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La soluzione alla quale molti vorrebbero arrivare è (immagino): Pattugliamento al largo delle coste libiche, raccatto quelli su navi che affondano (tipo gommoni o imbarcazioni di fortuna), e li riporto sulle coste libiche. Le navi che invece possono navigare le forzo a ritornare indietro, sempre verso le coste di partenza.
Peccato che:
1. Non si può fare con gli accordi attuali e
2. Costerebbe comunque un botto
Ma per chi trova sempre soluzioni semplici a problemi complessi questi dettagli non contano.
Anche più semplicemente spedire gli sbarcati nei paesi ove batte bandiera la nave ONG che li recupera.
 
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Che sono già sul territorio di cui la nave batte bandiera. Di conseguenza è il primo paese in cui i migranti sono arrivati, e se li tengano.
Ovviamente è una forzatura.
Il problema è che uno stato può scegliere di rispettare gli accordi che ha firmato oppure no. Nel secondo caso viene comunemente definito "stato canaglia" e ci sono conseguenze, anche spiacevoli.
L'alternativa più ragionevole sarebbe invece ridiscutere gli accordi stessi per trovare una formulazione più appropriata, ma normalmente i nostri più fieri rappresentanti "patriottici" evitano accuratamente questa strada, preferendo apparire in TV a tuonare contro i clandestini
 

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Il problema è che uno stato può scegliere di rispettare gli accordi che ha firmato oppure no. Nel secondo caso viene comunemente definito "stato canaglia" e ci sono conseguenze, anche spiacevoli.
L'alternativa più ragionevole sarebbe invece ridiscutere gli accordi stessi per trovare una formulazione più appropriata, ma normalmente i nostri più fieri rappresentanti "patriottici" evitano accuratamente questa strada, preferendo apparire in TV a tuonare contro i clandestini
Siamo d'accordo.
 

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tutto molto "pratico", ma penso che nemmeno l'idea di barricarsi ad oltranza sia quella "vincente"...proprio perchè come dici tu la "spinta" spinge sempre più, e non c'è muro che tenga in questi termini.
luogo comune strisciante propagandato dai pasdaran del famoli entrare tutti.

se attraverso i canali illegali non ne fai passare più mezzo e quelli che passano fanno una brutta fine alla lunga la pressione cala. se gli stati che confinano (complici e nemici) cominciano a subire ritorsioni dure, economiche prima militari dopo (altro che regalare miliardi o comprare l'olio dai tunisini) alla fine ai tuoi confini manco ci arrivano più.

occorre però scendere dalla pianta.

Erano gli anni '90 quando sentivo conferenze sul tema immigrazione...30 anni fa, e si dicevano le stesse cose
ma quando mai si sono attuate politiche dure e inflessibili di contenimento? mai, al massimo qualche mese con Salvini ministro e per di più fatte tecnicamente male e all'acqua di rose.

nel frattempo sono 30 anni che sento dire che abbiamo bisogno degli immigrati perchè non facciamo abbastanza figli, ma nel frattempo in questi 30 anni non ho mai visto politiche per la natalità degne di questo nome. in 30 anni, il cambiamento demografico interno poteva produrre risultati visibili.

chiagnere e fottere.
 

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Non lo chiedo in modo retorico, sono veramente curioso di sapere se esiste una soluzione alla quale non arrivo. Vogliamo costringere militarmente le ONG o anche solo navi di passaggio a recuperare i migranti in mezzo al mare o impedirgli, sempre militarmente, di sbarcare quelli che recuperano? Per farlo dovremmo buttare nel cesso una tale quantità di parti del nostro (europeo) ordinamento legale e sociale da diventare letteralmente un società completamente diversa e non saremmo poi molto diversi da un Putin qualunque. Realisticamente non accadrà. Quindi?
non si è ancora capita una cosa. a vederla in termini UE, l'immigrazione clandestina è un cancro che sta ammazzando la UE stessa, altro che buttare al macero le leggi. se si va avanti così tra qualche lustro la UE stessa non esisterà più o sarà ancora più inutile e ridicola di quanto già non sia.

una delle regioni della brexit è che ne avevano le palle piene di vedere clandestini che attraversavano la manica (poi stanno continuando a farlo ma è un altro discorso), una anzi la più grande ragione della crescita dei populisti (anti ue per definizione) negli ultimi 10 anni in giro per la UE, italia in primis, è proprio l'immigrazione. le fratture tra stati ovest-est nord-sud interne alle ue, crescenti e strutturali, spesso sono proprio su questo tema.

l'unico modo che ha la ue di salvarsi è cambiare radicalmente la propria politica verso questi temi.

essere allo stesso tempo pro UE e pro immigrazione Letta/Renzi style è volere la siringa piena e la moglie drogata.
 

