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Attivazione autolinea Trezzo-Gorgonzola, sostitutiva della Trezzo-Milano.
Il personale è in posa per una foto ricordo nel piazzale della stazione della metropolitana.
Tratta da una stampa malconcia, quindi di qualità non proprio eccelsa.


Nella medesima località, ancora una foto che mostra la realtà di una provincia non ancora caotica: solo la metro in arrivo porterà un po' di movimento nella scena.
 

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Attivazione autolinea Trezzo-Gorgonzola, sostitutiva della Trezzo-Milano.
Il personale è in posa per una foto ricordo nel piazzale della stazione della metropolitana.
Tratta da una stampa malconcia, quindi di qualità non proprio eccelsa.

Nella medesima località, ancora una foto che mostra la realtà di una provincia non ancora caotica: solo la metro in arrivo porterà un po' di movimento nella scena.
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Un filo più rifinita:

 

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Hanno cominciato ad appendere nelle stazioni e nei mezzanini del metrò le cartine con il tracciato della linea Quattro o blu... non mi convince il tracciato sud-ovest... sembra quasi un doppione più basso della linea rossa... è una mia impressione da ignorante? Qualcuno di voi, più esperto che ne pensa? A parte il mancato collegamento nella zona degli ospedali.... grazie
 

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Abbiate un pò di pazienza...
dopo la "passeggiata archeotranviaria" di domenica scorsa proprio lungo quell'itinerario, mi sono state girate 3 fotografie che mostrano le 4800 transitare di lì...
Le pubblicherò dopo aver fatto (spero entro domenica), il post nel gruppo FB "i tram di Milano", con il resoconto della passeggiata, con alcune foto integrative.
Pazienza finita... 😁
Dopo un'astinenza di quasi un mese, me le sono andato a cercare, trovandone almeno una. Anche se tagliato, tutto a destra si vede pure il semaforo, di cui non ricordo altre immagini così nitide (me lo ricordavo più scuro...). Manca la data, ma non siamo oltre ai mesi estivi del 1978:

Jumbo tram serie 4800, sui binari compenetrati nella curva da via Ausonio a via Cesare da Sesto. Foto Bruno di Pietro / FB I tram di Milano

La 4802 credo sia stata poi l'unica vettura che abbia mai circolato in configurazione ibrida, cioè con pantografo e veletta automatica di serie, ma ancora porte in legno originali e prima livrea arancione senza bande nere.
Ignoro infatti se il prototipo 4801 -inizialmente con perteghetta, penultima porta chiusa, veletta originale, grafica delle scritte e numero di matricola di vecchio tipo- sia stato successivamente convertito già nella versione definitiva.

Qui la 4802 ancora sul 15, nel 1977:

Trams de Milan (Italie)
by Alain GAVILLET, on Flickr
 

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Fiera di MIlano: Jumbo tram serie 4800 esposto di fronte al padiglione "Meccanica 7" dove ha sede la Mostra Internazionale dei Trasporti Pubblici Urbani.

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Il jumbo tram 4832, temporaneamente numerato 4800 per l'evento espositivo.
Colgo allora l'occasione per riproporre le note foto di Umberto Garbagnati e Giovanni Kaiblinger:

 

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Sempre dalla pagina FB I tram di Milano, una bella immagine del ripristino del percorso tranviario lungo il primo tratto di via Carducci, da corso Magenta (oggi largo d'Ancona) a piazzale Cadorna. Datata 31 maggio 1976, siamo quindi nelle fasi immediatamente successive alla chiusura dei cantieri per la costruzione della M2, specificatamente l'asta di manovra del prolungamento Garibaldi-Cadorna della metropolitana, aperto due anni dopo il 3 marzo del 1978.

