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Николай
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Thread dedicato allo sviluppo urbanistico dell'area di Padova Est.

Progetti

Arco di Giano



L’intervento si inserisce in un ambito urbano in via di trasformazione situato nei pressi del casello autostradale di Padova est e della tangenziale. L’area è caratterizzata dalla presenza di importanti infrastrutture ferroviarie e stradali che costituiscono una separazione tra due quartieri, quello di S. Lazzaro e quello di Mortise.
La “Stella a Nord-Est” trae spunto dalla presenza dominante nel luogo delle infrastrutture di trasporto ed è stata ideata riprendendo la stessa morfologia dell’adiacente svincolo sulla tangenziale. Il progetto è stato interpretato come una architettura che prende forma proprio dall’andamento fluido dei percorsi ciclo-pedonali di collegamento tra varie aree urbane.
L’edificio ponte della “Stella a Nord-Est” oltre ad essere un collegamento che scavalca strade e ferrovia, contiene al suo interno un centro commerciale di quartiere e una stazione della metropolitana regionale SFMR.
La banchina della fermata ferroviaria si sviluppa al di sotto del manufatto edilizio in modo da essere utilizzato come copertura di stazione.
L’impalcato in cemento armato è sostenuto da una serie di pilastri a fungo inclinati che accentuano figurativamente l’impressione di un oggetto architettonico in movimento. La copertura è realizzata con una struttura di tamponamento costituita in gran parte da pannelli vetrati in grado di mettere in comunicazione visiva gli spazi interni con quelli esterni.



http://www.netspa.com/prods.aspx?bnr=3&pid=17&lng=0&id=1

Nodo viario di Padova EST



La sistemazione del nodo viario comprende un nuovo tracciato di raccordo tra Corso Argentina e la S.R. 308 (1,8 km con sezione tipo B a tre corsie per senso di marcia) che scavalca in viadotto l’area antistante il casello autostradale e la viabilità urbana di Padova Est. Il viadotto è interamente in acciaio, con una luce complessiva 550 m a 11 campate.



http://www.netspa.com/prod.aspx?LNG=0&BNR=3&ID=177

Quadrante Est

L'area, ripensata urbanisticamente ed architettonicamente dall'architetto Aurelio Galfetti prevede l'espansione del quartiere San Lazzaro in direzione Nord con soluzioni di alto livello qualitativo concepite per la vivibilità nell'arco dell'intero ciclo abitativo, dall'infanzia alle residenze per anziani, Il nuovo quartiere, inserito in un piacevole contesto di ampi spazi verdi, include edifici pubblici, per l'aggregazione e l'assistenza sociale, per lo sport e la cultura; il tutto in un sistema integrato di sicurezza e di gestione dei servizi ad uso collettivo.



http://www.edilbasso.it/index.phtml?id=34

Net Center



L’architetto Aurelio Galfetti ha scelto l’acciaio come materiale da costruzione e la partnership con Stahlbau Pichler ha concretizzato le sue scelte.
Il nuovo complesso direzionale, alberghiero e commerciale Net Center, si compone fra gli altri della torre di 90 metri di altezza, assieme al “Palazzo Tendenza” costituito da due blocchi edilizi di cinque piani, che appena ultimato, già si distingue ricevendo quest’anno dalla giuria del premio "ECCS STEEL DESIGN AWARD 2007" una segnalazione per l’originale interpretazione progettuale del tema della trasparenza attraverso l’attento impiego dell’acciaio.



http://www.netcenterpadova.com/

CC Ikea / Area PT1



Nuove strutture ad uso commerciale e direzionale.



Edificio PT2



La struttura, destinata ad ospitare 5 grandi strutture di vendita, sorgerà su un'area di 42.133 mq. L'area, acquistata dalla MDM di Brescia, é stata ceduta alla San Lazzaro Immobiliare.
Nel progetto é prevista la realizzazione di una pista ciclabile, e di un sottopasso che collegherà l'area Pt2 con l'area Pt1/Ikea.
L'operazione si aggira attorno ai 20 milioni di Euro.
 