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ma quando mai si sono attuate politiche dure e inflessibili di contenimento? mai, al massimo qualche mese con Salvini ministro e per di più fatte tecnicamente male e all'acqua di rose.
Più che altro si è chiacchierato molto e concluso poco. Leggi che hanno fatto tornare clandestine persone che non lo erano ma senza ovviamente rimpatriarle, wow, che successo. Sceneggiate con alcune navi, una addirittura della guardia costiera, nota ONG. "Tecnicamente male", eufemismo direi.
nel frattempo sono 30 anni che sento dire che abbiamo bisogno degli immigrati perchè non facciamo abbastanza figli, ma nel frattempo in questi 30 anni non ho mai visto politiche per la natalità degne di questo nome. in 30 anni, il cambiamento demografico interno poteva produrre risultati visibili.
Si potrebbe senz'altro fare qualcosa di meglio (è facile fare meglio di niente) ma torniamo ai discorsi delle soluzioni semplici e miracolose: se in tutti i paesi sviluppati la natalità scende forse il problema non sono solo gli aiuti alle famiglie. Forse, eh.
 

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Ma realisticamente tutti questi clandestini che sbarcano sulle coste italiane che i sovranisti gridano all invasione 🤣 , di questi quanti restano in Italia. Secondo me una percentuale bassissima. Le loro destinazioni prioritarie sono Germania, Francia, UK, Svizzera, Paesi Bassi, etc etc etc... che poi sono le stesse di centinaia di migliaia di expat italiani. Quindi tanto sbraitare inutile.
 

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luogo comune strisciante propagandato dai pasdaran del famoli entrare tutti.

se attraverso i canali illegali non ne fai passare più mezzo e quelli che passano fanno una brutta fine alla lunga la pressione cala. se gli stati che confinano (complici e nemici) cominciano a subire ritorsioni dure, economiche prima militari dopo (altro che regalare miliardi o comprare l'olio dai tunisini) alla fine ai tuoi confini manco ci arrivano più.

occorre però scendere dalla pianta.



ma quando mai si sono attuate politiche dure e inflessibili di contenimento? mai, al massimo qualche mese con Salvini ministro e per di più fatte tecnicamente male e all'acqua di rose.

nel frattempo sono 30 anni che sento dire che abbiamo bisogno degli immigrati perchè non facciamo abbastanza figli, ma nel frattempo in questi 30 anni non ho mai visto politiche per la natalità degne di questo nome. in 30 anni, il cambiamento demografico interno poteva produrre risultati visibili.

chiagnere e fottere.
io sto solo dicendo che non la vedo così facile come sembra:
  • accogliere tutti e... "volemose bene, siamo tutti uguali" è impossibile
  • barricarsi e... "poveri siete e poveri resterete, crepate" è impossibile

pensavo all' idea in sè, di pensare che per risolvere il problema alla fonte sia sufficiente barricare tutto, lasciare affondare chi affonda, mostrare il pugno di ferro, discostandosi totalmente da un pensiero umanoide che comunque a tratti attanaglia anche uno come me, che difficilmente vorrebbe rinunciare a privilegio, benessere, ordine e pulizia, "impoverirsi per gli altri" insomma, ma che comunque ogni tanto pensa di essere "più fortunato" ...ed a quel punto o ti rassegni e vivi la tua vita come nulla fosse, o vai a fare il volontario per le ONG come un nuovo San Francesco, oppure...semplicemente...umanamente...normalmente...qualche domanda te la fai se non altro sul "cosa sarebbe meglio/giusto fare?" . Io mi vedo nella terza categoria insomma.
 
