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Milano
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Discussion Starter · #1 ·
Come anticipato proporrei questo 3d da dedicare a Milano e da riempire con ricordi, foto (anche personali) e tutto ciò che ci viene in mente...locali alla moda, mode etc.
 

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chi si ricorda dell'Odissea 2001?
la mitica discoteca in fondo a Forze Armate?

o delle discoteche degli anni 80: Central Park a Crescenzago, Le Cinema in via Ricciarelli dove oggi c'è un tristissimo Bingo, il Merry Go-Round in San Pietro all'Orto?


il Baretto di Piazza S.Eustorgio a fine anni 80...il vecchio negozio di dischi di Supporti Fonografici in viale Coni Zugna?

i concerti favolosi al Bloom di Mezzago prima che esplodesse la moda del Grunge e si potevano andare a sentire i Nirvana o i Soundgarden o i Mudhoney per 7-8.000 lire?

e il primo Leonka?
il mitico Virus?
o gli infiniti pomeriggi spesi al campetto del Sempione dove si giocava contro i giovanissimi Pittis, Pettorossi, Ambrassa, Portaluppi, talvolta Rusconi, i fratelli Alberti e quella enorme chiavica incapace di Bagatta?

la mia vecchia Zundapp 125 con scritto 175 per andare in autostrada....

....
 

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bella si...peccato che i pezzi di ricambio erano un incubo assoluto.
se non ricordo male fallì nel 1984 e per almeno 2 o 3 anni si trovarono ancora modelli nuvoi nei rimasugli della fabbrica.
poi divenne un incubo assoluto.
a Milano dal 1982 circa sino a fine anni 80 c'erano in giro più Zundapp di ogni altro tipo di moto. ed erano rubatissime per i pezzi di ricambio!!!

...a me infatti me l'anno ciulata sotto casa nel 1988 o 89.

 

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DIABOLIKVS
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Ne aveva una, 125cc, mio nonno buonanima, la sua ultima moto, comprata che aveva più di 70 anni (mio nonno, non la moto)!!
Inutile dirti che per me, piccolissimo, era lo zenit motociclistico :D
Poi ci si schiantò quel peracottaro di mio zio, in una strada di campagna, fratturandosi quasi tutto il fratturabile, e da quel dì la moto è finita nel retrogiardino della villa di mio zio dove, se la ruggine non l'ha divorata, quel che sopravvisse all'incidente dovrebbe essere ancora.
 

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Timberland, Moncler e il sogno di Simon Le Bon
Nel 1985 il bar «Al panino» vide la nascita di un nuovo movimento, fatto di vestiti firmati e «squinzie» da cuccare. Che ancora vive


Paninari negli anni '80 a Milano


Capelli corti tagliati a spazzola, modellati e scolpiti da abbondante gelatina, piumino azzurro Moncler indossato aperto su di una felpa Naj Oleari, jeans griffati Armani, che cadono appena sopra la caviglia, stretti in vita da una cintura in stile texano, rigorosamente El Charro, calzini decorati a rombi, che calzano le inconfondibili scarpe da vela Timberland, e, sulle spalle, l’immancabile zaino firmato Best Company. È questo l’identikit del paninaro, nato a Milano nel 1985, e tenuto a battesimo in un locale del centro chiamato «Al panino», da cui prende appunto il nome. Il paninaro doc, detto anche «gallo», cresce passeggiando lungo corso Vittorio Emanuele II, facendo la spola tra piazza San Babila e piazza Duomo; frequenta con assiduità e costanza il negozio di abbigliamento Fiorucci; si nutre di hamburger, patatine fritte e Coca-Cola, che consuma in grandi quantità in ristoranti che rievocano locali a stelle e strisce. I vari Burghy, Big Burger e Benny Burger accolgono a braccia aperte quest’orda di teenager che veste, si muove e parla, seguendo un preciso codice, che li distingue dagli altri loro coetanei, ma soprattutto, dagli obsoleti mamma e papà.



