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Discussion Starter · #1 ·
Si parla sempre più spesso di questo nuovo aeroporto che dovrebbe sorgere nella fascia tirrenica della provincia di Messina, tra Milazzo e Barcellona.
Le oltre 50.000 firme già raccolte in quella zona e quelle che si stanno raccogliendo anche in città fanno capire come questa infrastruttura sia considerata una priorità dalla popolazione.
Ho quindi pensato di aprire questo thread...spero ci siano contributi interessanti!

Nasce il comitato per l'aeroporto di Messina e provincia: ecco gli obiettivi
Domenica 14 Febbraio 2010



Nei giorni scorsi si è costituito a Messina il “Comitato per l’aeroporto di Messina e provincia”. Il Comitato, composto di liberi cittadini, ha il programma di promuovere momenti di studio (convegni, dibattiti, confronti), progetti tecnici e imprenditoriali, raccolta di consensi dell’opinione pubblica al fine di rendere concreta, in tempi brevi, la possibilità di realizzare un aeroporto nella provincia di Messina.

Soci fondatori del Comitato sono alcuni professionisti; presidente è stato nominato il prof. Angelo Sindoni dell’Università di Messina, segretario l’avv. Natale Alosi. Il Comitato si avvarrà della consulenza tecnica dell’ing. Carmelo Di Bartola, esperto del settore.

Prime iniziative del Comitato saranno degli incontri/ dibattiti per vagliare le possibilità concrete di progetti e di cointeressenze di compagnie aeree nazionali e internazionali per la gestione di rotte con destinazione Messina e provincia. Si proseguirà inoltre la raccolta di firme a sostegno dell’aeroporto; cinquantamila sono state già raccolte nella fascia compresa tra Villafranca Tirrena e Barcellona (confermando l’antico sogno delle popolazioni tirreniche di avere uno scalo nella piana di Milazzo) grazie anche al preesistente Comitato territoriale Barcellona-Milazzo e al Centro Studi “Civis”, attivi da alcuni mesi; si è inoltre avviata la raccolta di firme in Messina città e presto sarà reso noto l’indirizzo di un sito web con cui poter interloquire.

Il momento sembra propizio per questo tipo di iniziative. L’Italia è al nono posto al mondo per Prodotto interno lordo, mentre è solo al 17° posto per consistenza dell’aviazione commerciale; è quindi prevedibile un sostanziale sviluppo del sistema aeroportuale nei prossimi anni. Inoltre negli ultimi tempi l’insieme degli aeroporti “regionali” ha avuto un incremento del traffico del 6%, molto più degli aeroporti maggiori. Perciò per un aeroporto come Messina – che si vorrà appunto collocare nel segmento di quelli “regionali” – il futuro dovrebbe essere assicurato, grazie anche al flusso turistico e al promettente settore florovivaistico. Pertanto Messina non può perdere questa congiuntura favorevole; l’aeroporto se non si fa ora, non si farà mai più. Il Comitato si adoprerà affinché questa non sia una delle ennesime occasioni mancate per la città e la provincia, per colmare il gap infrastrutturale dei trasporti dell’isola e del Mezzogiorno.
 

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Discussion Starter · #3 ·
Altri dati tratti da una conferenza stampa del giugno 2008 in cui è intervenuto il prof. Karrer della Sapienza di Roma, che ha redatto lo studio di fattiblità dell'opera, con esiti incoraggianti:

AEROPORTO, DECOLLA QUELLO DEL MELA?

Adesso sembra che tutto porti alla realizzazione del primo aeroporto messinese, nell'area già individuata dalla Provincia regionale, ovvero tra i Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo. Oggi, la conferenza stampa per chiarire le idee e mostrare gli studi di fattibilità sull'aeroporto.

CONFERENZA STAMPA Alla conferenza stampa, erano presenti il presidente della Provincia, Salvatore Leonardi, il prof. Giuseppe D'Angelo ex direttore del dipartimento di statistica dell'Università di Messina, ed infine l'Ing. Francesco Karrer, docente ordinario di urbanistica dell'Università La Sapienza di Roma. Oggi l'isolamento della città dello Stretto è qualcosa che sentiamo ogni giorno di più; l'aeroporto risulta quindi indispensabile, sia per il turismo che per il commercio dei prodotti della nostra terra. Ma non ci si ferma solo al turismo, ma alla stessa utenza messinese che, un domani, possa usufruire di un'infrastruttura molto importante, sia come mezzo di locomozione, ma anche come posti di lavoro.

LEONARDI Secondo Leonardi infatti: "Si tratta di una scelta obbligata: con l'entrata in funzione degli aeroporti di Comiso e Agrigento - afferma il presidente della provincia - tutte le province siciliane, tranne la nostra, saranno servite da infrastrutture aeroportuali con possibilità di accesso decisamente inferiori ai 100 km. A nulla, poi, può valere sul piano pratico e in termini di prospettiva il riferimento alla presenza dell'Aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria"

LE CIFRE Si prevede un flusso turistico di circa 700 mila passeggeri e un giro economico di 120 milioni di euro all'anno, inoltre il progetto comporterà l'occupazione di 1400 persone. La pista avrà una lunghezza di 2400 metri ed una larghezza di 40 metri.Il costo complessivo di realizzazione si aggira intorno ai 100 milioni di euro e la Provincia ha già richiesto alla Regione un finanziamento di 35 milioni, mentre la somma rimanente potrebbe essere coperta mediante il ricorso al "project financing".

SOCIETÀ Si è formata inoltre la società "Aeroporto del Mela Scarl": la grande e difficile scommessa dell'Amministrazione Leonardi al volgere del suo mandato alla Provincia e dei sindaci di 80 comuni messinesi. È "una società consortile senza scopo di lucro nelle forma di società a responsabilità limitata". L'obiettivo – spiega il neo presidente della "Aeroporto del Mela Scarl" Salvatore Leonardi, scelto dai due costituenti – "è la verifica della fattibilità, la progettazione e l'avvio della procedura di project financing per la realizzazione e gestione dell'Aeroporto del Mela. Contiamo, tra l'altro – aggiunge – sulle rassicurazioni fornite dall'ex presidente della Regione Cuffaro, su cui si è già pubblicamente impegnato il candidato Lombardo (e ne parleremo anche con la senatrice Finocchiaro) in merito alla certezza del cofinanziamento regionale: 40 milioni, la metà dell'importo dell'opera, stimato in circa 80 milioni".