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non si è ancora capita una cosa. a vederla in termini UE, l'immigrazione clandestina è un cancro che sta ammazzando la UE stessa, altro che buttare al macero le leggi. se si va avanti così tra qualche lustro la UE stessa non esisterà più o sarà ancora più inutile e ridicola di quanto già non sia.

una delle regioni della brexit è che ne avevano le palle piene di vedere clandestini che attraversavano la manica (poi stanno continuando a farlo ma è un altro discorso), una anzi la più grande ragione della crescita dei populisti (anti ue per definizione) negli ultimi 10 anni in giro per la UE, italia in primis, è proprio l'immigrazione. le fratture tra stati ovest-est nord-sud interne alle ue, crescenti e strutturali, spesso sono proprio su questo tema.

l'unico modo che ha la ue di salvarsi è cambiare radicalmente la propria politica verso questi temi.

essere allo stesso tempo pro UE e pro immigrazione Letta/Renzi style è volere la siringa piena e la moglie drogata.
E va bene.

Io in linea di principio posso anche essere d'accordo con te ma nella pratica, nella nostra situazione (e quella di Spagna, Grecia e più di recente UK) cosa fai?

Sanzioni economiche nei confronti degli stati che non si riprendono subito tutti i clandestini che partono dal loro territorio, come ad esempio potrebbe essere la Tunisia? Ma non scherziamo, per quel paese (come per l'Algeria, il Marocco etc.) ogni nazione occidentale, per prima la nostra, ha talmente il terrore che possa diventare una nuova Siria, con conseguente sventolio di bandiere nere ai confini che sostanzialmente accontenta ogni richiesta che fanno, altro che sanzioni. Puoi pagarli per riprendersi i loro cittadini che arrivano da noi, ed infatti lo stiamo facendo. Ma costa e devi fare un accordo separato per ogni paese di provenienza, certo la Tunisia non si riprende i senegalesi, anche se sono partiti dal loro territorio.

Intervento militare nei confronti delle terre di nessuno in Libia governate da bande armate e signori della guerra,e conseguente occupazione di parte del loro territorio? Da parte di un paese come il nostro che non interviene mai militarmente nemmeno in situazioni ben peggiori? A parte ogni discorso sulla legalità internazionale, ma ti rendi conto di cosa significherebbe politicamente nel nostro paese cercare di ottenere il consenso necessario per una cosa del genere? E anche se ci riesci, lo stesso evaporerebbe istantaneamente ai primi caduti. Perchè ce ne sarebbero, lo sai. Senza contare che una questione etica del tipo "vale la pena sacrificare la vita di soldati italiani per bloccare i migranti" non sarebbe proprio leggerissima.

Quindi cosa vogliamo fare? Non te lo chiedo retoricamente, cerco proprio di capirlo. Dobbiamo bloccare i migranti che arrivano dal nordafrica, siamo d'accordo. Come?
 

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Quindi cosa vogliamo fare? Non te lo chiedo retoricamente, cerco proprio di capirlo. Dobbiamo bloccare i migranti che arrivano dal nordafrica, siamo d'accordo. Come?
l'unica possibilità per non infrangere le regole internazionali, regole tra l'altro di buon senso che non saranno mai riscritte figuriamoci, è quella di agire militarmente in Libia instaurando un governo favorevole alle richieste italiane.

Siccome l'italia non è disposta a sforzi militari ma ha anche affossato a distanza il presidente libico designato che prima sosteneva, non c'è realisticamente modo di affrontare la situazione.

Nel senso che tutto dipende dai numeri che riceviamo mese per mese (pressione logistica) e dagli eventuali naufragi (pressione mediatica).

Al momento riceviamo una media di 5000 persone al mese, il che rende la situazione sostenibile quindi non c'è interesse a risolverla.

D'altro canto rischiamo sempre un'instabilità politica qualora i numeri dovessero diventare insostenibili.

Diciamo che in un periodo ad alta intensità, probabilmente si potrebbe intervenire con azioni mirate sui porti e con l'ignorare molte richieste fino ad arrivare a veri e propri respingimenti, cosa che la marina greca fa già in molti casi, vedi qui.

