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DIABOLIKVS
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Un bel (si spera) thread per raccogliere i fatti salienti della politica nei paesi d'oltralpe e d'oltremare.

Comincio con i risultati delle elezioni in Germania, secondo Repubblica

BERLINO - Angela Merkel vince, i suoi potenziali alleati liberali (Fdp) del giovane moderno intellettuale gay Guido Westerwelle trionfano, la Spd tracolla. Quasi vent'anni dopo la caduta del Muro di Berlino, la Germania sceglie di mantenere al potere la cancelliera, la "donna più potente del mondo", ma con un chiaro mandato: svolta conservatrice-moderata, nuova coalizione di centrodestra con i liberali, rottura della Grosse Koalition con la Socialdemocrazia che ha governato la prima potenza europea per i quattro anni dell'ultima legislatura. Ma il risultato è venuto con una partecipazione bassissima al voto, forse la più bassa in sessant'anni di democrazia.

"Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di ottenere una maggioranza stabile in grado di formare un governo con i liberali", ha commentato Merkel, che tuttavia ha precisato di voler essere "la cancelliera di tutti i tedeschi". "L'importanza è una maggioranza stabile" ha aggiunto, poi ha detto di aver parlato al telefono con Westerwelle. Ma "la felicità stasera prevale", ha concluso.

Secondo proiezioni ed exit poll diffusi con grande velocità dalle reti tv pubbliche Ard e Zdf pochi istanti dopo la chiusura dei seggi alle 18, la Cdu di Angela Merkel e il suo partito-fratello regionale bavarese Csu ottengono il 33,5%, perdendo appena l'1,7%. I liberali volano al 15% (più 5,2%). I due partiti del campo moderato quindi ottengono rispettivamente 229 e 95 seggi, cioè sommati 324 seggi sui 598 del Bundestag, il Parlamento federale. Hanno quindi una confortevole maggioranza anche senza mandati supplementari, quelli che si assegnano quando il candidato locale d'un partito ha voti in eccesso di riporto più dei voti allo stesso partito sul posto ma da assegnare alla lista nazionale.

Esultanza, giubilo, champagne e birra a fiumi, grida entusiaste di "Angie, Angie", hanno salutato i primi risultati alla Konrad-Adenauer-Haus, la sede della direzione cdu. Si attende un messaggio della Cancelliera. Musi lunghi e scoramento invece alla Spd, che perde ben l'11,7% e cala al 22,5% dei voti, appena 143 seggi. La Linke (sinistra radicale, cioè i postcomunisti dell'est e Lafontaine) cresce del 3,3%, quindi supera il livello del 10 e sale al 12,5%. Avrà 90 seggi, è la nuova terza forza del paese. Salgono anche i Verdi del 2,4% al 10,5% ma cedono appunto alla Linke il ruolo di terza forza e di motore nuovo della sinistra.

Angela Merkel quindi ha vinto la sua scommessa, ha avuto dagli elettori un voto chiaro per una stabile maggioranza, come aveva chiesto l'ultima volta al suo comizio finale ieri a Berlino. Per l'Europa, gli Usa, Russia, Cina e India è un segnale di continuità nella politica estera tedesca. Ma il grande trionfatore è il giovane Guido Westerwelle, che a questo punto ha in pugno tutti i titoli per chiedere l'incarico di vicecancelliere e ministro degli Esteri. E'convinto europeista, vuole una linea tollerante e multiculturale, l'integrazione degli immigrati, è favorevole all'ingresso della Turchia nella Ue.

Per la Spd, il più antico partito della sinistra europea, è il peggior risultato storico, una Stalingrado senza appello. Preannuncia un terremoto al vertice, la leadershi moderata e riformatrice del ministro degli Esteri uscente e candidato cancelliere Frank Walter Steinmeier e del finora ministro delle Finanze Peer Steinbrueck esce a pezzi. Si fa già avanti il borgomastro-governatore di Berlino Klaus Wowereit (che già governa la città-Stato insieme alla Linke) e chiede un rinnovamento, alludendo a una svolta a sinistra. In ogni caso, il tracollo della Spd è una sconfitta per tutte le sinistre europee. Dopo quella del Ps francese contro Sarkozy, dopo quella annunciata del Labour di Brown contro i Tories di Cameron nel Regno Unito, dopo mille altre batoste: tempi duri per i partiti progressisti nella Ue. Ma a Berlino diversamente che altrove il centrodestra è moderno, democratico ed europeista senza riserve, non vince facendosi forte con conflitti d'interesse né intimidendo i media. E la conservatrice Cdu-Csu ha da sempre un buon rapporto anche con i sindacati tedeschi, i più forti del mondo.
 

