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Tratto dal nuovo Piano di Governo del Territorio:



I grandi progetti di interesse pubblico

La qualita’ futura del vivere a Milano e’ stata impostata dal Piano attraverso 15 grandi progetti di interesse pubblico.
Il Documento di Piano avanza, attraverso l’indicazione di alcuni importanti temi d’interesse collettivo per la città, un programma aperto per 15 grandi trasformazioni pubbliche da avviare all’interno di Milano nei prossimi anni, veicolato da una sorta di “dispositivo urbanistico”, flessibile ed aperto, finalizzato a suggerire idee complessive di grande respiro e scala d’azione, e a loro volta capaci di:
· innescare dibattiti pubblici, costruttivi e ampiamente partecipati;
· stimolare la predisposizione di concorsi e competizioni in ambito pubblico;
· indirizzare le trasformazioni e le risorse derivanti dagli sviluppi privati;
· attivare percorsi di sussidiarietà concreta nell’interesse dei milanesi.



Ecco i 15 progetti:






Passeggiata Urbana dei Bastioni

Il progetto della “Passeggiata Urbana dei Bastioni” prevede di trasformare la Cerchia dei Bastioni in un vero e proprio
green ring, dove accanto all’area dedicata al flusso automobilistico si sviluppa un vero spazio pubblico per passeggiare.
La Cerchia diventa la struttura da cui si irradiano i Raggi Verdi, a sottolineare come le porte storiche della città siano ancora significative per il futuro della città.








Ring dei Viali delle Regioni

Con la sua ampia sezione, il “Ring dei Viali delle Regioni” rappresenta un’occasione straordinaria per immaginare un sistema pubblico di circle capace di connettere giardini urbani esistenti, di individuare sul suo tracciato luoghi di centralità dove posizionare funzioni di interesse pubblico, servizi di quartiere, grandi servizi, luoghi simbolici per la vita pubblica della città. Il sistema dei Viali delle Regioni, offre l’opportunità di dotare Milano di un esercizio di trasporto pubblico innovativo (tram sospeso, sistema di trasporto elettrico, cabinovie, etc.) e trasformare questo sistema circolare in un grande boulevard urbano ricco ed efficiente.









Parco delle Cascine

Il PGT immagina nel territorio del Parco Agricolo Sud Milano, compreso tra l’area di San Cristoforo e l’area di Ponte Lambro, un grande parco agricolo produttivo, il Parco delle Cascine, denso di servizi e possibilità ricreative. Ciò
consentirebbe di riqualificare le porzioni di paesaggio più degradate e di immaginare un ricco programma funzionale (produttivo, ecologico, didattico, alimentare, ricettivo, energetico): un grande parco pubblico produttivo e sostenibile.








West Park dell'Intrattenimento

Attraverso il progetto del West Park dell’Intrattenimento si intende estendere la vocazione all’intrattenimento e all’offerta di attrezzature per il tempo libero alla porzione di territorio ad ovest della città, sottolineando e incrementando un carattere già esistente dato dalla presenza, oltre che del parco di Trenno e parco delle Cave, di grandi strutture di servizio, destinati ad accogliere grandi eventi (Stadio Meazza, il PalaSharp, il Lido).








Parco Sport del Lambro

Il tema del progetto il “Parco dello Sport del Lambro” è duplice; da un lato, un disegno caratterizzante per il Parco del Lambro, come unico sistema ambientale; dall’altro, la rifunzionalizzazione di un intera porzione di territorio, indotta dalla futura trasformazione della tangenziale est in strada urbana (per effetto della realizzazione della “Est-Est”).









Filo Rosso e Raggi Verdi

Il Filo Rosso è un percorso ciclabile circolare di 72 km lineari, che insieme ai più di 150 km che attraverseranno Raggi Verdi ed Epicentri, disegna la nuova rete continua di percorsi ciclabili della città di Milano, e mette a sistema tutti i
frammenti verdi della corona peri-urbana.








Arco Verde dei Giardini Lombardi

Il progetto dell’Arco Verde, definito dei Giardini Lombardi, disegna un lungo corridoio ambientale (parco lineare) che, dal territorio esterno, penetra a Quarto Oggiaro, s’incunea sino a Garibaldi Repubblica, risale lungo la Stazione Centrale, fino all’area di Greco, per fuoriuscire dai confini amministrativi del Comune di Milano, nei pressi dell’area Bicocca, verso Sesto San Giovanni.








