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America's Cup: contratto pronto, mancala firma Magone-de Magistris, scoppia la polemica

di ANGELO MONACO

NAPOLI — Sono bastati pochi righi di replica di Riccardo Marone al sindaco de Magistris per scatenare una tempesta virtuale sulla possibilità reale che uno degli eventi della fase preliminare dell'America's Cup approdi a Napoli nel 2012. Il comunicato del presidente di Bagnolifutura, società di trasformazione urbana quasi interamente controllata dal Comune di Napoli, diceva: «Apprendo dalla stampa che il sindaco intende cambiare gli amministratori di tutte le partecipate, e, nello specifico, i vertici della Bagnoli-futura, motivando tale cambio non per lo spoil system ma per la necessità di avere persone che siano concordi con il suo programma. Innanzitutto vorrei ricordare, avendo in più occasioni, sia lui, sia gli assessori della sua giunta, pubblicamente dichiarato che è ferma intenzione dell'attuale amministrazione dare completa e definitiva attuazione al piano urbanistico per Bagnoli, che quel piano fu adottato dalla giunta comunale quando io ero sindaco, per cui ovviamente non posso che essere d'accordo nell'attuarlo. Devo dire poi che essendoci incontrati più volte, sarebbe stato più corretto parlarmene anziché comunicarmelo via stampa. Ma evidentemente lo stile in quest'occasione è mancato. Infine vorrei ricordare che per legge, che de Magistris conosce sia in quanto sindaco che in quanto magistrato, i consigli di amministrazione non possono essere revocati se non per gravi motivi: se il sindaco mi fa sapere quali gravi inadempienze avrei commesso sono disposto a dimettermi immediatamente». Il tono secco e polemico ha motivato una preoccupata conclusione che in poche ore si è diffusa negli ambienti del Comune, della Regione e della stessa Bagnolifutura: Marone non firmerà il contratto con la società americana che gestisce le regate dei maxi yacht. A lui, infatti, il protocollo d'intesa sottoscritto da Comune di Napoli, Regione, Autorità portuale, Unione industriali e Bagno *** litutura, in quanto presidente della Stu e in attesa di formare una società ad hoc per gli eventi napoletani, demanda il compito. Nel corso della giornata di ieri, quindi, il presidente degli industriali Paolo Graziano, delegato invece a trattare con gli americani di Oracle, è stato al centro di una serie di telefonate cariche d'ansia dal Comune e dalla Regione. Un'ansia comprensibile, perché se Napoli perdesse di nuovo l'occasione di ospitare la grande vela dopo il fallimento del 2003, per la città sarebbe uno smacco insopportabile. Soprattutto considerando che lo stesso Graziano, all'inizio del mese aveva caricato proprio questi giorni di aspettative annunciando che dopo ferragosto da San Francisco sarebbe arrivata la conferma ufficiale che la scelta è caduta su Napoli. E anche che il contratto, via email, a Napoli è già stato spedito dai manager dell'Acea e attende solo la definizione degli ultimi dettagli e — ap - punto — la firma definitiva. Un contratto che contiene perfino logo e slogan dell'evento. Invece l'assenza di quella firma ha ridato corpo perfino all'ipotesi di una possibile concorrenza da parte di Venezia, il cui sindaco Orsoni è piombato a Cascais, appena pochi giorni fa, in occasione dell'evento di apertura del-l'America's Cup 2013 che si è tenuto nella località portoghese. Ma davvero Marone non vuole firmare? L'avvocato, ex sindaco ed ex parlamentare, è in vacanza alle Eolie. Da dove si limita a spiegare: «Se c'è urgenza, torno in aliscafo». E aggiunge ridendo che spera di poter restare ancora un po' al mare. Per il resto sostiene di non essere informato, salvo ciò che ha letto sui giornali, e che comunque non potrebbe firmare senza un nuovo accordo preliminare visto che le condizioni contrattuali sono cambiate rispetto all'inizio della trattativa. Ma anche che è sempre così. Sul merito, afferma che a quanto gli risulta l'accordo con gli americani c'è. Insomma getta acqua sul fuoco ma non si sbilancia. Marone non vuole dire di *** più, ma certamente sa che la sua replica a de Magi-stris ha portato lo scompiglio a Napoli. Infatti ha ricevuto la telefonata del vicesindaco Tommaso Sodano il quale, evidentemente un po' preoccupato anche lui, puntualizza: «Non credo che le dichiarazioni di Marone su Bagnolifutura debbano essere messe in relazione con l'America's Cup. Quel comunicato mi è parso un po' eccessivo, comunque Bagnolifutura ha finalità diverse. Poi sui vertici della società non è detto niente. Il sindaco ha espresso valutazioni generali sul ruolo delle società e ha legittimamente espresso il suo parere su alcuni dettagli. E ancora: faccio l'esempio dell'Asia, dove è stato rinnovato il vertice ma Fortini è rimasto. Non è stato deciso nulla. Comunque Marone sa che siamo stati a Bagnoli pochi giorni fa, con il sindaco, e che stiamo cercando di far sbloccare i fondi dalla Regione per completare le opere in atto. Insomma, non è vero che Marone è stato licenziato sui giornali ed è sbagliato trarre conclusioni, nonostante qualche critica». Tornando alla vela, ha visto il contratto? A che punto sono realmente le cose? «I rapporti con la Acea sono tenuti da Graziano, con il quale eravamo rimasti che si sarebbe chiuso a fine mese. L'ho sentito anche oggi, due volte, e mi ha confermato di essere tranquillo, che tutto dovrebbe andare a buon fine. La lettera con la bozza di accordo è arrivata qualche giorno fa. Noi l'abbiamo fatta tradurre e analizzata. E abbiamo chiesto di accelerare i tempi, se possibile. Credo che per la firma bisognerà attendere la fine di questa settimana o l'inizio della prossima. Lo dico anche per spiegare che è lungi da noi l'intenzione di creare polemiche che potrebbero mettere in discussione un evento al quale teniamo molto». Intanto il tempo stringe e il dubbio resterà finché quella firma non sarà apposta in calce al contratto. Che sia quella di Marone, del sindaco o del rappresentante della società di scopo, se sarà costituita nei prossimi giorni. I protagonisti Riccardo Marone Presidente Bagnolifutura Paolo Graziano Presid. Industriali Napoli Luigi de Magistris Sindaco di Napoli *** Dal 10 al 18 settembre occhi puntati sulla baia di Plymouth in Gran Bretagna perla seconda tappa dell'America s Cup che si comporrà di una serie di regate di flotta e di un evento di match race. L'assessore Vivien Pengelly, leader del consiglio comunale di Plymouth. uSiamo entusiasti che sia stata scelta come città ospitante di uno degli appuntamenti». San Diego, In California, sarà la terza tappa dell'America's Cup Le regate si svolgeranno in inverno, tra il 12 e il 20 novembre prossimi. Secondo i piani attuali la regata che si terrà nella Baia di San Diego vedrà la linea di partenza/arrivo appena al di là della costa, cui gli spettatori potranno accedere lungo diversi punti del litorale. ***
 