Come giustamente osservato dall'autore Mario Forni, in basso a sx si notano pure i resti dei vecchi binari verso la restante parte di via Carducci e via De Amicis, precedentemente usati dalla linea interstazionale 25/26. Dettaglio curioso, perchè da lì fino all'incrocio di via San Vittore, i binari erano comunque già stati rimossi insieme alla pavimentazione in pietra. Aggiungo questa foto non successiva all'estate del 1975, durante i lavori per il preconsolidamento del terreno, necessario per la costruzione dell'ultimo tratto di galleria M2 a foro cieco:

Sempre dal mio archivio cartaceo, del primo tratto costruito a cielo aperto avevo poi già postato anche questa:
 

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Discussion Starter · #31,048 · (Edited)
Sempre dalla pagina FB I tram di Milano, una bella immagine del ripristino del percorso tranviario lungo il primo tratto di via Carducci, da corso Magenta (oggi largo d'Ancona) a piazzale Cadorna. Datata 31 maggio 1976, siamo quindi nelle fasi immediatamente successive alla chiusura dei cantieri per la costruzione della M2, specificatamente l'asta di manovra del prolungamento Garibaldi-Cadorna della metropolitana, aperto due anni dopo il 3 marzo del 1978.
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Come giustamente osservato dall'autore Mario Forni, in basso a sx si notano pure i resti dei vecchi binari verso la restante parte di via Carducci e via De Amicis, precedentemente usati dalla linea interstazionale 25/26. Dettaglio curioso, perchè da lì fino all'incrocio di via San Vittore, i binari erano comunque già stati rimossi insieme alla pavimentazione in pietra. Aggiungo questa foto non successiva all'estate del 1975, durante i lavori per il preconsolidamento del terreno, necessario per la costruzione dell'ultimo tratto di galleria M2 a foro cieco:
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Sempre dal mio archivio cartaceo, del primo tratto costruito a cielo aperto avevo poi già postato anche questa:
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In questo trafiletto è citato il ripristino in corso dei binari in via Carducci:


...e qui il 15 e il 19 percorrono provvisoriamente via Carducci EDIT : anzi solo il 15, mentre il 19 va in via Boccaccio:
 

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Sempre dalla pagina FB I tram di Milano, una bella immagine del ripristino del percorso tranviario lungo il primo tratto di via Carducci, da corso Magenta (oggi largo d'Ancona) a piazzale Cadorna. Datata 31 maggio 1976, siamo quindi nelle fasi immediatamente successive alla chiusura dei cantieri per la costruzione della M2, specificatamente l'asta di manovra del prolungamento Garibaldi-Cadorna della metropolitana, aperto due anni dopo il 3 marzo del 1978.
Essendo "I tram di Milano" un gruppo pubblico, leggi solamente o sei iscritto?
(PS: sono uno degli amministratori del gruppo...)
 

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Essendo "I tram di Milano" un gruppo pubblico, leggi solamente o sei iscritto?
(PS: sono uno degli amministratori del gruppo...)
Ma ecco quindi dove alcuni di voi -amici di Zuckerberg?- siete andati a finire. "Created 11 years ago"... e non sapevo nemmeno che esistesse! 😅
Mi spiace, ma resto uno degli ultimi dinosauri a non avere account sui social, che non frequento neppure. E se non fosse per il post di Maniac il mese scorso, avrei continuato ad ignorare anche l'esistenza del tuo gruppo.
Nulla di personale, ma FB non ho poi ancora capito come funziona e perchè -almeno da non iscritto?- si debbano perdere ore a cercare foto/messaggi anche di pochi giorni prima. Preferisco quindi non sapere cosa mi sono perso e di cui non resta traccia nemmeno sui motori di ricerca - problema quest'ultimo che affligge ormai anche SSC.

Grazie quindi a chi vorrà segnalare pure qui le immagini storiche inedite (che spesso mi pare facciano il percorso inverso, anche se poi attribuite -ehm- ad urbanfile...)😉
 

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Mi spiace, ma resto uno degli ultimi dinosauri a non avere account sui social, che non frequento neppure. E se non fosse per il post di Maniac il mese scorso, avrei continuato ad ignorare anche l'esistenza del tuo gruppo.
Nulla di personale, ma FB non ho poi ancora capito come funziona e perchè -almeno da non iscritto?- si debbano perdere ore a cercare foto/messaggi anche di pochi giorni prima. Preferisco quindi non sapere cosa mi sono perso e di cui non resta traccia nemmeno sui motori di ricerca - problema quest'ultimo che affligge ormai anche SSC.

