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MILANO | Museo del risorgimento

2401 Views 3 Replies 4 Participants Last post by  alalgio
http://www.museodelrisorgimento.mi.it/

http://milano.corriere.it/milano/no...ibaldi_restauri_bonazzoli-1601446105344.shtml

Tra novità «visuali» e spazi colorati, cimeli Tra cui il mantello di Napoleone re d’Italia

E Garibaldi dice: «C’è posto per mille»

Il ritratto animato dell’Eroe invita chi entra al Museo del Risorgimento, riaperto dopo un anno di lavori


Dopo quasi un anno di la*vori e 120mila euro di spesa, il Museo del Ri*sorgimento riapre con un nuo*vo allestimento che, rispetto al*l’ultimo risalente a soli undici anni fa, assegna più spazio alle Cinque giornate di Milano (sot*traendolo alla rivoluzione napo*leonica), appare meno affastel*lato (ma era bella la precedente abbondanza di oggetti, che da*va l'impressione di entrare nel*la vecchia casa di un cultore di cimeli) e con nuovi colori alle pareti che vanno dal rosso per le stanze dedicate alle battaglie al rosso, bianco e blu per il pro*logo francese, al grigio dove si raccontano la restaura*zione e la prigionia dei patrioti, compresa la ri*costruzione della cella di Silvio Pellico.

Il parquet al pavi*mento (che sostituisce la precedente palladia*na) contribuisce al*l’aria un po’ internazio*nale e didattica che ha ora assunto. A tutto questo si aggiunge il sonoro che accompa*gna il visitatore nei punti salien*ti del percorso cronologico (dal 1796 al 1870), a cominciare dal cortile dove, prima della bigliet*teria, un ritratto animato di Ga*ribaldi, muovendo la bocca, in*cita a fare in fretta perché c'è posto solo per i primi mille. I bambini ne saranno entu*siasti, meno gli adulti. Il museo non è né grande (350 i pezzi esposti) né spettacolare, ma of*fre alcuni preziosi cimeli da «fe*ticisti» come per esempio la di*visa blu dentro cui morì a 24 an*ni (il foro della pallottola è per*fettamente visibile) il milanese Luciano Manara lottando per la Repubblica romana, dopo aver partecipato alle Cinque giorna*te di Milano. Ma emozionante è anche la scrivania dove Mazzini lavorava durante il soggiorno a Lugano, o il poncho sudameri*cano che Garibaldi indossò nel*la spedizione dei Mille nonché il calco della sua mano robusta e tozza. E poi la campana del Broletto che richiamava i mila*nesi alla lotta, battuta così forte a martello che si fratturò, come si vede bene.

Un posto d'onore, in una grande bacheca in vetro, occu*pa poi ciò che resta della ban*diera tricolore issata sul Duo*mo da Luigi Torelli il 20 marzo 1848 per segnalare alla città e al contado che Milano era insorta. Incredibile anche il fogliettino originale con cui da Milano si chiedeva «Al popolo di campa*gna» di presidiare le strade di accesso alla città: veniva invia*to tramite piccole mongolfiere di carta che cadevano a terra su*perando così i controlli della po*lizia austriaca. Fra gli oggetti più curiosi una valigetta con tutto il neces*sario per operare sul campo di battaglia, ovviamente senza anestesia, e l'ambulanza, simile a un carro per il fieno, pratica*mente una barella di legno con grandi ruote con l'unico comfort di un paravento sulla testa.

Anche la prima sezione, quella napoleonica, vanta tre pezzi forti: il primo Tricolore, conferito da Napoleone ai lom*bardi che si arruolarono nel**l’esercito dei rivoluzionari nel 1796 con il motto «Uguaglianza o morte», e il mantello verde che Napoleone indossò per la cerimonia di incoronazione a re d'Italia nel Duomo di Milano (ricreata con animazione tridimensionale e sonora) nonché la corona (cui purtroppo sono state sottratte due pietre preziose). «Il lascito di Napoleone agli italiani fu l'idea di nazione, anima delle lotte del Risorgimento», dice il direttore Roberto Guerri che ha allestito il museo con l'architetto Massimo Simini. «C'è una pagina di Catta*neo che parla dei giovani dai di*versi dialetti italiani che per la prima volta si ritrovarono uniti sotto il Tricolore qui conserva*to».
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Un bel museo, lo visitai tanti anni fa.

Ma i musei storici in Italia sono ancora pensati come raccolte di cimeli di sacralità laica. Devono diventare più didattici, multimediali, quasi immateriali.

bisogna uscirne sapendone di più, come dopo aver letto un libro non banalizzante.
c'è una collezione spettacolare di gioielli
chissà se l'hanno esposta.....
Il museo del risorgimento fa parte del circuito musei del centro di Milano : www.museidelcentro.milano.it . Purtroppo hanno degli orari molto limitati . Penso che dovrebbero fare orario continuato e rimanere aperti almeno fino alle 24.00 , così potrebbero anche dare lavoro a chi non ce l 'ha ( per i turni ) , oppure se proprio impossibilitati a utilizzare fondi supplementari , potrebbero avvalersi di volontari .
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