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molto bello l'arco di giano

sono stat all'ikea di padova parecchie volte, l'ultima nellottobre 2007, c'era una rotatoria in costruzione/adeguamento proprio all'ingresso, com'è la situazione adesso?
 

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Николай
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Discussion Starter · #3 ·
La rotonda cè ancora, ma con la nuova viabilità verrà tolta.
in teoria verso giugno dovrebbe essere tutto pronto.
 

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NETcentrico
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Ragazzi, oggi passando sotto il viadotto ho visto che lo stanno tinteggiando. E' sempre PIU' BELLO!!! Oh, fa troppo figo passarci sotto tutte le mattine!
 

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Paduan User
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Ho l'impressione che la zona farà fatica a trovare un'identità precisa, ci sono troppi elementi eterogenei, estranei l'uno all'altro, alcune vecchie presenze "ingombranti", lacerti di un ambiente rurale che non esiste più, che, a questo punto, mi piacerebbe vedere spazzati via (ma so bene che non sarà possibile): i ruderi delle case coloniche, il vecchio cimitero e la vecchia chiesetta di San Lazzaro, quegli edifici innominabili davani e dietro al Net Center, l'IKEA; inoltre, andrebbe riammodernato anche lo stile del cavalcavia San Marco, il quale, così com'è ora, fa veramente schifo.
 

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Николай
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Discussion Starter · #7 ·
^^
In teoria (almeno vedendo dal rendering) dovrebbe sorgere proprio sopra la futura stazione SFMR. Praticamente sopra la ferrovia, tra Mortise e San Lazzaro!
 

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Paduan User
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chi è giano?
Arco di Giano
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il cosiddetto Arco di Giano è un arco quadrifronte, tuttora conservato, di Roma,

Sorge presso la chiesa di San Giorgio al Velabro, poco distante dal Tempio di Ercole e dal Tempio di Portuno, ed era stato edificato, ai margini del Foro Boario probabilmente alla metà del IV secolo. Probabilmente deve essere identificato con l'Arcus Divi Constantini citato dai Cataloghi Regionari presso il Velabro.

Il nome moderno non si riferisce al dio bifronte Giano, ma piuttosto deriva dal termine latino ianus, che indica un passaggio coperto, o una porta. Come gli iani testimoniati dalle fonti nel Foro Romano, non si trattava di un arco trionfale, ma probabilmente di una struttura destinata ai banchieri che operavano nel Foro Boario.

L'edificio ha pianta quadrata (12 m di lato per 16 m di altezza), con quattro massicci pilastri che sostengono una volta a crociera, costruiti in cementizio e rivestiti da blocchi di marmo di reimpiego. Al di sopra doveva presentare un coronamento, forse a forma di piramide, la cui struttura in opera laterizia, che in origine doveva ugualmente essere rivestita di marmo, fu demolita nel 1827 perché a torto ritenuta parte della fortificazione medioevale impiantata sopra l'edificio romano ad opera dei Frangipane (che ne avevano anche chiuso i fornici).

All'esterno i piloni ospitano due file di tre nicchie su ciascun lato (in totale 48), in origine inquadrate da edicole con piccole colonne sorrette da mensole, oggi perdute. Le nicchie, coperte da una semicupola a conchiglia scolpita nei blocchi di marmo del rivestimento, dovevano in origine ospitare statue. Gli unici resti conservati della decorazione scultorea sono rappresentati dalle quattro figure femminili sulle chiavi di volta: si riconoscono con sicurezza la dea Roma sul lato orientale e Minerva sul lato settentrionale, mentre l'identificazione delle altre due figure come Giunone e Cerere presenta maggiori incertezze.

L'Arco oltre ad avere funzioni monumentali serviva da riparo dall'inclemenza del tempo ai mercanti romani che affolavano il Foro.

Durante il medioeveo, la famiglia romana dei Frangipane lo utilizzò come fortezza, chiudendone i fornici; quando queste opere furono eliminate, nel 1830, andarono perduti anche l'attico e il coronamento originari, perché non furono riconosciute come opere appartenenti alla struttura originaria.

Nella vicina chiesa di San Giorgio al Velabro si conservano alcuni frammenti di un'iscrizione monumentale, non più ricostruibile, in parte riutilizzati come blocchi di muratura e in parte per rilievi medioevali, che potrebbe essere stata quella presente sull'attico dell'arco.

