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Discussion Starter #1 (Edited)
da mestre.it

riviera XX settembre. irriconoscibile.


nello sfondo l'attuale via poerio.
Riviera XX Settembre e Galleria Vittorio Emanuele (attuale Galleria Matteotti)


La Chiesa della Madonna della Misericordia (distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e sostituita dall'odierna Chiesa di Santa Maria di Lourdes) in Via Piave


Il fiume sulla destra ora è interrato. c'erano progetti per riportarlo alla "luce". se non sbaglio si parlò anche di colorare l'asfalto di azzurro


l'attuale piazza ferretto, ora completamete pedonale senza tram.





Guardate piazza ferretto piena di traffico e di bus!



Ora è così:


e questo potrebbe essere un bel banner:


una delle bellissime case di via piave che tutt'ora esistono anche se non capisco quale è questa. ora via piave però viene definito come il bronx di Mestre. Espressione eccessiva ma cmq frutto di un quartiere che negli ultimi anni è diventato "troppo" cosmopolita...


Queste foto non riesco a localizzarle:



Aiutatemi!


E voi avete foto storiche?

Saluti saluti
 

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Discussion Starter #3
anzi. piazza ferretto il sabato sera è pieno di ragazzi. si dice: "fare le vasche". cioè percorrere su e giù la piazza e fare conoscenze ;-)

oltretutto chiamare mestre dormitorio c'è ne vuole :D
 

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Николай
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Personalmente, Mestre non mi é mai piaciuta, anzi, mi fa abbastanza schifo.
però questo é dovuto alla smania anni 60 di costruire porcate in pieno centro storico.

effettivamente a Mestre, oltre a piazza Ferretto e alla galleria, a qualche villa qua e la e a qualche vicolo nascosto, cosa cè rimasto veramente di storico?
credo niente.
tutto raso al suolo per fare condomini, palazzi orrendi e quartieri dormitorio.
la vicinanza a Marghera poi la svaluta moltissimo.

negli ultimi anni però Mestre é migliorata notevolmente, rispetto ovviamente agli anni 80 quando il centro di Venezia era considerato il vero centro della città.
la pedonalizzazione di piazza Ferretto ha attirato molte persone e ha cambiato il modo di vedere la città.
 

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Queste foto non riesco a localizzarle:




Saluti saluti
L'ultima potrebbe essere p.zza Sant'Antonio a Marghera (o comunque nei dintorni):



Quella prima è o corso del Popolo o via Poerio poco prima della galleria.
Ecco l'ultima parte di corso del Popolo com'è oggi verso la Vempa, il cavalcavia che porta a Venezia:



:)
 

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amateur facial
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non sono mai stato a mestre..ma questa città oltre a parmi orrenda mi inquieta molto..non vogliatemene (mestrini?mestrani?mestresi?...come vi chiamate??)
 

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Questa è sicuramente una via di Marghera, che quando è stata costruita era all'avanguardia in Italia come quartiere operaio: rotonde invece degli incroci, villini, viali alberati. Si cercò di rendere confortevole la residenza agli operai chiamati a lavorare nella nascente area industriale di Porto Marghera.

Mestre viene considerata un po' da tutti una città brutta, l'antitesi di Venezia. In realtà è molto meglio di quanto non si possa pensare, e i progetti in corso di attuazione (una panoramica qui) fanno sperare per il meglio.

A partire dal secondo dopoguerra la città è cresciuta vorticosamente, riempendosi di palazzoni e schifezze, alcune delle quali sono ben visibili durante la breve sosta dei treni che proseguono per Venezia. Questa vista di per sè, credo, è responsabile di gran parte del pregiudizio sulla città.

In realtà ci sono poche città in Italia che si sforzino quanto Mestre per rimettersi in gioco.
 

