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la manica di fetenti
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Discussion Starter · #1 ·
Erano in sei stanotte per rubare l'incasso al gestore di un locale a Posillipo
L'intervento dei militari e la sparatoria. In mano 10 euro e una pistola a salve
A 16 anni rapina il pub
Ucciso dai Cc a Napoli



NAPOLI - Erano in sei ieri sera a Posillipo per rapinare un pub. Avevano arraffato poco più che dieci euro e stavano scappano in sella ai loro scooter ma due carabinieri gli hanno intimato l'alt: è scoppiato l'inferno. Prima i militari hanno sparato in aria poi un rapinatore gli ha puntato la pistola contro e i carabinieri hanno fatto fuoco. Sull'asfalto è rimasto un ragazzino di 16 anni, Marco De Rosa, incensurato; in pugno stringeva ancora il revolver, una pistola a salve. I complici sono riusciti a fuggire.

Il gestore del pub: "Mi ha fatto inginocchiare". "Erano da poco trascorse le due e mezza: il pub Genline era ancora aperto ma un cameriere aveva già portato via l'incasso. I sei rapinatori non lo sapevano. Hanno raggiunto la piazzetta San Luigi davanti al locale su tre scooter: solo uno di loro è sceso e con la pistola in pugno è entrato nel pub a minacciate il gestore. "Era nervoso", ricorda il proprietario del locale, Antonio Berlingeri. "Mi ha fatto inginocchiare e mi ha puntato la pistola alla testa, urlando che voleva l'incasso. Io gli ho detto che non c'era nulla, ma quello continuava ad urlare. Ho racimolato solo 10 euro. Me li ha strappati dalle mani ed è uscito. Poi ho sentito gli spari e quando sono uscito c'era quel ragazzo per terra, morto".

L'inseguimento, poi la sparatoria. I carabinieri appartengono al Battaglione Campania; questa notte erano in borghese e liberi dal servizio. Passavano per la piazzetta a bordo di un'auto quando hanno incrociato il ragazzo con l'arma in pugno uscire dal pub e salire sullo scooter. E' cominciato un inseguimento lungo i tornanti in discesa di Via Posillipo. Giunti alla fine della strada, in Largo Sermoneta, dove inizia il lungomare di Napoli, De Rosa ha tentato di proseguire la fuga a piedi. I carabinieri gli sono stati alle calcagna finchè il giovanissimo rapinatore non gli ha rivolto la pistola contro e uno dei militari ha sparato. De Rosa, gravemente ferito, è stato soccorso e trasportato subito al vicino ospedale Fatebenefratelli, in Via Manzoni, ma è morto durante il tragitto.

L'inchiesta della procura. La magistratura napoletana ha aperto un'inchiesta per ricostruire la dinamica dei fatti e ad un perito balistico la procura ha ordinato una perizia sulla pistola in pugno alla vittima per valutare la potenzialità dell'arma.

L'ultima telefonata: in giro con gli amici". Un bel ragazzo, alto, con gli occhi azzurri ed i capelli biondi, un giovane molto vivace che seguiva il Napoli aspettando di festeggiarne la promozione in serie A. Così gli amici ricordano Marco De Rosa. Oggi in via Arenaccia, la strada dove Marco viveva con i genitori, si uniscono dolore e incredulità. Nessuno immaginava che Marco potesse compiere una rapina, anche se un amico riconosce che di recente si era messo a frequentare cattive compagnie. L'ultima telefonata al padre, Virgilio: "Sono in giro con gli amici".

Papà malato, mamma casalinga. Una famiglia numerosa, quella di Marco: il padre, dializzato per problemi ad un rene, si arrangia con una piccola pensione e gestendo una specie di riffa. La madre è casalinga mentre i suoi tre fratelli più grandi lavorano: Sasi ha un deposito di abbigliamento, Pino fa il meccanico e Gianni il benzinaio. Marco aveva conseguito la licenza media senza continuare più la scuola; aveva svolto anche qualche piccolo lavoro presso un commerciante della zona ma non aveva un'occupazione fissa.