Noi tecnicamente non abbiamo mai respinto (almeno per quello che ne sappiamo) ma abbiamo fatto intervenire la guardia costiera libica.

Sono comunque tutti palliativi che non risolvono a monte il problema.

Senza contare che una questione etica del tipo "vale la pena sacrificare la vita di soldati italiani per bloccare i migranti" non sarebbe proprio leggerissima.

Ogni paese sceglie la propagande che vuole per supportare un tipo di azione, comunque l'intervento in Libia servirebbe prevalentemente a evitare basi e porti russi e turchi di fronte all'Italia, con tutte le pessime conseguenze tra le quali i migranti.

Tra l'altro già solo i migranti portano instabilità politica, figuriamoci la perdita dei nostri interessi petroliferi in Libia con tutte le conseguenze sulla politica energetica.

Comunque concordo sul fatto che a prescindere dalla scusa scelta, siamo completamente incapaci di praticare un intervento militare, lo eravamo però fino a 25 anni fa (con forze armate peggiori delle attuali) con l'Albania, ormai siamo allo sfascio totale.
 

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Scalzo e nudo, un giovane di una ventina d'anni ieri si è tolto la vita, pugnalandosi più volte al grido di "Allah Akbar", nel centro della città spagnola di Saragozza. Il ragazzo era stato segnalato mentre, in una fredda giornata di pioggia, correva senza vestiti per le strade.

Inseguito da numerosi agenti di polizia fino alla fontana di piazza Roma, l'individuo, di cui non sono note le generalità, si era immerso nello specchio d'acqua, tingendolo di rosso con il proprio sangue
 

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E se invece li soccorre un mercantile piuttosto che una posacavi battente bandiera panamense o boliviana?

Non può funzionare così.
Esattamente. Passi per le ONG che vanno a cercarli deliberatamente, ma il capitano di un mercantile cosa dovrebbe fare? Lasciarli annegare rischiando condanne penali (a parte le questioni di coscienza) o raccoglierli rischiando condanne penali per immigrazione clandestina?
 

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Scalzo e nudo, un giovane di una ventina d'anni ieri si è tolto la vita, pugnalandosi più volte al grido di "Allah Akbar", nel centro della città spagnola di Saragozza. Il ragazzo era stato segnalato mentre, in una fredda giornata di pioggia, correva senza vestiti per le strade.

Inseguito da numerosi agenti di polizia fino alla fontana di piazza Roma, l'individuo, di cui non sono note le generalità, si era immerso nello specchio d'acqua, tingendolo di rosso con il proprio sangue
Poi qualcuno ironizza sul fatto che siano dei malati di mente...
 

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Il generale Ahmed Naser al-Raisi, potente alto funzionario degli Emirati Arabi Uniti, è il candidato favorito per diventare il nuovo presidente dell'Interpol, l'organizzazione che riunisce le polizie di 195 Paesi

Solo che al momento di insediarsi, all'inizio del 2022, il nuovo coordinatore supremo della lotta al crimine nel mondo potrebbe essere arrestato dalla polizia francese. Uomo forte, anche troppo, degli Emirati, il generale al-Raisi è colpito in Francia da tre denunce per torture.
 

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E va bene.

Io in linea di principio posso anche essere d'accordo con te ma nella pratica, nella nostra situazione (e quella di Spagna, Grecia e più di recente UK) cosa fai?

Sanzioni economiche nei confronti degli stati che non si riprendono subito tutti i clandestini che partono dal loro territorio, come ad esempio potrebbe essere la Tunisia? Ma non scherziamo, per quel paese (come per l'Algeria, il Marocco etc.) ogni nazione occidentale, per prima la nostra, ha talmente il terrore che possa diventare una nuova Siria, con conseguente sventolio di bandiere nere ai confini che sostanzialmente accontenta ogni richiesta che fanno, altro che sanzioni. Puoi pagarli per riprendersi i loro cittadini che arrivano da noi, ed infatti lo stiamo facendo. Ma costa e devi fare un accordo separato per ogni paese di provenienza, certo la Tunisia non si riprende i senegalesi, anche se sono partiti dal loro territorio.
la situazione è sempre stata come quella attuale e degli ultimi anni oppure c'è stato un momento di frattura prima del quale le cose funzionavano per noi decisamente meglio?

