anno precedente)”. In Lombardia si registra un quinto del Pil, ha ricordato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, e le regioni padane insieme fanno il Pil della Russia.

La Regione è prima per progetti immobiliari (in corso ce ne sono per circa 20 miliardi di euro, su 30 miliardi in Italia). Sul fronte compravendite, ha detto ancora Breglia, la regione ha lo stesso numero di transazioni del Portogallo e si avvicina all'intera Polonia, confermandosi anche nel 2018 come un mercato a parte rispetto al resto del Paese. Le previsioni per il 2019 rimangono positive, sia a livello lombardo che a livello nazionale. Il tasso di crescita delle transazioni lombarde dovrebbe nuovamente superare il dato medio nazionale, ampliando la distanza con il resto della Penisola. “In particolare, nel 2019 le compravendite in Lombardia dovrebbero attestarsi a quota 158mila - recita il rapporto - per poi raggiungere le 180mila unità durante il 2020, superando il record storico di 165mila transazioni del 2007. Il quadro delle previsioni è condizionato dall'andamento della politica e dell'economia. Una forte frizione con l'Europa potrebbe peggiorare le attese dei mercati e delle famiglie con effetti negativi sul mercato immobiliare. Pertanto le previsioni sono state fatte nell'ipotesi di continuità”».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...a-sblocca-riciclo--174717.shtml?uuid=AEeCXoyG
 

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Rota group inventa la macchina per lavorare il magnesio

«In natura è diffuso 6 volte di più dell’alluminio, pesa un terzo ed è molto più economico da estrarre. Si tratta del magnesio. Che però è meno usato perchè, ad oggi, non esistono veri e propri trattamenti industriali per evitare corrosioni e instabilità. La soluzione, ora, la propone Rota Group, una piccola impresa di Pozzo d’Adda – provincia di Milano – 60 dipendenti e 7 milioni di fatturato – nata da un laboratorio di lavorazioni galvaniche, opera, oggi, conto terzi, nella filiera dell’alluminio,soprattutto destinata al design e all’arredo.



I trattamenti di protezione del magnesio fino ad ora sperimentati – ha spiegato Antonio Rota, presidente e amministratore delegato di Rota Group – hanno costi elevati, alto dispendio energetico e performance basse. Anche nelle grandi imprese, questi trattamenti sono ancora svolti quasi solo in modalità “artigianale”. Il nostro progetto nasce in collaborazione con Henkel, abbiamo investito 10 milioni di euro in 4 anni in ricerca e messo a punto un processo di elettroceramificazione di leghe di alluminio e magnesio che - già testato in laboratorio – è ora pronto per passare alla produzione industriale. In pratica, abbiamo messo appunto un impianto che consente di rendere industriale il processo di protezione del magnesio».

Le applicazioni? Dai componenti per aeromobili, motori, automotive alle biciclette, dagli utensili alle attrezzature per la movimentazione dei materiali. Da Pc, Tv e cellulari alle applicazioni biomediche».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...esio--213850.shtml?uuid=AEs8el0G&refresh_ce=1
 

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In Brianza un milione in palio per il patrimonio culturale

«Un milione di euro in palio per la valorizzazione del patrimonio culturale della Brianza: il montepremi - messo a disposizione da Retipiù e BrianzAcque - sarà erogato con la formula dell’“Art Bonus” a 12 progetti, presentati da altrettanti comuni e votati direttamente dai cittadini. Gli interventi finanziabili riguardano disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo.



In particolare, le proposte ammesse sono: la manutenzione, il restauro e la protezione di beni culturali pubblici, il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, fondazioni lirico sinfoniche e teatri di tradizione), la realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti e istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.

