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La ONU asegura que España se enfrenta a una «inevitable» crisis inmobiliaria
D. BLÁZQUEZ. MADRID.


«El Gobierno español debe intervenir más en el mercado e informar claramente de que en unos años llegará una grave crisis que afectará a gran parte de la población». Así lo comunicó ayer el relator especial de la ONU para la vivienda, Miloon Kothari, en la presentación de las conclusiones preliminares del informe que ha elaborado tras visitar España en noviembre de 2006.
El experto de la ONU califica de «inevitable» la grave crisis del sector inmobiliario español, y recomienda al presidente del Gobierno, José Luis Rodríguez Zapatero, que alerte «abiertamente» a los ciudadanos e inversores del riesgo que supone la caída de los precios de la vivienda.
El informe, en noviembre
Tras estudiar en concreto los casos de Madrid, Bilbao, San Sebastián, Almería, El Ejido, Roquetas de Mar, Sevilla, Barcelona y Zaragoza, el experto en vivienda de Naciones Unidas tiene ya elaborado un informe con recomendaciones que presentará en noviembre al Consejo de Derechos Humanos de la ONU.
Entre las aseveraciones que ha adelantado, Kothari cree que la situación «no puede sostenerse a largo plazo», sobre todo cuando los tipos de interés suban, porque las personas «no podrán hacer frente a su hipoteca que aumentará considerablemente». De este modo, es «fundamental» que aumenten las viviendas de protección oficial de promoción privada en venta y en alquiler.
«El principal problema de la vivienda en España es que no es asequible, con lo que una considerable proporción de la población dedica más del 40% de su salario al pago de hipotecas», explicó Kothari, quien valoró la respuesta del Gobierno español y su compromiso para colaborar con su mandato.
Asimismo, apuntó que la alta tasa de violencia doméstica que se registra en España, «de las más altas de Europa», está «directamente» relacionada con el problema de accesibilidad. «Si las mujeres no tuvieran tan difícil acceder a una nueva vivienda se sentirían más libres para salir de su entorno y mejorar así su situación», declaró Kothari.
Recomendaciones
Para la ONU, «la solución no pasa por incrementar el suelo edificable, porque el precio al que sale a la venta incluye las expectativas de revalorización, con lo que incluso para el sector público resulta difícil adquirirlo», según señaló el experto, que apuesta por una intervención en el sector a través del control de la especulación, la ocupación de las viviendas vacías (el 15%) y la reducción de los precios de los inmuebles sociales, que suelen ser «demasiado elevados para la población de ingresos más bajos». Además, «la promoción de viviendas está restringida a pocos actores, que se reparten ganancias astronómicas», así que «habría que abrir el mercado a nuevos promotores, que se encarguen de dinamizarlo, especialmente para los jóvenes y en régimen de alquiler», aclaró Kothari. En ese sentido, recordó que sólo el 12% de las viviendas se alquilan, «uno de los porcentajes más bajos de Europa, y prácticamente todas están en manos privadas, con sólo el 2% calificado como vivienda social, frente al entre 10 y 30% de otros países europeos».
Vivienda digna
Otro aspecto que preocupa al relator es «el aburguesamiento» de las ciudades, que lleva a la segregación, los desalojos y el empleo de violencia física y psicológica para forzar al abandono de los hogares, fenómeno conocido como «mobbing» sobre el que, en su opinión, hay «escasa jurisprudencia».
Aunque el derecho a disfrutar de una vivienda digna y adecuada está incluido en el artículo 47 de la Constitución española, «su respeto está muy lejos de ser una realidad», concluyó Kothari, quien, reconoció «los esfuerzos realizados por las autoridades españolas para hacerlo efectivo», principalmente con la creación y compromiso del Ministerio de Vivienda, la Ley del Suelo, el Plan de Vivienda, el Código Técnico de la Edificación y el Plan Nacional de Calidad de Aguas. Por último, recomendó a las comunidades autonómas que se impliquen más a través de iniciativas novedosas.

:crazy:
 

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c'è poco da stupirsi. io è una cosa che ripeto da anni. la Spagna deve il 23% del suo PIL alle speculazioni immobiliari, prim o poi questa bolla scoppierà. E su una economia basata per la restante parte, in gran percentuale dal turismo, avrà effetti devastanti. :D

tutto sta a vedere se riusciranno a limitare l'eventuale recessione, ma confido nella generale bravura della classe politica spagnola e da una base imprenditoriale altrettanto buona.
 