la risposta la conosciamo: le primavere arabe e la parallela caduta di gheddafi per mano dei francesi (con nostra imbecille complicità) sono state il punto di svolta in negativo per l'italia e per l'europa tutta (ma lo stesso si può dire per i paesi dell'altra sponda mediterranea, non sono migliorati in nulla hanno solo visto peggiorare la loro condizione)

dopo quei due eventi c'è stata:

  • una ondata senza pari di milioni di immigrati clandestini (i flussi c'erano anche prima ma molto più modesti),
  • una ondata, in europa, di attentati terroristici per centinaia di morti e migliaia di feriti,
  • una ondata di criminalità predatoria da centinaia di migliaia di reati/anno da parte di tali masse (violenze sessuali, furti, omicidi, pestaggi ecc.)
  • costi per vagonate di miliardi sia per mantenere gli arrivati sia per pagare qualcuno per non farne partire altri.
  • instabilità e pericoli geopolitici, dalla siria ai russi e turchi sbarcati nella polveriera libica
  • instabilità politica interna negli stati ue, italia in primis, con relativi costi economici (il famoso spread...) come conseguenza dell'insoddisfazione dell'opinione pubblica per come i governi hanno affrontato tali fenomeni
inutile dire che fino al 2009 l'europa in confronto sembrava il paradiso (beh, facciamo estate 2008 tenendo conto della crisi dei mutui subprime, che però in questo contesto non centra)

quindi come fare a livello di direzione è semplice.

1. lavorare per ripristinare regimi forti e stabili a noi vicini. non è utopia. fino al 2010 e per decenni tunisia e libia le controllavamo noi. con gheddafi avevamo un rapporto speciale ed esclusivo, ben alì in tunisia l'aveva messo il sismi con un mezzo golpe.

ovviamente non lo si fa dall'oggi al domani vista la massa di errori cumulati negli ultimi 12 anni ma la strada deve essere quella. ovviamente la strada è particolarmente ostica in libia. con russia e turchia di mezzo nel breve periodo non possiamo che stare a guardare aspettando che prima o poi si apra una finestra di opportunità che inevitabilmente prima o poi si aprirà, bisogna lavorare per essere pronti per quel momento.

2. con dei regimi forti e amici, con il nostro supporto militar-tecnologico per il controllo delle frontiere, a loro volta i senegalesi manco ci entrano in tunisia o in libia o ne entrano infinitamente di meno.

3. modello australia. che non solo fa il blocco navale ma paga degli stati esteri per tenere dei centri di detenzione in cui mettere chi ha provato ad entrare in australia illegalmente. pagare, nel nostro caso, tunisia e libia per fare ciò. sembra simile al pagare erdogan per i siriani ma non lo è, nei costi, nei modi e nell'effetto deterrente.

4. nel frattempo ripristinare/rafforzare le politiche minnitiane/salviniane. ad esempio, istituire pene severe (anni di carcere vero) per gli equipaggi delle navi ong, multe milionarie per gli armatori, sequestro e affondamento delle navi.

Intervento militare nei confronti delle terre di nessuno in Libia governate da bande armate e signori della guerra,e conseguente occupazione di parte del loro territorio? Da parte di un paese come il nostro che non interviene mai militarmente nemmeno in situazioni ben peggiori? A parte ogni discorso sulla legalità internazionale, ma ti rendi conto di cosa significherebbe politicamente nel nostro paese cercare di ottenere il consenso necessario per una cosa del genere? E anche se ci riesci, lo stesso evaporerebbe istantaneamente ai primi caduti. Perchè ce ne sarebbero, lo sai. Senza contare che una questione etica del tipo "vale la pena sacrificare la vita di soldati italiani per bloccare i migranti" non sarebbe proprio leggerissima.