Circle Line del Ferro

Il PGT prevede una rete di trasporto su ferro - Circle line del Ferro - che metta a sistema le diverse radiali milanesi e faccia da supporto agli ambiti di trasformazione.









Porte Verdi del Lambro

L’obiettivo del progetto “Le porte verdi del Lambro” è di rendere più accessibile alla città il grande sistema ambientale del Lambro, aumentandone in modo esponenziale il potenziale di utilizzo e fruizione. L’idea del progetto è quella di estendere alcuni viali e “boulevard” alberati oltre la ferrovia, attraversandola con ponti o sottopassi, per poi riconnetterli come spine sino al Parco Lambro.









Rotonde per l'Arte

Il contesto del progetto denominato le Rotonde dell’Arte riguarda la parte ovest della città di Milano, dove le grandi piazze a forma di stella si trasformano in salotti di quartiere in grado di caratterizzare in termini vocazionali, tutta un’area geografica di Milano.








Greenway Sud

L’ambito di progetto della Greenway Sud comprende alcune aree FS in prossima dismissione, le aree pubbliche di giardini urbani già esistenti ed in programmazione, oltre che, ovviamente, il sistema lineare compreso tra il sedime della ferrovia e Viale Tibaldi, Isonzo, Toscana.








L'Interquartiere, una strada parco lungo i luoghi della Ricerca

L’Interquartiere, una Strada Parco attraverso i luoghi della Ricerca, risulta essere un asse trasversale a cui si appoggiano alcune delle centralità ed eccellenze del sistema terziario milanese (Expo 2015, nuovo Sacco, Bovisa Politecnico, Bovisa Science Park, Niguarda, Bicocca Università Statale, ospedale e centro ricerca San Raffaele), e contemporaneamente attraversa vari quartieri (nuclei di identità locale) confrontandosi con differenti realtà e differenti strategie, proprie della microprogettualità.








La ronda, una strada parco tra le porte del sud

La ronda, una strada parco che attraversa la parte sud della città, si pone come uno degli interventi tesi alla fluidificazione della rete per quanto riguarda il trasporto individuale, che interessa la parte meridionale del territorio comunale milanese.
L’obiettivo del progetto è di mantenere una sezione costante per il flusso carrabile, adattandola a spazi e contesti differenti, a seconda dei quartieri attraversati.








Fiume di Milano

Il Fiume di Milano è un progetto che si pone l’obiettivo di valorizzare il complessivo sistema delle acque a Milano, di collegare, come il corso di un lungo fiume (suddiviso in due Vie d’Acqua), l’area Expo alla Darsena e l’area Melchiorre Gioia a Monluè.









Boulevard Monumentale del Sempione e Boulevard Commerciale Buenos Aires/Padova

Il sistema dei Boulevard Metropolitani (Monumentale del Sempione e Commerciale Buenos Aires – Padova) rientra in un progetto più ampio, dove allo studio dell’aspetto infrastrutturale si aggiunge lo studio dello spazio pubblico; le strade vengono considerate non solo come luogo dello spostamento ma anche della sosta e della fruizione dello spazio pubblico. Il progetto punta decisamente a trasformare i due boulevard in due shopping strips contemporanee attraverso un disegno unitario degli spazi aperti, soprattutto pedonali, e dell’illuminazione pubblica.

 

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Anche a me sembrano le elucubrazioni senza molta consistenza di qualche bambolo markettaro.... Pero' magari dedicandogli attenzione sono progetti brillanti.

Ma il Parco Lambro ha conquistato il Parco Forlanini? Non c'era un altro progetto, li? Ah.... Parco del Lambro e' una cosa diversa?

Ma e di Fiume Milano vogliamo parlare?

Non e' sempre li?

Ma poi con le Porte Verdi del Lambro parlano di nuovo di Parco Lambro e non di Parco del Lambro....

Se continui a riscaldare la stessa minestra e a ritagliare in vario modo gli stessi spezzoni di territorio dandogli nomi piu' o meno immaginifici... ci vuole poco a farne dozzine di progetti...
 

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L'Imperatore Perverso
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L'Interquartiere, una strada parco lungo i luoghi della Ricerca

Che cosa è una strada parco?
ma perchè non chiamare le cose con il loro nome? E' chiaro che qui sotto si sente puzza di bruciato....
 

