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E dire che un tempo volegano farci il Warner Village!

Poi per fortuna l'hanno fatto ad un tiro di schioppo da casa mia! :lol:
Poi per sfortuna tua l'hanno chiuso (se ti riferisci a quello di via Chiaia). :lol:
 

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Purtroppo a quanto so la soprintendenza non ha dato il benestare alla demolizione di quello sgorbio, ed ha tenuto in stallo il progetto del waterfront per tanto tempo. Alla fine l'autorità portuale si è accordata per il recupero dei magazzini generali. :bash:

Comunque bella notizia questa che finalmente pare inizino i lavori al waterfront. :banana:
I Magazzini Generali non li fece nemmeno un architetto qualunque. Ma ciò non toglie che fanno schifo. Ciò dimostra ancora di più che la Sovrintendenza a Napoli è piena di incompetenti (ovviamente senza generalizzare):bash:
 

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Si forse c'andava solo lui!:devil:
:lol::lol:
Io ci andavo (anche perchè faceva un sacco di convenzioni).

Ora che è diventato Martos non ci vado più perchè ha un costo del biglietto esagerato e non fa convenzioni (al contrario del Med, da quando è diventato The Space).
 

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^^ Beh non è detto che il recupero non preveda un "recladding" dell'edificio in chiave moderna, o quanto meno speriamo sia così. :)
E' quello che dovrebbe essere fatto. In pratica l'attuale edificio dei Magazzini Generali dovrebbe essere inglobato nel grosso edificio previsto nel progetto Euvè.


Infatti le cubature del nuovo edificio saranno doppie rispetto a quelle dell'edificio dei Magazzini Generali.
 

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Come al solito i tempi si allungano...

NAPOLI - Waterfront, il piano della discordia
La Repubblica 30-10-10, pagina 6 sezione NAPOLI

tiziana cozzi

IL PRIMO passo per avviare le procedure tecnico-amministrative, doveva essere approvato ieri. Il piano di restyling del molo Beverello proposto dall' Autorità portuale, che nei giorni scorsi aveva suscitato le polemiche degli armatori, era tra i punti all' ordine del giorno del Comitato portuale. Al vaglio dei 21 membri, il bilancio da approvare e l' adeguamento tecnico-funzionale del progetto waterfront, primo step verso la concreta realizzazione di un piano che per ora resta ancora sulla carta. Tanti sono stati i dubbi manifestati dagli armatori. Anche loro hanno presentato un progetto, finanziabile e realizzabile in tempi brevissimi, rimasto finora senza risposta. Così, la tensione sale alle stelle e nel corso della riunione si giunge allo scontro. Gli armatori da una parte - Snav (Aponte e Aiello), Medmar (D' Abundo), Volaviamare (Lauro), De Leva e Gentile - l' ammiraglio Luciano Dassatti (nella foto piccola), presidente dell' Autorità portuale dall' altra. I motivi del dissenso sono le scelte della cantieristica, la società Nausicaa e soprattutto, la questione del rifacimento del molo Beverello. Si discute, i toni si alzano, alla fine la seduta viene rinviataa venerdì prossimo, nemmeno un punto del programma della giornata è stato discusso, e, soprattutto, non è stato approvato il bilancio di previsione. Il comitato si chiude con la richiesta di una risposta ufficiale al progetto degli armatori. «Siamo prontia investire dieci milioni e in un anno realizzeremo il nuovo waterfront - spiega Raffaele Aiello, ad della Snav - bisogna cambiare molte cose nel porto. Non abbiamo infrastrutture, mancano le banchine, il bacino galleggiante affondato nel 2006 non è mai stato ripristinato. Così si perde lavoro. Il nostro piano è già finanziato. Quello dell' Autorità portuale no. Bisogna reperire fondi pubblici. E conosciamo le lungaggini a cui andiamo incontro». Dal canto suo, l' ammiraglio Dassatti, ha un protocollo d' intesa firmato tra Autorità portuale, Soprintendenza ai Beni architettonici e il Comune di Napoli che li impegna a collaborare per accelerare sui tempi. Alla questione risponde buttando acqua sul fuoco. Ma resta fermo sulle sue posizioni. «Non ho conflitti con nessuno - dice - il progetto contestato ha un percorso diretto già avanzato, è definitivo. Si attende soltanto il passaggio in Comitato portuale, poi si definiranno le procedure e si bandirà la gara. Queste sono le regole. Se non si è contenti, si può chiedere ragione ad un magistrato. Il Tar esiste per questo». E la risposta attesa dagli armatori sul loro progetto arriverà? «Certo, stiamo valutando. Ma ogni cosa a suo tempo».
 

