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neanch'io credo adatteranno le tariffe (cosa che però avviene in tante città in Europa ) ma vediamo....oggi l'Alibus è una bella fonte di denaro per le disastrate casse dell'ANM, 5 euro a biglietto che fanno tutti, e l'affluenza è sostenuta. Chissà se perderanno questa sommetta a cuor leggero o magari cercheranno di rientrare almeno in parte

Per quanto riguarda Firenze, non sapevo del tram . Ottima cosa direi..... lungi da me fare gare tra città, alla fine ci guadagnano tutti se i collegamenti sono efficienti. Residenti e turisti
Però a parte il nudo collegamento Aeroporto stazione AV (che altre città hanno e avranno, come Firenze o Bologna) , qui la metro garantirà anche una connessione diretta al porto e il resto della città. Il tutto in tempi davvero brevissimi, 4 fermate aeroporto stazione + 3 per il porto. Alias neanche 10 min e 15
Non vedo l'ora....abito vicino alla fermata Duomo, la mia famiglia è al CDN, viaggio spesso e in treno e in aereo. Già ora non mi lamento affatto per i tempi di percorrenza verso l'aeroporto , (alla stazione ci vado a piedi se non ho troppo bagaglio) ma tra qualche anno ci metterò 20 minuti netti dalla porta di casa mia all'aeroporto, con una spesa irrisoria.....una comodità spaziale
Lungi anche da me di fare a gara tra città. Era solo per riportare la nostra esperienza :)

Però ti correggo: la nostra tramvia (a differenza dei people mover di Bologna e di quello di Pisa, che si sta rivelando un mezzo fallimento), non serve unicamente L aeroporto ma anche il quartiere Novoli, il tribunale, L università a San Donato e un gran parcheggio scambiatore con capolinea bus al termine della A11.
Sulla comodità, che lo dico a fa...lavoro in aeroporto e vado a lavorare in tram! Ho dato via anche lo scooter 😁
 

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Questa è la Linea 1, o meglio, il regionale Garibaldi-Piscinola ieri pomeriggio:

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Ma può la principale linea metropolitana della terza città d’Italia avere queste frequenze?
No, ma non era infrequente fino a qualche anno fa che le linee di Monaco avessero frequenza di 20 m sulle diramazioni in orari serali, certo non nelle stazioni centrali della città come ė Garibaldi. Tanto meno di pomeriggio.
E noto anche una carenza di manutenzione?
 

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Manutenzione della stazione intendi? In realtà Garibaldi l’ho trovata molto più luminosa, immagino abbiamo migliorato l’impianto di illuminazione recentemente, prima le banchine me le ricordavo abbastanza più buie.

I treni invece sono ormai coperti di graffiti, fino a pochi anni fa sui treni della L1 non trovavi nemmeno una scritta. Non so cosa sia successo.
 

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Buongiorno a tutti,

non so se sia il giusto spazio per postare questo, ma mi sono intestardito ultimamente a fare un'animazione dell'evoluzione del trasporto su ferro a Napoli e dintorni dal 1839 ad oggi. I testi sono in Inglese perché l'ho fatta in vista di una collaborazione internazionale.
Visto che tutto sommato sia il passante che le varie Cumana, Circumflegrea, Circumvesuviana etc. sono tutto sommato considerate come "metropolitane e qui vengono discusse, mi sono detto che poteva interessare ai forumers. Questa è una versione a bassa risoluzione, per non appesantire il forum
Commenti, correzioni, e ogni sorta di critiche formulate cortesemente sono assolutamente le benvenute.

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È davvero bella e ben fatta. Complimenti.
Posso chiederti con quale programma l'hai realizzata? Non è in Flash, vero?
Con "passenger rail transit" intendi davvero l'uso reale di una linea nel corso del tempo, e quindi non semplicemente "passenger railways", giusto? Questo spiega le linee che da rosse diventano bianche. Ho capito bene?
 

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È davvero bella e ben fatta. Complimenti.
Posso chiederti con quale programma l'hai realizzata? Non è in Flash, vero?
Con "passenger rail transit" intendi davvero l'uso reale di una linea nel corso del tempo, e quindi non semplicemente "passenger railways", giusto? Questo spiega le linee che da rosse diventano bianche. Ho capito bene?
Ti ringrazio. La base (cioè le singole immagini anno per anno) è fatta in Illustrator, usando come punto di partenza varie cartografie attuali e storiche (che fatica trovarle on line con sufficiente definizione!). Le ho poi assemblate in un GIF con uno dei mille che GIG maker che esistono online.

Il termine "passenger rail transit" era per circoscrivere alle sole linee ferroviaria con servizio passeggeri (quindi no scali merci né le connessioni portuali, p.es.), ma escludendo tramvie urbane e interurbane, cosa che sarebbe stata eccessivamente complicata. la didascalia non è bellissima in realtà, perché l'uso sia di "passenger" che di "transit" suona un po' tautologico in inglese, visto che transit sta per "trasporto pubblico di passeggeri". Avrei potuto mettere "heavy rail" transit, per escludere tram e tranvie interurbane e includere solo metropolitane e ferrovie, pero' restava la L6 che tecnicamente in Nord America sarebbe un a LRT. Solito problema, non esistono definizioni univoche.
Le linee "bianche/rosa" sono i tratti e le stazioni dismesse per cambio di tracciato o per totale abbandono, come l'Alifana bassa. Ditemelo pure se non è chiaro, i suggerimenti sono veramente benvenuti.

A latere, vorrei fare un commento di incoraggiamento per i forumer napoletani che giustamente si lamentano dello stato del servizio attuale, che purtroppo è ben sotto le potenzialità della rete e le necessità della città. Spulciando le fonti e ricostruendo tutta l'evoluzione, tra elettrificazioni, interramenti, raddoppi, rettifiche di tracciato, ricostruzione di stazioni e banchine, etc. non c'è decennio in cui a Napoli non si sia messo mano all'infrastruttura ferroviaria per ampliarla o ammodernarla, anche con approcci tecnici rari nel contesto italiano, come per esempio le banchine portate a 110 cm nella Cumana, e nella Circumvesuviana negli anni 60-70, i raddoppi degli anni 1930, l'introduzione di elettromotrici già nel dopoguerra, o gli orari cadenzati quasi un secolo fa, cose comuni in altri contesti internazionali ma quasi per nulla in Italia.
Il risultato è una delle reti più affascinanti ed interessanti nel contesto europeo, che con un minimo di impegno e più attenzione (e fondi) nella gestione farebbe di Napoli un "paradiso" del trasporto pubblico su ferro.
 
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