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Posto un interessante articolo apparso su l"Espresso come 'riassunto' del nuovo Piano.

L’Espresso, 16 luglio 2009
Milano 2030: la città oltre l'Expo
di Arosio, Enrico


Un Comune cresciuto di 300 mila abitanti, fino a 1,6 milioni, senza ulteriore consumo di suolo. Non più tre, non più cinque, ma ben dieci linee di metropolitana. Un sistema di otto Raggi verdi ciclopedonali per raggiungere l'anello dei parchi periurbani. Venticinque diverse aree in trasformazione, tra spazi residuali, ex fabbriche, ex caserme, ex stazioni ferroviarie. Concentrazione di tribù creative e giovanili tra Porta Genova e i Navigli. Il ritorno dell'attività agricola dentro ai confini comunali, visione adattata al XXI secolo di un romanticismo alla Carlo Porta, quando nei salotti si parlava dei bachi da seta oltre che degli austriaci da cacciare. Un libro dei sogni per Milano?

Detto così, non è difficile far dell'ironia: la città oggi è dinamica, benestante, colta ma inquinata, trafficata, insalubre, punitiva per giovani e poveri, sempre meno ospitale verso gli stranieri e gestita da una giunta Moratti politicamente poco compatta e claudicante tra i ritardi e i black out informativi sull'Expo 2015, la presunta panacea di tutti i mali. No, gli esempi anzidetti non riguardano la città di oggi. Riguardano la Milano del 2030. Sono alcune delle linee strategiche contenute nel nuovo Pgt, il Piano di governo del territorio. Uno strumento urbanistico lungamente atteso (era dal 1980, 29 anni fa, che la città non varava un Piano regolatore, e a dirla tutta quello era una "variante generale" al Piano del 1953) e non ancora noto all'opinione pubblica. Perché ne parliamo su "L'espresso"? Per tre motivi: perché Milano interessa tutti noi, essendo il principale collante tra l'Italia e l'Europa (nel dubbio attaccarsi alle Alpi, raccomandava Ugo La Malfa), con una massa critica economica, creativa e di ricerca tuttora senza pari nel Paese; perché la giunta Moratti, dopo il primo confronto, si appresta a lanciare (previo dibattito consiliare e un'auspicata discussione pubblica) un documento d'indirizzo che individua le linee di sviluppo di Milano nei prossimi vent'anni; perché, infine, abbiamo avuto modo di conoscere la parte progettuale del Pgt, il cosiddetto documento di piano, prima della presentazione ufficiale.

Anche se di questo si è iniziato a discutere in un paio d'occasioni: a giugno all'Urban Center, su Milano e Parigi a confronto, e ai primi di luglio in un incontro che ha visto insieme, in spirito dialogante, la Fondazione per la sussidiarietà e la Fondazione Italianieuropei, l'assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli, l'onorevole Maurizio Lupi per il governo e il democratico Carlo Cerami per l'opposizione. Il documento di piano è stato realizzato, su input dell'assessorato, da un gruppo di professionisti giovani e di esperienza internazionale, lo studio Metrogramma (architetti Andrea Boschetti e Alberto Francini) in coordinamento con l'Ufficio del Piano del Comune.

CRESCITA SOTTO CONTROLLO
Di quale Milano parliamo? Della città amministrativa: oggi 1,3 milioni di abitanti. Non ancora della città metropolitana, o Grande Milano, che a seconda degli studi comprende da 3,5 a 6 milioni di persone. La Milano di oggi è una città di pendolari e city users, in cui ogni mattina entrano 650 mila automobili. Ha una densità di oltre 7 mila abitanti al chilometro quadrato, tre volte e mezzo quella di Roma (ma la metà di Barcellona). Ospita 180 mila stranieri residenti (30 mila i soli filippini), ma nello scorso decennio ben 230 mila abitanti se ne sono andati nell'hinterland o altrove, la gran parte giovani e persone nel pieno dell'età produttiva.
Nel Pgt si conferma l'indirizzo della città attrattiva, che vuole riprendere a crescere dopo il calo demografico iniziato nel 1975, che è uno dei punti fermi della linea Moratti-Masseroli. Crescere, sì, ma come? Cementificare (come recita la vulgata d'opposizione) o densificare (come vuole il galateo dell'urbanistica internazionale)? Boschetti e Metrogramma ragionano su un'ipotesi di crescita consistente (seppure inferiore alla recente sparata dell'assessore Masseroli sui 700 mila abitanti in più grazie agli accresciuti indici di edificabilità): oggi i milanesi sono 1,3 milioni; l'obietivo è portarli a 1,6 in vent'anni. Alzando gli indici di edificabilità, ma senza ulteriore consumo di suolo: il consumo è oggi al 73 per cento del territorio; si vuole addidittura scendere, al 65. Può sembrare un paradosso: come si fa a ridurre il consumo di suolo se gli abitanti crescono? Vediamo.