STUDIO FATTIBILITÀ L'ing. Karrer nel prendere la parola, ha illustrato i punti positivi e negativi del progetto, il quale per ora è solo uno studio di prefattibilità che è obbligatoriamente richiesta. Sembrano tutti più che positivi, sia dal punto di vista geofisico, che acustico, ma anche a livello di inquinamento atmosferico. "Una delle perplessità - afferma Karrer - è la cementificazione del torrente, che comunque risulta un problema più che altro psicologico che idraulico". Dunque "esistono tutte le condizioni per cui si prosegua questo progetto" ha concluso Karrer. Si spera che l' Aeroporto del Mela, non diventi come il Ponte sullo Stretto, di cui tanto si parla; come si dice "verba volant".

fonte: notiziariodelleeolie.myblog.it
 

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Discussion Starter · #10 ·
E menomale che Malta non fa parte della Sicilia, sennò di aeroporti ne avevamo sette! Ma va', che senso ha considerare tra gli aeroporti Pantelleria e Lampedusa, quando da alcune parti della Sicilia ci vogliono due o tre ore per raggiungere un aeroporto, altro che ogni 100 metri. Facile parlare quando si hanno due aeroporti in 80 km.

Autostrade e ferrovie vanno migliorate a prescindere.

Stiamo parlando di un'opera che costa 80 milioni, contro i 4 miliardi del raddoppio Patti - Castelbuono o i 2 miliardi del raddoppio Giampilieri - Fiumefreddo, che sono fermi da secoli perché costano troppo. E intanto non facciamo nulla.

Ah, non facciano il Ponte sullo Stretto e utilizzino quei soldi. Tanto per dirne una.

Tutti i messinesi preferiscono l'aeroporto al Ponte, fatto per gli altri che devono passarci.
Beh infatti se dovessi scegliere tra aeroporto e ponte non avrei dubbi sul primo, però è meglio se li fanno entrambi! :cheers:
Tra l'altro non capisco tutta questa ostilità verso un'opera che la popolazione vuole fortemente e che ha dei costo molti contenuti in rapporto alle altre infrastrutture, tempi di realizzazione veloci ed immediate ricadute positive sul tessuto economico della zona...
 

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Discussion Starter · #12 ·
è logico che la popolazione lo vuole fortemente, ed è per questo che i politici di turno ci cavalcano sopra. Il problema è che la popolazione non ha idea di cosa serva veramente alla Sicilia. Chi è quel cretino che se gli vengono a dire che sotto casa gli costruiscono aeroporti, ponti, ferrovie, parchi divertimento, non sarebbe contento? E' logico che qualsiasi cosa possa aumentare il prestigio infrastrutturale di una zona, non verrà rifiutato. Il punto è che nessuno poi si chiede a cosa serva veramente quell'opera. L'importante è che sia IMPONENTE, in modo da far luccicare l'immagine del coglione di turno che si presenterà alle elezioni. Suvvia, un po' di obiettività. E' facile lasciarsi abbagliare dai grandi progetti, ma questi sono deliri senza senso...i fondi vanno canalizzati in opere che servono REALMENTE, non in cattedrali nel deserto.
E' la tua opinione, la rispetto e ti prego di fare altrettanto, ma io la penso molto diversamente.
Credo infatti che sia scandaloso che una città (la tredicesima d'Italia) ed una provincia come Messina (quella a maggior presenza turistica pur con lo schifo dei collegamenti attuali) non abbia, nel 2010, un aeroporto proprio. Sono anch'io contrario ad aeroporti in ogni angolo e sarei dunque favorevole ad una progressiva eliminazione di quelli che fanno numeri troppo esigui. Resto però convinto che questo non è il caso di un aeroporto come quello del Mela che, se opportunamente gestito, potrebbe fare davvero grandi numeri, portando finalmente la provincia di Messina a poter vivere quasi di solo turismo, interpretando la sua reale vocazione...
 

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Discussion Starter · #42 ·
Comunque al di là di tutto questo 3d si è rivelato un gran successo! :cheers:
Non mi aspetto, soprattutto da chi è di fuori, molti pareri favorevole, ma l'importante è che se ne parli e, a giudicare dal numero di visite in poche ore, mi pare che l'interesse verso questo argomento non manchi! :)
Con l'occasione rinnovo l'invito a tutti di firmare la petizione e soprattutto di farla firmare, le 50.000 firme già raccolte (quasi tutte solo in provincia!) sono uno stimolo per proseguire su questa battaglia, la cui importanza a chi vive qui è molto chiara...
 

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Discussion Starter · #55 ·
Come già detto, generalmente Palermo serve la sua provincia, Trapani serve la sua provincia, Catania serve le altre sette province siciliane. Certo, se parti per vedere le Eolie, devi atterrare a Catania, ci vai lo stesso. Per Taormina va benissimo Fontanarossa, anche se sono 70 km e Milazzo è a 80, distanza praticamente uguale ed eventuale validissima alternativa.
Ecco il problema è proprio qui, molti rinunciano a venire alle Eolie ed in generale in tutta la fascia tirrenica del messinese proprio perchè i collegamenti sono scomodissimi. Dobbiamo renderci conto che ormai il turismo, almeno quello dei grandi numeri, è fortemente influenzato dalla rapidità dei collegamenti. Ma pensate che il milanese venga alle Eolie impiegando più di mezza giornata a tratta, con aereo su Ct e collegamenti via terra (quali?) e poi via mare, sperando nelle coincidenze e comunque affrontando costi esorbitanti quando con 500€ (e pure meno) si fa una vacanza all inclusive sul mar Rosso arrivandoci comodamente in tre ore di volo diretto? e se vuole stare più vicino se ne va in Spagna e nelle sue isole, sempre con voli diretti! insomma qui o ci svegliamo e la finiamo di dire no a tutto o sprofondiamo del tutto...:eek:hno:
 

