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Il Mulino di Vigentino sulla roggia Vettabbia.
Lungo la Vettabbia sorgevano numerosi mulini che sfruttavano la forza motrice dell’acqua. Solo nel tratto urbano, agli inizi del secolo scorso, si potevano incontrare sul suo corso, nell’ordine, il mulino di via Santa Croce, nei pressi di via Mulino delle Armi, il mulino del Gentilino nell’attuale via Col Moschin, e il mulino di Vigentino rappresentato in questa immagine, a valle della via Ripamonti. Quest’ultimo, denominato anche Molino di Vettabbia, era costituito da tre mulini denominati rispettivamente Mulino di Vigentino di sopra, di mezzo e di sotto, ai quali corrispondevano tre diramazioni della roggia. Tutti questi mulini furono demoliti nei primi anni del XX secolo, contestualmente alla realizzazione della nuova fognatura, perché risultavano di ostacolo allo smaltimento delle portate che dovevano essere smaltite durante i periodi di pioggia.

 

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Be', se non è lui ci assomiglia molto, se non fosse che la scriminatura dei capelli cambia parte:banana: Purtroppo nella seconda foto non si vedono le orecchie che sono sempre un segno abbastanza distintivo..
Ma vediamo un po': nel 1906 Beltrami aveva 56 anni (era nato nel 1854) e quell'epoca era sicuramente un uomo all'apice del successo, ricco e spesso residente a Milano; sicuramente era un uomo riconoscibile anche da un fotografo di passaggio (il modelle qui sembra un po' sorpreso di essere fotografato, non è esattamente in posa; leggeva il giornale e venne fotografato: scusi architetto, posso farle una foto?) I Bagni di Diana erano un ambiente esclusivo e raffinato e niente di più facile che il Beltrami li frequentasse. La forma del viso e del naso si assomigliano parecchio. Unica cosa stonata in un ricco signore che frequenta i Bagni sarebbero le scarpe impolverate e un po' "usate" ma immagino che i Bagni magari avessero anche dei vialetti in terra battuta o che 'architetto arrivasse da un cantiere, chissà. Però è vestito molto bene...
La foto ai Bagni si può anche comparare con questa che segue in cui le orecchie somigliano molto: l'unica roba è che il signore ai bagni non ha le spalle incurvate che si osservano nella altre due foto e che il suo sopracciglio destro, nella foto dei bagni, non ha quella carattersitica curvatura che si vede nelle due altre immagini:





Ho trovato questa foto con didascalia che riporta semplicemente "Bagno di Diana, primi del '900".

Ma secondo voi... non è Luca Beltrami?




Lui.

 

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Meta' di un'immagine stereoscopica, piazza Duomo primi del XX secolo (le Edison non hanno la veletta portanumero; il colore chiaro della cassa non deve ingannare, e' parte della livrea a tre colori bianco/giallo/nero, se si guarda sulla destra si vede la banda nera in basso). Da notare la cura delle aiuole.
 

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Il Mulino di Vigentino sulla roggia Vettabbia.
Lungo la Vettabbia sorgevano numerosi mulini che sfruttavano la forza motrice dell’acqua. Solo nel tratto urbano, agli inizi del secolo scorso, si potevano incontrare sul suo corso, nell’ordine, il mulino di via Santa Croce, nei pressi di via Mulino delle Armi, il mulino del Gentilino nell’attuale via Col Moschin, e il mulino di Vigentino rappresentato in questa immagine, a valle della via Ripamonti. Quest’ultimo, denominato anche Molino di Vettabbia, era costituito da tre mulini denominati rispettivamente Mulino di Vigentino di sopra, di mezzo e di sotto, ai quali corrispondevano tre diramazioni della roggia. Tutti questi mulini furono demoliti nei primi anni del XX secolo, contestualmente alla realizzazione della nuova fognatura, perché risultavano di ostacolo allo smaltimento delle portate che dovevano essere smaltite durante i periodi di pioggia.
Be', facciamoli vedere su una piantina d'epoca, perché l'elenco per iscritto non rende l'idea:



Dalla Pianta Vallardi di Milano del 1878. Ho tenuto una panoramica ampia per mostrare la zona fino a porta Vigentina. La strada Altaguardia esiste ancora, anche se ne è rimasto solo un tratto, e ha pure conservato il nome: via Altaguardia. Chissà che ne è stato della lavanderia Altaguardia, della cascina Altaguardia I, e di villa Nolli...
Notare che l'usanza di denominare le cascine di sopra e di sotto era all'epoca diffusa, tant'è vero che poco distante si trova anche una cascina Chiosso san Pietro di Sotto e di Sopra.
 

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Ma il "ciimtero abbandonato", che cimitero era??