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La reazione del presidente della società: "Sono un uomo delle istituioni,manon ho ancora avuto l'assenso degli enti" Marone: "La manifestazione non rischia nulla"

«LA Coppa America? Che c'entra?». Nel giorno della polemica più aspra col sindaco, il presidente di Bagnolifutura Riccardo Marone si scopre però d'accordo con de Magistris sul negare qualunque legame fra i loro conflitti sulla società di Bagnoli e il destino delle regate internazionali. Pare che lei l'accordo non l'abbia firmato. «Io non ho ancora avuto l'assenso a firmare nulla». L'assenso di chi? «Di quegli enti che devono darvita poi allasocietàdi scopo: Comune, Regione, Porto e Industriali». Ricapitoliamo. A che punto la trattativa? «C'è stato un primo protocollo d'intesa». Fra gli enti italiani. «Esatto». Poi? «Sono state mandate delle osservazioni agli americani. Dovevano rispondere». Al Comune la lettera da San Franciscogiàc'è. Si tratterebbe di firmare il contratto. «Ma sulla base delle novità intercorse si dovrà riscrivere anche il nostro protocollo d'intesa. Vanno definite alcune cose, ad esempio il contributo finanziario della Regione». Lei insomma aspetta comunicazioni? «Quando ci si torna a riunire, e si riscrive il protocollo, comprensivo del mandato a Bagno-lifutura di firmare, io firmo. Aspetto solo le indicazioni. Da questo punto di vista sono un esecutore, figuriamoci se voglio bloccare la manifestazione». Firma anche in presenza di un eventuale scontro con il sindaco? «Ma è evidente. Sono un uomo delle istituzioni. Vorrei anzi proprio sapere chi è che avanza questa ipotesi di un mio passo indietro. Sta a vedere che adesso cade tutto sulle mie spalle. Stiamo scherzando?» Di certo non sembrano uno scherzo la parole del sindaco sul futuro della società. Lei non l'ha presa troppo bene. «Anche perché, lo ripeto, non c'è conflitto. Lui e altri assessori hanno proclamato che fflfuturo di Bagnoli resta quello del piano regolatore. Ma il piano lo feci approvare io, dunque non ci dovrebbero essere contrasti». Comunque lei non ha gradito. «Certo ci siamo sentiti spesso, sarebbe stato più corretto parlarmi direttamente anziché comunicare via stampa. Lo stile evidentemente in questa occasione è mancato». Farà le barricate? «Non è questo il problema. Il sindaco sa, da uomo di legge, che i Cda possono essere revocati solo per gravi motivi». Il che naturalmente non è il suo caso. «Se mi fa sapere quali gravi inadempienze avrei commesso, sono disposto a dimettermi immediatamente». (r.f.) ***
 