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27 gennaio 2011
via al piano triennale
napoli, investimenti
per 110 milioni di euro





Il Comitato portuale, riunitosi questa mattina, ha esaminato e approvato alcune pratiche demaniali ( porto di Castellammare e località Molosiglio) e ha dato il via libera definitivo al piano triennale e al piano annuale delle opere 2011 che prevede investimenti per 110 milioni di euro.

Il presidente dell’Authority, l’ammiraglio Luciano Dassatti in apertura dei lavori, ha informato i membri del parlamentino portuale che è stata assegnata la gara per il dragaggio d’urgenza di 70 mila metri cubi di fanghi e che è in corso di definizione la progettazione per la realizzazione di una rete fognaria del porto e di un depuratore.

Dassatti ha inoltre sottolineato che il ministero dell’Ambiente ha notificato all’Autorità portuale, il 25 gennaio, il decreto con cui è stata autorizzata la variante di progetto per conferire i sedimenti del dragaggio di 1,2 milioni di metri cubi di fanghi del porto nella cassa di colmata della nuova Darsena di Levante. La riunione si è chiusa con il saluto del Segretario uscente Zeno d’Agostino.


fonte e foto:

www.shippingonline.it
 

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^^

:dunno:


16 febbraio 2011
parla il presidente
dassatti: ora napoli
può ripartire



Bianca d’Antonio


«Ormai è fatta. Partono finalmente i lavori di dragaggio e disporre di fondali in grado di consentire l’arrivo delle porta contenitori di nuova generazione, significa un “nuovo giorno” per il porto di Napoli». Non nasconde la propria soddisfazione Luciano Dassatti, presidente dell’A.P dello scalo partenopeo e ripercorre la strada irta di ostacoli per arrivare ai nastri di partenza: iter burocratici, passaggi tra i vari ministeri, senza contare le mareggiate che, per ben due volte, hanno danneggiato la cassa di colmata di Porto Fiorito, là dove dovevano essere riposti i materiali di risulta. Ma, finalmente, la gara per il dragaggio d’urgenza è stata assegnata. Se l’ è aggiudicata la L.E.MA.PO.D Spa di Napoli. Si parte con un primo stralcio per 70mila metri cubi, con temporaneo deposito dei sedimenti cui seguirà un secondo stralcio di 60mila metri cubi per un totale di 130mila da far refluire tutti nella cassa di colmata di Porto Fiorito al Vigliena. Nel frattempo è in corso di definizione la progettazione per la realizzazione di una rete fognaria e di un depuratore nel porto. E non basta. Il colpo magistrale viene messo a segno con il decreto notificato all’Ap dal Ministero dell’Ambiente in data 25 gennaio con cui viene autorizzata la variante di progetto per conferire i sedimenti del dragaggio di 1milione200mila mc di fanghi del porto nella cassa di colmata della nuova Darsena di Levante. «Ormai questo è il passato – commenta il numero uno dell’Autorità portuale. - Ora dobbiamo guardare al futuro».

Siamo agli inizi del 2011,come definirebbe la situazione attuale in porto?

«Direi buona. Nonostante le criticità, i traffici sono aumentati e gli operatori sono soddisfatti del loro lavoro. Oltre i dragaggi, inizieranno a breve anche i lavori per realizzazione della nuova darsena commerciale da un milione di teus».

Che cosa c’è ancora sul tappeto che tarda a partire?