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Discussion Starter · #59 ·
DueMari dipende. i turisti del nord scelgono in primis di andare a catania e prendere l'aliscafo a Milazzo; molti frequentatori di alicudi, filicudi e salina prendono l'aereo per palermo e poi l'aliscafo da palermo, altri prendono il traghetto da napoli. nessuno sceglie reggio calabria, sicuramente perchè alitalia ha prezzi proibitivi e perchè i voli sono pochi. eppure reggio è la porta naturale (dal punto di vista aereo) per le eolie: l'aeroporto è in città, esistono gli aliscafi per le isole, con viaggi inferiori alle 2h, e credo sia l'alternativa migliore per chi vuole raggiungere le isole dal nord italia o dall'estero. purtroppo ryanair non ha ancora posato lo sguardo su RC preferendo altri scali (lamezia), ed è un peccato perchè con reggio a regime (scusate l'allitterazione) l'aeroprto di pace del mela non avrebbe alcun senso. se questo aeroporto nascerà con fondi privati ben venga, diversamente commetteremo l'ennesimo sperpero di denaro pubblico
Ripeto in atto i turisti del nord che vengono alle Eolie sono pochi per i problemi già esposti e comunque limitati al mese di agosto, quando tutti hanno più giorni di ferie e possono quindi investire due giorni solo per il viaggio a/r fino a questo bellissimo angolo di Sicilia...se ci bastano questi numeri andiamo avanti così altrimenti sarebbe ora di svegliarci!!
Sull'aeroporto di RC abbiamo parlato tantissimo, è ormai chiaro che non potrà mai crescere per i noti problemi che riguardano le complesse procedure di atterraggio, figuriamoci se arriveranno mai low cost!
E' inutile pensare ad altre soluzioni, se si vuole far vivere questa parte di Sicilia di turismo, e le carte in regola ci sarebbero, unica soluzione: aeroporto del Mela subito! posizione ideale, investimenti limitati e tempi di realizzazione brevi...purtroppo gli interessi contrastanti sono molto ma molto forti....:eek:hno:
 

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Discussion Starter · #73 ·
Posto questa notizia che, pur non riguardando l'aeroporto del Mela, interessa in generale il tema aeroporti per Messina.
Al di là dello scetticismo circa la reale attivazione di questo servizio e la sua funzionalità, dubbi più che leciti considerate le autentiche farse sui trasporti pubblici nell'area, e la Metromare è in cima alla lista, noto che non si parla di offerte di voli e tariffe da Rc. A questo punto mi chiedo se i nostri politici hanno scambiato i cittadini messinesi per Paperon dè Paperoni, tanto da potersi permettere le esorbitanti tariffe di Reggio, mediamente pari circa al doppio di quelle di Ct, peraltro neanche cos' convenienti se rapportate a quelle di altri scali!! :bash:

Aereoporto dello Stretto e check-in a Messina: trovato accordo tra le parti, a giugno potrebbe partire il servizio

Collegamento diretto dal Porto tramite il servizio MetroMare e attivazione delle procedure d’imbarco a Messina: dettagli tecnici e tempi di realizzo discussi nel corso di un incontro svoltosi a Palazzo dei Leoni. I mezzi dovrebbero partire dalla piattaforma galleggiante. Lunedì il Comitato Portuale valuterà la proposta di concessione alla Ustica Lines. La Sogas dovrebbe adibire la struttura

Tappa importante quella odierna verso la definizione del servizio di collegamento diretto fra Messina e l’Aereoporto dello Stretto “Tito Minniti”. A Palazzo dei Leoni si è infatti svolto un incontro fra gli attori istituzionali coinvolti nel progetto che dovrebbe permettere di concretizzare entro giugno, oltre al collegamento diretto fra il porto peloritano e il pontile della sponda calabra, anche l’attivazione del check-in a Messina per l'imbarco sui voli in partenza da Reggio. A confrontarsi gli assessori Michele Bisignano e Melino Capone in rappresentanza di Provincia Regionale (Ente promotore dell’incontro) e Comune di Messina, per la Sogas (Società di gestione dell’Aereoporto dello Stretto) il Direttore Generale Michele Giovinazzo, il responsabile servizio infrastrutture Giuseppe Visicaro e il componente del Cda Michele Limosani, il comandante della Capitaneria di Porto Nunzio Martello, tre rappresentanti dell’Autorità Portuale (il segretario generale Del Grande, Longo e Savasta), due per Rfi (l'ing. Giuseppe Rogolino e il com. Giuseppe Martino), e uno per Ustica Lines (Nunzio Formica, responsabile commerciale).

Secondo quanto emerso la piattaforma galleggiante attualmente attraccata al porto verrà spostata di un paio di metri lungo il molo Rizzo, in direzione della Stazione Marittima. Da lì partiranno i mezzi veloci del servizio MetroMare diretti verso l’Aereoporto dello Stretto, oltre quelli della Ustica Lines diretti alle Eolie. La proposta di accordo che verrà presentata lunedì al Comitato Portuale per la valutazione, prevede la concessione del “cassone” di proprietà dell’Autorità Portuale ad Ustica Line, mentre dovrà essere la Sogas ad adibire internamente la piattaforma a check-in, garantendo così ai passeggeri l’effettuazione della “pratica d’imbarco” già sulla sponda siciliana. L’accordo prevede inoltre la creazione di un apposito servizio di trasferimento bagagli e di un punto di accoglienza all’interno di una ristrutturata stazione marittima, impegno quest’ultimo di cui si è fatta carico Rfi. Importanti novità alle quali potrebbe aggiungersene altre al fine di rendere il servizio veramente efficiente e soprattutto “a misura di utente”, per provare a fornire un’alternativa al “dominio incontrastato” dello scalo di Catania. Tra queste la volontà espressa dall’Amministrazione comunale di mettere a disposizione dei viaggiatori appositi spazi del parcheggio Cavallotti, attraverso, magari, un biglietto integrato che comprenda il passaggio in aliscafo e il posto auto. Ipotesi comunque ancora da valutare nel dettaglio.