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Ambrosian User
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Come molti, credo, non ho mai considerato Mestre una meta turistica o semplicemnte considerarla in una gita di qualche ora. Devo dire che grazie a live local ho da qualche tempo iniziato a scrutarla, mi incuriosiva sapere come fosse, visto che fa da sorella "brutta" a Venezia. Ora viste queste foto la curiosità è cresciuta. :) Tks
 

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Paduan User
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Secondo me la parte storica di Mestre non è male (Piazza Ferretto con la Torre e i palazzetti porticati), rimanda a cittadine/paesoni come Noale o Piove di Sacco. Certo, troppo poco rispetto all'aspetto urbano dei centri storici delle altre città venete, non necessariamente capoluogo (e qui mi viene in mente in primis Bassano del Grappa, ma anche Chioggia oppure Conegliano).
Come città vera e propria Mestre è nata nel '900, e sconta i difetti dello sviluppo urbano impetuoso e il continuo paragone con la madre (per alcuni matrigna) Venezia. Per come la vedo io, Mestre, non essendo un comune autonomo, difetta di identità propria, e pur accogliendo la maggior parte della popolazione del Comune di Venezia, continua ad esserne la periferia, pur essendone fisicamente ben distinta. A Mestre non risiedono Sindaco e Patriarca, non c'è la sede del Comune, non c'è la sede dell'Università, e penso che nemmeno vi abitino le classi "alte" veneziane, le quali, immagino, non avendo problemi economici, continuino a stare in laguna.
Penso che la situazione anomala di Venezia e Mestre, di essere due città unite amministrativamente ma separate fisicamente, con una delle due parti, Venezia, città di caratura mondiale per fama, tradizione cosmopolita, arte e storia, sia difficilmente risolvibile.
Separandosi, Venezia acquisterebbe demograficamente la consistenza di un piccolo capoluogo di provincia, al livello di Rovigo; Mestre, sarebbe una città di 200.000 abitanti ma senza la storia e il ruolo che nella regione hanno Padova e Verona, per citare due città della stessa importanza in quanto a numero di abitanti.
 

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Mestre scomparsa (o meglio, comparsa): i calvalcavia con nulla intorno.





 

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Secondo me la parte storica di Mestre non è male (Piazza Ferretto con la Torre e i palazzetti porticati), rimanda a cittadine/paesoni come Noale o Piove di Sacco. Certo, troppo poco rispetto all'aspetto urbano dei centri storici delle altre città venete, non necessariamente capoluogo (e qui mi viene in mente in primis Bassano del Grappa, ma anche Chioggia oppure Conegliano).
Come città vera e propria Mestre è nata nel '900, e sconta i difetti dello sviluppo urbano impetuoso e il continuo paragone con la madre (per alcuni matrigna) Venezia. Per come la vedo io, Mestre, non essendo un comune autonomo, difetta di identità propria, e pur accogliendo la maggior parte della popolazione del Comune di Venezia, continua ad esserne la periferia, pur essendone fisicamente ben distinta. A Mestre non risiedono Sindaco e Patriarca, non c'è la sede del Comune, non c'è la sede dell'Università, e penso che nemmeno vi abitino le classi "alte" veneziane, le quali, immagino, non avendo problemi economici, continuino a stare in laguna.
Penso che la situazione anomala di Venezia e Mestre, di essere due città unite amministrativamente ma separate fisicamente, con una delle due parti, Venezia, città di caratura mondiale per fama, tradizione cosmopolita, arte e storia, sia difficilmente risolvibile.
Separandosi, Venezia acquisterebbe demograficamente la consistenza di un piccolo capoluogo di provincia, al livello di Rovigo; Mestre, sarebbe una città di 200.000 abitanti ma senza la storia e il ruolo che nella regione hanno Padova e Verona, per citare due città della stessa importanza in quanto a numero di abitanti.
Mestre, insieme a Marghera, rappresenta l'espansione naturale di Venezia, posto che a Venezia lo spazio è saturo (e per fortuna era già saturo cinquant'anni fa, altrimenti i palazzoni ce li saremmo ritrovati a San Marco). Sebbene completamente diverse, le due città sono i due lati della stessa medaglia, un'entità unica e indivisibile: difficile immaginare Mestre senza Venezia nè, anche se può sembrar strano, Venezia senza Mestre.

La mancanza di collegamenti adeguati tra il "centro storico" e la periferia, comunque, ha sempre contribuito a mantenere viva la dicotomia tra le due città: un problema che ad oggi non è ancora stato risolto.