La partnership tra le due aziende promotrici dell’iniziativa - giunta alla terza edizione - ha permesso di aggiornare il regolamento per offrire maggiori chance di partecipare e vincere stabilendo quattro categorie in base al numero degli abitanti, ciascuna divisa in tre fasce a seconda dell’importo del progetto presentato. Ogni comune (sono 62 in totale i municipi coinvolti) avrà dunque l’occasione di presentare una proposta ad hoc e competere per portarsi a casa il finanziamento».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...urale-164158.shtml?uuid=AEWD1v1G&refresh_ce=1
 

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La Lombardia si scopre paese dei balocchi: le aziende del giocattolo salgono a 900

Un giro d'affari da 1,5 miliardi: la metà di quello italiano



«A Natale il regalo sotto l'albero è sempre più "made in Lombardia": secondo i dati diffusi dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi nel settore dei giocattoli, delle 7 mila imprese in Italia 900 si trovano in Lombardia. Di queste, oltre 500 a Milano Monza Brianza e Lodi.
Un settore che vale 3 miliardi in Italia, di cui 1,5 miliardi in Lombardia e 1,3 miliardi a Milano. Si va dalla fabbricazione di giochi e giocattoli, al commercio, all'edizione di giochi per computer. Per numero di imprese Milano è terza in Italia, dietro a Napoli e Roma.

E proprio a Milano è stato costituito il Comitato in Camera di commercio su invito del ministero dello Sviluppo economico e di Unioncamere, in stretto raccordo con la Prefettura, con le autorità e le associazioni. Si tratta di un rilevatore del fenomeno sul territorio, con funzioni di promozione, supporto e monitoraggio, attività di prevenzione e repressione degli illeciti connessi alla contraffazione e di informazione al consumatore e alle imprese sui rischi e i danni connessi. Il settore dei giocattoli è tra quelli più colpiti.
"Il settore dei giocattoli - ha dichiarato Luca Bertoni, presidente del comitato provinciale per la lotta alla contraffazione - è centrale in questi giorni di regali di Natale. Con il Comitato di Milano, nato da pochi giorni, siamo impegnati nella lotta alla contraffazione. Una iniziativa per promuovere un mercato sano e competitivo, a tutela della sicurezza dei lavoratori e dei consumatori".

A livello regionale bene Monza Brianza, Bergamo e Varese».

https://milano.repubblica.it/cronaca/2018/12/22/news/milano_lombardia_giocattoli_imprese-214872396/
 

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Il restauro delle vecchie cascine: rinascono i tesori del Policlinico

Tre anni di lavori e una spesa di 24 milioni. Dalle terre latte riso e carne e agriturismo



«La storia di rinascita delle 100 cascine del Policlinico, che si completa con la fine del 2018 per una spesa complessiva di 23,6 milioni di euro, porta con sé memorie di Papi e attualità, donazioni secolari e investimenti recenti, vita rurale di un tempo che fu e buon cibo finito sul tavolo della Notte degli Oscar con il gorgonzola Arioli. Oltre 500 anni fa dalle loro terre arrivano latte, riso, uova, carne e pesce, sacchi di cereali e botti di vino indispensabili per garantire tre pasti ai malati, ai medici e ai tanti poveri, bambini e anziani, che l’ospedale sfama conquistandosi il nome di Ca’ Granda: la grande casa dei milanesi. Oggi, dopo un recupero iniziato nel 2016, tornano agli antichi splendori. Nei tre anni appena trascorsi, infatti, sono sottoscritti i piani di recupero con costi a carico dei conduttori per risarcire le mancate manutenzioni dei decenni passati.

