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Via Speroni è una strada semi-dimenticata che va da piazza Castello a via Vescovado, parallela alla pittoresca riviera Mussato... se può aiutare, c'è il "Belzoni"

E'tenuta un pò male ma ha portici e scorci a mio avvivo molto interessanti e "padovani"

Ricapitolando, la via fotografata da Gioven è nelle vicinanze, importante ma dimenticata e molto simile a quella che dico io... via Vescovado non è, la conosco bene, rimangono via Concariola o via dei Tadi...
 

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Via Speroni è una strada semi-dimenticata che va da piazza Castello a via Vescovado, parallela alla pittoresca riviera Mussato... se può aiutare, c'è il "Belzoni"

E'tenuta un pò male ma ha portici e scorci a mio avvivo molto interessanti e "padovani"

Ricapitolando, la via fotografata da Gioven è nelle vicinanze, importante ma dimenticata e molto simile a quella che dico io... via Vescovado non è, la conosco bene, rimangono via Concariola o via dei Tadi...
Quale accendi delle due?
 

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Via Speroni è una strada semi-dimenticata che va da piazza Castello a via Vescovado, parallela alla pittoresca riviera Mussato... se può aiutare, c'è il "Belzoni"

E'tenuta un pò male ma ha portici e scorci a mio avvivo molto interessanti e "padovani"
Quoto

Adoro l'ingresso di Via Speroni da Piazza Castello. Quei portichetti che curvano e pendono verso la strada sulla sinistra... l'edificio bianco con quella sporgenza circolare sulla destra...
 

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Il Ghetto

Era un po' di tempo che pensavo di raccogliere alcune foto dell'antico Ghetto ebraico di Padova, istituito dal Governo della Serenissima nel 1601, secondo al mondo per nascita solo a quello di Venezia.
La caratteristica architettonica del Ghetto è lo sviluppo verticale degli edifici; posto di seguito alcune foto che ho avuto la fortuna di recuperare in un libretto di tanti anni fa dedicato al recupero del quartiere.

Consiglio ai padovani di usufruire delle visite guidate alla Sinagoga che periodicamente viene aperta al pubblico, interessanti sia sotto l'aspetto architettonico che quello storico-religioso. Con l'occasione vengono illustrati anche altri luoghi caratteristici del quartiere, come i punti in cui erano posizionate le porte di accesso, oppure la Corte Lenguazza, vero centro della vita sociale della comunità ebraica.

Dal piano regolatore di Padova del 1919:


Via S. Martino e Solferino


Via dei Fabbri


Via dell'Arco negli anni Sessanta




La vecchia casa-torre in Corte Lenguazza, prima della ristrutturazione del 1965.


Due immagini del 1900 della Corte Lenguazza e del portico di casa Trieste




Lavori di puntellazione dell'ex-sinagoga di rito tedesco nel 1965


La facciata orientale della sinagoga di rito tedesco, dopo la distruzione del 1943, e portone d'accesso alla stessa da corte Lenguazza prima della distruzione.




Nella primavera del 1943 un gruppo di antisemiti, approfittando dell'impunità che sapevano di godere per le circostanze politiche, incendiarono e devastarono il tempio di rito tedesco. L'incendio distrusse gran parte dell'edificio ad eccezione dell'Arca marmorea, ed i mesi che seguirono - impedendo ogni restauro - fecero il resto.
Nel dopoguerra, lasciata cadere l'ipotesi di restaurare la sinagoga di rito tedesco, la comunità ebraica preferì riattare e ripristinare al culto il tempio italiano in Via San Martino e Solferino, dov'è tuttora.
I resti del maggior tempio ebraico di Padova furono trasferiti in Israele, compresi l'antica Arca barocca e l'arredo dell'oratorio spagnolo.