Il bar Al Panino


Parole come «squinzia» o «sfitinzia» si sostituiscono all’ordinario ragazza, che il paninaro non corteggia, ma cerca di «cuccare»; se qualcosa gli piace, allora «è troppo giusto», mentre quando è contrariato non tarda ad apostrofarti con un «sei fuori di testa?». La moda non tarda a diffondersi, o meglio, a dilagare in tutta la penisola, e a farle da colonna sonora ci pensano alcuni gruppi pop provenienti da oltremanica. In primis, gli Wham!, duo che ottiene un buon successo, grazie a motivi orecchiabili e ballabili, e poi Spandau Ballet e Duran Duran. Proprio a proposito di queste due formazioni, si apre una diatriba che, fatte le dovute differenze, sembra riportare ai tempi in cui ci si schierava con i Beatles piuttosto che con i Rolling Stones. Le ragazze paninare decretano vincitori indiscussi della sfida i Duran Duran, gruppo capitanato dall’aitante Simon Le Bon, che fa breccia nei cuori di tante adolescenti nostrane. Proprio una di loro, la paninara ambrosiana Clizia Gurrado, gli dedica un libro dal titolo «Sposerò Simon Le Bon», in cui descrive la sua passione per il cantante britannico. Sulla scia del successo ottenuto dal libro, pubblicato nell’ottobre dell’85, l’anno successivo è pronto il film omonimo, che racconta le vicissitudini della studentessa sedicenne del liceo Berchet.

A raccogliere confessioni e segreti di questa tribù tutta italiana, c’è la rivista musicale «Tuttifrutti», che dedica ampio spazio proprio alla band dei Duran Duran, attesa dai numerosi fan in un concerto dal vivo su suolo nazionale, che si terrà soltanto nell’estate del 1987. Nel frattempo la figura del paninaro viene immortalata sul piccolo schermo dal comico Enzo Braschi, che ogni domenica sera offre ai telespettatori una divertente parodia del «ragazzo del panino». La trasmissione che ospita Braschi, altri non è che «Drive In», varietà ambientato proprio in un grande fast-food, dove le gag di comici esordienti si alternano a balletti di discinte cameriere, armate di vassoi di plastica, su cui spicca il classico bicchierone rosso con la scritta Coca-Cola.


Questi ragazzi, che si spostano su scooter nuovi di zecca, sempre ben vestiti e con un look curato fin nei minimi dettagli, abbronzati d’estate così come d’inverno, non risultano troppo simpatici a tanti loro coetanei, che vedono in loro il simbolo della superficialità. Scoppia, così, la cosiddetta «guerra delle Timberland e dei Moncler», che vede opporsi i paninari da una parte, e i dark e i metallari dall’altra. Questi ultimi tendono veri e propri agguati ai paninari, sfilando loro scarpe e piumino, preziosa refurtiva, emblema di una società ricca, basata su valori effimeri. Ci vuole ben altro, però, per scalfire la fede paninara, continuamente alimentata da video musicali, trasmessi senza sosta dalla nascente VideoMusic, che si pone l’ambizioso obiettivo di sostituirsi a radio e juke-box.

Nel febbraio 1986 succede un fatto forse inaspettato per gli stessi paninari. Protagonista è di nuovo un gruppo inglese, composto dalla coppia Neil Tennant e Chris Lowe, alias Pet Shop Boys. Il duo è a Milano per registrare alcune apparizioni televisive e resta a dir poco folgorato dalla moda che impazza per il capoluogo. Dopo aver «saccheggiato» ogni singolo negozio di abbigliamento che esponga in vetrina i tipici simboli del trend paninaro, i due si dichiarano pronti a sfidare i Duran Duran a colpi di hit, cominciando con il dedicare un brano ai loro beniamini, intitolato, neanche a dirlo, «Paninaro».