Fra una decina d'anni (siamo ottimisti) la zona industriale intorno al porto sarà completamente stravolta: svanite nel vento le ultime note del de profundis alla chimica, dopo una lunga e costosa bonifica si aprirà la strada all'alta tecnologia, trainata da quello che già ora è il più grande parco scientifico-tecnologico italiano, un posto in cui le imprese hi-tech possono fare "sistema": il Venice Gateway.

L'area è di quelle che faranno gola a molti, vista la collocazione: a due passi da Venezia e dal mare, servita dal secondo porto italiano, dal terzo aeroporto, fra pochi anni da collegamenti ferroviari e stradali efficienti con tutto il nord Italia (Passante, SFMR, TAV), in un clima culturale unico (Biennale, Cinema, musei, università).

Prima ancora di Venezia, sarà Mestre a trarne i maggiori benefici. Disponendo di un centro storico piccolo ma curato, il resto della città sarà aperto alla sperimentazione urbanistica e architettonica più d'avanguardia: proprio perché al di fuori del centro fa grosso modo un po' tutto schifo, la gentrification si papperà in santa pace i vecchi palazzoni operai e rigurgiterà loft nei vecchi edifici industriali, rivoluzionando città e tessuto sociale. Dio volendo, senza troppi comitati No-tutto (ma sia chiaro, mi illudo con la consapevolezza di illudermi).

A ben vedere, i segnali di questa rivoluzione nell'aria ci sono tutti, e viene spontaneo chiedersi perché non sia ancora successo niente. I motivi stanno nell'ottusità degli amministratori che non sono in grado di pensare oltre il loro naso, nella mancanza di un piano preciso a lungo termine, nell'incapacità di liberarsi dall'impasse "niente soldi senza riconversione -> niente riconversione senza bonifica -> niente bonifica senza soldi"

Ripeto.. non sottovalutiamo Mestre :)
 

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Discussion Starter #15 (Edited)
Ringrazio Massimo Massarenti per le seguenti foto, gentilmente concesse dal suo sito, www.mes3.org :

Gli anni '50 e il boom economico

L'attuale Piazza Ferretto












I filobus sostituiscono i tram:


Coperto dai palazzi sulla destra, in fondo c'è la Torre dell'Orologio


Via Palazzo. Si vede la Torre di Piazza Ferretto


L'attuale Piazza Barche. Ora il canale è completamente interrato


I nuovi palazzi nascono. Palazzo San Lorenzo appena completato



Le vie attorno al centro

Via Olivi e sulla sinistra via Poerio. Sullo sfondo il palazzo San Lorenzo


Via Olivi e sulla destra via Poerio


Il filobus sta per entrare in Piazza Ferretto. La via è chiamata Ponte della Campana (l'attuale via Poerio), perchè in passato sulla destra il fiume non era interrato


L'attuale via Poerio



Alle spalle abbiamo lasciato via Poerio. Continuando si arriva in Riviera XX Settembre, ancora chiamata così. Era nel passato una riviera per il solito fiume interrato


Dove si vede il fiume ora c'è tutta una zona pedonale


Sulla sinistra la galleria e sullo sfondo via Poerio


Via Rosa. Sullo sfondo la galleria





La galleria Matteotti





Piazzale Sicilia (si collega a via Rosa): l'Hotel Centrale







Piazzale Sicilia: le Poste Centrali, tutt'ora presenti






Veduta panoramica. Si vede il Duomo



Veduta panoramica. Si vede l'Hotel Centrale


La Biblioteca Civica all'angolo tra Via Palazzo e l'attuale via Torre Belfredo



Viale Garibaldi. Sulla sinistra il Palazzo della Provveditoria


Viale Garibaldi


Viale Garibaldi: a metà viale la "rotonda"


Quadrivia: a destra via Piave, sullo sfondo via Carducci (collegata a Piazzale Sicilia)



Viale San Marco: il Policlinico San Marco (ora completamente coperto dai palazzi)


Alle spalle abbiamo la stazione. Sullo sfondo via Piave


Via Piave


Sulla destra via Piave


Corso del Popolo. Mancano tantissimi palazzi



Ricordo che tutte le immagini sono coperte da copyright. Per utilizzarle è necessria l'autorizzazione del gentilissimo Massimo Massirenti e del suo sito
 

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^^
:redx: Non si vedono... Guarderò sul sito!
 