Arca barocca ed antica lapide in "marmo nero" della vecchia sinagoga di rito tedesco:

Prima della distruzione



Sulla parete orientale della sinagoga, dopo la distruzione
 

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Ho trovato in giro per il web altre belle foto vecchie di Padova, per correttezza cito il sito: www.lastampantica.it



Piazza Unità d'Italia oggi Piazza dei Signori, vista verso est sulla Chiesa di San Clemente, 1916




Piazza Unità d'Italia oggi Piazza dei Signori, vista verso ovest su Gran Guardia e Palazzo del Capitanio con torre dell'orologio, 1910




Chiesa degli Eremitani ed ex-caserma Gattamelata, 1917




Barriera Vittorio Emanuele II, oggi Piazzale Santa Croce
e motrice tramviaria n°2, 1915




Corso del Popolo, Piazza e Via Garibaldi, oggi Corso del Popolo origina in un altro punto, più a nord, 1916




Piazzale della Stazione, visto dal cavalcavia, 1914




Stazione Ferroviaria, 1923




Cavalcavia del passaggio a livello oggi Cavalcavia Borgomagno, 1914




Corso del Popolo e Palazzi Maluta, Boscoloe Grigolon,, 1923




Ponte e Barriera del Popolo, 1913




Prato della Valle, corse, datata 1902


ed infine...

 

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wow! il ghetto! è una delle zone del centro che amo di più, forse quella che amo di più in assoluto, io lo sento quasi come il salottino di casa... quando viene un amico da fuori città per esempio, lo porto dritto in ghetto a bere l'aperitivo come se fosse il soggiorno buono di casa, mi dà un senso e un'atmosfera di ospitalità e sicurezza (saranno gli alti palazzi che "chiudono" l'ambiente, la pedonalità totale, i fiori e le piante)

sarebbe bello saperne ancora di più di quello che oggi è diventato il regno dello spritz!

per restare in tema...piccola chicca


Strada del Ghetto e Ristorante Toscanelli (aperto nel 1946)

oggi al suo posto, l' Hotel Majestic Toscanelli (la cui piazzetta oltre a quella nella quale convergono via S.Martino e Solferino e via dei Soncin, mi fa morire!)




curiosità: il più ampio e conosciuto in tutta Italia gruppo di tifoseria del Padova comprendeva nel nome proprio questa zona: erano gli Hell's Angels Ghetto, che costituivano il dodicesimo in campo nella bolgia dell'Appiani (anche questa è Padova Sparita)
 

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Certo indedite ma se guardiamo bene, veramente simili!

C'è una gran ricchezza di immagini del primo '900 di Piazza dei Signori, ma soprattutto Stazione Ferroviaria, Corso Garibaldi e del Popolo... sono soggetti molto ricorrenti... evidentemente la ferrovia e le nuove strade che vi confluivano, suscitavano ai tempi, ammirazione ed interesse

ps.: Bravo Alex, era via dei Tadi quindi, se avessi osato di più... :lol:
 

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Padova Beach

una volta a Padova c'era il mare...

no, non sto parlando della preistoria, quando questa porzione di pianura era un fondale marino dal quale svettavano allegri in superficie i colli euganei a mo' di isolotti

parlo del secolo scorso, quando c'era la vera povertà, pochi soldi, pochi mezzi di trasporto e un ambiente molto più pulito!

Padova, città d'acque dalla lunga e ancor oggi viva tradizione remiera, diventava nei mesi estivi anche una località balneare... tuffarsi nei canali della città non era affatto ridicolo come può esserlo oggi

ecco alcune prove



Bagnanti felici alla Rari Nantes, anni '30




Bagno Pubblico al Bassanello, inizi '900




Bagno Pubblico sul Bacchiglione, oggi via Goito (prego notare il deserto retrostante), fine '800




Bagno Pubblico sul Bacchiglione, oggi Via Goito, inizi '900
 

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^^
Bella questa serie di foto. Non sembra vero che Padova potesse avere un rapporto così diretto con le sue acque, per noi del tutto inusuale. Certamente oggi non possiamo pensare di andare a sguazzare nel Bacchiglione.