SOTTO UN'ATTENTA REGIA
Il Pgt parla di riqualificazione. È come se la città fosse stata concettualmente divisa in una mappa di pieni e di vuoti, e si sia analizzato come dare nuovo senso ai vuoti (spazi residuali, aree in dismissione: industriali, ferroviarie, militari) senza costruire, allargandosi in orizzontale, come si è fatto finora. È chiaro che gli appetiti dei privati (a Milano i protagonisti sono noti e potenti: da Hines a Ligresti, da Cabassi alle Coop) spingono verso la deregulation.
Il Pgt è anche una camera di compensazione. Dà spazio ai privati, che hanno il capitale, ancorché risicato, ma mantiene una regia. Costruire non sarà solo, come vuole certa demagogia "di sinistra" o " di quartiere", l'arrembaggio del cemento, alias grattacieli e centri commerciali, argomento debole in tempi di perdurante recessione. L'intento è di riprogrammare Milano, come si esprime Boschetti, secondo una "dorsale continua e permeabile di città pubblica". In parole semplici, a Milano urge promuovere e riqualificare spazi civici, piazze, zone pedonali, parchi, boulevard alberati, piste ciclabili.

25 AREE STRATEGICHE
La Milano verso il 2030 si dovrebbe organizzare per aree di trasformazione urbana . Sono circa 25 aree, collegate da sei o sette cosiddetti epicentri che ne diffondano gli effetti in forma di servizi ai cittadini. La rinascita dello spazio pubblico in senso reticolare è un modello tipicamente europeo di questi anni: si pensi a Londra, Berlino, Barcellona, Lione, Rotterdam. L'esatto contrario, si può dire, del modello Dubai (che forse ispira alcuni dei grandi operatori immobiliari), basato su landmark architettonici, edifici simbolo di valenza promozionale. Di queste aree strategiche alcune sono già in trasformazione oggi ( Bovisa, Farini, Lambrate, Rogoredo) altre sono zone di sviluppo futuro, come l'Expo al confine con Rho, o San Siro, o le stazioni di Cadorna e Porta Genova.
Aree di trasformazione saranno le vecchie caserme (un solo esempio: nella caserma di via Mascheroni si trasferirà l'Accademia di Brera), ma anche il carcere di San Vittore. E chissà se traslocherà il Palazzo di Giustizia. Questo modello organizzato per reti di servizi potrebbe seguire anche vocazioni specifiche. Ricerca e università alla Bovisa; sport e spettacolo a San Siro; università a Città Studi-Lambrate; creatività giovanile a Porta Genova-Navigli.
Contemporaneamente il Piano ragiona in piccolo, sulla scala locale. Con i cosiddetti Nil, Nuclei di identità locale. C'è una mappa che mostra Milano come un tessuto maculato: 88 macchie, 88 quartieri da promuovere, arricchire di funzioni in una logica di prossimità. Perché si sa: c'è la città veloce, degli assi di attraversamento, e la città lenta, di piazze, quartieri storici, zone pedonali, dove ancora - è l'umanesimo italiano - ci si parla, ci si conosce, ci si aiuta.