Sul fronte dei tempi, secondo le “stime” effettuate nel corso dell’incontro da parte degli “addetti ai lavori”, serviranno tra i 25 e i 30 giorni per gli interventi di spostamento della piattaforma galleggiante, così come altrettanti per l’allestimento della struttura per poter effettuare il check-in all’interno. Attesa anche per la definizione di alcuni passaggi e adempimenti burocratici per dare finalmente il via al servizio di Metropolitane del Mare, sul quale ancora sussistono diversi dubbi. Per ciò concerne il collegamento Porto-Aeroporto con check-in a Messina, la data operativa indicativa è giugno 2010.

fonte: tempostretto.it
 

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Discussion Starter · #86 ·
In consiglio provinciale si discute dell’aggiornamento del Piano Triennale: il “libro dei sogni”

La maggioranza delle opere, anche già progettate, non sono ancora passate alla fase esecutiva dei lavori. Comprese quelle inserite nell’elenco annuale del 2009. Proposto emendamento sul reintegro del collegamento Mandanici-Castroreale. Grande attenzione sull’aeroporto del Mela. E l’esempio del lungomare Milazzo-Barcellona

In consiglio provinciale si continua a discutere dell’aggiornamento del piano triennale opere pubbliche e del piano annuale 2009. La seduta prevista per ieri pomeriggio è stata rinviata per l’assenza in aula dell’assessore Monea, non presente per motivi familiari. Al malloppo deliberativo è stato proposto un emendamento per il reintegro della strada di collegamento Mandanici-Castroreale.

Molti hanno etichettato questo triennale come un “libro dei sogni”, contenente cioè opere per le quali non è arrivata alcuna indicazione precisa dal punto di vista dell’orientamento politico/amministrativo. Nella maggior parte dei casi, gli interventi, e il riferimento è anche a quelli inseriti nell’annuale 2009, non sono nemmeno nella fase esecutiva, nonostante abbiano superato quella della progettazione.
Un punto sul quale molti hanno insistito, attraverso un ordine del giorno firmato da circa 20 consiglieri, è quello dell’Aeroporto del Mela, inserito nel piano triennale sotto la forma del progetto “originario” (carissimo per le casse dell’ente) redatto dal dirigente Francesco Alibrandi e dal suo staff sotto la presidenza Leonardi, sostenitore dello scalo nel Messinese (altri dettagli nell’articolo correlato in basso).

Un esempio per capire lo stato di attuazione (…) del piano, è rappresentato dal rifacimento del manto stradale sul lungomare Milazzo-Barcellona Pg, un intervento tutto sommato “alla portata”. «Nonostante siano trascorsi diversi mesi, i lavori, la cui esecuzione era stata programmata già nel corso del primo anno, non sono neanche iniziati». Queste le parole contenute in una nota diffusa dal consigliere provinciale Massimiliano Branca. «Andiamo incontro alla stagione estiva e la Litoranea Milazzo-Barcellona P.G. sarà di certo maggiormente transitata - continua -. Purtroppo però lo stato dell'asfalto costituisce un pericolo costante, con le sue enormi buche simili a voragini che spesso costringono i conducenti di veicoli e motocicli a dover zizzagare per evitare di procurare, come le numerose denuncie dei mesi scorsi dimostrano, danni ai propri mezzi, quando ciò non diventa addirittura causa incidenti più gravi». Gli interventi su questa importante arteria stradale sono stati già previsti, votati e finanziati dalla Provincia.

Per capire qual è la reale intenzione dell’attuale amministrazione, su questa come su altre opere e interventi, è stato sollecitato il presidente Nanni Ricevuto, che però ha annunciato la propria partecipazione ai lavori consiliari per il 13 o il 14 aprile.

fonte: tempostretto.it
 

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Discussion Starter · #88 ·
Aeroporto nella piana di Milazzo. Nasce un Comitato territoriale anche nella zona jonica

Le ragioni sono principalmente turistiche: «il comprensorio taorminese disporrebbe di uno scalo, in aggiunta a quello di Catania, raggiungibile nello stesso tempo ma percorrendo una tratta autostradale meno congestionata». Ma resta il punto interrogativo della volontà politica e delle risorse

Nei giorni scorsi è stato costituito a Taormina il “Comitato per l’aeroporto nella piana di Milazzo”, senza scopo di lucro, con lo scopo di promuovere iniziative utili e concrete per realizzare al più presto un aeroporto nella piana di Milazzo. Tale iniziativa concretizza la libera volontà di un gruppo di cittadini della riviera ionica messinese che in siffatto modo desiderano anche manifestare solidarietà e consenso rispetto ai proponimenti ed all’attività del Comitato Territoriale Barcellona-Milazzo, del Centro Studi “Civis” di Milazzo e del “Comitato per l’aeroporto di Messina e provincia” di Messina che da diverso tempo operano per favorire la realizzazione di un aeroporto nella piana di Milazzo.

Nella fase della costituzione, è stato eletto presidente Salvatore Cilona (nella foto) e Danilo La Monaca segretario. Tra i soci fondatori ci sono anche Pancrazio Cacopardo e Antonio Pitrelli
(politicamente il Comitato sarebbe 0 vicino
all'area Briguglio-PdL).

«La recente attivazione delle direttrici ad alta velocità fra Torino-Milano e fra Milano e Napoli – scrivono i rappresentanti del Comitato - rappresenta la fisica rappresentazione di una sempre più diffusa convinzione e cioè che l’Italia sia una Nazione caratterizzata da eclatanti e significative disuguaglianze anche nel settore dei trasporti. Questa sintetica riflessione, ancor più drammatica se ben si considera il sistematico ridimensionamento del traffico ferroviario a lunga percorrenza da e per la Sicilia e quindi del traghettamento ferroviario nello Stretto di Messina, consente di introdurre l’oggettiva ed incontrovertibile notazione che la Sicilia tutta e la nostra provincia in particolare siano destinati nel contesto europeo ad una progressiva marginalizzazione rispetto ai principali flussi di idee, di relazioni culturali, di contatti sociali, di scambi economici e produttivi con il resto del mondo. In quella che si configura come la “questione dei trasporti meridionali” non può essere sottovalutato il ruolo del trasporto aereo in termini di risposta ai disagi sopportati dalla popolazione siciliana residente nella più estesa regione d’Italia che è anche la più grande isola del Mediterraneo ed una tra le più apprezzate mete del turismo mondiale».