Credevo che la nuova opera prendesse il nome dal dio romano GIANO, ed invece, scrivendo su Wikipedia "Arco di Giano", ecco, per me inaspettato, il risultato.
A vedere il progetto, il nome parrebbe molto indicato, sia nel significato di "porta" che di "passaggio coperto".
Non si finisce mai di imparare!
Ed io che mi sforzavo di trovare, senza risultato, qualche nesso con il dio bifronte Giano....
 

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Николай
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Discussion Starter · #10 · (Edited)
La grande opera realizzata da Net Engineering non è ancora stata inaugurata ma è già un simbolo
Viadotto, la sfida di Padova est
L’ingegnere Furlan: «Innovazione e modernità nel cuore del Veneto»

Non è ancora stato inaugurato ma è già un simbolo. Come la Cappella degli Scrovegni e la Basilica del Santo, naturalmente con le dovute differenze. È anche plurifotografato: dai padovani che seguono con curiosità lo stato di avanzamento dei lavori, e dai turisti che dalla A4 entrano in città. Il viadotto di Padova est nasce da un connubio multinazionale tra lo studio madrileno Casado e Net Engineering, la spa padovana che ha messo a disposizione del Comune la propria esperienza nel campo della progettazione integrata e dei servizi di project management. Il risultato è spettacolare.

«Il nuovo viadotto di corso Argentina, con le sue undici campate, la struttura in acciaio e i tre alti archi che la sovrastano
- spiega con orgoglio Giovanni Battista Furlan, presidente di Net - riprende la forma caratteristica dell'architettura padovana che, da tipica città porticata, ritrova proprio nell'arco uno dei suoi elementi ricorrenti». Nulla è stato lasciato al caso. E se Furlan sottolinea che la realizzazione dell'opera è una sfida nel nome dell'innovazione e della modernità, il professore Javier Monterola Armisen, amministratore delegato e presidente dello studio Casado, ricorda che ogni progetto ha la sua storia, i suoi problemi, le sue suggestioni. «Questo di Padova - dice - oltre a una linea che cerca di ridurne l'impatto visivo, propone soluzioni tecniche uniche almeno in Europa». Monterola è uno specialista del settore: è stato per trent'anni titolare della cattedra di costruzione di ponti nella facoltà di Ingegneria di Madrid. La sua carriera è cadenzata da riconoscimenti in tutto il mondo ed è stata coronata, poco meno di un anno fa, dalla nomina voluta dal re di Spagna Juan Carlos, a membro dell'Accademia nazionale delle Belle Arti di San Fernando.

Furlan e Patrizio Rigoni (Net Engineering), Monterola e Antonio Martinez Cutillas (anche lui progettista di spicco di Casado) saranno i protagonisti del convegno intitolato "Padova est, ingegneria per artisti" che si terrà questa mattina allo Sheraton. Un titolo che suona come una sfida. «In effetti - dice Furlan - si arriva a quest'opera, che sarà finita entro uno o due mesi, dopo un periodo intenso di programmazione progettuale e costruttiva. Ciò ha significato grande impegno anche nel superare non poche difficoltà». Ad esempio? «Quella di prendere decisioni in tempi rapidi. In Italia è un problema, mentre in Spagna, al contrario, per progettare e realizzare un'opera si impiega la metà».

La costruzione del viadotto ha comportato anche un'attenta analisi della mobilità di Padova est. «È uno dei nodi viari più importanti e complessi del Veneto - continua il presidente di Net - dove convergono grandi strade nazionali, regionali e locali. E nel quale sono ospitate importanti attività commerciali e industriali. Il problema della viabilità, con un costante aumento del traffico, è stato quindi affrontato con il metodo della "progettazione di sistema". Un approccio che si articola in tre fasi: la definizione del fabbisogno di mobilità, l'individuazione delle nuove opere necessarie, il progetto di infrastrutture. Proprio gli studi sui trasporti ci hanno suggerito di realizzare tre corsie per marcia sino alla 516 del Piovese». Una scelta giusta, quella adottata, confermata dai rilievi effettuati lo scorso febbraio dalla A4 Venezia-Padova. I conteggi sul traffico giornaliero parlano chiaro: in corso Argentina, oltre 31 mila verso nord, e 35.090 verso sud; in corso 13 giugno 25.959 veicoli in direzione ovest, 25.873 verso est.