Per riannodare i fili del racconto bisogna andare là, nella distesa di terreni a Sud di Milano di proprietà dell’Abbazia di Morimondo e donati all’ospedale da papa Pio IV nel 1561. Dalle antiche carte conservate nell’archivio storico del Policlinico, per la prima volta studiate negli scorsi mesi, emerge uno spaccato d’altri secoli che mai come oggi si riaggancia al presente: «Il più grande patrimonio rurale d’Italia — che si estende per 85 milioni di metri quadrati e di cui fanno parte oltre alle 100 cascine, anche un’abbazia, quattro chiese cinquecentesche, antichi oratori, chilometri di rogge e canali — è stato letteralmente salvato dal grave dissesto in cui si trovava negli ultimi decenni», scrive nella relazione di fine mandato Achille Lanzarini, direttore generale della Fondazione Ca’ Granda, nata tra le polemiche nell’inverno 2015 su decisione degli allora vertici dell’ospedale guidato da Giancarlo Cesana (il leader storico di Cl): su idea dello stesso Lanzarini, già coordinatore dell’Ufficio del patrimonio, i beni rurali sono confluiti in una scatola privata, la Fondazione Sviluppo Ca’ Granda appunto, partecipata al 100% dall’ospedale.

Istantanee tra passato e presente intorno a Morimondo. Oggi la Cascina Lasso è un agriturismo dove si mangia il risotto realizzato con il riso carnaroli coltivato nei suoi terreni. Ci vive dal 1910 la famiglia Forni. Il valore delle opere effettuate è di 464.705 euro. L’edificio viene edificato da Ludovico il Moro alla metà del Quattrocento «per commodità e piacere de le caze». Racconta Lanzarini: «Il nome richiama l’attività venatoria praticata dal duca con il metodo del lasso, cioè un particolare tipo di caccia con i cani che venivano sciolti dal guinzaglio (appunto il lasso) per avventarsi sulla selvaggina. Il cascinale viene costruito per permettere al duca di riposarsi durante le cacce. Ma quando i monaci lo riconvertono alle attività agricole viene ampliato e la struttura rimane praticamente immutata anche nell’Ottocento, quando c’è una profonda ristrutturazione. La più importante produzione del Lasso sono da sempre il latte e i suoi derivati, oltre al riso».

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https://milano.corriere.it/notizie/...c4-11e9-81e4-4ae8cf051eb7.shtml?refresh_ce-cp
 

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Il film di Luca Guadagnino, chiamami con il tuo nome, ha creato un piccolo boom turistico nella città di Crema. Ora stanno scrivendo a sceneggiatura del secondo capitolo della storia. che purtroppo non sarà ambientata in città.
A mio avviso un vero peccato per l'economia cittadina, direi anche italiana visto che il grosso del nuovo film sarà ambientato a Parigi.


https://www.ilgiorno.it/cremona/cronaca/crema-luca-guadagnino-1.4391762
«Un regista non deve mai girare un film nel luogo dove abita – ha ripreso Guadagnino –. Crema per me era sempre stato un luogo di solitudine e di anonimato che a me piace, un posto compassato e nebbioso. Quando abbiamo cominciato a girare il film, ci siamo scontrati con l’ostilità brutale della cittadina, perché loro qui sono molto concreti, sono quelli del fare. Quando tu blocchi la città per mettere la scenografia, i commercianti ti dicono che hanno perso clienti e soldi , e si lamentano sui giornali. Poi quando il film è uscito ed è stato un successo importante, lo è stato anche per Crema che ha visto il tasso di turismo aumentare del mille percento, perché in tanti sono venuti a vedere i luoghi delle riprese. Questo, però, ha distrutto il mio anonimato, qui non si può più stare».
E ora «mi sto chiedendo se nel nuovo capitolo di Elio e Oliver (i due protagonisti del film, ndr) devo farli passare da Crema. Ma non credo. Il film si svolgerà in buona parte a Parigi». Dichiarazioni che hanno lasciato di sasso i tanti estimatori di Guadagnino e le molte persone che gli sono grate per il suo lavoro a Crema. Vero che qualcuno si è lamentato per il momentaneo mancato guadagno, ma è altrettanto certo che a Crema sono disposti a fargli ponti d’oro se scegliesse di girare almeno una parte del secondo film in città.
 