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Questo è uno dei motivi perchè lo spoil system deve essere effettuato il più rapidamente possibile, Marone deve andare via subito.
 

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da "ilmattino.it"

Coppa America, clamoroso stop
«Napoli ha chiesto troppi soldi»


NAPOLI - Colpo di scena per la Coppa America a Bagnoli. Slitta la firma del contratto, che è stato rispedito agli organizzatori. Una decisione che si è tinta di giallo. Fra i nodi che sarebbero ancora da sciogliere c’è quello dei soldi: si tratta, infatti, sulla percentuale dei finanziamenti da riconoscere alle parti.

Il Comune fa sapere di avere le carte in regola e che ora la palla è nelle mani degli industriali. L’annuncio, comunque, dovrebbe arrivare nei prossimi giorni da San Francisco, città simbolo della blasonata manifestazione velica. Poi, subito dopo scatterà la corsa contro il tempo per definire il cronoprogramma delle opere e aprire i cantieri: le World Series dell’America’s Cup si terranno nel 2012 e nel 2013. Sullo slittamento pesano anche le incertezze sulla governance di Bagnolifutura.

Intanto si tratta sulle percentuali ed è scontro sulla cifra assegnata alla città di Napoli: Comune e industriali litigano su chi deve fare di più.
 

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Coppa America, clamoroso stop
«Napoli ha chiesto troppi soldi»


Intanto si tratta sulle percentuali ed è scontro sulla cifra assegnata alla città di Napoli: Comune e industriali litigano su chi deve fare di più.
Lo sapevo... mai cantare vittoria troppo presto, e quando si tratta di Napoli è sempre così... secondo me qualcosa andrà storto, specie se questi imbecilli non cercheranno di trovare un accordo e collaborare piuttosto che litigare e fare a gara a chi "deve fare di più". Ma perché da noi ci sono sempre questi intoppi!? :eek:hno: Che rabbia!!!!! :bash:
 

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qui già stanno litigando su come papparsi la torta e i soldi ancora devono arrivare...piens nu poc
ma più che altro è assurdo vedere come degli ADULTI, POLITICI, IMPRENDITORI, INDUSTRIALI e gente che dovrebbe saper affrontare e gestire degli eventi così grossi ed importanti stia perdendo tempo con inutili battibecchi senza pensare in primis al benessere e ai soldi che ne ricaverebbe la città... è sempre la stessa storia, sembrano dei bambini che litigano per le caramelle piuttosto che cercare di mettersi d'accordo... che vergogna, e chi ne rimette è sempre Napoli (e i suoi cittadini). Speriamo solo che questa firma arrivi davvero nei prossimi giorni e queste discussioni possano essere messe a tacere...
 

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Mah, a me tutta sta storia non ha mai convinto: per l'American's Cup in lizza c'erano città di tutta Europa, di cui ricordo in semifinale c'erano Lisbona, Napoli, Valencia (che effettivamente vinse) e Marsiglia. Per la candidatura di Napoli dovette schierarsi il Governo, dopo aver scelto tra una miriade di località italiane candidatesi.



Ci fu una concorrenza agguerrita, e ora invece? All'improvviso si decide di farla a Napoli, senza selezioni e senza tanta concorrenza di altre città, la cosa sta avvenendo senza clamore mediatico...come mai?


Mah, io credo che si organizzarà solo un mini competizione c'è troppo poco rumore...
 

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Mah, a me tutta sta storia non ha mai convinto: per l'American's Cup in lizza c'erano città di tutta Europa, di cui ricordo in semifinale c'erano Lisbona, Napoli, Valencia (che effettivamente vinse) e Marsiglia. Per la candidatura di Napoli dovette schierarsi il Governo, dopo aver scelto tra una miriade di località italiane candidatesi.



Ci fu una concorrenza agguerrita, e ora invece? All'improvviso si decide di farla a Napoli, senza selezioni e senza tanta concorrenza di altre città, la cosa sta avvenendo senza clamore mediatico...come mai?