Secondo Cilona e La Monaca, è di tutta evidenza che tale insufficiente livello di accessibilità al territorio siciliano non consente di esaltare nella giusta misura le potenzialità di sviluppo del comparto turistico che è di assoluta rilevanza negli scenari economici della nostra regione. Siffatte considerazioni assumono poi particolare rilevanza per il territorio taorminese, notoriamente classificato a prevalente vocazione turistica. «A questo proposito, è possibile affermare che sebbene Taormina rappresenti una quasi singolare eccezione nel contesto turistico regionale, ivi si configura infatti un “turismo maturo” perché chiaramente destagionalizzato, non è da sottovalutare il fatto che il tasso di occupazione annuo delle strutture ricettive taorminesi di poco inferiore al 50%, seppure nettamente superiore al dato provinciale pari al 35%, non rende il giusto merito alla rinomanza internazionale dei luoghi - continuano i due -. Né si può continuare a credere che il comprensorio turistico taorminese possa vivere di rendita perché in realtà sta succedendo, anche nel turismo italiano, quello che già da anni avviene nel settore industriale: le posizioni diventano sempre più difficili da conquistare e soprattutto da mantenere senza una continua tensione all’innovazione ed un orientamento sempre più focalizzato sul soddisfacimento del cliente».

A fronte di scenari di mercato in continuo mutamento, ad opinione del Comitato sembra di assoluta rilevanza l’ipotesi di realizzare un nuovo aeroporto nella piana di Milazzo, perché «in siffatto modo il comprensorio taorminese potrebbe disporre di un aeroporto, in aggiunta a quello di Catania, raggiungibile nello stesso tempo percorrendo una tratta autostradale meno congestionata».

Sull’effettiva possibilità di rivolgersi a Catania, aeroporto al quale quasi tutta la provincia di Messina si rivolge, molto più che a quello di Reggio Calabria, il Comitato ha dunque un’idea precisa: «non è irrilevante evidenziare che l’aeroporto di Catania ormai dimostra chiari segni di congestionamento del suo spazio aereo e quindi di saturazione della sua portata operativa. Peraltro l’opportunità che Catania possa ospitare aerei di maggiore portata passeggeri (wide body) non trova concretezza per gli ingentissimi costi da sostenere nel caso si volesse realizzare la variante plano-altimetrica del tracciato ferroviario necessaria per l’allungamento dell’attuale pista».

Il Comitato evidenzia infine che fermo restando la specificità dell’iniziativa, la stessa rappresenti un aspetto del più generale impegno per sensibilizzare l’opinione pubblica e le locali Istituzioni sull’opportunità di migliorare il livello di accessibilità al comprensorio taorminese. «Siamo fermamente convinti - spiegano in conclusione - che la disponibilità di un secondo aeroporto, insieme alla pronta realizzazione del raddoppio del tracciato ferroviario nella tratta Messina-Fiumefreddo comprensivo della locale nuova stazione interrata, alla costruzione di idonee infrastrutture nautiche e ad opportune iniziative nel campo della viabilità stradale comprensoriale, possano rappresentare elementi decisivi per lo sviluppo di azioni ad alto contenuto strategico capaci di dare “nuova vita” al comprensorio taorminese coniugando tradizione e bellezze naturali con innovazione, sviluppo economico e compatibilità ambientale».

L'argomento è stato trattato lo scorso venerdì in consiglio provinciale in occasione del dibattito sul piano triennale opere pubbliche. Confronto che si riproporrà martedì in occasione della prevista votazione della delibera. Resterà da capire la reale volontà politica di realizzare lo scalo, in primis dello stesso presidente della Provincia Nanni Ricevuto, che pur insistendo sul rafforzamento della presenza dell'Ente sull'Aeroporto dello Stretto, non ha definitivamente escluso la possibilità di poter anche procedere nella direzione dello scalo nella zona tirrenica. Il più grande punto interrogativo, al di là dei progetti e della zona nel quale dovrebbe sorgere, restano le risorse.

fonte: tempostretto.it
 

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Discussion Starter · #90 ·
^^
A questo proposito si vedrà ben presto se Reggio potrà diventare un aeroporto praticabile per i messinesi o meno...tutto alla fine dipenderà dall'offerta e dalle tariffe, se ci sono queste cose miglioreranno pure i collegamenti...per ora gli unici messinesi che possono utilizzarlo, dati i prezzi scandalosi dei voli, sono i nostri politici tanto paghiamo noi...forse è per questo che loro sono così affezionati a questo scalo! :lol: :bash:
 

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Discussion Starter · #101 ·
Staremo a vedere, io resto molto scettico. In ogni caso credo che tutti gli operatori turistici della zona tirrenica avranno ben poco da stare allegri, dovranno continuare ad accontentarsi di un turismo fatto di numeri ristretti e soprattutto quasi del tutto limitato al mese di agosto...:eek:hno:

Aeroporto: la Provincia mette da parte l'idea della Valle del Mela e punta tutto su Reggio. L'assessore Bisignano ci spiega perchè

«Non è una scelta fine a se stessa, rientra nella strategia dell'Area dello Stretto». Intanto in autunno l'aeroporto di Catania chiuderà per lavori di potenziamento, e Ricevuto lancia l'idea di nuovi pontili con ceck-in a Giardini Naxòs e alle isole Eolie: «Sfruttiamo quest'occasione»

Che l'idea di un Aeroporto nella Provincia di Messina fosse poco praticabile è da sempre chiaro più o meno a tutti, considerata l'esistenza di altri scali praticamente in tutte le altre Province vicine (Catania, Palermo, Reggio, Lamezia). Ma, rispetto alle voci insistenti sui progetti di un nuovo aeroporto nella Valle del Mela, la Provincia di Messina sgombera il campo e fa chiarezza: «Noi puntiamo tutto su Reggio, è quello il nostro aeroporto».

È stato chiaro nei giorni scorsi il presidente dell'Enac Vito Riggio nel corso di un incontro promosso dall'Università Mediterranea di Reggio Calabria: «Gli aeroporti che non potranno contare su almeno un milione di passeggeri all'anno difficilmente avranno futuro». L'ottica dei sistemi aeroportuali è simile a quella dei sistemi sanitari: possono funzionare bene se vengono valorizzati pochi centri d'eccellenza rispetto a una miriade di piccoli presidi d'inefficienza.
Dopotutto basta applicare le regole dei mercati e dell'economia ai sistemi aeroportuali per capire che più alto è il bacino d'utenza e migliori sono i servizi, più sarà facile attirare le compagnie e instaurare tra loro un mercato di concorrenza. Altrimenti, piccoli scali rimarranno vittime di pochi voli per pochi utenti gestiti da compagnie che deterranno il monopolio e quindi manterranno alti i prezzi.