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Bob The Builder
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non è mai bello gioire delle disgrazie altrui e inoltre lo so che queste statistiche vanno prese con le pinzette pero per una certa categoria politica che guardava alla spagna come all'america gli starebbe proprio bene!!!!!!!
 

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che venga dall'ONU credo sia indice della gravità della situazione.

non mi sembra di aver mai sentito dichiarazioni del genere dal palazzo di vetro!
 

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Orto contorto
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io mi scompiscio

dalle risate se succede, pensando a tutti i possessori di conto arancio, i cui soldi improvvisamente sparirerebbero nul vuoto.

Almeno fino ad un anno fa, erano investiti in immobili spagnoli. Mah.
 

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No More Italian Mod
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Si sgonfierà la bolla, i soldi per le opere pubbliche da parte le UE non arriveranno più, ma l'allarmismo che ogni tanto l'onu porta a sproposito mi fa ridere

Ci sarà una 'ristrutturazione' dell'economia spagnola; ma come c'è stata in'Italia negli anni '70 dove la bolla edilizia era simile... nulla di catastrofico

Sennò le bolle di paesi come Cina oppure Dubai che fanno, una crisi totale mondiale universale?
Per favore: preoccuparsi per tempo va bene, ma lanciare questi allarmi ridicoli non serve a nulla
 

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"Crisi immobiliare" è una cosa precisa. Scoppia la bolla edilizia, si abbassano i prezzi delle case, chi non ha investito sul mattone o non compra giornali di economia probabilmente nemmeno ne ha cognizione.
Gli Stati Uniti e il Giappone stanno oggi nel pieno di due crisi immobiliari. L'Italia ne ha avuta una trentacinque anni fa.

Questo non vuol dire che la Spagna è verso "una grave crisi". Che crisi? Il tracollo dell'economia? La guerra civile? Questo è un modo capzioso di interpretare le notizie, che rivela un malcelato godimento verso una presunta malasorte altrui - malasorte che giusto per coprirsi un po' di ridicolo non avverrà mai.
 

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Discussion Starter · #9 ·
"Crisi immobiliare" è una cosa precisa. Scoppia la bolla edilizia, si abbassano i prezzi delle case, chi non ha investito sul mattone o non compra giornali di economia probabilmente nemmeno ne ha cognizione.
Gli Stati Uniti e il Giappone stanno oggi nel pieno di due crisi immobiliari. L'Italia ne ha avuta una trentacinque anni fa.

Questo non vuol dire che la Spagna è verso "una grave crisi". Che crisi? Il tracollo dell'economia? La guerra civile? Questo è un modo capzioso di interpretare le notizie, che rivela un malcelato godimento verso una presunta malasorte altrui - malasorte che giusto per coprirsi un po' di ridicolo non avverrà mai.

Si ma Stati Uniti e Giappone non basano il 20% o più del loro PIL sul settore immobiliare e la maggior parte del restante sul turismo.
Il lato oscuro della crescita economica spagnola è che essa si basa sostanzialmente su due settori: appunto quello Immobiliare e Turistico, due settori non strategici nell'economia odierna. Nei settori strategici la Spanga arranca! Si prenda ad esempio la ricerca: la Spagna è il paese che investe in ricerca meno di chiunque altro in Europa, anche meno dell'Italia (e quì c'è ne vuole). Ha il secondo deficit commerciale più grande d'Europa (prima è la GranBretagna), tre volte quello dell'Italia, cioè la Spagna importa molto molto di più di quanto esporta, e comunque per esportazioni in Europa è dietro anche all'Olanda. Sta facendo molto per ammodernare le sue infrastrutture, certo, ma grazie a chi? Ai fondi UE! La Spagna è il maggior beneficiario di quei fondi, e dall'Europa prende molto di più di quanto dà.
Non so se mi sono fatto capire: quando la bolla immobiliare scoppierà, la Spagna non avrà altre basi solide su cui basare la propria crescita, e il turismo da solo non basterà. Quà non si tratta di voler godere sulla malasorte altrui, ma di essere realisti. Un paese che basa la propria crescita economica su costruzioni e turismo non potrà fare molta strada.
 

