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Metamorfosi/ Un software per disegnare la città dei tuoi sogni
Giovedí 14.06.2007 10:30


Winy Maas

"Una ricerca del Massachussets Institute of Technology (Mit) dimostra che le esperienze che si fanno giocando, e in particolare nei videogiochi, possono essere così forti da indurre i protagonisti a trasferire alcuni dei comportamenti assimilati negli ambienti virtuali nella loro vita di tutti i giorni", spiega Winy Maas, architetto e urbanista olandese, fondatore nel 1991, insieme a Jacobs van Rijs e a Nathalie de Vries, dello studio di progettazione MVRDV. E forse proprio risultanze simili a quelle emerse nell'indagine del Mit, oltre all'esplosione proprio negli anni '90 di internet e del fenomeno della multimedialità, hanno portato Maas ad avvicinare all'urbanistica l'uso di software avanzati che esplorano le molteplici possibilità di progettazione e le interazioni complesse tra le variabili in gioco.
Di tutto questo Maas ha parlato alcune settimane fa a Milano, alla Mediateca di Santa Teresa, nel corso dell'evento "Interactive Cities", organizzato da Mgm Communication di Maria Grazia Mattei. Nel 2001 Winy Maas e i suoi collaboratori hanno progettato "The Functionmixer", un software che permette di inserire in un ambiente virtuale numerosi fattori e di ottenere una proiezione fatta di pixel della città dei propri sogni, grazie a un mix di tutte le componenti considerate. Le variabili inserite e la loro intensità-quantità determinano il risultato finale, frutto dell'elaborazione del software.



La scelta dei valori da esaminare può essere condotta a 360°: servizi, misure per l'accessibilità, infrastrutture per i disabili, tecnologia, reti internet e Wi-Fi, pericoli legati alla criminalità, bellezza, costi, rumore aree verdi e aree costruite, solitudine, libertà, luce, spazi per il tempo libero e così via, contemplando aspetti pratici e materiali, stati d'animo ed estetica dell'abitare. Insomma, un numero di indicatori esteso, forse illimitato nelle intenzioni di Maas, con cui tratteggiare le caratteristiche della città ideale, perfetta in ogni aspetto. Quasi che nell'ambiente virtuale di un software, liberi dai vincoli della realtà, sia possibile avere un'idea più compiuta e coraggiosa dello spazio da costruire.
Secondo Maas questo è tanto più importante nelle città di oggi, complesse e interattive, dove la coesistenza di siti di interesse storico e di servizi di telecomunicazione avanzati, rende sempre più necessario progettare secondo un disegno d'insieme che faccia una sintesi tra fattori diversi e contrastanti. "Abbiamo un enorme bisogno spazio da occupare. Guardiamo ad esempio agli Stati Uniti: se tutto il mondo fosse abitato con la stessa densità degli States avremmo bisogno di una superficie pari a 4,39 volte la nostra Terra. Così, in luoghi già molto popolati sarà necessario conquistare spazio in verticale, nell'atmosfera, costruendo mezzi di trasporto in aria. E' inevitabile che le città dove ora viviamo debbano conquistare i territori che si trovano attorno a loro. Ci avviamo verso un nuovo regionalismo", continua Maas.

Più di recente, il brillante architetto olandese ha messo a punto un'altra tecnologia con cui simulare la pianificazione urbanistica, "Space-fighter". Si tratta di un gioco interattivo, dove più persone possono contendersi territori da occupare e scegliere come modificare l'aspetto e l'urbanizzazione di determinati ambienti. Così, la città che ne viene fuori, un po' come accade nella vita di tutti i giorni, è il risultato delle azioni di più giocatori, spesso in lotta tra loro, altre volte uniti da finalità comuni. Ma quali sono le città che piacciono a Winy Maas? "Senza dubbio quelle costruite attorno a un'idea, segnate da un'intima coerenza.



Rotterdam ad esempio è una città innovativa, piena di infrastrutture hi-tech, ma mantiene anche, almeno in parte, nelle aree verdi del centro, l'aspetto che aveva centinaia di anni fa. Questo aiuta la città a conservare un'identità precisa" E Milano? "E' senza dubbio un posto affascinante, centro di stili e delle tendenze della moda, però un po' mi stupisce come una città tanto importante e potente negli anni non sia riuscita a espandersi nei territori posti al di fuori dei propri confini e a favorire il felice sviluppo urbanistico delle periferie e dei tanti territori che si trovano attorno".

http://canali.libero.it/affaritaliani/Rubriche/Metamorfosi/citta0612.html
 

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Se ho ben capito, il "Functionmixer" consente di ottenere una proiezione virtuale di città ex-novo (tra le variabili considerate non è citata la preesistenza di edificato), cosa che lo rende adatto per gli spazi ampi statunitensi di cui parla ma per nulla adatto alla vecchia Europa.
 
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