Quindi cosa vogliamo fare? Non te lo chiedo retoricamente, cerco proprio di capirlo. Dobbiamo bloccare i migranti che arrivano dal nordafrica, siamo d'accordo. Come?
per sommi capi:

- non è vero che non interveniamo mai militarmente. a parte le missioni di pace tout court, è da 30 anni che l'italia fa la guerra, quella vera dove si bombarda e si ammazza, prima dal cielo poi anche "boots on the ground". l'abbiamo fatto in iraq (x2) somalia, afghanistan, kosovo-serbia, libia.

- il problema di consenso non esiste. le guerre di cui sopra sono state fatte senza problemi sostanziali. poi vabbè ci sono e ci saranno sempre i soliti indignados in servizio permanente effettivo ma fa parte del folklore populistico de sinistra, dopo mezzo secolo ormai nessuno ci fa neanche più caso.

- abbiamo perso decine di soldati tra iraq e afghanistan e non è evaporato alcun consenso. la gente se ne è sostanzialmente sbattuta il cazzo. e parliamo di guerre in cui non avevamo veri interessi. in una guerra di contrasto all'immigrazione clandestina non solo c'è un interesse diretto e forte del paese ma un forte consenso dell'opinione pubblica, in modo trasversale visto che il fenomeno fa girare le palle anche a buona parte dell'elettorato moderato de sinistra

- non è detto che ci debbano essere morti di soldati italiani. non dobbiamo né conquistare paesi né piallarli. si tratta di operazioni chirurgiche mirate alla distruzione dei mezzi navali (quando sono vuoti alla fonda), dei centri di comando e le infrastrutture logistiche a supporto delle organizzazioni criminali/terroristiche che incentivano e sfruttano i fenomeni migratori. il modello ultimo è la guerra in kosovo da zero morti nato. l'eventuale componente di terra può essere molto leggera e puntiforme affidata a contractors + eventuali milizie locali con piccoli nuclei di forze speciali occidentali in mentoring. nulla di nuovo che non sia già stato sperimentato - militarmente - con successo.

nel lungo periodo, poi, potrebbero bastare una manciata di reaper (che abbiamo) armati di missili hellfire (che stiamo guarda caso comprando) in volo 24/7 davanti alle coste nemiche lanciando un paio di missili l'anno giusto per ricordargli l'antifona.

- aggiungo, questa guerra già esiste. le missioni italiane di intelligence con sottomarini davanti le coste libiche e aerei sui cieli sono di dominio pubblico, questi ultimi li si vede anche su flightradar. è una guerra soprattutto francese, con truppe (anche italiane, tedesche americane) in mali/niger per fare interdizione sulle rotte migratorie e contrasto dei ras locali che controllano tali traffici.

inoltre, è notizia proprio di questi giorni che i francesi da quasi un decennio con un turboelica in volo sul sahara orientale illuminano i bersagli che vengono bombardati dai caccia egiziani. gli obiettivi di nuovo sono terroristi e i trafficanti di flussi migratori. centinaia di morti registrati.

- la legalità internazionale è un falso problema. non lo dico io, lo dicono i fatti. gli occidentali quando hanno un interesse diretto a fare una guerra la fanno punto, costruendo una coalizione internazionale (militarmente superflua ma politicamente fondamentale) e confezionando uno storytelling legal-mediatico a supporto. discutibilee più o meno efficace ma così avvenne ad esempio nella seconda guerra del golfo basata sulla menzogna consapevolmente detta dagli americani sulle armi chimiche di saddam o la guerra sporchissima dei francesi ed alleati (noi compresi) contro gheddafi. volendo un modo e una forma la si trova facilmente, il tema sta a cuore a tutta l'europa.

di certo non si può affidare la regia a politici politicamente forse propensi ma rozzi e privi del know how necessario per giocare su certi tavoli stile salvini/meloni tanto per intenderci ma occorrono personaggi sottili con uno standing adeguato alle classi dirigenti alleate che sappiano muoversi nel mondo giusto, alla minniti tanto per intenderci. fermo restando che sarebbe ovviamente una operazione da coalizione internazionale, la improbabile leadeship italiana non è il vero tema in questione. il punto è contribuire a creare e partecipare a quest'ultima.