Come ogni tendenza che si rispetti, anche la moda paninara volge alla sua conclusione intorno alla fine degli anni Ottanta. C’è chi fa coincidere il suo declino con la partenza per il servizio militare, nel 1989, di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che all’inizio della sua carriera si fa notare grazie a canzoni leggere quali «Siamo o non siamo un bel movimento?» e «E’ qui la festa?». Altra star che si vota alla causa paninara, è la milanese Jo Squillo, ragazza ribelle che dopo aver tentato di emulare lo stile del gruppo dark Siouxie and the Banshes, si converte a un genere più commerciale.

Qualche tempo fa la discoteca C-Side di Milano ha aperto le porte ai vecchi «galli», rispolverando dischi di Den Harrow, Tom Hooker, Jimmy Sommerville e Righeira. Se vi capita di incrociare distinti signori, che vestono magliette Americanino, piuttosto che giubbotti Schott, e celano lo sguardo dietro un paio di occhiali Ray-Ban, niente paura: sono solo i paninari che sono in libera uscita per le strade della città. E se siete paninari doc, presentatevi tutti i venerdì al C-Side (via Castelbarco 11, fino al 27 maggio) con tanto di abbigliamento anni '80, e riceverete un trattamento speciale.


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tranne l'errore sulla data, i paninari nel 1985 esistevano già da 3 anni, l'articolo è abbastanza preciso.
 

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Milano
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Discussion Starter · #8 ·
Io invece uno dei primi ricordi di Milano (io sono del 1972), è un giro in centro con mio padre e ci siamo imbattuti in una manifestazione di femministe. Forse una delle ultime... sarà stato il '75.

Mi ricordo ancora quando alla Darsena arrivavano le Chiatte con la sabbia...

Mi ricordo il Motta in via Manzoni...

Il "Paradiso dei giocattoli" un negozio su tre piani in via Dante... adesso farebbe ridere, ma all'epoca un solo negozio di tre piani tutto dedicato ai giocattoli era un sogno...soprattutto se si era bambini!!!
 

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Ciclista Metropolitano
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Thelème said:
chi si ricorda i navigli lungo l'omonima cerchia? ahh scusate ho letto '700 invece di '70... scusate :D
Certo che anche un bel 3d storico sui navigli milanesi non sarebbe male........ :)

Caspita io ho pochi ricordi di posti particolari a parte il luna park alle varesine..... :sleepy: quello che ricordo bene erano i pomeriggi al cinema in centro, ora va di moda il multiplex ma li c'era tutta un'altra atmosfera...abitavo in gioia e la M3 era ancora in costruzione....si prendeva il mitico 1 in lunigiana (ora c'è il 2) e si scendeva davanti alla scala.....cinemino in corso vittorio, bomboniere e goleador..... :sleepy: e poi un salto all'astra game naturalmente!!! :)
 

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si chiamavano Sabbioni le enormi chiatte che arrivavano dal Ticino in Darsena!
me le ricordo pure io, come anche tutte le benne e i vari macchinari montati su binari che c'erano lungo la darsena per la sabbia e la ghiaia.

quel negozio di via Dante me lo ricordo, come anche l'altro grande negozio multipiano di giocatoli che era in corso Vercelli: Cagnoni, che ha chiuso ormai da tanti anni.
 

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Kunst um der Kunst willen
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Io mi ricordo di San Siro senza terzo anello, qualcuno ha delle foto?

O anche Piazza Cadorna prima del restyling.
 

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Milano
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Discussion Starter · #12 ·
Eleinad76 said:
Io mi ricordo di San Siro senza terzo anello, qualcuno ha delle foto?
Io ho delle foto della costruzione del terzo anello... ero sotto quando le gru della Belleli facevano salire le enormi travi... spettacolare!!!

MI ricordo ancora il Palasport e ricordo di esserci anche entrato in qualche occasione.

Adesso comunque mi attrezzo di scanner e qualche vecchia foto riesco a postarla (settimana prossima, fra due ore ho un treno per Roma...).
 

