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oggi a radio24 dicevano che in una classifica la moratti è il sindaco meno amato (credo che la classifica comprenda i capoluoghi di provincia)

balzo in su per alemanno, terzo assieme a chiamparino
il più amato mi sembra di ricordare che sia renzi
grande performance di non-so-come-si-chiama sindaco di crotone

(Sempre che io ricordi bene...)
 

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Milano ha 20.000 avvocati. (la metà di tutta la Francia)

Settemila in più dal 2005. L'elenco dei nomi pesa 3 chili


MILANO - A prenderlo in mano, con le sue mille e quaranta pagine complessive tra elenco ordinario e registro speciale, vien da felicitarsi della fortuna che non lo ristampino ogni anno, ma soltanto a cadenza quinquennale, altrimenti le foreste amazzoniche ne risentirebbero alquanto. E quando si dice "il peso della giustizia", non è esattamente a questi 2 chili e 700 grammi che probabilmente si pensa. Ma la realtà è che c'è poco da scherzare: per mettere in fila tutti gli avvocati di Milano c'è voluto un Albo monstre alto 6 centimetri, lungo 30 centimetri e largo 21, una montagna di facciate di carta che per ogni esemplare si potrebbero distendere quasi sull'intero parquet di un campo di pallacanestro. Al punto che, soltanto per distribuirne una copia a testa a ciascuno degli aventi diritto, le operazioni di consegna appena partite in questi giorni in Tribunale, nel corridoio del primo piano vicino al bar interno, sono previste per tutto il mese di settembre e forse anche ottobre.

Del resto, per quanto ci si sforzi di comprimere tipograficamente in ogni pagina almeno una ventina di nominativi-indirizzi-telefoni-dati di iscrizione, un mattone da oltre mille facciate è l'inevitabile conseguenza del numero di avvocati iscritti all'Albo dell'Ordine di Milano: 15.600 nell'elenco ordinario degli avvocati già "rodati", ai quali vanno aggiunti i 3.200 praticanti abilitati e i 1.500 praticanti non abilitati. Totale: 20.300 avvocati, quasi metà di quanti ce ne sono in tutta la Francia (47 mila). E il tetto per la prima volta «sfondato» dei 20 mila avvocati si riferisce esclusivamente a quelli di Milano città, conteggiati dall'Albo appena ristampato. Perché, se invece si passa alla dimensione dei distretti giudiziari di Corti d'Appello della Lombardia, e cioè il distretto di Milano (che arriva fino a Sondrio) e quello di Brescia, il numero delle toghe schizza solo qui a 32.000.

Il gran numero di legali in Italia (ormai 230.000, circa 15.000 in più all'anno) non è certo una novità, tanto che di recente al tradizionale seminario economico settembrino di Cernobbio il magistrato Piercamillo Davigo (ex pm di Mani pulite e oggi consigliere in Cassazione) è tornato per l'ennesima volta a cavalcare un argomento (ci sono troppe cause perché ci sono troppi avvocati) che è presente da anni nel dibattito ma che in questi termini gli avvocati, pur consapevoli del problema, respingono con fermezza. Ma ancora una volta è piuttosto il confronto tra oggetti fisici, il paragone quasi sensoriale tra volumi, a impressionare: l'Albo milanese nuovo fiammante contiene infatti, rispetto all'ultima edizione stampata nel 2005 dall'Ordine, già 7.100 avvocati in più.

E la progressione galoppa proprio negli ultimi anni: «Quando sono diventato avvocato io nel 1970 - scherza su se stesso, ma neppure tanto, l'attuale presidente dell'Ordine milanese, Paolo Giuggioli - , gli avvocati a Milano erano 2.000.
Quando sono diventato presidente dell'Ordine la prima volta erano 7.000. Oggi sono appunto quanti trovate nel nuovo Albo». Il Consiglio nazionale forense (Cnf) considera l'altissimo numero di nuovi accessi alla professione un problema diffuso ovunque in Italia, e con il presidente Guido Alpa si augura che la riforma forense, trentesimo tentativo ora fermo in Senato e che tra le altre cose ha come obiettivo quello di qualificare l'accesso per garantire la qualità della prestazione professionale, «venga approvata quanto prima».

A patto di non cadere in «equazioni fuorvianti e banali», il presidente dell'Organizzazione unitaria dell'avvocatura (Oua) Maurizio de Tilla segnala che «il disagio accomuna avvocati e giudici, dirigenti e lavoratori del settore: tutti in prima linea, ogni giorno, con un contenzioso che cresce e con una mortificazione costante dei diritti dei cittadini, delle imprese e del proprio lavoro». Sullo sfondo, la crisi soprattutto dell'avvocato medio (il 35% del reddito della categoria è prodotto dal 15% dei legali), i clienti che non pagano, i grandi studi che licenziano, la concorrenza feroce, il caro previdenza aggravato dal fenomeno degli avvocati «fantasma» iscritti all'Ordine ma che non versano alla Cassa forense. E con dentro tutto questo, la precisazione del sottotitolo al nuovo Albo milanese («aggiornato al 29 aprile 2010») suona già vagamente minacciosa.


16 settembre 2010
 

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ho solo fatto un test.
risultati perfettamente sovrapponibile col modello di previsione,
risultato scontato (quanto siete omolagati, figliuoli...).
C'è il maestrino che lagna lo stato della squola e poi tutti in perfetto ordine al proprio posto (tu non puoi capire [non sei colto come io me], abbiamo il concetto diverso [e il suo è quello corretto, manco dirlo...]);
mi preoccupava solo la tua assenza... ma ora tutto risolto.