E' un circolo virtuoso, che può diventare vizioso e viceversa: dipende fondamentalmente dalla volontà politica di investire in scelte strategiche sulle infrastrutture. La Provincia di Messina ha fatto la sua scelta, e ha deciso di puntare tutto sull'Aeroporto dello Stretto, il 'Tito Minniti' di Reggio Calabria, che non si chiama "dello Stretto" per caso. E' stato costruito nel lontano 1939 nella zona sud di Reggio Calabria perchè lì sorge l'unica area geograficamente pianeggiante di tutto lo Stretto di Messina. Sarebbe stato impossibile, quindi, farlo altrove.

Per capire i motivi della scelta dell'Ente Provinciale, abbiamo intervistato l'assessore all'Area dello Stretto Michele Bisignano, braccio destro del presidente Nanni Ricevuto.

Innanzitutto ci spieghi perchè la scelta di Reggio rispetto alle altre opzioni, cioè Catania e la Valle del Mela.

«Non abbiamo dovuto scegliere tra tre opzioni, ma tra due. Quella del Mela è inesistente. Lì non esiste un aeroporto, bisognerebbe crearlo dal nulla. Dove sono i soldi? Sapete quanto costa? E i progetti? Gli studi di sostenibiltà economica? Che si fa a fare un altro piccolo aeroporto? Solo per soddisfare un inutile pennacchio campanilistico e provinciale? Se già il 'Tito Minniti' fa fatica a causa della concorrenza di Lamezia e Catania, figuriamoci con un altro scalo quanto diventerebbe difficile la situazione. Sarebbe un suicidio. Abbiamo dovuto scegliere solo tra due opzioni, Reggio e Catania».

E perchè alla fine avete scelto Reggio?

«Perchè è una scelta strategica, non fine a se stessa. Innanzitutto non stiamo parlando dell'Aeroporto 'di Reggio'. Non esiste un aeroporto 'di Reggio'. Si chiama Aeroporto 'dello Stretto' e lo Stretto è lo Stretto di Messina. Quindi quello è l'Aeroporto di Messina. La società che lo gestisce si chiama So.GAS, cioè Società di Gestione dell'Aeroporto dello Stretto. E' il nostro aeroporto ed è naturale investire qui perchè è il più vicino e quello potenzialmente più comodo. Sta a noi valorizzarlo come merita. Il nostro è un forte impegno strategico, non limitato nell'ottica di convenienza su voli e trasporti, ma su un nuovo sistema di infrastrutture dell'Area dello Stretto che può essere volano del nostro sviluppo turistico, economico e commerciale. Vogliamo puntare in alto».

E allora parliamo di questa strategia. Cos'avete in mente?

«Quando parliamo di Area dello Stretto intendiamo una vasta area che comprenda tutti i territori delle Province di Reggio e Messina. Abbiamo un disegno strategico per un'integrazione in una serie di settori importanti dal punto di vista economico, sociale, culturale e turistico. Lo sviluppo dell'Aeroporto è solo uno dei tasselli più importanti per definire il mosaico da comporre per concretizzare, dopo decenni di dibattiti, l'Area Integrata dello Stretto. Le due realtà che andranno a comporre quest'area sono città e province che da decenni subiscono, nei loro rispettivi contesti regionali, una sorta di marginalizzazione rispetto ad aree più forti (Palermo-Catania in Sicilia e Catanzaro-Cosenza in Calabria). E' un dato di fatto. Adesso bisogna individuare un modello di sviluppo diverso rispetto al passato, per non continuare a subire questa forzata marginalità. Dobbiamo riconquistare almeno un pò d'autonomia per essere padroni del nostro destino. Tra Reggio e Messina, inoltre, ci sono moltissime peculiarità comuni che non sono mai state valorizzate come dovrebbero. E' questo tutto ciò che vogliamo fare e la scelta della Provincia sull'Aeroporto dello Stretto si inserisce proprio in questo contesto».

In concreto, cosa bisogna fare per rilanciare lo scalo reggino? Finchè non ci sarà una convenienza economica o, quantomeno, di comodità nei collegamenti, i messinesi continueranno a viaggiare da Catania.

«L'Aeroporto dello Stretto è nato per fornire un servizio a un'area molto più ampia rispetto a quella per la quale viene utilizzata. Rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo del territorio non solo come elemento di servizio per i cittadini, che in mancanza di alternative realizzabili nel breve termine sono costretti ad andare o a Catania o addirittura a Palermo, ma anche come possibile elemento di attrazione di nuovi flussi turistici per tutto il territorio provinciale. Per l'Aeroporto in sè c'è un piano di rilancio derivante dal potenziamento delle infrastrutture, con i finanziamenti già statuiti dall'accordo di programma sottoscritto fra ministero e regione Calabria. Prima di incrementare le nostre quote azionarie abbiamo chiesto alcune condizioni che, in seno alla So.GAS sono state assolutamente condivise con grande sintonia. Sarà potenziata l'offerta dei voli, prenderà a breve il via il collegamento diretto con il porto di Messina che comprende anche la possibilità di effettuare il ceck-in sul pontile galleggiante, sarà portato avanti il piano industriale di rilancio che prevede una riduzione graduale dei debiti pregressi, sarà riaperto il processo di parziale privatizzazione che per noi costituisce un elemento importantissimo. E' stata una scelta responsabile rispetto a una serie di indicazioni statuite dall'Enac fra cui aveva priorità proprio la ricapitalizzazione della società di gestione per il prolungamento della concessione. Inoltre confidiamo molto in Scopellti: adesso che finalmente Reggio ha un Governatore, sicuramente per l'Aeroporto - così come per tutto ciò che riguarda la Città - potranno aprirsi scenari di sviluppo perchè verrà meno quella marginalità di cui parlavamo sopra. Sono questi tutti gli impegni che prendiamo per rendere l'Aeroporto dello Stretto più appetibile per le compagnie aeree: così potranno aumentare i voli e diminuire le tariffe. Tutti lamentano i pochi voli e gli alti costi dello scalo reggino, ma chi s'è mai chiesto davvero cosa bisogna fare per cambiare marcia? Noi abbiamo la risposta: bisogna incrementare i servizi. Lavoreremo per attirare le compagnie low-coast e sono anche convinto che la So.GAS, composta da elementi molto qualificati, darà vita a una campagna di promozione sul piano di comunicazione che è indispensabile perchè già oggi dall'Aeroporto dello Stretto partono molti aerei, alcuni low-coast e altri internazionali, ma a Messina e Provincia se ne parla poco e quasi nessuno ne è informato e aggiornato».