(4 giugno 2007) Repubblica


anche dalle famiglie per bene escono piccoli delinquenti,per le cattive amicizie si dice; questo ragazzo non vivieva in un quartiere facile,ma nemmeno era scampia,aveva intorno a se modelli onesti e lavoratori,eppure ha scelto la strada più facile,quella dell'intimidazione,ma gli è costata la vita.Ora le indagini ci diranno quanto colpevolizzare il carabiniere che ha sparato,vedendosi puntre la pistola,poi scoperta a salve,di questo ragazzino. La priorità,a mio avviso,è di prendere i suoi complici,quelli che lo han mandato da solo li dentro,sembra quasi una dimostrazione di forza,stupide canaglie:eek:hno:
 

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Il Geografo
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Mi sembra di aver letto sulla Repubblica che erano 100 euro.
Comunque in questo caso non è il bottino che conta se 10 o 100.
E' perchè ha voluto fare questo gesto? Cosa abbiamo fatto noi, si noi, per fargli meritare una rapina finita male e la sua morte?
Siamo noi come società che dobbiamo riflettere.
 

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un par di palle...noi....ma lui la sua famiglia.
a 16 anni c'è chi va a lavorare ormai da anni e anni, chi si fa il culo sui libri, pochi pochissimi invece scelgono la strada della delinquenza complice il tessuto sociale ove sono cresciuti.
quindi colpa sua, dei suoi parenti, delle sue amicizie.

ma per favore non andiamo sempre a dare la colpa alla società.
perchè se la società fosse colpevole di casi simili...a chi invece va il merito di quel 99.9% di 16enni che studiano e/o lavorano e non fanno rapine?
 

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Meno male che l'hanno seccato prima che si mettesse a far rapine rapine con la pistola vera.
Eliminando lui si è stata salvata la futura vita di qualche innocente.
 

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Infatti. Hanno fatto bene ad ammazzarlo. Un rapinatore in meno!
 

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toilet out of order
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un par di palle...noi....ma lui la sua famiglia.
a 16 anni c'è chi va a lavorare ormai da anni e anni, chi si fa il culo sui libri, pochi pochissimi invece scelgono la strada della delinquenza complice il tessuto sociale ove sono cresciuti.
quindi colpa sua, dei suoi parenti, delle sue amicizie.

ma per favore non andiamo sempre a dare la colpa alla società.
perchè se la società fosse colpevole di casi simili...a chi invece va il merito di quel 99.9% di 16enni che studiano e/o lavorano e non fanno rapine?
quindi tu dici che il 99% dei ragazzini napoletani residenti, ad esempio, a scampia ha la possibilità di studiare e/o lavorare?

chi nasce, cresce e vive in un contesto sociale degradato difficilmente a sedici anni è in grado di fare scelte saggie; quando hai i genitori in galera che se ne fottono di mandarti a scuola, gli amici teppistelli con i quali condividere lo squallore delle periferie bazar della droga e regno incontrastato della malavita, sei circondato da modelli di vita sbagliati è quasi impossibile riconoscere d'istinto la "retta via" senza farsi tentare da guadagni apparentemente facili, grazie anche ai media che ti convincono a comprare le nike silver per non essere sfigato.

noi società civile ci ricordiamo di loro solo quando ci scappa il morto per poi farci prendere dal nostro tipico, ipocrita perbenismo condannandoli e voltando loro le spalle...

però se non ci fossero loro la lobby gli avvocati e tutto il sistema giudiziario farebbe la fame... è un a paradigma sistemico! :)
 

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Sono diventato papà :)
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Erano in sei stanotte per rubare l'incasso al gestore di un locale a Posillipo
L'intervento dei militari e la sparatoria. In mano 10 euro e una pistola a salve
A 16 anni rapina il pub
Ucciso dai Cc a Napoli



NAPOLI - Erano in sei ieri sera a Posillipo per rapinare un pub. Avevano arraffato poco più che dieci euro e stavano scappano in sella ai loro scooter ma due carabinieri gli hanno intimato l'alt: è scoppiato l'inferno. Prima i militari hanno sparato in aria poi un rapinatore gli ha puntato la pistola contro e i carabinieri hanno fatto fuoco. Sull'asfalto è rimasto un ragazzino di 16 anni, Marco De Rosa, incensurato; in pugno stringeva ancora il revolver, una pistola a salve. I complici sono riusciti a fuggire.