Mah, io credo che si organizzarà solo un mini competizione c'è troppo poco rumore...
ma infatti il vero treno della vera american's cup è passato e napoli l'ha perso...questa è solo l'assegnazione di un evento minore ossia le regate eliminatorie per poi accedere alla vera american's cup che non so dove si farà
 

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Ma quando diavolo si muovono a firmare questo dannato contratto!? Ci vogliono sempre prendere in giro con la classica frase "discuteremo i dettagli e nei prossimi giorni concluderemo"... ma questi "prossimi giorni" si stanno trasformando in settimane ed il tempo passa. Come se ne avessimo già abbastanza per poterci permettere di tardare. Ogni volta sempre la stessa storia e gli stessi problemi... :eek:hno:

America’s Cup: il contratto c'è e la firma arriverà, ma quando?
Preliminari di Coppa a rischio? Il contratto è pronto e la firma arriverà presto. De Magistris, Caldoro, Graziani e Marone "ribadiamo la volontà che Napoli sia designata come città ospitante della fase preliminare"



Una fase preliminare dell'America's Cup sarà ospitata a Napoli nel 2012. La notizia non è certo nuova, risale ormai al giugno scorso. E’ previsto, infatti, che le regate si tengano nel mare che bagna Bagnoli e Pozzuoli, fino ad arrivare ad Ischia e Capri. Nel protocollo d’intesa firmato a giugno è stato anche chiarito che tutte le opere che verranno predisposte per il grande evento saranno comunque smontabili e si potranno dunque rimuovere, non causando quindi alcun mutamento all’area urbanistica prescelta e la costa sarà riportata alla status originale, come lo stesso De Magistris ha sottolineato con forza: “Il recupero delle funzioni urbanistiche di Bagnoli può essere accelerato se l’area viene quanto prima valorizzata, attraendo visitatori e investimenti, con l’obiettivo immediato di focalizzare l’attenzione internazionale sul sito e con la finalità di medio periodo di perseguire le indicazioni fissate nella disciplina urbanistica, con particolare riferimento al ripristino della linea di costa naturale e alla bonifica dei fondali marini”.

Ma le polemiche degli ultimi giorni tra il sindaco De Magistris e il presidente di BagnoliFutura Riccardo Marone sono arrivate oltreoceano, destando non poche preoccupazioni tra gli americani per l’effettiva possibilità che le preliminari di Coppa si svolgano all’ombra del Vesuvio. Nonostante il contratto per dare il via alle operazioni di organizzazione dell’importante regata sia pronto da tempo, le quattro firme “nostrane” non sono ancora state apposte. A dover mettere penna sul foglio per tutti dovrebbe essere Marone, al quale è stata affidata una speciale delega da parte del sindaco Luigi de Magistris, del presidente della Regione Stefano Caldoro e del presidente dell'Unione industriali Paolo Graziano, le altre tre parti in causa.

Questa firma che stenta ad arrivare aveva già destato non poche preoccupazioni e infine a creare un vero e proprio allarme per la Coppa America era stato un comunicato diffuso qualche giorno fa dal presidente di Bagnolifutura, società partecipata del Comune di Napoli, in cui Marone si era scagliato contro il sindaco di Napoli e la sua decisione di cambiare la dirigenza dell’azienda: «Apprendo dalla stampa che il sindaco intende cambiare gli amministratori di tutte le partecipate, e, nello specifico, i vertici della Bagnolifutura, motivando tale cambio non per lo spoil system ma per la necessità di avere persone che siano concordi con il suo programma. Innanzitutto vorrei ricordare, avendo in più occasioni, sia lui, sia gli assessori della sua giunta, pubblicamente dichiarato che è ferma intenzione dell'attuale amministrazione dare completa e definitiva attuazione al piano urbanistico per Bagnoli, che quel piano fu adottato dalla giunta comunale quando io ero sindaco, per cui ovviamente non posso che essere d'accordo nell'attuarlo. Devo dire poi che essendoci incontrati più volte, sarebbe stato più corretto parlarmene anziché comunicarmelo via stampa. Ma evidentemente lo stile in quest'occasione è mancato. Infine vorrei ricordare che per legge, che de Magistris conosce sia in quanto sindaco che in quanto magistrato, i consigli di amministrazione non possono essere revocati se non per gravi motivi: se il sindaco mi fa sapere quali gravi inadempienze avrei commesso sono disposto a dimettermi immediatamente».