Grazie quindi a chi vorrà segnalare pure qui le immagini storiche inedite (che spesso mi pare facciano il percorso inverso, anche se poi attribuite -ehm- ad urbanfile...)
Quella dell’assenza dai social è una questione annosa. Ci sono persone che si rifiutano categoricamente di farne parte e altre che non saprebbero vivere senza. Entrambe le filosofie di vita sono, ovviamente, accettabili, ma c’è solo un punto che vale la pena approfondire: ormai, tutto il mondo è sui social media e l’uso che ne viene fatto oggigiorno spesso travalica quello che per cui erano stati pensati. E, parlandone tempo addietro con un “recruiter” (un agente per la ricerca del personale, che qui chiamano anche “headhunter”, “cacciatore di teste”, che in italiano mi fa sempre venire in mente il film “The Man Who Wanted To Be King”, con Sean Connery e Michael Caine, basato su un racconto dal nome simile di Rudyard Kipling “The Man Who Had To Be King”, in cui le immagini di apertura mostrano la testa tagliata e annerita di Sean Connery…), mi disse una cosa che mi fece vedere i social media in un’ottica completamente diversa. In altre parole, al di là dei soliti elementi rintracciabili su un curriculum (e che adesso gli addetti ai lavori dicono apertamente di non citare, come le date di diploma e di laurea, oppure esperienze lavorative più vecchie di 15-20 anni), l’uso (o il non uso) dei social media data un candidato meglio del Carbonio 14. Uno che, per esempio, non ha un account su LinkedIn verrà visto come uno che batte le lettere a macchina usando una Olivetti 98. Uno che non ha un Facebook account come uno che non è molto tecnologico, con il quale sarà complicato comunicare con qualcosa che non sia il telefono o l’email. Per fare un paragone, è come quelli (e ce n’erano) che ancora negli anni 70 non volevano il telefono in casa per essere lasciati in santa pace. Colpisce, comunque (e non prenderlo come un giudizio, ma solo come una constatazione), che un ingegnere - uno la cui formazione accademica è basata, in ambito professionale, sull’applicazione della tecnologia alla vita di tutti i giorni - si rifiuti di utilizzare un sistema che deve tutto alla tecnologia ed è espressione della stessa. In genere, ho sempre visto l’esatto opposto. Chiaramente, ognuno è libero di fare come gli pare - e ci mancherebbe - ma, rinnovando l’invito di Picard, la tua presenza in quel gruppo rappresenterebbe un grandissimo contributo alla discussione, senza peraltro nulla togliere a questa.
 

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Quella dell’assenza dai social è una questione annosa...........
Si. E devo purtroppo concordare con quello che hai scritto, che oltre al mondo professionale andrebbe però esteso a tutto quello politico e delle politiche, quindi di riflesso anche nell'ambito dei trasporti pubblici e dello sviluppo delle infrastrutture.
In generale, se dovessi esprimere quello che penso dei social e della loro influenza, non vorrei però essere proprio io ad offendere, soprattutto chi -spero la maggioranza- ne fa solo un uso piacevole e disinteressato. Ma la mia avversione non ha qui nulla a che vedere con un deficit tecnologico, quanto l'(in)idoneità dello strumento a soddisfare un certo tipo di discussione, analisi e/o proposta, quanto più possibile competente. E la "storia" -tema di questo thread- è per me sinonimo di approfondimento, cioè proprio quello che -nella loro intrinseca immediatezza, brevità e transitorietà- i vari twitter, facebook, instagram non possono offrire.
Per analogia, anche dei recruiter ho la medesima -scarsa- considerazione: alla fine si predilige chi è svelto e popolare a chi lavora bene. Ok, ma per me è come comparare le ultime notizie flash con la ricerca storica, tecnica o scientifica in biblioteca.

Ti ringrazio quindi per il complimento -soprattutto per quell'ingegnere che non sono- ma a dirla tutta, sono anni che mi chiedo se quello che scrivo sia idoneo anche per un forum, piuttosto che un proprio sito o blog (che ho già registrato, ma vuoto). Comunque in direzione opposta, molto più... "a-sociale".

