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Николай
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Le infrastrutture
Merci, interporti veneti al raddoppio «Via dalle strade 300mila tir l’anno»
Taglio del nastro a Padova. Chisso: «Ora siamo una capitale logistica»


PADOVA — Né imprenditori né politici hanno parlato ieri dei ritardi infrastrutturali del Veneto. Non nel giorno del grande Interporto. Di fronte alla maestosità del centro di smistamento merci Padovano, che dopo il completamento del progetto di raddoppio ha raggiunto la superficie di un milione di metri quadrati (240 mila dei quali riservati al terminal container) il Veneto sì è sentito un po’ meno abbandonato. I tecnici calcolano che l’Inteporto di Padova e i nuovi spazi riservati ai treni merci permetteranno di togliere dalle strade 300mila camion l’anno. Mille per ogni giorno lavorativo. L’ampliamento dello spazio riservato ai container — 120 mila i metri quadrati dell’area inaugurata—sarà in grado di portare a 4 i milioni di tonnellate di merci stipate e capace di accogliere treni della lunghezza di 750 metri. Numeri che sono una scommessa per le imprese venete, per la capacità del Nordest di attrarre capitale, per la futura creazione del corridoio V in grado di connettere l’Italia con l’est Europa.

Solo pochi giorni fa è entrato dal terminal padovano i quarto milionesimo container. Ma non solo. L’anno scorso, nell’annus horribilis della crisi economica, sono transitate nello scalo padovano 10,5 milioni di tonnellate di merci di ogni tipo, provenienti da ogni parte del mondo. «Meno di un anno fa c’è stata la fusione dell’Interporto con la Magazzini Generali - ha spiegato il presidente di Interporto Padova spa Sergio Giordani - il primo bilancio consolidato del post-fusione parla di un valore della produzione di oltre 39 milioni di euro e nel piano industriale pluriennale fatto nei mesi scorsi compaiono investimenti per altri 25 milioni euro, per riqualificare un patrimonio infrastrutturale di 336 milioni di euro».

Numeri e investimenti che rendono Padova e la vicina Verona capitali logistiche d’Italia, ha poi aggiunto l’assessore regionale Renato Chisso «Con chiare ricadute positive sull’economia e l’imprenditoria locale». «Il mar Adriatico la scommessa l’ha già vinta da un pezzo, con buona pace del Tirreno che di certo non può competere - ha poi aggiunto - ora con questo nuovo ampliamento e l’asse Padova-Verona il Veneto diventa uno snodo dei terminal container tra i più importanti d’Europa». Fondamentale nell’ampliamento il contributo della Regione Veneto che ha supportato il progetto con 5,5 dei 10 milioni di investimento richiesti (i restanti sono arrivati dalle casse della stessa Interporto Padova spa, a grande maggioranza pubblica: Comune, Provincia e Camera di Commercio e Ferrovie dello Stato). «Investimenti che si tradurranno in nuovi posti di lavoro e nuove possibilità per le aziende» ha subito precisato il presidente della Provincia Barbara Degani. A tagliare idealmente il nastro, sfondando una parete di carta, è stato un convoglio di 750 metri di lunghezza, realizzato in collaborazione con Trenitalia Cargo, diretto a Bari. «Padova si trova geograficamente in una posizione strategica - ha commentato l’amministratore delegato del Gruppo FS Mauro Moretti - e sta dimostrando di saper sfruttare questo suo vantaggio con servizi adeguati. A questo punto bisogna smetterla con i campanili e le mille infrastrutture inutili: bisogna puntare su Padova e Verona». Dello stesso parere anche il presidente dell’unione Interporti Riuniti Alessandro Ricci che ha parlato di «una grande giornata per il sistema paese, un nuovo tassello nello sviluppo di una logistica in grado di diventare un punto di riferimento per tutta Europa». A margine dell’inaugurazione una protesta inscenata da una ventina di cittadini per dire «No alla Romea Commerciale Camionabile».

http://corrieredelveneto.corriere.i...strade-300mila-tir-l-anno-1804060169577.shtml
 

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Николай
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GRUPPO INTERPORTO DI PADOVA: presentato il nuovo logo e denominazione sociale e il primo bilancio post-fusione



E’ stato approvato a fine aprile dall’Assemblea dei Soci di Interporto di Padova – Magazzini Generali SpA il primo bilancio della Società nata dalla recente fusione tra i due importanti player dell’intermodalità e della logistica padovani.

Il bilancio consolidato del nuovo gruppo societario chiude con un utile di 8.039 euro ed un valore della produzione di oltre 39 milioni di euro.

Un risultato in sostanziale pareggio e di soddisfazione se si pensa all’anno appena trascorso e alle notevoli ripercussioni che la crisi economico finanziaria ha avuto sull’intera economia mondiale: gli effetti della crisi si sono manifestati per il gruppo in maniera più incisiva nel settore terminalistico sebbene anche le attività logistiche abbiano risentito pesantemente degli effetti della crisi nel settore produttivo e della grande distribuzione.

La crisi va vista più come un’opportunità che come un rischio: questo è il momento ideale per riorganizzare e rilanciare l’attività nel segno di un nuovo ruolo e di un nuovo rapporto con il mercato per risultare ancora più competitivi al momento della ripresa. In quest’ottica la Società ha lavorato all’aggiornamento del proprio piano industriale pluriennale che è stato illustrato oggi ai Soci. Un piano di sviluppo strutturato sulla previsione di importanti investimenti per la riqualificazione e l’ampliamento del patrimonio infrastrutturale che oggi vale 336 milioni di euro: gli investimenti previsti nei prossimi anni sono stimati in 25 milioni di euro. L’altro obiettivo della Società è lo sviluppo di relazioni e partnership con soggetti chiave del mercato nazionale ed internazionale.

L’Assemblea dei Soci inoltre, approvando la nuova denominazione e il nuovo logo della Società ha promosso la nuova politica di marketing che l’azienda intende adottare. Un’esigenza che la Società ha avvertito in maniera forte immediatamente dopo la fusione: un’incisiva azione di marketing non può prescindere dall’adozione di un nuovo marchio aziendale ed una denominazione chiari. Elementi di chiarezza indispensabili per agire con prontezza ed efficacia nel mercato.
La nuova denominazione sociale è INTERPORTO PADOVA SpA.

http://www.interportopd.it/ita/schNews.asp?recid=68&cat=news
 

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^^
bazzicando su google ho trovato queste:
tra cui la prima mostra il progetto di copertura dei fabbricati con pannelli fotovoltaici...


 
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