Non erano bastate poi, a sedare le preoccupazioni, le rassicurazioni di Maroni sulla assoluta volontà di tutti di portare la famosa gara a Napoli e per fugare adesso ogni dubbio arriva un nuovo comunicato firmato congiuntamente da De Magistris, Caldoro, Graziano e Marone in cui si chiarisce che "In merito alle notizie apparse oggi sulla stampa ribadiamo la volontà che Napoli sia designata come città ospitante della fase preliminare della America's Cup. Tutte le istituzioni coinvolte e tutti i soggetti interessati stanno lavorando a questo obiettivo che rappresenta una grande occasione per la nostra città. Nei prossimi giorni, una volta verificati i dettagli, si procederà alla firma del contratto per rendere operativa questa opportunità, perciò è importante continuare a lavorare in piena collaborazione con serietà e responsabilità istituzionale come la città merita".

Dal canto suo, il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, rincara la dose per tranquillizzare americani e napoletani: "Se il problema è di natura finanziaria, la Provincia è pronta ad intervenire pur di sponsorizzare finalmente in chiave positiva l'immagine di Napoli nel mondo. Il fallimento della trattativa è un'eventualità che non può essere considerata, sarebbe una ennesima bocciatura internazionale della città, un boomerang". In effetti, nel contratto con gli americani restano ancora da chiarire le percentuali economiche delle diverse parti interessate.
 

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Chiazze oleose, liquami, veleni chimici: così lo scalo c diventato il grande ammalato del Golfo
Porto, dove il mare diventa palude 21 alvei e canali scaricano in acqua

CARLO FRANCO

IN QUESTI giorni si fa un gran parlare di clamorosi progetti per ilrilanciodelporto (ii) candidandolo al ruolo di aziendapilotaper Napoli. Tutto vero e condivisibile, ma la realtà è questa: trentotto anni dopo il colera, nel mare del porto di Napoli, già alle prese con drammatici problemi di depurazione non risolti o affrontati solo parzialmente, scaricano ventuno tra alvei e canali che provengono dai quartieri più degradati della città orientale assolutamente privi di sottoservizi e mai bonificati nonostante le solenni e ripetute promesse di risanamento. Considerando l'altissimo indice di affollamento del territorio e le attività che si svolgono all'interno del porto, questi rivoli sotterranei trasportano un micidiale carico di liquami che, saldandosi con le acque nere dei Comuni del bacino del Sarno, condanna il mare ad una «morte» biologica lenta ma inarrestabile. L'evidenza dello scandalo non ha mai accelerato lasoluzione. Il Comitato scientifico dell'associazione Marevivo—composto dagli ingegneri Gualtiero Parisio, Rocco Galgano e Bruno Orrico e dal professore Vincenzo Sa momo — ha elaborato una relazione, consegnataaRegione, Comune, Provincia e Autorità portuale. L'ultimacrepasi è aperta agiugno, quando il porto si «svegliò» con una gigantesca macchia nerasullasuperficie, all'altezzadella darsena container dove ferveva il lavoro. La prima reazione fu di dare lacolpaai containerpoi la verità, è il caso di dirlo, èvenuta a galla. Le soluzioni che non possono più essere rinviate. I tecnici hanno lavorato su tre fronti—porto, impianti di depurazione, fiume Sarno—che procedono parallelamente e si incontrano nel mare che, speriamo, ospiterà una delle tappe della Louis Vuitton, l'evento che qualificherà l'equipaggio che sfiderà il detentore della Coppa America all'interno del triangolo di gara di San Francisco. Ma per raggiungere l'ob-biettivo il mare va curato. Cominciando dal porto. Quattro chilometri di costa, dall'impianto di sollevamento di via Acton al cunicolo dei sotto-servizi di via Marina Due reti fognarie, unarisalente agli anni '50 e l'altra fatta, ma mai completata, in occasione dei famigerati campionati mondiali del '90 che hanno lasciato macerie di ogni tipo. Le fogne del porto, tra l'altro, sono di tipo misto e, come abbiamo visto, raccolgono acque reflue — domestiche, urbane e meteoriche ma anche scarichi comunali — canali, fogne, collettori pluviali e alvei — che provengono dal territorio retrostante e sfondano dove possono, con le conseguenze che sappia.. Pio ih,!uci sil 5xla: 1.tcrrr *** mo, non esistendo strutture capaci di convogliarle in un idoneo impianto di depurazione. Cosa si fa per correggere una situazione tanto deteriorata e pericolosa per la salute pubblica? Poco, molto poco e gli interventi che si effettuano, per giunta, sono scollegati tra di loro perché manca una intesa interistituzionale. L'Autorità portuale sta realizzando il primo lotto di una nuova rete fognaria, dal Molo Beve-rello al molo Pisacane, La spesa previstaammontaaotto milioni, il termine dei lavori è fissato peril 2012: il condizionale è d'obbligo. L'Autoritàportuale, inoltre, èimpegnata a completare la rete interna e alla costruzione di un impianto di depurazione al molo del Carmine pertrattare gli scarichi fognari biologici dell'area. L'opera, assolutamente fondamentale e prioritaria, costerà trenta milioni, ma, di fatto, è bloccata dall'inerzia del Comune che non affronta il problema dei ventuno scarichi che sfondano il muro del porto. Il cane, insomma, continua a mordersi la coda. Ma c'è dell'altro: tutti i reflui industriali prodotti all'interno del porto vengono stoccati provvisoriamente in vasche atenutastagnae ditantointantotrasportati in impianti attrezzati per il loro smaltimento. Provvisoriamente, maaNapoli, si sa, il provvisorio quasi sempre è definitivo. Non meno grave la situazione degli impianti di depurazione, quasi tutti realizzati dalla Cassa per il Mezzogiorno, dal 1975 al 1984, del tutto inadeguati alle nuove normative. Quando furono realizzati, invece, fecero gridare al miracolo ingegneria. Gli impianti da anni al centro delle cronache che scandiscono la morte biologica del Golfo hanno nomi «celebri»: Regi Lagni, Alveo Camaldoli, Cuma, Sarno, Ischia e Procida La situazione più disastrosa è quella del bacino nordoccidentale che comprende 127 Comuni e una popolazione di oltre tre milioni di abitanti. Con un indice di edificazione, quasi sempre «selvaggia», superiore a quello di Bangkok. I liquami ricevono solo il primo trattamento e poi si «rifugiano» nei corsi d'acqua disponibili. Aggiungendo, quindi, degrado adegrado. Laresponsabilità è interamente della Regione che ad oggi, nonostante il ritardo, non ha chiaro cosa fare e come farlo. In quattro dei cinque impianti di depurazione sono in corso i primi lavori di rifunzionalizzazione che dovrebbero essere completati quest'anno, ma non si tratta di interventi risolutivi. Per il resto si brancola nel buio e l'esempio più eclatante — anche se riguarda una comunità piccolo come quella di Procida — è che la Regione non riesce neanche a mediare tra il Comune e l'impresa che esegue, o meglio eseguiva, i lavori. Si parla di clamorosi progetti di rilancio, ma 38 anni dopo il colera poco è cambiato ***