E' arte, lo ammetto. Basta che faccia ribrezzo ed è senz'altro indubbiamente arte.
Non a livello di tutti, chiaramente, accessibile solo ai veramente colti.
Abbiamo gabbato la polizia...
 

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Che cosa dovrebbe essere squallido?
il nudo nel mondo dell'arte oppure il fatto ch eun artista venga arrestato perchè fa delle fotografie di nudo in pubblico?
E' scuallido che quell'arte venga ignorata dalla squola della Gelmini, e che la legge fascista si permetta di sancirla al momento della realizzazione.



ma ancora state a giocare agli alternativi progressisti culturati?
va be' dai, discorso chiuso, c'avete ragione, appendetevelo in salotto quel pezzo d'arte.
a fianco del calendario della cipriani.
 

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langhe
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E' scuallido che quell'arte venga ignorata dalla squola della Gelmini, e che la legge fascista si permetta di sancirla al momento della realizzazione.



ma ancora state a giocare agli alternativi progressisti culturati?
va be' dai, discorso chiuso, c'avete ragione, appendetevelo in salotto quel pezzo d'arte.
a fianco del calendario della cipriani.
mi viene in mente la mia prof. (bigottissima) di Storia dell'Arte...
Durante una lezione su Masaccio portai alcune immagini della Cacciata di Adamo ed Eva appena restaurata.
Adamo in un gesto altamente drammatico si copre il viso con le mani e lascia bene in vista i genitali finalmente liberati da posticce aggiunte vegetali.

Arrossita e dubbiosa se mostrare le mie immagini alla fine ammise:
"Nell'Arte non c'è pornografia"
I benpensati saranno sempre sconfitti dal Talento; basta aspettare :)

 

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ho solo fatto un test.
risultati perfettamente sovrapponibile col modello di previsione,
risultato scontato (quanto siete omolagati, figliuoli...).
C'è il maestrino che lagna lo stato della squola e poi tutti in perfetto ordine al proprio posto (tu non puoi capire [non sei colto come io me], abbiamo il concetto diverso [e il suo è quello corretto, manco dirlo...]);
mi preoccupava solo la tua assenza... ma ora tutto risolto.

E' arte, lo ammetto. Basta che faccia ribrezzo ed è senz'altro indubbiamente arte.
Non a livello di tutti, chiaramente, accessibile solo ai veramente colti.
Abbiamo gabbato la polizia...
"Wenn ich Kultur hore, entsichere ich meinen Browning"
 

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Ambrosian User
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Trovo RIDICOLO che in una città che dovrebbe essere progressista e avanti come Milano ogni qualvolta ci sono manifestazioni d'arte compaiano ostacoli d'ogni tipo. Credo che cose del genere non scandalizzino New York, Londra, Parigi o Madrid... mentre qui in quest'Italia provincialotta e beghina SEMPRE! Son sempre più disgustato!
 

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utente perso nella rete
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"Wenn ich Kultur hore, entsichere ich meinen Browning"
hemmmm... tedesco, vero??? non è che potresti fare una piccola traduzioncina, per quelli che come me non lo conoscono?? please! [ho provato col traduttore di google e viene una frase un po' strana...]


EDIT: lascia perdere, ho trovato una traduzione in inglese, grazie comunque!!
 

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La cultura e le pistole

E' vero che quella frase celebre e sciagurata, "quando sento parlare di cultura metto mano alla pistola", fu attribuita a Goering e a Goebbels (Corriere, 17 aprile e 3 maggio). Infatti entrambi, e anche altri gerarchi nazisti, la pronunciavano volentieri, visto che riassumeva cosi' bene il loro mondo ideale.

Ma si trattava di una citazione: la frase corrisponde a una battuta del dramma dedicato da Hanns Johst a Leo Schlageter, un ufficiale tedesco fucilato per sabotaggio dai francesi nel 1923, durante l' occupazione della Ruhr.

L'opera fu lanciata a Berlino nell'aprile del 1933 e divenne un testo sacro del teatro nazista.
Soprattutto fece furore quella battuta: "Wenn ich Kultur hore, entsichere ich meinen Browning".
"Quando sento la parola cultura tolgo la sicura alla mia Browning".




Indro Montanelli

Pagina 39
(9 maggio 1996) - Archivio storico Corriere della Sera
 

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No More Italian Mod
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Trovo RIDICOLO che in una città che dovrebbe essere progressista e avanti come Milano ogni qualvolta ci sono manifestazioni d'arte compaiano ostacoli d'ogni tipo. Credo che cose del genere non scandalizzino New York, Londra, Parigi o Madrid... mentre qui in quest'Italia provincialotta e beghina SEMPRE! Son sempre più disgustato!
Andiamo a protestare in piazza nudi
 

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....."Nell'Arte non c'è pornografia"
e si vede che l'arte è togliere la sottana a una cretinetta 20enne e metterla sulla pompa della benzina.

la cipriani non è mica scema, è solo che andava sul triciclo anzichè sulla pompa o sull'aiola...
 

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Trovo RIDICOLO che in una città che dovrebbe essere progressista e avanti come Milano ogni qualvolta ci sono manifestazioni d'arte compaiano ostacoli d'ogni tipo.


No Sky,
non c'è alcun intoppo all'arte, da parte mia.

E' che vorrei vedere Playboy nelle pagine "culturali" del Corriere, visto che fa la stessa arte (e anche migliore, a dire il vero) da qualche decennio prima del fotoesibitore in questione.
 

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