Bisogna battere la concorrenza di Catania e Lamezia. Lo scalo Etneo in autunno chiuderà per consentire i previsti lavori di ammodernamento. Per l'Aeroporto dello Stretto, che sarà chiamato agli straordinari, si tratta di un'occasione importante: come affrontarla?

«Tutto il territorio della provincia di Messina è attento a questa situazione. Il Presidente Ricevuto ha già presentato l'idea di creare punti di attracco a Giardini Naxòs e alle isole Eolie, a prescindere dalla momentanea chiusura di Catania ma in generale. Vogliamo realizzare un sistema di mobilità nello Stretto che sia integrato e che comprenda tutte le infrastrutture viarie: strade, porti e ovviamente anche l'aeroporto».

Il presidente della Camera di commercio di Reggio, Lucio Dattola ha votato contro l'approvazione al bilancio 2009 della So.GAS e ha detto che manca una vera prospettiva di sviluppo per lo scalo, aggiungendo che continuando così si va incontro a un futuro nebuloso.

«La So.GAS ha realizzato un piano di sviluppo che, presumo, sarà illustrato nei prossimi giorni con un'apposita conferenza stampa. Noi come Provincia pensiamo che sia la strada giusta, come ho anticipato sopra: il piano ci ha convinto, lo condividiamo pienamente e per questo stiamo fortemente sostenendo il rilancio di capitale della Società di Gestione dello scalo. L'alternativa sarebbe chiudere tutto».

Ad agosto 2007 l'ex primo ministro inglese Tony Blair ha trascorso una breve vacanza alle Isole Eolie utilizzando come scalo, per il Boeing privato che l'ha condotto in Italia, proprio l'Aeroporto dello Stretto. Blair in quell'occasione ha incontrato i vertici della So.GAS ringraziandoli e complimentandosi per il servizio, che ha definito «celere e puntuale» e per l'ospitalità. L'ex primo ministro inglese, inoltre, si è complimentato per lo scenario naturale visibile dalla pista. «Avete un clima invidiabile e questo sole e questo mare valgono da soli un viaggio fino qui». Proprio dal clima e degli splendidi scenari della natura dello Stretto nasce quell'Area dello Stretto che, nei fatti della società civile e nelle relazioni sociali tra le due sponde, esiste già da molto tempo.
Sancirla a livello istituzionale e amministrativo, partendo proprio dai trasporti e dalle infrastrutture (che è ciò che chiede la gente) può significare tanto.

fonte: tempostretto.it
 

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I collegamenti andrebbero migliorati anche e soprattutto da Messina. E' scandaloso che dopo le 20,30 non vi sia nulla, ed anche i tempi di percorrenza di circa 2 ore sono di certo non in linea con i tempi di chi sceglie l'aereo per spostarsi. Non capisco perchè questi temi non interessino per nulla alla società che gestisce lo scalo, che per altri versi si preoccupa molto dei dati relativi ai passeggeri.... Posso garantire che molti messinesi per tratte di medio raggio, di fronte a questi collegamenti pessimi con l'aeroporto di Ct, ripiegano sui treni...
 

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^^
Che il treno sia comodo è tutto da discutere...la verità è che in certi casi è il male minore! io quando devo prendere l'aereo da Ct vado sempre in macchina, è l'unica soluzione...credo che per il momento dobbiamo rassegnarci al fatto che in Sicilia non si può fare affidamento sui collegamenti pubblici! :bash:
 

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“UN AEROPORTO PER MESSINA E PROVINCIA. OPPORTUNITÀ E STRATEGIE DI SVILUPPO”


Sabato 29 maggio 2010 alle 9,30, nel Salone degli Specchi del palazzo della Provincia, si terrà il Convegno organizzato dal “Comitato per l’Aeroporto di Messina” che ha già raccolto 70 mila firme.

Il Convegno è organizzato dal “Comitato per l’Aeroporto di Messina” assieme alla Provincia Regionale. Il Comitato è nato da pochi mesi in città riunendo un gruppo di professionisti sulla base di una libera adesione e con l’intento di creare consensi affinché anche nel territorio messinese ci sia un aeroporto.

I consensi sono stati numerosi e (assieme a Barcellona - Milazzo e Taormina) si sono raccolte già 70.000 firme.

I lavori saranno aperti dal saluto dell’Arcivescovo Monsignor Calogero La Piana, del Prefetto Francesco Alecci e di altre autorità. L’Introduzione sarà tenuta dal Presidente della Provincia Nanni Ricevuto.

Seguiranno poi una serie di relazioni - moderate da Angelo Sindoni, docente dell’Università di Messina e presidente del Comitato per l’aeroporto – tra cui Giuseppe Vermiglio, Josè Gambino, Andrea Cirà; e inoltre Carmelo Di Bartola, esperto di ingegneria dei Trasporti, e il generale Giacomo Capizzi dell’Aeronautica Militare Italiana.

Ci sarà poi una serie di interventi di personaggi rappresentativi di varie realtà produttive, imprenditoriali, professionali, quali il presidente della Camera di Commercio, il Commissario ASI, l’avv. Natale Alosi (segretario del Comitato per l’aeroporto) i rappresentanti dei Comitati di Barcellona-Milazzo e di Taormina, il presidente provinciale della Confesercenti e altri.

fonte: normanno.com
 

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AEROPORTO DI MESSINA, SI DEVE E SI PU0' FARE


Secondo il presidente de Il comitato per l’aeroporto di Messina e provincia, Angelo Sindoni "l'unica vera barriera è la cronica apatia". Sui progetti e le aspettative del nuovo impegno attorno alla possibile fattibilità di un aeroporto messinese così si espresso Sindoni, in un intervista rilasciata a Ciccio Manzo.

Si è costituito a Messina nel novembre 2009 e ha tenuto il suo primo incontro con le istituzioni e la società civile il 29 maggio scorso il “Comitato per l’aeroporto di Messina e provincia”. Il Comitato, composto di liberi cittadini, ha il programma di promuovere momenti di studio (convegni, dibattiti, confronti), progetti tecnici e imprenditoriali, raccolta di consensi dell’opinione pubblica al fine di rendere concreta, in tempi brevi, la possibilità di realizzare un aeroporto nella provincia di Messina.
Soci fondatori del Comitato sono alcuni professionisti; presidente è stato nominato Angelo Sindoni dell’Università di Messina, segretario Natale Alosi.