la repubblica
 

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Ho editato un vecchio articolo di 2 giorni fa con questo più recente (di oggi 27/08/2011)...

Coppa America più vicina: firmato il protocollo. Intesa tra Regione, Comune, Provincia, Industriali, Bagnoli futura e Autorità portuale: ora si attende la risposta dagli Stati Uniti.


Ecco il protocollo. Un paio d’ore di discussione, a Palazzo san Giacomo, poi la fumata bianca, almeno per quel che riguarda le autorità nostrane. Comune, Regione, Provincia, Unione Industriali, Bagnolifutura e Autorità portuale: sei contraenti per una intesa che da un lato fa da base per la costituzione della società di scopo, dall’altro consente di chiedere ora alla Acea, la società detentrice dell’organizzazione della America’s Cup, l’appuntamento per la firma del contratto. Spetterà agli americani ora dare una risposta positiva e prendere un impegno per un incontro che potrebbe avvenire a San Francisco o a Napoli.

La firma del contratto resta materialmente a carico di Bagnolifutura e del suo presidente, Riccardo Marone (ieri accompagnato dal direttore generale della società Mario Hubler), al di là dello screzio di Ferragosto fra lo stesso Marone e il sindaco per la conclamata volontà di de Magistris di cambiare i vertici della società.

Entro 15 giorni dalla firma del contratto, che originariamente gli americani avevano indicato per fine agosto, verrà poi costituita formalmente la società di scopo. Ne faranno parte Comune, Provincia e Regione, ciascuna per un 30 per cento, più gli industriali con il restante 10 per cento. La società diventerà titolare di tutti i diritti e obblighi derivanti dal contratto, ad eccezione della progettazione e realizzazione delle opere, che restano in carico a Bagnolifutura.

Resta da definire chi guiderà la nuova società. L’ipotesi principale è che l’incarico venga lasciato al presidente degli industriali Paolo Graziano, al quale lo stesso protocollo riconosce di «aver svolto una intensa attività di promozione di Napoli» per ottenere l’evento. Per ora però è stato solo concordato che ci sarà un amministratore unico, senza compensi, ma la designazione è demandata a un successivo accordo fra le parti.