«Abbiamo tenuto conto dello sviluppo della zona - continua Furlan - e del fatto che Padova Est sta diventando l'ombelico della Regione. Il viadotto fa quindi parte di un sistema collegato con la futura Pedemontana, il Passante di Mestre e la Romea. Ma da qui passa anche il Corridoio numero 5»
. Che cosa manca per l'inaugurazione dell'opera? Poche cose: la sistemazione delle rampe di accesso e dell'illuminazione a terra e dei tre archi che, una volta ultimata, offrirà del viadotto una visione notturna mozzafiato. A completare il sistema di Padova est, infine, in corso Australia sarà il prolungamento fino a corso Stati Uniti delle tre corsie. Per la Spa padovana, fra le prime società di ingegneria pura e indipendente in Italia, le sfide continuano. L'ultima è la costituzione del Net Engineering International che ha portato all'acquisizione della società tedesca Spiekeman.
 

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Николай
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Discussion Starter · #12 ·
quindi sistemeranno anche quelle rampe pericolose che ci sono prima dell'uscita di via vigonovese andando verso sud?
Spero di si!
purtroppo quelle rampe le conosco molto bene. Sarebbe ora che mettessero apposto almeno l'asfaltatura di tutto Corso Australia (tangenziale Zip), anche perchè ci sono dei crateri enormi, sembra di correre nello Utah!

Per non parlare di via Vigonovese poi...dove tra l'altro abito.
 

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Николай
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Discussion Starter · #14 ·
Ops, c'hai ragione, Corso Argentina! :)
Ps : comunque stasera hanno acceso gli archi. O meglio, 2 archi su 3 erano accesi.

Devo dire che l'effetto non é male!
 

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Grazie delle foto Sonic!!Stupendo però:
-il primo arco mi sembra veramente storto..sarà un'illusione ottica
-purtroppo non mi piacciono i nuovi lampionazzi che hanno messo..sembra di stare in un' aereobase
-e vorrei anche capire come gestiranno la parte attorno e sotto al cavalcavia che ora è tutto asfalto e cemento..speriamo mettano un pò di verde!..
-speriamo inoltre che sappiano riqualificare tutta la zona attorno allo svincolo perchè ora anche se c'è il nuovo cavalcavia fa sempre degrado..quel povero cimitero, con chiesetta e appartamenti circondato da raccordi vari così fa proprio pena!..che facciano un boschetto anche lì..
 

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Николай
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Discussion Starter · #17 ·
Grazie delle foto Sonic!!Stupendo però:
-il primo arco mi sembra veramente storto..sarà un'illusione ottica
-purtroppo non mi piacciono i nuovi lampionazzi che hanno messo..sembra di stare in un' aereobase
-e vorrei anche capire come gestiranno la parte attorno e sotto al cavalcavia che ora è tutto asfalto e cemento..speriamo mettano un pò di verde!..
-speriamo inoltre che sappiano riqualificare tutta la zona attorno allo svincolo perchè ora anche se c'è il nuovo cavalcavia fa sempre degrado..quel povero cimitero, con chiesetta e appartamenti circondato da raccordi vari così fa proprio pena!..che facciano un boschetto anche lì..
Teoricamente é prevista la piantumazione di un bel pò di alberi, in base ad un accordo preso tra il Comune e l'Ikea, proprio attorno a quel piccolo stralcio di quartiere (S. Lazzaro) che si trova tra via delle Grazie e via S.Marco.
Anche sotto al viadotto mi sembra sia prevista una cosa del genere. Inoltre devono fare un sottopassaggio di collegamento tra l'Ikea e il nuovo centro Commerciale.
 

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...Geografo...
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si ma avete visto la luce che fanno i lampioni..accesi fanno molta scenografia..perchè sembra abbiano una luce verde..molto da effetto nell'insieme
 
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