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No More Italian Mod
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Eleinad76 said:
Io mi ricordo di San Siro senza terzo anello, qualcuno ha delle foto?
Ecco San Siro senza terzo anello (sullo sfondo) con in più la foto del vecchio Palazzetto dello Sport prima che venisse demolito a causa della nevicata dell'85

 

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Io ci ho visto vincere l'ULTIMO scudetto di uno certa squadra quando il 3° anello era ancora in costruzione....
comunque la prima partita che ho visto in vita mia è stata un Milan-Cesena 3-0 del 75.
me la ricorda per l'emozione di andare allo stadio...anche se il nonno milanista mi portò a vedere...la squadra sbagliata.
ovviamente tifavo per il Cesena...
 

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GENIUS LOCI said:
Ecco San Siro senza terzo anello (sullo sfondo) con in più la foto del vecchio Palazzetto dello Sport prima che venisse demolito a causa della nevicata dell'85


madonna che tristezza vedere il palazzone....3 anni di abbonamanto al Billy....i derby con i canturini e i varesotti.....ahhhhhhhhhhh!!!!
dov'è l'idiota che ha fatto i calcoli del cemento armato...dov'è.....
 

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Kunst um der Kunst willen
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Se non sbaglio i Pet Shop Boys fecero il video della canzone "Paninaro" nella zona di San Babila.
 

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Milano
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Discussion Starter · #18 ·
MI ricordo anche il giorno dell'inaugurazione della Linea 3, credo fosse il 2 o il 5 maggio del 1990. Ero così eccitato che avevo portato anche i miei compagni delle superiori ai quali non fragava praticamente nulla ma che poi vista l'atmosfera non li tenevo più. Ricordo anche che qualche giorno prima Brandirali, che all'epoca era all'opposizione (cambiano i tempi, ma non i metodi) pur di non far inaugurare la metro (eravamo sotto elezioni comunali) fece un ricorso lampo adducendo la motivazione (forse giusta9 che i lavori non erano finiti... avrei voluto strozzarlo. Sono passti 16 anni, ma Brandirali me lo ricorderò per sempre per questo episodio.

Sempre in tema di trasporti mi è tornato in mente quando per l'ennesima volta erano finiti i soldi per il Passante (tempo dopo scoprimmo che non erano finiti... ma erano finiti nelle tasche di qualcuno...altra storia) e che si annunciò che i lavori sarebbero stati definitivamente abbandinati e che il cantiere poteva servire per fare dei corsi in loco algi studenti del Politecnico. Ho pianto un pomeriggio...
 

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me lo ricordo pure io.
Pillitteri volle a tutti i costi inaugurare la M3 nel tratto Duomo-Repubblica (4 fermate) che non servivano praticamente a nulla, perchè da lì a pochi mesi sarebbero iniziati i mondiali di Italia 90!

e mi ricordo diverse volte in cui i soldi del Passante finirono da altre parti.
una clamorosa è di un governo Andreotti dove con un mini-emendamento nascosto chissà dove, i soldi per il Passante finiro in Irpinia....De Mita...la MAGNA Grecia...

e a dirla tutta mi ricordo anche i vecchi progetti presentati dal Corriere della MM3.
per anni doveva fare Centrale-Duomo (come è adesso) e poi al posto di andare giù a Porta Romana e fino a San Donato, andare dritta a Sud lungo via Torino-Ticinese-Montegani-Missaglia-Gratosoglio.....Rozzano...e mi ricordo che allora c'era un oscuro palazzinaro che stava faticosamente tentando di vendere gli appartamenti della sua speculazione immobiliare a Basiglio dicendo che la MM3 sarebbe lì arrivata!

...ma come si chiamava...ma come diavolo si chiamava...
e il bello è che quasi ci riuscì!
 

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Mi è tornato in mente che vicino all'arena all'ingresso del parco sempione c'era un mini micro luna park con le motorette e amenità simili.
 
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