-in conclusione, i veri limiti non sono quelli legali, militari o dell'opinione pubblica, i limiti veri sono due:

1. la qualità in generale, al di là della questione immigrazione in senso stretto, della prima linea della classe dirigente occidentale. veniamo da decenni di decadenza. in pratica non se ne salva mezzo. o non agiscono o agiscono male. questa è la storia dell'occidente almeno dall'inizio del millennio.

2. la presenza di turchia e russia nel cortile di casa che ovviamente inibisce l'agire in libia almeno nel breve medio periodo.
 

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la situazione è sempre stata come quella attuale e degli ultimi anni oppure c'è stato un momento di frattura prima del quale le cose funzionavano per noi decisamente meglio?

la risposta la conosciamo: le primavere arabe e la parallela caduta di gheddafi per mano dei francesi (con nostra imbecille complicità) sono state il punto di svolta in negativo per l'italia e per l'europa tutta.

dopo quei due eventi c'è stata:

  • una ondata senza pari di milioni di immigrati clandestini (i flussi c'erano anche prima ma molto più modesti),
  • una ondata, in europa, di attentati terroristici per centinaia di morti e migliaia di feriti,
  • una ondata di criminalità predatoria da centinaia di migliaia di reati da parte di tali masse (violenze sessuali, furti, omicidi, pestaggi ecc.)
  • costi per vagonate di miliardi sia per mantenere gli arrivati sia per pagare qualcuno per non farne partire altri.
  • instabilità e pericoli geopolitici, dalla siria ai russi e turchi sbarcati nella polveriera libica
  • instabilità politica interna negli stati ue, italia in primis, con relativi costi economici (il famoso spread...) come conseguenza dell'insoddisfazione dell'opinione pubblica per come i governi hanno affrontato tali fenomeni

inutile dire che fino al 2009 l'europa in confronto sembrava il paradiso (beh, facciamo estate 2008 tenendo conto della crisi dei mutui subprime, che però in questo contesto non centra)

quindi come fare a livello accademico è semplice.

1. lavorare per ripristinare regimi forti e stabili a noi vicini. non è utopia. fino al 2010 e per decenni tunisia e libia le controllavamo noi. con gheddafi avevamo un rapporto speciale ed esclusivo, ben alì in tunisia l'aveva messo il sismi con un mezzo golpe.

ovviamente non lo si fa dall'oggi al domani vista la massa di errori cumulati negli ultimi 12 anni ma la strada deve essere quella. ovviamente la strada è particolarmente ostica in libia. con russia e turchia di mezzo nel breve periodo non possiamo che stare a guardare aspettando che prima o poi si apra una finestra di opportunità che inevitabilmente prima o poi si aprirà, bisogna lavorare per essere pronti per quel momento.

2. con dei regimi forti e amici, con il nostro supporto militar-tecnologico per il controllo delle frontiere, a loro volta i senegalesi manco ci entrano in tunisia o in libia o ne entrano infinitamente di meno.

3. modello australia. che non solo fa il blocco navale ma paga degli stati esteri per tenere dei centri di detenzione in cui mettere chi ha provato ad entrare in australia illegalmente. pagare, nel nostro caso, tunisia e libia per fare ciò. sembra simile al pagare erdogan per i siriani ma non lo è, nei costi, nei modi e nell'effetto deterrente.

4. nel frattempo ripristinare/rafforzare le politiche minnitiane/salviniane. ad esempio, istituire pene severe (anni di carcere vero) per gli equipaggi delle navi ong, multe milionarie per gli armatori, sequestro e affondamento delle navi. i



per sommi capi:

- non è vero che non interveniamo mai militarmente. a parte le missioni di pace tout court, è da 30 anni che l'italia fa la guerra, quella vera dove si bombarda e si ammazza, prima dal cielo poi anche "boots on the ground". l'abbiamo fatto in iraq (x2) somalia, afghanistan, kosovo-serbia, libia.

- il problema di consenso non esiste. le guerre di cui sopra sono state fatte senza problemi sostanziali. poi vabbè ci sono e ci saranno sempre i soliti indignados in servizio permanente effettivo ma fa parte del folklore populistico de sinistra, dopo mezzo secolo ormai nessuno ci fa neanche più caso.