Il gestore del pub: "Mi ha fatto inginocchiare". "Erano da poco trascorse le due e mezza: il pub Genline era ancora aperto ma un cameriere aveva già portato via l'incasso. I sei rapinatori non lo sapevano. Hanno raggiunto la piazzetta San Luigi davanti al locale su tre scooter: solo uno di loro è sceso e con la pistola in pugno è entrato nel pub a minacciate il gestore. "Era nervoso", ricorda il proprietario del locale, Antonio Berlingeri. "Mi ha fatto inginocchiare e mi ha puntato la pistola alla testa, urlando che voleva l'incasso. Io gli ho detto che non c'era nulla, ma quello continuava ad urlare. Ho racimolato solo 10 euro. Me li ha strappati dalle mani ed è uscito. Poi ho sentito gli spari e quando sono uscito c'era quel ragazzo per terra, morto".

L'inseguimento, poi la sparatoria. I carabinieri appartengono al Battaglione Campania; questa notte erano in borghese e liberi dal servizio. Passavano per la piazzetta a bordo di un'auto quando hanno incrociato il ragazzo con l'arma in pugno uscire dal pub e salire sullo scooter. E' cominciato un inseguimento lungo i tornanti in discesa di Via Posillipo. Giunti alla fine della strada, in Largo Sermoneta, dove inizia il lungomare di Napoli, De Rosa ha tentato di proseguire la fuga a piedi. I carabinieri gli sono stati alle calcagna finchè il giovanissimo rapinatore non gli ha rivolto la pistola contro e uno dei militari ha sparato. De Rosa, gravemente ferito, è stato soccorso e trasportato subito al vicino ospedale Fatebenefratelli, in Via Manzoni, ma è morto durante il tragitto.

L'inchiesta della procura. La magistratura napoletana ha aperto un'inchiesta per ricostruire la dinamica dei fatti e ad un perito balistico la procura ha ordinato una perizia sulla pistola in pugno alla vittima per valutare la potenzialità dell'arma.

L'ultima telefonata: in giro con gli amici". Un bel ragazzo, alto, con gli occhi azzurri ed i capelli biondi, un giovane molto vivace che seguiva il Napoli aspettando di festeggiarne la promozione in serie A. Così gli amici ricordano Marco De Rosa. Oggi in via Arenaccia, la strada dove Marco viveva con i genitori, si uniscono dolore e incredulità. Nessuno immaginava che Marco potesse compiere una rapina, anche se un amico riconosce che di recente si era messo a frequentare cattive compagnie. L'ultima telefonata al padre, Virgilio: "Sono in giro con gli amici".

Papà malato, mamma casalinga. Una famiglia numerosa, quella di Marco: il padre, dializzato per problemi ad un rene, si arrangia con una piccola pensione e gestendo una specie di riffa. La madre è casalinga mentre i suoi tre fratelli più grandi lavorano: Sasi ha un deposito di abbigliamento, Pino fa il meccanico e Gianni il benzinaio. Marco aveva conseguito la licenza media senza continuare più la scuola; aveva svolto anche qualche piccolo lavoro presso un commerciante della zona ma non aveva un'occupazione fissa.