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L'orologio planetario che da 400 anni viene caricato a mano: a Clusone la sfida per inserirlo tra i siti Unesco

Nel paese della bergamasca dal 1583 sulla torre del municipio c'è l'orologio progettato da Pietro Fanzago: le lancette girano in senso antiorario e indica anche segni zodiacali e fasi lunari. I Lions chiedono che entri tra i patrimoni dell'umanità



«L'Orologio planetario di Clusone patrimonio dell'umanità. A chiedere che l'orologio costruito nel 1583 per la torre del municipio del paese in Val Seriana (provincia di Bergamo) venga inserito nella 'World heritage list' dell'Unesco, l'elenco dei siti culturali e naturali che costituiscono il patrimonio dell'umanità è l'associazione Lions Club Città di Clusone e Valle Seriana Superiore, che ha dato incarico alla Fondazione Links di Torino (la stessa che ha seguito l'iter per inserire le Mura di Bergamo tra i patrimoni Unesco) di effettuare uno studio di fattibilità per comprendere l'eccezionalità dell'Orologio e le potenzialità di successo dell'iter.

Progettato da Pietro Fanzago nel 1583 e collocato sulla facciata della torre civica del palazzo comunale, l'orologio è uno dei simboli della città. Perfettamente funzionante, da oltre 400 anni il suo prezioso meccanismo viene caricato quotidianamente a mano. Tra le particolarità dell'orologio, il cerchio esterno suddiviso in 24 parti invece delle classiche 12 e le lancette che girano in senso antiorario. Sul quadrante ci sono anche sul segno zodiacale, sul giorno, sul mese, sulle fasi della luna e del sole e anche la durata delle ore di luce e di buio».

https://milano.repubblica.it/cronac...io_astronomico_clusone_siti_unesco-216850619/
 

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Perfetti, le gomme americane che da Lainate partono per l’America

«Poco più di un anno fa, quando Andrea De Giorgi incontrò i sindacati per annunciare che a Lainate i lavoratori della fabbrica di chewing gum e caramelle della Perfetti Van Melle avrebbero avuto l’opportunità di fare le gomme americane per gli Stati Uniti, nell’aria si è alternato un misto di entusiasmo, forse incredulità (a Lainate le gomme americane per gli americani?), e consapevolezza che qualcosa sarebbe cambiato per i quasi 700 addetti del sito.



Andrea De Giorgi è il direttore delle risorse umane per l’Italia della multinazionale che è il terzo produttore mondiale di chewing gum e caramelle e ha trenta stabilimenti (14 in Europa, 12 nel Far east, 3 Oltreoceano e uno in Africa), 2,454 miliardi di euro di fatturato (di cui 663 milioni in Italia) e 18mila dipendenti (di cui 1.200 in Italia). La politica del gruppo è sempre stata quella di insediare gli stabilimenti produttivi nei paesi di sbocco dei prodotti e di avere in ognuno un centro di ricerca collegato a quello di Lainate.

Nella multinazionale, Lainate, il paese alle porte di Milano, dove non c’è praticamente famiglia che nella sua storia non annoveri un membro che ha lavorato alla Perfetti, è un misto di cuore e business. Cuore perché è qui che nel 1946 Ambrogio ed Egidio Perfetti si lanciarono nell’impresa che oggi si chiama Perfetti Van Melle. Business perché, come ci spiega De Giorgi, per cogliere quell’opportunità di fare la gomma americana per gli americani «bisognava dimostrare di avere un certo tipo di efficienza, un certo tipo di costi e un certo livello di produttività». E per uno stabilimento italiano è sempre difficile dimostrare di essere “conveniente”. Ma tant’è, il guantone era stato lanciato. E non era il primo. Il sito dal 2016 sforna chewing gum e caramelle col ciclo continuo, su tre turni, sette giorni su sette. Quante? A fine 2018 20mila tonnellate, una montagna di 9,7 miliardi di chewing gum e 830 milioni di caramelle».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...erica-182012.shtml?uuid=AEkS74JH&refresh_ce=1
 