Fin qui la cornice normativa. Resta il problema dei finanziamenti. La Regione ha garantito di non avere problemi sui costi previsti: finanzierà le opere a Bagnoli come pure gli interventi al Molo San Vincenzo e alla darsena Acton, dove è prevista l’accoglienza dei super-yacht. Un pacchetto da 12 milioni circa. Provincia, Comune e industriali invece finanzieranno eventuali altri costi necessari al rispetto degli obblighi contrattuali: formula dietro la quale si celano spese minute che vanno dalla pulizia dei luoghi al servizio di guardiania, ma anche l’acquisto dell’evento, che gli americani hanno stimato in circa 7 milioni.

È previsto anche che eventuali altri interventi necessari verranno esaminati e coperti d’intesa fra le parti. Peraltro il protocollo non si nega un ultimo articolo, l’11, che invita governo, amministrazioni, soggetti pubblici e privati a aderire per favorire e accelerare la pratica. Insomma si lascia uno spiraglio aperto a chi voglia contribuire.

Confermati i dati relativi alla manifestazione. Si tratta, come è noto delle World series, ovvero delle regate preliminari alla Louis Vuitton Cup. Il tutto nelle acque di Bagnoli, in due tornate da 9 giorni ciascuna, la prima a maggio 2012, la seconda nel periodo aprile-maggio del 2013. Verranno utilizzate la colmata a mare, la Porta del parco e il Parco dello sport a Bagnoli, nonché il Molo San Vincenzo per gli yacht.
 

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Ciao ragazzi... Ma ho appena letto che l'Americas Cup si farà a Venezia e non più a Napoli...ma è vero?? e se è vero ma che caspita è successo...stavolta ci contavo.
 

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Ciao ragazzi... Ma ho appena letto che l'Americas Cup si farà a Venezia e non più a Napoli...ma è vero?? e se è vero ma che caspita è successo...stavolta ci contavo.
Confermo.
Letto stamattina sulla prima pagina del Mattino. Ma a quanto pare non è detta l'ultima parola.
 

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America's Cup, blitz in Inghilterra
Si discute sulle preregate. Il sindaco parte al seguito del Napoli. Caldoro, Graziano e Marone su un jet privato



NAPOLI — Un viaggio in Inghilterra per trovare l'accordo definitivo sulle preregate della Coppa America di vela da fare a Bagnoli nell'autunno del 2012 e nello stesso periodo del 2013, e che completano il circuito dell'America's Cup World Series che in Italia vede già coinvolta Venezia.

Quello del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è stato un vero e proprio blitz. Perché seppur apparentemente alla luce del sole — ha viaggiato assieme alla squadra del Napoli, che stasera sarà a Manchester per la sfida di Champions' col City, ospite di De Laurentiis —, l'ex pm è andato Inghilterra per quegli «importanti incontri istituzionali di cui daremo notizia nelle prossime ore» e di cui ha parlato il suo vicesindaco, Tommaso Sodano, con lui in volo. C'era infatti da accordarsi con l'Acea, che detiene il titolo dell'evento, con un annuncio che — salvo sorprese — è atteso in giornata. De Magistris è partito per primo. Ha approfittato del «passaggio» sull'aereo del Calcio Napoli. Un viaggio che il sindaco ha però anticipato di un giorno. Perché nel frattempo c'è stata un'accelerazione in vista dell'intesa per la Coppa America. Diversamente, infatti, de Magistris avrebbe raggiunto Manchester solo oggi. Ma qualcosa è cambiato lunedì, a tarda sera, quando a Palazzo San Giacomo è arrivato l'ok che ha riaperto la trattativa con Acea, pronta a chiudere l'intesa. Intesa che porta però la firma di tutta la squadra impegnata per ottenere le preregate. Agli incontri in Inghilterra, infatti, ha preso parte il governatore, Stefano Caldoro, che nel pomeriggio di ieri ha raggiunto Plymouth — dove si stanno svolgendo le regate — con un aereo privato decollato da Capodichino con a bordo il suo capo di Gabinetto, Danilo Del Gaizo, e con l'intero gruppo di lavoro: il presidente dell'Unione degli industriali di Napoli, Paolo Graziano, incaricato di condurre le trattative; il vicepresidente della Provincia di Napoli, Gennaro Ferrara; il presidente e il direttore generale della Bagnolifutura, Riccardo Marone e Mario Hubler. Poi è arrivata la stretta di mano con Richard Worth, rappresentante dell'Acea, e l'annuncio del via libera che dovrebbe arrivare in giornata.