(4 giugno 2007) Repubblica


anche dalle famiglie per bene escono piccoli delinquenti,per le cattive amicizie si dice; questo ragazzo non vivieva in un quartiere facile,ma nemmeno era scampia,aveva intorno a se modelli onesti e lavoratori,eppure ha scelto la strada più facile,quella dell'intimidazione,ma gli è costata la vita.Ora le indagini ci diranno quanto colpevolizzare il carabiniere che ha sparato,vedendosi puntre la pistola,poi scoperta a salve,di questo ragazzino. La priorità,a mio avviso,è di prendere i suoi complici,quelli che lo han mandato da solo li dentro,sembra quasi una dimostrazione di forza,stupide canaglie:eek:hno:
mi spiace ma credo molto poco alla versione dei carabinieri, nel senso che il ragazzino non avrebbe avuto motivo di puntare una pistola finta contro i carabinieri, dovevano trovare una scusa per giustificarsi, meglio se se ne trovavano una migliore!!
 

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Sono diventato papà :)
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SHOGUN e BIAGAL spero che stiate scherzando!!! Perchè se così non fosse ...... ho i brividi!
 

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quindi tu dici che il 99% dei ragazzini napoletani residenti, ad esempio, a scampia ha la possibilità di studiare e/o lavorare?

chi nasce, cresce e vive in un contesto sociale degradato difficilmente a sedici anni è in grado di fare scelte saggie; quando hai i genitori in galera che se ne fottono di mandarti a scuola, gli amici teppistelli con i quali condividere lo squallore delle periferie bazar della droga e regno incontrastato della malavita, sei circondato da modelli di vita sbagliati è quasi impossibile riconoscere d'istinto la "retta via" senza farsi tentare da guadagni apparentemente facili, grazie anche ai media che ti convincono a comprare le nike silver per non essere sfigato.

noi società civile ci ricordiamo di loro solo quando ci scappa il morto per poi farci prendere dal nostro tipico, ipocrita perbenismo condannandoli e voltando loro le spalle...

però se non ci fossero loro la lobby gli avvocati e tutto il sistema giudiziario farebbe la fame... è un a paradigma sistemico! :)

Mi dispiace, ma stavolta il ragazzo non veniva da un quartiere difficile.
 

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quindi tu dici che il 99% dei ragazzini napoletani residenti, ad esempio, a scampia ha la possibilità di studiare e/o lavorare?

chi nasce, cresce e vive in un contesto sociale degradato difficilmente a sedici anni è in grado di fare scelte saggie; quando hai i genitori in galera che se ne fottono di mandarti a scuola, gli amici teppistelli con i quali condividere lo squallore delle periferie bazar della droga e regno incontrastato della malavita, sei circondato da modelli di vita sbagliati è quasi impossibile riconoscere d'istinto la "retta via" senza farsi tentare da guadagni apparentemente facili, grazie anche ai media che ti convincono a comprare le nike silver per non essere sfigato.

noi società civile ci ricordiamo di loro solo quando ci scappa il morto per poi farci prendere dal nostro tipico, ipocrita perbenismo condannandoli e voltando loro le spalle...

però se non ci fossero loro la lobby gli avvocati e tutto il sistema giudiziario farebbe la fame... è un a paradigma sistemico! :)
se lo volessero loro, si.
scappando.
ma a molti va bene così, la vità più facile, la via della furbizia e della prepotenza.
per chi nasce in quei posti è molto più difficile essere onesti che ladri.
ma non tutti diventano ladri, camorristi o assassini.
quindi la via di "redenzione" o salvezza c'è.
bisogna avere la forza di imboccarla.
 

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purtroppo sta arrivando l'estate, e come ogni volta nei mesi di Maggio e Giugno e Luglio si ha il picco di furti, rapine e borseggi sopratutto nelle grandi città, dove i ragazzini scelgono questa strada per tirare su la grana per farsi delle belle vacanze.
mia madre decenni orsono ci rimise l'orologio e una frattura al polso per queste simpatiche abitudini estive.
 