«La viabilità del porto che va modificata in piccole tratte. Abbiamo costituito un comitato che sta studiando le soluzioni migliori. E poi le problematiche del Beverello. Le procedure sono complesse, ma siamo sulla buona strada. Il progetto è ora stralciabile da quello globale previsto da Nausicaa. Si passerà poi a quello finale e, dopo il passaggio al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, si andrà alla conferenza dei servizi. Intanto, l’adeguamento tecnico funzionale del Beverello al piano regolatore, ha avuto il “non contrasto” agli strumenti urbanistici e proseguirà per il Consiglio Superiore dei lavori Pubblici. La nuova stazione del Beverello, dopo la conferenza dei servizi, la gara, l’espletamento delle procedure burocratiche, potrebbe essere pronta entro il 2012 o poco più»

Quale settore decolla con maggiore fatica?

«Dobbiamo facilitare tutti i segnali positivi che arrivano dai vari settori. Ed i segnali parlano di traffici sempre in crescita. I risultati sarebbero ancora maggiori se avessimo avuto già le infrastrutture. Comunque ora l’importante è iniziare»

Anche per la cantieristica?

«Qui bisogna togliere di mezzo i contrasti tra i vari operatori. E non è semplice».

E qual è la sua posizione sulla legge 84/94 che non riesce a concretizzarsi? Cosa, in particolare, blocca il decollo dei porti?

«La legge va modificata e la modifica fondamentale riguarda l’autonomia finanziaria delle Autorità Portuali e l’autonomia ai presidenti per metterli nelle condizioni di poter lavorare. Non avere la certezza finanziaria per effettuare i necessari investimenti sulle grandi infrastrutture, è un freno allo sviluppo. L’autonomia finanziaria, però, non può venire solo dalle tasse. Un ruolo importante lo giocano anche i privati in un porto in cui il pubblico dà la concessione consentendo al privato di investire»

I porti dell’alto Tirreno e dell’Alto Adriatico hanno stretto alleanze perché, insieme, si ha più potere di penetrazione; lo stesso stanno facendo i porti del basso Adriatico e mi riferisco a Bari, Brindisi ecc.. lei non pensa che si potrebbe fare lo stesso per il basso Tirreno?

«Io sono un fautore del sistema Italia dove trovo fine a se stessa la concorrenza fra i porti. Ogni porto ha la propria specificità ed il proprio appeal. Se entriamo nel sistema delle macroregioni, verbalmente si può fare molto, ma io voglio prima vedere i risultati di queste alleanze. Si possono mettere a fattore comune molti parametri, presentarsi come sistema a mostre e convegni. Io credo nella sintesi di intelligenze, nella buona volontà, mai di contrasto, nella concorrenza che rispetti le specificità dei porti. Con Salerno cominciamo a collaborare: andiamo insieme al Seatrade di Miami»


fonte: http://shippingonline.ilsecoloxix.i...6/ANpinIkE-ripartire_dassati_presidente.shtml
 

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ma attualmente qualcuno sa dirmi se c'è qualche cantiere nel Porto attualmente? sia di riqualificazione che di viabilità, che qualche intervento privato....purtroppo si sa sempre poco sul Porto di Napoli. Io spesso fatico a trovare delle notizie in rete :(
 

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La Repubblica - ed. Napoli

Megacentro nel porto
shopping e discoteca
Apre il 30 marzo un grande centro commerciale nella Stazione marittima, i lavori sono quasi completati. E lo scalo cambia volto
di TIZIANA COZZI

Tra dieci giorni sarà pronto. Cinquanta negozi nel cuore della città affacciati sulle banchine della Stazione marittima, a un passo dal mare. Da qui, gli aliscafi che entrano e escono dal porto quasi si toccano. Sembra quasi che lambiscano le porte a vetri dei locali appena imbiancati.

Comincia il 30 marzo la seconda vita del Molo Angioino. Cinquemila metri quadri, centocinquanta dipendenti, un investimento di venticinque milioni di euro (inclusi gli spazi per la convegnistica, il check in e il check out del terminal crocieristico). La galleria commerciale, al primo piano del bell’edificio storico di epoca fascista progettato da Cesare Bazzani, ora è realtà. Per ora i negozi, tra un anno la discoteca e il ristorante a strapiombo sul mare, nelle due torri simmetriche in fondo al piazzale del Molo e un altro spazio commerciale di 3500 metri quadrati.