- abbiamo perso decine di soldati tra iraq e afghanistan e non è evaporato alcun consenso. la gente se ne è sostanzialmente sbattuta il cazzo. e parliamo di guerre in cui non avevamo veri interessi. in una guerra di contrasto all'immigrazione clandestina non solo c'è un interesse diretto e forte del paese ma un forte consenso dell'opinione pubblica, in modo trasversale visto che il fenomeno fa girare le palle anche a buona parte dell'elettorato moderato de sinistra

- non è detto che ci debbano essere morti di soldati italiani. non dobbiamo né conquistare paesi né piallarli. si tratta di operazioni chirurgiche mirate alla distruzione dei mezzi navali (quando sono vuoti alla fonda), dei centri di comando e le infrastrutture logistiche a supporto delle organizzazioni criminali/terroristiche che incentivano e sfruttano i fenomeni migratori. il modello ultimo è la guerra in kosovo da zero morti nato. l'eventuale componente di terra può essere molto leggera e puntiforme affidata a contractors + eventuali milizie locali con piccoli nuclei di forze speciali occidentali in mentoring. nulla di nuovo che non sia già stato sperimentato - militarmente - con successo. altro tipo di operazione ovvia è sequestrare le navi ong per poi affondarle (vuote ovviamente).

nel lungo periodo, poi, potrebbero bastare una manciata di reaper (che abbiamo) armati di missili hellfire (che stiamo guarda caso comprando) in volo 24/7 davanti alle coste nemiche lanciando un paio di missili l'anno giusto per ricordargli l'antifona.

- la legalità internazionale è un falso problema. non lo dico io, lo dicono i fatti. gli occidentali quando hanno un interesse diretto a fare una guerra la fanno punto, costruendo una coalizione internazionale (militarmente superflua ma politicamente fondamentale) e confezionando uno storytelling legal-mediatico a supporto. discutibilee più o meno efficace ma così avvenne ad esempio nella seconda guerra del golfo basata sulla menzogna consapevolmente detta dagli americani sulle armi chimiche di saddam o la guerra sporchissima dei francesi ed alleati (noi compresi) contro gheddafi. volendo un modo e una forma la si trova facilmente, il tema sta a cuore a tutta l'europa.

di certo non si può affidare la regia a politici politicamente forse propensi ma rozzi e privi del know how necessario per giocare su certi tavoli stile salvini/meloni tanto per intenderci ma occorrono personaggi sottili con uno standing adeguato alle classi dirigenti alleate che sappiano muoversi nel mondo giusto, alla minniti tanto per intenderci. fermo restando che sarebbe ovviamente una operazione da coalizione internazionale, la improbabile leadeship italiana non è il vero tema in questione. il punto è contribuire a creare e partecipare a quest'ultima.
Hahahahahaha mi sono fermato al "famoso spread..."..... scusa ma è davvero hilarious.....
 

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comunque no la guerra non la facciamo, se in Libia ci sono turchi e russi è perché preferivamo essere ad Herat

l'Afghanistan che è stato di gran lunga il teatro più caldo, ha ucciso in 20 anni una trentina di italiani, 30, trenta, il resto (cioè altri 30) sono morti in incidenti stradali e alcuni suicidati.

Ricapitoliamo, 20 anni di Afghanistan = 30 morti in azione tra i soldati italiani, gli ultimi mi pare avvenuti quasi dieci anni fa.

Quindi no direi che non abbiamo usato le forze armate, anzi sappiamo benissimo che erano in vacanza studio a Kabul, quando in Libia non si riusciva nemmeno ad armare quella che in teoria doveva essere la fazione scelta dall'Italia. Figuriamoci boots on the ground, eh mica è Herat, in Libia c'era da sparare veramente e possibilmente contro i mercenari Wagner o i guerriglieri armati dai turchi.

Ma io non critico nemmeno questo aspetto, l'inabilità europea di usare la guerra per risolvere tensioni geopolitiche è un problema che non riguarda solo l'italia appunto.

Sulla soluzione australiana direi che non porterebbe a grossi risultati dato che abbiamo flussi diversi e miglia di mare a nostro svantaggio, sulle multe o sugli affondamenti beh direi che anche questi sistemi non incidono più di tanto.
 
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