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Arvedi, nuovo impianto da 20 milioni per potenziare la gamma nei tubi d’acciaio

«Il capannone sta sorgendo a velocità sostenuta, proprio in questi giorni, nell’area di Porto Canale, alla perfieria di Cremona, vicino al fiume Po. è una struttura di circa 10mila metri quadrati nella quale il gruppo Arvedi ha investito 20 milioni di euro, per accogliere un nuovo forno per il trattamento termico di prodotti strutturali, aggiornato ai più recenti standard «green» e 4.0. L’obiettivo dell’azienda cremonese guidata da Giovanni Arvedi è allargare la gamma della controllata Arvedi Tubi Acciaio (Ata), attiva nel comparto dei tubi saldati e trafilati di acciaio al carbonio.



Il gruppo conta di avviare la produzione del nuovo forno (la cui tecnologia impiantistica e di processo è coperta da brevetti internazionali) entro la prossima estate. In particolare - assicura una nota dell’azienda - si tratta di un impianto esclusivo che consente l’ottenimento di un prodotto unico sul mercato sia per caratteristiche meccaniche che per precisione e che servirà soprattutto il settore avanzato delle costruzioni in acciaio. L’impianto è inoltre predisposto per un suo raddoppio che nei programmi del gruppo avverrà già nel 2020, e occuperà a regime circa 40 addetti per i quali è previsto un preventivo e specifico addestramento e una elevata formazione tecnica e metallurgica. A questo fine il gruppo Arvedi lancerà a breve una campagna di reclutamento di tecnici che coinvolgerà aziende e personale provenienti innanzitutto dal territorio locale».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...ciaio-141023.shtml?uuid=AENWdaKH&refresh_ce=1
 

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L'Istat: in Lombardia 1 milione di volontari: 53mila associazioni, quasi un quinto di quelle italiane

L'assessore regionale: "Conseguenza dell'attenzione dei cittadini alla persona, al territorio, alla cultura, alla salute, alla casa, all'ambiente, alla sicurezza e al bene comune che sono molto radicate e sostenute dalla politica"



«Ripuliscono boschi e marciapiedi dai rifiuti. Aiutano a distribuire pasti ai bisognosi. Raccolgono abiti e coperte da donare ai senzatetto. Seguono i bambini, sostengono donne in difficoltà e migranti. Le volontarie e i volontari di Milano sono un vero e proprio esercito del bene, una forza su cui contare sempre e comunque. Un vanto, una componente di cui la città va fiera. Gli ultimi dati elaborati dall'Istat certificano tutto ciò e lo estendono a livello regionale. Ecco cosa dicono.

La Lombardia, con quasi 53.000 associazioni, circa il 16% del totale italiano, e oltre un milione di volontari, è la regione italiana con la presenza più forte di associazioni attive e di volontari. Seguono Lazio (9,2%), Veneto (8,9%), Piemonte (8,5%), Emilia-Romagna (8%) e Toscana (7,9%). Il quadro emerge dai dati rielaborati dall'Istat sul numero di 'istituzioni non profit' attive in Italia.

"Il primato in questo settore - è il commento dell'assessore alle Politiche sociali Stefano Bolognini - è una conseguenza naturale dell'attenzione lombarda alla persona, al territorio, alla cultura, alla salute, alla casa, alla protezione dell'ambiente, alla sicurezza e al bene comune che sono molto radicate e sostenute da politiche che mirano a confermarla e rafforzarla"».

https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/02/02/news/volontariato_lombardia-218093889/
 

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Robot e laboratori hi-tech per la Bresaola Giò Porro zero additivi

«Applicazione dei protocolli di industria 4.0 nell’alimentare per produrre una bresaola di fascia gourmet senza alcun additivo: questa la strategia della storica azienda Porro di Ponte Valtellina (Sondrio) che, d’intesa con la Stazione sperimentale delle conserve alimentari di Parma, ha realizzato un impianto avveniristico che produce la bresaola «metodo zero» di Giò Porro, dove metodo zero significa appunto zero nitriti, nitrati, glucosio, lattosio, conservanti e additivi vari.