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In Germania vittoria netta del centro-destra

E' una vittoria netta in termini di seggi quella ottenuta in Germania dal centro-destra, dopo quattro anni di grande coalizione. Secondo i risultati provvisori resi noti nella notte, il cancelliere democristiano Angela Merkel potrà governare il paese con i liberali dell'Fdp. I primi commenti dopo il voto si interrogano però sul futuro rapporto di forza tra due partiti che in questi anni sono sembrati meno vicini che in passato.
L'alleanza Cdu-Csu-Fdp ha 332 seggi al Bundestag, su un totale di 622. La vittoria della coalizione di centro-destra è soprattutto merito dei liberali, che hanno raccolto il 14,6% dei voti, il loro migliore risultato in sessant'anni di Repubblica Federale; ai democristiani è andato il 33,8%. Il voto di ieri segnala anche una sconfitta senza precedenti dei socialdemocratici, mai così deboli in sessant'anni di storia della Repubblica Federale.
"Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di offrire una maggioranza stabile alla Germania", ha detto ieri sera una sorridente signora Merkel in diretta televisiva. "Abbiamo fatto qualcosa di fantastico. Abbiamo detto che volevamo un nuovo governo per ridare slancio all'economia e creare posti di lavoro. Possiamo veramente celebrare questa sera". Angela Merkel, 55 anni, ha promesso di essere "il cancelliere di tutti i tedeschi".
L'Spd con il 23,0% mette a segno il peggiori risultato del dopoguerra. Bene invece sono andati altri due partiti di sinistra: Die Linke, il movimento di ex socialdemocratici ed ex comunisti guidato da Oskar Lafontaine, ha raccolto l'11,9%; mentre i Verdi hanno avuto il 10,7% dei voti. Quattro anni di grande coalizione tra Spd e Cdu hanno rafforzato i piccoli movimenti e ulteriormente indebolito i due grandi partiti popolari.
Il leader socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier, ha ammesso ieri sera di essere dinanzi a "una amara sconfitta". Il risultato dell'Spd – il peggiore dal 28,8% ottenuto nel 1953 – comporterà in seno al partito un esame di coscienza e rilancerà probabilmente le discussioni per un'eventuale alleanza o addirittura fusione con Die Linke. L'Spd è rimasto vittima non solo della sinistra radicale, ma anche di una Cdu che in questi anni si è posta al centro della scena politica.
Il risultato appare più netto di quanto non lasciassero prevedere i sondaggi dell'ultima settimana: questi mostravano che un remake di una grande coalizione democristiana-socialdemocratica non era da escludersi, sulla scia di una crescita dei partiti più piccoli e di un numero elevato di elettori indecisi. Peraltro la partecipazione al voto è stata particolarmente bassa quest'anno, intorno al 72%, secondo una prima stima.
La nuova maggioranza di centro-destra ha fatto campagna elettorale in queste settimane promettendo tagli fiscali, misure a favore delle imprese e una revisione parziale della scelta di chiudere le centrali nucleari entro il 2020. La signora Merkel può dirsi soddisfatta dell'esito finale, ma non del risultato del suo partito, il peggiore dal 1949 (anno in cui la Cdu, nelle prime elezioni libere, raccolse il 31% dei voti) e in leggero calo rispetto al 2005.
I primi commenti in Germania mettono in risalto le differenze tra la Cdu e l'Fdp, pur avendo i due partiti fatto campagna con l'obiettivo di governare insieme. Il partito democristiano in questi anni si è spostato verso il centro della scena politica partecipando a "una socialdemocratizzazione del paese" come ha notato la Frankfurter Allgemeine Zeitung. L'Fdp invece è rimasto fermo su posizioni liberali, soprattutto per quanto riguarda le norme che regolano il mercato del lavoro.
Il nuovo governo avrà non poche questioni aperte da risolvere. Il paese ha sofferto un brusco calo della produzione tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, soffrendo più di altri della recessione mondiale. Il modello economico tutto rivolto alle esportazioni è fonte di debolezza. La nuova maggioranza poi dovrà ridurre il debito pubblico, ormai previsto intorno all'80% del Pil nel 2010, pur mantenendo la promessa di tagli fiscali.
"Il nuovo esecutivo dovrà fare i conti con un deficit elevato e una disoccupazione in aumento – ha detto Peter Loesche, professore a Gottinga –. Dopo un primo simbolico taglie alle tasse, mi aspetto poche riforme, riduzioni di spesa e anche aumenti fiscali nel 2011". Angela Merkel è cambiata molto in questi anni alla guida di una grande coalizione, diventando più cauta nel proporre riforme economiche: sarà interessante analizzare il rapporto di forza tra i partiti della nuova coalizione, così come capire se e come il cancelliere cambierà stile alla testa di un'alleanza di centro-destra.

28 settembre 2009

http://www.ilsole24ore.com/art/Sole...f7-11de-8787-08bef260efb1&DocRulesView=Libero
 

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d'altra parte la Merkel e il Berlusconi sono assai simili.
entrambi sono cresciuti nella DDR, entrambi sono figli di un pastore protestante, entrambi hanno visuto un'infanzia povera, entrambi hanno dedicato la loro vita alla politica come "missione", entrambi trasudano un "senso di Stato prussiano" spaventoso ed abbondante, nessuno dei due ha conflitti di interesse di alcun genere, nessun scheletro nell'armadio, nessuna minuscola macchia nel loro passato...

Faraway so close...
 

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Beati loro!
 

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risultati definitivi

CDU/CSU 33,8%
SPD 23,0%
FDP 14,6%
Linke 11,9%
Die Grune 10,7%
Altri 6,0%


exitpoll di ieri sera

CDU/CSU 33,6%
SPD 23,2%
FDP 14,4%
Linke 12,2%
Die Grune 10,4%
Altri 6,2%
 

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Interessante.
 
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