Be', facciamoli vedere su una piantina d'epoca, perché l'elenco per iscritto non rende l'idea:



Dalla Pianta Vallardi di Milano del 1878. Ho tenuto una panoramica ampia per mostrare la zona fino a porta Vigentina. La strada Altaguardia esiste ancora, anche se ne è rimasto solo un tratto, e ha pure conservato il nome: via Altaguardia. Chissà che ne è stato della lavanderia Altaguardia, della cascina Altaguardia I, e di villa Nolli...
Notare che l'usanza di denominare le cascine di sopra e di sotto era all'epoca diffusa, tant'è vero che poco distante si trova anche una cascina Chiosso san Pietro di Sotto e di Sopra.
 

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Ho trovato questa foto con didascalia che riporta semplicemente "Bagno di Diana, primi del '900".

Ma secondo voi... non è Luca Beltrami?



una foto che avevo visto tempo fa da qualche parte, e che ricordo per il dubbio su quale fosse la definizione giusta tra "doccie" o "docce". magari van bene tutte e due. per me la scuola è un ricordo lontano...;)
 

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IGM della zona di Taliedo, Linate e Idroscalo, 1942. Si vedono bene le colline di sabbia in Piazza Ovidio.
Uhm, sei sicuro che sia proprio IGM?
Spiego il dubbio: a guerra già iniziata, e con problemi bellici ben più urgenti, mi sembra strano che l'Istituto geografico militare utilizzasse i propri velivoli per fotografare dall'alto il proprio territorio. Sono operazioni che si fanno in tempo di pace.
Mi sembra più plausibile che siano immagini scattate dai ricognitori della RAF.
 

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Niente di grave, l'ortografia muta negli anni. Oggi si scrive docce, prima doccie. http://etimo.it/?term=doccia&find=Cerca
Io scrivo provincie, oggi si scrive province.

Ho trovato questa foto con didascalia che riporta semplicemente "Bagno di Diana, primi del '900".

Ma secondo voi... non è Luca Beltrami?



una foto che avevo visto tempo fa da qualche parte, e che ricordo per il dubbio su quale fosse la definizione giusta tra "doccie" o "docce". magari van bene tutte e due. per me la scuola è un ricordo lontano...;)
 

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una foto che avevo visto tempo fa da qualche parte, e che ricordo per il dubbio su quale fosse la definizione giusta tra "doccie" o "docce". magari van bene tutte e due. per me la scuola è un ricordo lontano...;)
Non la definizione giusta, ma la grafia giusta. :preach:
Allora, secondo le regole dell'italiano attuale è accettata solo docce, senza la I. Va però ricordato che nell'Ottocento, e ancora ai primi del Novecento, era accettata anche la grafia doccie:

forse uscian, la notte,
le stelle, un poco, ad ascoltar per tutto
g
emer le doccie e ciangottar le grotte (Giovanni Pascoli, Italy)

P.S.: Uuups, battuto sul tempo! Ma io ho la citazione d'autore.
 

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Sì, ma poteva essere una licenza poetica... o una questione di metrica: doccie occupa tre sillabe se con dieresi sulla i; e poi quell' "Italy", che orrore!:banana:
forse uscian, la notte,
le stelle, un poco, ad ascoltar per tutto
g
emer le doccie e ciangottar le grotte (Giovanni Pascoli, Italy)

P.S.: Uuups, battuto sul tempo! Ma io ho la citazione d'autore.
 

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Non la definizione giusta, ma la grafia giusta. :preach:
Allora, secondo le regole dell'italiano attuale è accettata solo docce, senza la I. Va però ricordato che nell'Ottocento, e ancora ai primi del Novecento, era accettata anche la grafia doccie:

vedi a furia di bigiare ? grafia... non definizione. comunque era una curiosità, c'è sempre da imparare. giuste sia l'una che l'altra
 

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Sicuro?

Al civico 41, vedo un'insegna "Milano Ristorazione"
https://goo.gl/maps/yHp5F8AgSBp

spostandosi di qualche metro, si vede bene l'edificio con la scritta sulla facciata.
https://goo.gl/maps/w9tqoEkwLeQ2

Strano che il raccordo non sia riportato, al pari degli altri, sulla mappa Igm 1937.



Mi domando se sono il solo a ricordare che lo slargo su cui si trova(va) il Panificio Automatico Continuo, fino a qualche anno fa fosse denominato "Piazza Sumatra"...... :hmm:
(adesso VIA Sumatra è dalle parti di via Stephenson....:eek:hno:
 
G

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Piazzale Martini, Quartiere di Case Economiche, (Arch. Cesare Scoccimarro)

Quartiere edificato tra il 1948 ed il 1951.
La fotografia risale pertanto al periodo 1951-1954.

Oggi.

 

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MilanoTrasporti
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Mi domando se sono il solo a ricordare che lo slargo su cui si trova(va) il Panificio Automatico Continuo, fino a qualche anno fa fosse denominato "Piazza Sumatra"......
(adesso VIA Sumatra è dalle parti di via Stephenson....
^^

 
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