Un sistema interamente robotizzato gestisce i processi produttivi e di approvvigionamento. Una squadra di addetti vestiti come i tecnici specializzati dell’industria farmaceutica tratta le carni. Camere e processi stagni per impedire le contaminazioni della carne che, in assenza di sostanze chimiche, potrebbero alterare il prodotto. Tre le tipologie principali di breasola della suderia Giò Porro: rosè, ottenuta da sola punta d'anca di pregiate razze europee, è la bresaola più magra; angus, prodotta da sola punta d'anca di bovini di razza black angus, lavorata esclusivamente fresca, viene stagionata e affinata a lungo; wagyu, realizzata con sola punta d'anca di bovini di pregiata razza wagyu, lavorata esclusivamente fresca, è «la massima espressione in termini di esperienza olfattiva e gustativa» sottolineano dalla Porro».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...itivi-154011.shtml?uuid=AB7XuXVB&refresh_ce=1
 

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Lombardia: la cultura vale 24 miliardi, spesa record dei cinesi

«Milano (prima in Italia per produzione di ricchezza con cultura e creatività) e la Lombardia rafforzano la leadership nella cultura e nel turismo. Secondo le stime del Rapporto Symbola, presentate ieri a Milano, la Lombardia è ai vertici nel settore del business della cultura, con 24 miliardi di valore aggiunto e 350mila addetti . In particolare la regione è leader per valore aggiunto in vari comparti chiave: architettura e design (2,6 miliardi); comunicazione (2); editoria (3,9); software (3,4); arte (1,8).



Come ha sottolineato il presidente di Symbola, Ermete Realacci,alla cultura e alla sua filiera si deve il 6% della ricchezza prodotta in Italia (stime 2017): il sistema produttivo culturale e creativo vale nel complesso oltre 92 miliardi ed è in crescita del 2% su base annua. La filiera cultura genera ricadute importanti sul sistema economico nel complesso stimabili - come ricordato da Realacci - in circa 256 miliardi equivalenti al 17% circa del valore aggiunto totale dell’Azienda Italia. Il sistema culturale dà lavoro a 1,5 milioni di persone.

La Lombardia è inoltre la regione leader in Italia per la spesa turistica attivata dalla domanda di cultura con 3,9 miliardi. Milano in particolare ha conquistato ruoli leader, come sottolineano gli ultimi dati presentati ieri da parte di Planet, società di tax free shopping nell’orbita del gruppo Eurazeo. A Milano - sottolinea - Sara Bernabè, general manager Planet Italia - il Quadrilatero della moda nelle sole vendite di beni ai clienti extra Ue ha raggiunto una quota del 34% sul totale della spesa italiana, stimata in circa 4 miliardi, di cui un miliardo in beni di lusso fa capo ai turisti cinesi».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...iardo-192324.shtml?uuid=ABp2KsbB&refresh_ce=1
 

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Sanità, va in pensione il modello Formigoni

«Cambia la Regione Lombardia. I centri di potere che fino a pochi anni fa venivano identificati con il governatore di centrodestra Roberto Formigoni e con Comunione e liberazione vengono a poco a poco smantellati. La guida leghista di Attilio Fontana sta modificando le regole che hanno caratterizzato gli ultimi cinque mandati - non solo quelli di Formigoni, ma anche quelli dell’ex leader del Carroccio Roberto Maroni.