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Mestre, insieme a Marghera, rappresenta l'espansione naturale di Venezia, posto che a Venezia lo spazio è saturo (e per fortuna era già saturo cinquant'anni fa, altrimenti i palazzoni ce li saremmo ritrovati a San Marco). Sebbene completamente diverse, le due città sono i due lati della stessa medaglia, un'entità unica e indivisibile: difficile immaginare Mestre senza Venezia nè, anche se può sembrar strano, Venezia senza Mestre.

La mancanza di collegamenti adeguati tra il "centro storico" e la periferia, comunque, ha sempre contribuito a mantenere viva la dicotomia tra le due città: un problema che ad oggi non è ancora stato risolto.

Fra una decina d'anni (siamo ottimisti) la zona industriale intorno al porto sarà completamente stravolta: svanite nel vento le ultime note del de profundis alla chimica, dopo una lunga e costosa bonifica si aprirà la strada all'alta tecnologia, trainata da quello che già ora è il più grande parco scientifico-tecnologico italiano, un posto in cui le imprese hi-tech possono fare "sistema": il Venice Gateway.

L'area è di quelle che faranno gola a molti, vista la collocazione: a due passi da Venezia e dal mare, servita dal secondo porto italiano, dal terzo aeroporto, fra pochi anni da collegamenti ferroviari e stradali efficienti con tutto il nord Italia (Passante, SFMR, TAV), in un clima culturale unico (Biennale, Cinema, musei, università).

Prima ancora di Venezia, sarà Mestre a trarne i maggiori benefici. Disponendo di un centro storico piccolo ma curato, il resto della città sarà aperto alla sperimentazione urbanistica e architettonica più d'avanguardia: proprio perché al di fuori del centro fa grosso modo un po' tutto schifo, la gentrification si papperà in santa pace i vecchi palazzoni operai e rigurgiterà loft nei vecchi edifici industriali, rivoluzionando città e tessuto sociale. Dio volendo, senza troppi comitati No-tutto (ma sia chiaro, mi illudo con la consapevolezza di illudermi).

A ben vedere, i segnali di questa rivoluzione nell'aria ci sono tutti, e viene spontaneo chiedersi perché non sia ancora successo niente. I motivi stanno nell'ottusità degli amministratori che non sono in grado di pensare oltre il loro naso, nella mancanza di un piano preciso a lungo termine, nell'incapacità di liberarsi dall'impasse "niente soldi senza riconversione -> niente riconversione senza bonifica -> niente bonifica senza soldi"

Ripeto.. non sottovalutiamo Mestre :)
^^ ^^

La mia impresione, da non veneziano, è che i veneziani non amino Mestre: luogo dell'esilio forzato.
Credo che la dicotomia potrà essere sanata solo quando prenderanno consapevolezza, come succede in qualsiasi altra città d'Italia, che nel centro storico abitano solo in pochi, e che la stragrande maggioranza dei cittadini vive nei quartieri moderni fuori mura. Invece, così facendo, si continuerà ad indire a scadenze periodiche il referendum separatista: io di qua, tu di là...
Ma guardiamo invece l'area metropolitana veneta, la quinta d'Italia per dimensione e numero di abitanti; mi avvalgo di un lavoro fatto da Skymino nel thread "Città Metropolitane":




A me fa impressione questa città bilanciere da 850.000 abitanti, i quali continuano a ragionare come se vivessero (quando va bene) in città da 200.000 anime (Padova e Mestre).

Anche qui non si va oltre tanti discorsi e tante belle parole, storicamente l'area veneziana e quella padovana sono sempre state complementari, ci vorrebbe una seria integrazione di tipo infrastrutturale, facilitare l'accesso reciproco alle due città, mettere da parte i campanilismi... ma la vedo dura, soprattuto il cambio di mentalià dei nostri amministratori e dei coltivatori diretti del "piccolo è bello".
 
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