A margine delle 21 pagine dell'accordo ci sarà la firma del legale rappresentante della Bagnolifutura, Riccardo Marone. Il quale, alla luce di un protocollo d'intesa siglato tra Comune e Provincia di Napoli, Regione Campania, Unione degli industriali di Napoli e Autorità portuale, ha avuto la delega a stipulare il patto che prevede anche una fidejussione da circa 20 milioni e una polizza per un valore di 10 milioni di sterline. Eppure, la decisione di volare in Inghilterra ha scatenato un vespaio di polemiche nell'opposizione in Consiglio comunale che ha gridato allo scandalo per il fatto che il sindaco se ne andasse a seguire la partita Napoli e revocasse per questo la seduta prevista per ieri mattina. Ma da quanto viene fuori, a questo punto, è chiaro che la gara di stasera fosse solo un modo per legare più fattori in un solo viaggio. De Magistris, infatti, sarebbe potuto partire sull'aero a nove posti utilizzato da Caldoro e Graziano. per questo non è da escludere che quello di partire col Napoli sia stato anche un depistaggio. Mal riuscito, però. Nel frattempo è saltata anche la cabina di regia tra regione Campania e Comune di Napoli, prevista per l'altro ieri pomeriggio, che avrebbe dovuto determinare i nuovi equilibri in seno alla Fondazione Forum delle Culture. Proprio perché, alla luce delle possibili, imminenti novità sull'America's Cup, l'intero pacchetto degli eventi del 2013 nella zona occidentale, quindi a Bagnoli, rientreranno in un più ampio riequilibrio delle caselle da riempire lungo l'asse Regione-Comune. Perché una volta ottenuta le preregate della Vuitton Cup, comincerà la bagarre per chi dovrà fare cosa, o per chi avrebbe avuto maggiori meriti. O colpe, se tutto saltasse ancora.
 

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Coppa America, Caldoro: "Equipaggio e barca napoletani"
Il presidente della Regione, in vista delle due regate delle World series previste a Bagnoli nel 2012 e nel 2013, sostiene l'idea di organizzare un team partenopeo. Domani in programma la conferenza dei servizi per accelerare l'iter burocratico delle opere da realizzare nell'ex Italsider


"Ora mettiamo in gara una barca napoletana. Un equipaggio che valorizzi la nostra antica traduzione e passione velica". Così il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, in vista delle due regate delle World series previste a Bagnoli nel 2012 e nel 2013.

"Bisogna sostenere l ' iniziativa a partire dai circoli e dalle associazioni veliche. Sono pronto - ha aggiunto il governatore - a fare la mia parte. E' evidente che le istituzioni, che insieme hanno lavorato in prima fila per l'evento, su questa ipotesi siano un passo indietro e la favoriscano nelle forme giuste. L'auspicio però e quello che si possa avere in gara un imbarcazione italiana e napoletana" ha concluso Caldoro.

Domani intanto è prevista la conferenza dei servizi per accelerare l'iter burocratico delle opere da realizzare a Bagnoli.
 

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Coppa America, Caldoro: "Equipaggio e barca napoletani"
Il presidente della Regione, in vista delle due regate delle World series previste a Bagnoli nel 2012 e nel 2013, sostiene l'idea di organizzare un team partenopeo. Domani in programma la conferenza dei servizi per accelerare l'iter burocratico delle opere da realizzare nell'ex Italsider


"Ora mettiamo in gara una barca napoletana. Un equipaggio che valorizzi la nostra antica traduzione e passione velica". Così il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, in vista delle due regate delle World series previste a Bagnoli nel 2012 e nel 2013.

"Bisogna sostenere l ' iniziativa a partire dai circoli e dalle associazioni veliche. Sono pronto - ha aggiunto il governatore - a fare la mia parte. E' evidente che le istituzioni, che insieme hanno lavorato in prima fila per l'evento, su questa ipotesi siano un passo indietro e la favoriscano nelle forme giuste. L'auspicio però e quello che si possa avere in gara un imbarcazione italiana e napoletana" ha concluso Caldoro.

Domani intanto è prevista la conferenza dei servizi per accelerare l'iter burocratico delle opere da realizzare a Bagnoli.
azz, abbiamo un'antica traduzione velica e non lo sapevo...:lol:
 

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Napoli, mille colori.
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azz, abbiamo un'antica traduzione velica e non lo sapevo...:lol:
secondo me si riferiva alla traduzione napoletano - americano che dovranno fare in vista delle regate :lol: :lol: :lol: già immagino Caldoro & Co a parlare l'inglese alle cerimonie ufficiali :lol: :lol: :lol:
 
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