Si parte dalla sanità, che in Lombardia vuol dire 19 miliardi all’anno di risorse pubbliche (oltre l’80% dell’intero bilancio regionale), in cui il pubblico riprenderà il ruolo di regia; e si arriva a Infrastrutture lombarde, la controllata voluta da Formigoni stesso, che ha realizzato in tempi record 4 ospedali e che ora verrà riassorbita in un’unica grande partecipata, Aria. «Il pubblico deve tornare ad avere un ruolo centrale nella sanità, e quando le società non sono più efficienti, come ci confermano la Corte dei conti e le due diligence, dobbiamo risolvere i problemi», così il governatore Fontana commenta le due riforme che viaggiano insieme. «Non ci sono più le stesse necessità di prima, la progettazione possiamo reperirla sul mercato riuscendo a essere più efficienti», aggiunge anche l’assessore al Bilancio, il leghista Davide Caparini.

Più pubblico nella sanità
Nessuno rinnega l’eccellenza raggiunta nella sanità. Lo dice soprattutto l’assessore alla sanità Giulio Gallera, che ha ricoperto lo stesso incarico anche nella giunta Maroni. «Il sistema funziona, lo correggiamo in base ai nuovi bisogni che arrivano dal territorio: cresce il numero degli anziani e vanno migliorate le liste d’attesa», precisa.

Ecco come. Prima di tutto la Regione Lombardia dovrà condividere con le strutture private e pubbliche gli obiettivi per quanto riguarda i ricoveri: le priorità, e quindi i costi, vengono decisi insieme.

Per questo nuovo “esperimento” ci sono per ora 35 milioni a disposizione per tutti gli ospedali, una piccola quota rispetto ai 3 miliardi complessivi dati alle strutture ospedaliere pubbliche e ai 2 dati a quelle private. Tuttavia con questo sistema il privato viene “indirizzato”: non vengono più dati finanziamenti su base storica, ma valutando le prestazioni in modo mirato, secondo le necessità».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...modello-formigoni--093225.shtml?uuid=AB2FZBcB
 

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Lombardia, fatturato in crescita per sette imprese su dieci

«Lombardia in controtendenza: 7 aziende su 10 migliorano il fatturato rispetto all’anno precedente. È quanto rileva l’inchiesta condotta da Industria Felix Magazine in collaborazione con l’Ufficio studi di Cerved. Lo spaccato è quello di 33mila bilanci dell’anno 2017 di società di capitali con sede legale in Lombardia e con ricavi compresi tra i 2 milioni e i 19,8 miliardi. Il dato quindi è distribuito in modo omogeneo tra realtà molto diverse fra loro. Le imprese hanno registrato segni positivi nell’81,1% dei casi per il Roi e nell’86,5% per il Roe, mentre l’86,8% ha prodotto utili.



L’inchiesta è stata presentata ieri all’evento di lancio del nuovo semestrale diretto da Michele Montemurro, in concomitanza della terza edizione del Premio Industria Felix - La Lombardia che compete, organizzato da Ifm in collaborazione con Cerved, Regione Lombardia, Università Luiss Guido Carli, Associazione culturale Industria Felix. All’evento hanno partecipano il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, il presidente di Banca Mediolanum Ennio Doris, l’ad Finanza di Lidl Italia Luca Boselli, il presidente di Grant Thornton Consultants Roberto Tentori, il direttore de Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e il vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala.

Sono state premiate 85 imprese, riconosciute per le migliori performance gestionali e primati di bilancio. «Il lavoro è la ragione per cui la Lombardia è al centro del Paese. La Lombardia è la culla dell’industria e specchio del Paese, ora tutti dobbiamo dare centralità al lavoro e all’occupazione», dice il presidente di Confindustria Boccia.

Commenta i risultati dell’indagine il presidente di Confindustria Lombardia Bonometti: «La cultura d’impresa genera benefici per tutti, con più innovazione, etica degli affari e più meritocrazia. Siamo in una fase molto delicata per il nostro Paese, dobbiamo tornare a raggiungere quegli obiettivi di crescita e sviluppo che consentirebbero all’Italia di ritrovare la fiducia per affrontare le sfide europee e globali di competitività».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...ette-imprese-dieci-190912.shtml?uuid=ABt7DnaB
 
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