COME MUOVERSI
Tema drammatico, per i milanesi. Oggi, oltre all'Ecopass (da migliorare), il Comune ha implementato gli ecobus e le tre linee di metrò, 75 chilometri attualmente, con indici di utilizzo crescenti (buona prova della gestione Moratti). Ma la nuova metropolitana M5 è a inizio cantiere, la M4 ai nastri di partenza ma solo in parte finanziata, la M6 persa nelle nebbie dell'Expo (cattiva prova). Lo scoop del Pgt è di quelli davvero onirici, in un Paese dal debito pubblico stellare: prevede sino a dieci linee di metrò in totale, le nuove in prevalenza radiali o tangenziali rispetto al centro. La seconda novità è la previsione di una rete ferroviaria circolare, una sorta di Circle line il cui tratto a ovest andrebbe chiuso con una metrotramvia, e una decina di nuove stazioni urbane. La terza, due nuovi assi attrezzati a sviluppo est-ovest: uno settentrionale, l'Interquartiere, dall'Expo all'ospedale San Raffaele; e uno meridionale, la Ronda del parco, da San Cristoforo a Santa Giulia-Rogoredo, tangente al Parco Sud.

FRA RAGGI E ANELLI VERDI
Se c'è una questione, diversamente da certi interventi di real estate pesante (vedi City Life), dove c'è maggior consenso tra maggioranza e opposizione, è il tema del verde. Sinistra e ambientalisti da tempo lanciano l'allarme sulle mire cementizie intorno al Parco Sud. Ma sull'idea di un Anello verde (i parchi periurbani) o sugli otto Raggi verdi, proposti da diversi soggetti, tra cui gli urbanisti del Politecnico e professionisti come Andreas Kipar o Stefano Boeri, il consenso è diffuso.
I Raggi verdi sono percorsi prevalentemente alberati per pedoni e ciclisti che dalla cerchia dei Bastioni si irradiano sino ai parchi di cintura. In tutto, il Pgt ipotizza sino a 250 chilometri di piste ciclabili, oggi un sogno, domani chissà. Nei quadranti sud e ovest il sistema dei parchi attende solo di essere sviluppato e collegato, altrove sarà lotta dura con proprietari e speculatori. Il Pgt, come peraltro lo schema individuato dal comitato di architetti dell'Expo, da Slow Food, dalle associazioni ambientaliste e agricole, vuole favorire il ritorno dell'attività agroalimentare nel Sud Milano. Il Comune e la Provincia, a prescindere dall'assai reclamizzata iniziativa a favore del verde di Claudio Abbado, hanno già iniziato a piantare decine di migliaia di alberi.

15 GRANDI PROGETTI PUBBLICI
Il Pgt è uno strumento nato da una legge regionale, la 12/2005 della Regione Lombardia. Ovviamente non contiene alcuna indicazione su chi debba costruire cosa. Tuttavia si ipotizzano 15 grandi progetti di interesse pubblico, indipendentemente dalle risorse finanziarie disponibili. Ne anticipiamo alcuni: la Passeggiata urbana dei Bastioni; la Circle line del ferro (citata sopra); il West park dell'intrattenimento tra Boscoincittà, Cave, Trenno e San Siro; il Filo rosso dei parchi periurbani, 72 chilometri ciclabili a sviluppo circolare collegati con i Raggi verdi. Oggi, anche soltanto un paio di queste idee ci sembrano, come si diceva, da libro dei sogni. Ma di qui al 2030, avendo a disposizione uno strumento forte, non ideologico, il più possibile condiviso tra diverse aree politiche, perché impedirci di sperare? La città di Ambrogio, con sette università e 180 mila studenti, è un laboratorio di idee assai vivace. Fatica a diventare politica e a tradursi in opere, è vero. Ma una Milano più europea può tornare a ispirare la parte moderna e viva dell'Italia.
 

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oggi i milanesi sono 1,3 milioni; l'obietivo è portarli a 1,6 in vent'anni. Alzando gli indici di edificabilità, ma senza ulteriore consumo di suolo: il consumo è oggi al 73 per cento del territorio; si vuole addidittura scendere, al 65. Può sembrare un paradosso: come si fa a ridurre il consumo di suolo se gli abitanti crescono?
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Credo che qualunque forumista medio di SSC abbia un'idea ben precisa in proposito.
 

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suburban bishop
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Effettivamente Milano ora non è una città per chi vuole nascere e crescere ma ha dalla sua solo beni immateriali.

Molto in generale...
Se sei giovane, intelligente e volenteroso ma squattrinato: cazzi tuoi, vai a stare a Vimercate.
Se hai 60 anni e non sai fare nulla di particolare ma sei pieno di soldi, benvenuto!

Berlino, Londra e Parigi sono molto più young-friendly di Milano secondo me.