Un progetto pensato per i passeggeri provenienti dalle navi da crociera, un milione e trecento mila nell’ultimo anno, un business in continua crescita. Tre i livelli interessati dalla ristrutturazione, per ora tocca al primo piano. «Apriremo il 30 marzo ma l’inaugurazione ufficiale sarà fatta entro il 10 aprile spiega Nicola Coccia, presidente Terminal Napoli Spa, società responsabile del restyling Puntiamo all’accoglienza con la massima sicurezza e ci rivolgiamo non solo ai turisti ma anche ai napoletani. La nostra stazione marittima è in una posizione unica al mondo. Esattamente al centro della città, centrata con San Martino e perpendicolare a Palazzo San Giacomo. Abbiamo evitato la presenza di griffe internazionali, ci saranno marchi locali, che testimoniano l’eccellenza dei prodotti tipici campani».

I negozi sono ancora in allestimento, nessuna vetrina è ancora pronta. Su ogni spazio è visibile però il nome dell’azienda. Enoteche, caseifici, bar, gelaterie, marchi di abbigliamento, pelletteria, gioielleria, antichità, negozi di ottica, souvenir, giornalai, farmacie. Una fila di negozi corre lungo i corridoi in marmo bianco, dove un tempo c’erano gli uffici. Al posto della cappella, uno splendido edificio con pianta ottagonale circondato tutt’intorno da vetrate, ora ci sarà un negozio di abbigliamento multimarca. «Ma ci sarà anche spazio per l’arte tiene a precisare Coccia avremo la Fonderia Chiurazzi con i calchi riprodotti dagli originali delle antichità classiche».

Il progetto corre di pari passo alla riqualificazione del waterfront in carico all’Autorità portuale, progettata dal francese Michel Euvè vincitore del concorso nel 2005 e rimasto al palo fino al 2009 a causa di una serie di ricorsi giudiziari. «Il progetto di Euvè non è ancora decollato e noi ci inseriamo in quello scenario di trasformazione e utilizzazione del waterfront che tutti vogliamo». Anche il piano per il centro commerciale non ha avuto vita facile. All’inizio l’idea di dedicare spazio alle grandi griffe è poi naufragata assieme alla sintonia con Gianni Punzo, socio di Terminal Napoli che nel luglio 2009 uscì dalla società.

I lavori sono andati avanti per cinque anni. Con qualche sorpresa. «Abbiamo trovato i vecchi banconi su cui gli emigranti firmavano i documenti per l’imbarco conclude Coccia ed è già pronto il vecchio ascensore imperiale che i reali usavano per arrivare direttamente sulla banchina degli imbarchi e non incontrare gli altri passeggeri. È stata una vera scoperta, era in stato di abbandono, l’abbiamo restaurato».

Le immagini: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/03/19/foto/le_immagini-13845231/1
 

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OTTIMO! non vedo l'ora di veder completato tutto! poi è veramente in un punto ottimale per creare nuova movida, con la futura sistemazione di piazza municipiosarà uno spettacolo! resta da capire come continuerà la riqualificazione con il waterfront!
 

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stanno i manifesti dell'evento anche nelle stazioni della linea 2
 

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Certo che è proprio bella, ora sì che la stazione potrà essere apprezzata in pieno, collegandola maggiormente alla città e alle sue esigenze (anche se per questo dobbiamo aspettare soprattuto la metro). è proprio per questo che la scelta di realizzare una discoteca lascia perplessa anche me, perché secondo me risponde ad un'esigenza di svago solo serale e, per giunta, peggiorerebbe moltissimo l'intasamento di via marina nel fine settimana.
 

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ma potrebbe essere buona per far vivere questo posto dopo la chiusura dei negozi. Secondo me non è tanto male l'idea, meglio quella del ristorante. Sennò succede che di sera dopo chiusi i negozi diventa il deserto.
 
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