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Discussion Starter · #11 ·
Un altro paese che notoriamente fa la fame e sull'orlo del baratro...
No, ma a differenza della Spagna la GB è il centro della finanza mondiale! E comunque la situazione inglese è del tutto diversa da quella spagnola: loro non basano la loro crescita sul turismo e gli immobili. Come ho già detto sono il centro della finanza mondiale, investono ingenti risorse nella ricerca, sono ai vertici del mondo per competitività, sono il quarto paese esportatore al mondo ....insomma, l'esatto opposto della Spagna. Loro il defcit se lo possono permettere :lol:
 

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Orto contorto
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No, ma a differenza della Spagna la GB è il centro della finanza mondiale! E comunque la situazione inglese è del tutto diversa da quella spagnola: loro non basano la loro crescita sul turismo e gli immobili. Come ho già detto sono il centro della finanza mondiale, investono ingenti risorse nella ricerca, sono ai vertici del mondo per competitività, sono il quarto paese esportatore al mondo ....insomma, l'esatto opposto della Spagna. Loro il defcit se lo possono permettere :lol:
Mica hanno anche risorse energetiche non da ridere, oltre che sudatissimi appoggi olotremanica?
 

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Spagna è finita! :banana:

:lol:
scherzo, pero è vero che questa crisi arriverà en un atimo.
:toilet: :toilet:

¿Te alegras del mal ajeno?

:eek:hno:
 

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a ellos quienes? los portugueses...?
 

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Kunst um der Kunst willen
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@AndyKaufman
"First, we take Manhattan" - Leonard Cohen - I'm your man - cancion numero 1
 

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Stewie
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Si ma Stati Uniti e Giappone non basano il 20% o più del loro PIL sul settore immobiliare e la maggior parte del restante sul turismo.
Il lato oscuro della crescita economica spagnola è che essa si basa sostanzialmente su due settori: appunto quello Immobiliare e Turistico, due settori non strategici nell'economia odierna. Nei settori strategici la Spanga arranca! Si prenda ad esempio la ricerca: la Spagna è il paese che investe in ricerca meno di chiunque altro in Europa, anche meno dell'Italia (e quì c'è ne vuole). Ha il secondo deficit commerciale più grande d'Europa (prima è la GranBretagna), tre volte quello dell'Italia, cioè la Spagna importa molto molto di più di quanto esporta, e comunque per esportazioni in Europa è dietro anche all'Olanda. Sta facendo molto per ammodernare le sue infrastrutture, certo, ma grazie a chi? Ai fondi UE! La Spagna è il maggior beneficiario di quei fondi, e dall'Europa prende molto di più di quanto dà.
Non so se mi sono fatto capire: quando la bolla immobiliare scoppierà, la Spagna non avrà altre basi solide su cui basare la propria crescita, e il turismo da solo non basterà. Quà non si tratta di voler godere sulla malasorte altrui, ma di essere realisti. Un paese che basa la propria crescita economica su costruzioni e turismo non potrà fare molta strada.
La Spagna non versa il 20% del PIL sul settore inmobiliare. Anzi, il settore inmobiliare rappresenta più o meno il 10% (il 20% pouo essere la crescita dovuta a questo settore, ma non ne sono sicuro).

Sul defcit commerciale niente da dire, tutti lo sanno e propio per questo la tario Debito pubblico/PIL è circa del 40% (in Italia del 110% più il 3% di defecit annuale)

I fondi dell'UE: Non siamo più i masssimi recepitori, è non siamo mai stati i massimi recepitori per capita (guarda Grecia o Portogallo che hanno presso tanto di più relativamente)

E per ultimo, non sappiamo ancora se la bolla scoppierà o invece accadrá il cosidetto "atterraggio dolce". Per atterraggio dolce si capisce una caduta dei prezzi dell 2-3% reale all'massimo, o forse di crescita reale zero (uguale alla inflazione).


Spagna è finita! :banana:
Cosa vuoi? Che divente un'altro Mezzogiorno? :eek:hno:

PS: Sull R&D ci stiammo aggiornando, addeso come addeso si spende il 1,2% dell PIL e fra cinque sei anni ci sono previsti degli incrementi per arrivare al tasso medio europeo del 2%.

Saluti.
 
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