Bisogna stare attenti a non depauperare la città di quello che è più importante nelle società umane, la vitalità e lo spirito d'iniziativa, pensando di sostituirli con i conti in banca.
 

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Милан ミ&#1252
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Berlino, Londra e Parigi sono molto più young-friendly di Milano secondo me.
Ok per le altre due (in particolare Berlino), ma Londra non mi sembra proprio young-friendly, anzi. Il costo delle case in zone intermedie (tra centro e hinterland) a Londra è pari o superiore a quello di Milano. Le zone più accessibili sono o a sud, ma in quartieri non proprio belli o nell'immediato hinterland. Più o meno come a Milano. :)
 

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suburban bishop
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Ok per le altre due (in particolare Berlino), ma Londra non mi sembra proprio young-friendly, anzi. Il costo delle case in zone intermedie (tra centro e hinterland) a Londra è pari o superiore a quello di Milano. Le zone più accessibili sono o a sud, ma in quartieri non proprio belli o nell'immediato hinterland. Più o meno come a Milano. :)
Hai ragione... l'ho messa più che altro per le infinite opportunità che offre e l'internazionalità che la permea, ma in effetti aver una corposa carta di credito è più che utile per alloggiare a Londra.
 

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@JLP:Costruire in verticale????

Non mi sembra difficile come risposta.

Parlo perfettamente Italiano, Spagnolo ed Inglese, ma mi sfuggiva che Skyscrapercity voglia dire citta' dei grattacieli!
Grazie davvero Lovemilano. Senza il tuo suggerimento, non ci sarei mai arrivato! :lol:


??????????????????????????????????????????????????????
???Ho mai dato segnali di non apprezzare i grattacieli????
??????????????????????????????????????????????????????

Quando ero pischello ('sbarbato', in fiorentino) sostenevo che a Milano si dovesse costruire un grattacielo, uno solo, ma altissimo. Cosi' la citta' si sarebbe riempita di turisti.
Erano gli anni in cui si presentavano i deliri di 1200m per la baia di Tokyo ed in cui in Italia apparse sull'Arca un progetto dove due altissime torri coronavano il Boulevard del Sempione (C.so Sempione). Di questo progetto si sono perse le tracce. Anzi, se qualcuno ha del materiale, per favore lo condivida.
 

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Keep your head
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Parlo perfettamente Italiano, Spagnolo ed Inglese, ma mi sfuggiva che Skyscrapercity voglia dire citta' dei grattacieli!
Grazie davvero Lovemilano. Senza il tuo suggerimento, non ci sarei mai arrivato! :lol:


??????????????????????????????????????????????????????
???Ho mai dato segnali di non apprezzare i grattacieli????
??????????????????????????????????????????????????????

Quando ero pischello ('sbarbato', in fiorentino) sostenevo che a Milano si dovesse costruire un grattacielo, uno solo, ma altissimo. Cosi' la citta' si sarebbe riempita di turisti.
Erano gli anni in cui si presentavano i deliri di 1200m per la baia di Tokyo ed in cui in Italia apparse sull'Arca un progetto dove due altissime torri coronavano il Boulevard del Sempione (C.so Sempione). Di questo progetto si sono perse le tracce. Anzi, se qualcuno ha del materiale, per favore lo condivida.
inutile che te la prendi, hai fatto un'affermazione risibile (come si fa ad aumentare la popolazione riducendo il consumo del suolo)

Ti è stato risposto: andare in verticale vuol dire aumentare in generale la densità e l'altezza del costruito, non solo grattacieli

A domanda risposta, la tua reazione è infantile e scomposta
 

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inutile che te la prendi, hai fatto un'affermazione risibile (come si fa ad aumentare la popolazione riducendo il consumo del suolo)

Ti è stato risposto: andare in verticale vuol dire aumentare in generale la densità e l'altezza del costruito, non solo grattacieli

A domanda risposta, la tua reazione è infantile e scomposta
Me la prendo si!
Se avessi letto bene (e come te Lovemilano), ti accorgeresti che ho solo postato un articolo dell'Espresso. Questo non vuol dire che sia la mia opinione!
Se poi si evita di leggere gli articoli lunghi, pero' si sparano sentenze...............


PS - Si crede che uno dei problemi che crea la dipendenza da internet, e' la superficialita' nella lettura. Questo si che e' infantile.
 
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