Resta valido però il mio auspicio che i molti nomi noti che vedo adesso su I Tram di Milano, vogliano segnalare le immagini storiche inedite anche su queste pagine, magari commentate o confrontate più estesamente. A beneficio reciproco, s'intende, sia di visibilità del gruppo e del forum, sia di coloro che qui volessero poi approfondire o recuperare anche in futuro notizie sui relativi temi, attraverso motori di ricerca altrimenti esclusi dai social. Male non farebbe...
 

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No, ma dal punto di vista ingegneristico sempre interessante.
Mi sono permesso di quotarti sul thread M4, a sostegno delle mie tesi eretiche sul mancato/possibile collegamento M3-M4 fra le stazioni Crocetta e Sforza. QUI ..e tutta la pagina precedente.
(su facebook non ci stava...😅)
 

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In questo trafiletto è citato il ripristino in corso dei binari in via Carducci:
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...e qui il 15 e il 19 percorrono provvisoriamente via Carducci EDIT : anzi solo il 15, mentre il 19 va in via Boccaccio:
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Forse ancora per ragioni di età, ma della deviazione delle linee 50 e 54 da piazza Cordusio a piazza Edison, via della Posta, via S.Maria Fulcorina e via S.Maria alla Porta non ricordavo. Per la chiusura per i lavori in via Meravigli avevamo invece già discusso della deviazione in via San Giovanni sul Muro, almeno in senso opposto.
Dal film Il cinico, l'infame, il violento (1977), una immagine di un Lancia esagamma serie 3100 l'avevo linkata io, quasi sette anni fa, dal sito squadravolanteligera.com:

Sito che però è sparito con tutte le immagini, non più riproposte nella pagina FB attuale, molto più limitata. E manco a farlo apposta, con un motore di ricerca ho appena ritrovato le ragioni di tale sparizione proprio su... Milano Sparita:
Causa problemi tra i due gestori della pagina, il dominio è stato fatto scadere.. e addio pagina....
Addio pagina però no. Perchè con la Wayback Machine di web.archive.org sono riuscito a ripescare una copia dell'epoca, QUI. Quello che con FB non si può... W i forum! 😁
 

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Per analogia, anche dei recruiter ho la medesima -scarsa- considerazione: alla fine si predilige chi è svelto e popolare a chi lavora bene. Ok, ma per me è come comparare le ultime notizie flash con la ricerca storica, tecnica o scientifica in biblioteca.

Ti ringrazio quindi per il complimento -soprattutto per quell'ingegnere che non sono- ma a dirla tutta, sono anni che mi chiedo se quello che scrivo sia idoneo anche per un forum, piuttosto che un proprio sito o blog (che ho già registrato, ma vuoto). Comunque in direzione opposta, molto più... "a-sociale".
Va detto che sia i recruiters che i responsabili del personale che vanno a fare ricerche su candidati, o semplicemente sui papabili, sui social media non lo fanno per vedere chi è più popolare, senza curarsi se è il più adatto a svolgere un lavoro: lo fanno, invece, per vedere di cosa si occupa in quel momento il candidato e di cosa si è occupato passato (specialmente su LinkedIn, dove praticamente c’è l’intero curriculum), e sugli altri networks per capire che tipo di persona è, se sa lavorare con gli altri, o se è solo un polemico piantagrane, oltre, appunto, alla sua capacità di relazionarsi con gli altri usando gli strumenti del XXI secolo. Insomma, una specie di colloquio preliminare, del tutto analogo a quando uno si prende la briga di guardare il website della ditta che gli propone un colloquio.

E, a ben vedere, SSC, anche se le tematiche sono più approfondite, è anch’esso un social network…
 

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Ah, ah... manderò allora il mio curriculum alla MM, presentandomi come "Xesar di SSC". :ROFLMAO:
Senza bisogno di cercare nuove possibilità di carriera, potresti anche registrarti su Facebook come “Xesar di SSC”, farti ammettere su I Tram di Milano, ed essere in grado di rovistare a piacimento tra le foto del gruppo rimanendo in incognito.
 
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