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quindi tu dici che il 99% dei ragazzini napoletani residenti, ad esempio, a scampia ha la possibilità di studiare e/o lavorare?

chi nasce, cresce e vive in un contesto sociale degradato difficilmente a sedici anni è in grado di fare scelte saggie; quando hai i genitori in galera che se ne fottono di mandarti a scuola, gli amici teppistelli con i quali condividere lo squallore delle periferie bazar della droga e regno incontrastato della malavita, sei circondato da modelli di vita sbagliati è quasi impossibile riconoscere d'istinto la "retta via" senza farsi tentare da guadagni apparentemente facili, grazie anche ai media che ti convincono a comprare le nike silver per non essere sfigato.

noi società civile ci ricordiamo di loro solo quando ci scappa il morto per poi farci prendere dal nostro tipico, ipocrita perbenismo condannandoli e voltando loro le spalle...

però se non ci fossero loro la lobby gli avvocati e tutto il sistema giudiziario farebbe la fame... è un a paradigma sistemico! :)
Assolutamente vero, infatti Napoli avrebbe bisogno di forti politiche sociali (non assistenziali) accompagnate però da un'applicazione ferrea della legge e dell'ordine pubblico. In poche parole fantascienza...

Però uno stato giusto è quello che tutela i propri cittadini onesti a qualsiasi costo e non trasforma i criminali in vittime.
Essere in cattive condizioni economiche o sociali non può diventare la scusa con cui si giustifica la violenza sugli altri.
 

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se lo volessero loro, si.
scappando.
ma a molti va bene così, la vità più facile, la via della furbizia e della prepotenza.
per chi nasce in quei posti è molto più difficile essere onesti che ladri.
ma non tutti diventano ladri, camorristi o assassini.
quindi la via di "redenzione" o salvezza c'è.
bisogna avere la forza di imboccarla.
Condivido pienamente. Così come condivido ciò che dice Shogun.
 

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la manica di fetenti
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Discussion Starter · #16 ·
forse è vero che morto lui,qualche onesto citadino eviterà di subirne la presunta futura delinquenza;eppure,eppure,a 16 hai ancora la ossibilità di cambiare strada:lui aveva operato una scelta sbagliata,quella facile dei furti,pur venendo da una famiglia non benestante ma onesta: il suo non era un circondario di delinquenza,l'esempio onesto lo aveva,e avrebe potuto avere la possibilità di cambiare; non voglio contestre l'operato del carabiniere,se ha sbagliato o no sarà l'inchiesta a dirlo: volevo solo portare alla luce la tragedia di chi per un motivo così idiota come qualche euro,o peggio ancora per piacere a qualche deficnte (e insisto,spero li becchino),ci perde la vita! cmq,questo si,meglio lui che il gestore del locale,gli è andata meglio dell'edicolante di via pietro castellino
 

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Io non riesco proprio ad esultare per la morte di un ragazzo, e sono contento di non essere un benpensante che dice "meglio a lui che a un altro" e stronzate del genere.

mi spiace ma credo molto poco alla versione dei carabinieri, nel senso che il ragazzino non avrebbe avuto motivo di puntare una pistola finta contro i carabinieri, dovevano trovare una scusa per giustificarsi, meglio se se ne trovavano una migliore!!
Non diciamo assurdità per piacere, non si discute mica di questo. L'operato delle forze dell'ordine è stato duro ma coerente.
 

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la manica di fetenti
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Discussion Starter · #18 ·
una morte è sempre una tragedia,pure stalin lo sapeva: però se permetti,avrei sentito più una tragedia l'eventiale morte del carabiniere o del gestore del locale (e ricito il caso dell'edicolante,quella fu un enorme tragedia); ovvio avere compassione per un ragazzino,sicuramente debole delle sue scelte e rimbecillito da chissà quale cane,ma anche lui c'ha messo del suo,sarebbe stato meglio se nessuno si fosse fatto male,ma a veder morire qualcuno in questa faccenda melio lui che qualcun altro
 

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Io non riesco proprio ad esultare per la morte di un ragazzo, e sono contento di non essere un benpensante che dice "meglio a lui che a un altro" e stronzate del genere.
C'è veramente di che indignarsi di un paio di post qui sopra.
La vita di un rapinatore vale meno della vita di un benefattore dell'umanità? Manco Pol Pot avrebbe il coraggio di dire una cosa tanto balorda senza arrossire.
 
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