Il Comitato si avvarrà della consulenza tecnica dell’ingegnere Carmelo Di Bartola, esperto del settore. Sui progetti e le aspettative del nuovo impegno attorno alla possibile fattibilità di un Aeroporto messinese così si espresso il Professore Angelo Sindoni, docente universitario e presidente del nuovo comitato.


Come nasce e perchè l'idea di un nuovo comitato per l'Aeroporto?L'idea nasce in modo spontaneo da un gruppo di persone,dice Sindoni, per lo più dei professionisti - convinti della bontà di un aeroporto per Messina. Inoltre c'era già il "Comitato territoriale Barcellona P. G. - Milazzo", con il quale è stato logico collegarsi.

Avete registrato i primi consensi e quali sono eventualmente le barriere da superare?
I consensi sono veramente parecchi, e spontanei. L'unica vera barriera è la cronica apatia messinese.

Con chi avete creato le pr ime intese?
Appunto con il Comitato di Barcellona - Milazzo, e poi abbiamo cercato contatti con la Camera di Commercio, con l'ASI, con la Confesercenti e con altre realtà economiche e sindacali messinesi

Chi è il vostro interlocutore istituzionale, solo la provincia regionale di Messina?
Il primo interlocutore è la Provincia, per via anche di un preesistente progetto, ma cerchiamo interlocutori in tutte le direzioni, i sindaci di Milazzo, Barcellona, Messina e così via, verso le deputazioni parlamentari e regionali, verso tutti gli uomini di buon a volontà .

Qual è al momento la posizione della Provincia?
La provincia è chiaramente interessata. Lo dimostra anche il fatto che ha voluto unirsi a noi nell'organizzare il Convegno "Un aeroporto per Messina e provincia. Opportunità e strategie di sviluppo", che si è tenuto il 29 maggio 2010 nel Salone degli Specchi, con numerosi interventi qualificati, a partire dal Presidente della Provincia, senatore Nanni Ricevuto.

La zona dove potrebbe nascere l'aeroporto secondo il vostro comitato?
A nostra avviso, la zona dove storicamente e territorialmente si è sempre ipotizzato un aeroporto di Messina è collocata nella piana di Milazzo e la Valle del Mela.

Come vi ponete nei confronti delle altre proposte che vorrebbero l'aeroporto in altre zone della provincia? Difficoltà di intesa con altri progetti?
Non abbiamo pregiudizi verso altre ipotesi, purchè siano convergenti verso un aeroporto del Tirreno. Alla fine prevarranno i fattori di localizzazione più adatti.

Avete quantificato i termini temporali di realizzazione e di investimento? Chi paga?
I tempi di realizzazione vanno da due a cinque anni massimo. Le istituzioni dovrebbero, almeno in parte, contribuire, come si è fatto in parecchi casi. Ma ci sono già in vista forze imprenditoriali capaci di dare un apporto decisivo. L'investimento previsto è sotto i 200 milioni di euro.

E' un progetto che divide come quello del Ponte o unisce l'opinione pubblica e politica?
Anzitutto va precisato che i due progetti appartengono a due scale diverse, a due ranges diversi, che non si sovrappongono nè configgono tra di loro, anzi possono crear e sinergie. Comunque per l'aeroporto non mi pare ci siano sostanziali opposizioni, da qualsiasi parte.


L'esistenza di Aeroporti vicini e già strutturati come Catania,Reggio C., Lamezia crea ostacoli di fattibilità al progetto?
La disseminazione di aeroporti nel territorio italiano non è razionale e, comunque, il raffronto non va fatto nè con Catania nè con Reggio, bensì solo con Lamezia e con Palermo, cioè nella zona tirrenica, dove si riscontra un vuoto, rispetto al quale Messina (Tirreno) sarebbe baricentrica rispetto a Palermo e Lamezia.

Come mai Messina non ha mai avuto il suo Aeroporto secondo lei?Forse dipende dal carattere atavico dei messinesi (accen tuato dal terremoto e dalle distruzioni della seconda guerra mondiale), che è dicotomico: o si sogna di essere al centro del Mediterraneo (o addirittura del mondo intero) o si preferisce rinchiudersi nel guscio dell'inerzia e dell'apatia. E' ora di svegliarsi dal sonno dogmatico e non attendere uno sviluppo esogeno bensì puntare su uno sviluppo endogeno.

Avete chiaro anche l'effetto occupazionale? In che misura?
L'effetto indotto può essere a carattere esponenziale; ma, limitandosi alla sola gestione, si può quantificare in un numero di posti di lavoro (con varie tipologie, dall'interprete all'addetto ai servizi) 'variabile da 1.000 a 1.500.unità.

Ad oggi il vostro progetto a che stadio va considerato. E' solo una proposta o è in fase avanzata?
Mi esprimo con una metafora: quando un aereo sta per toccare il muro del suono, si verifica il cosiddetto "bang"; noi siamo ad un passo dal bang.

Prossimi passaggi del comitato?
Il Comitato continuerà nella sua opera di stimolo e di sostegno alle istituzioni e a quanti vorranno portare avanti questa idea, che finalmente farà entrare Messina nella "modernità".


Secondo lei a chi spetterà la parola decisiva?
La parola decisiva ovviamente spetterà a chi ne è legittimato sul piano ufficiale, e cioè ENAC, Regione e così via. Ma le istituzioni non possono non ascoltare la voce della società civile, che noi ci sforziamo di interpretare lealmente e correttamente.

Quanta fiducia ripone in questa iniziativa?
Sono moderatamente ottimista.

fonte: normanno.com
 

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^^
In ogni caso 8 ore sono comunque davvero troppe, nel 2010, per un viaggio Messina-Roma, di sicuro non un tempo da paese avanzato.
Ci vorrebbe ben poco, istituendo un collegamento veloce, efficiente e diretto tra Me e Fontanarossa (e non mi riferisco a fantomatiche ferrovie ad alta velocità ma a più banali pulmini da 30 posti ogni 30 min) a dimezzare queste 8 ore.
 
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