Altre foto sullo stesso tema:

Partita di pallanuoto al Bassanello (1921)



Le sedi della Rari Nates Patavium e della Canottieri Padova lungo il Bacchiglione:



 

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Ponte e Porta Molino

Ponte e Porta Molino prima e dopo l'abbattimento dei mulini:






^^
Meglio senza la facciata di quel palazzone che oggi sbuca da sopra le mura, no?


Evidenziato in rosso il palazzo di Piazza Insurrezione che si vede alle spalle delle case vicino a Porta Molino.
 

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^^ che bella la foto della partita di pallanuoto sul Bacchiglione! Decisamente altri tempi!

oggi va di panorami aerei :lol:



Prato della Valle, panorama verso sud, stampa, 1775




Canaletto, Prato della Valle, lato sud-ovest, incisione




Canaletto, Prato della Valle, lato sud-est, incisione




Panorama dal campanile di Santa Giustina (verso nord-ovest)




Panorama (verso nord) dal campanile dell'università, 1917




Panorama della città, verso ovest (si distinguono sulla sinistra Santo e Santa Giustina, al centro Palazzo della Ragione)




Panorama dal campanile di Santa Giustina

domandona: che chiesa è quella che si vede a sud di Prato della Valle, dove oggi c'è Piazza Rabin ("foro boario"), visibile nelle foto 1 e 3? ammetto di non saperlo... :bash:
 

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^^

Dal sito dell'Abbazia di Santa Giustina http://www.abbaziasantagiustina.org/storia.html:


L'area del Prato della Valle si era intanto arricchita di nuovi edifici religiosi, in un processo che difficilmente si potrebbe spiegare senza la presenza qualificante del monastero. Nel gennaio 1076 il vescovo di Padova, Olderico, faceva dono al monastero della piccola chiesa di San Daniele, il cui corpo era stato ritrovato solo qualche mese prima in Santa Giustina, e poi traslato nella cattedrale della città. A pochi metri soltanto dall'antica basilica, nel luogo dell'attuale piazza Ytzhak Rabin, viveva la comunità monastica femminile di Santa Maria della Misericordia, di leggendaria fondazione; dirimpetto, divisa dallo spazio del Prato, era situata Santa Maria di Betlemme, ricordata, assieme al suo "spedale", nel 1180 in un contratto di livello perpetuo concesso dal monastero. Allo sbocco dell'omonima via (ora Briosco), sorgeva San Leonino, dapprima semplice chiesa, arricchita agli inizi del XV secolo da un ospedale per volere di Benvenuto de' Bazioli: istituzioni costantemente soggette a Santa Giustina.


Sempre in Prato della Valle (da padovando.com):

VIA BRIOSCO
Uscendo dall'Orto Botanico si continui per la Via omonima e poi si svolti a destra in Via Briosco. La strada è intitolata allo scultore e architetto Padovano, Andrea Briosco (1460-1532).
Fu ideatore della Cappella del Santo e collaborò alla decorazione dell'altare maggiore. Una statua fu eretta nel 1778 in suo onore in Prato della Valle.
Originariamente la strada portava il nome di Via San Leonino poiché una chiesetta intitolata a San Leonino (vescovo padovano del III secolo) esisteva già nel XIV secolo. Unito alla chiesa vi era inoltre un ospedale tenuto dai gesuiti, poi detto "delle levatrici". La chiesa e l'ospedale furono demoliti nel 1821 e ridotti ad abitazione privata. Il nome, in origine San Liolino, fu poi corrotto dal popolo in San Violino ed esiste ancora un motto popolare secondo il quale "San Violino...fa piasseri a Santa Giustina" poiché la tradizione sostiene che durante alcune feste religiose i monaci di Santa Giustina avessero avuto bisogno di chiedere a quelli di San Leonino alcuni paramenti sacri. Per l'esistenza dell'ospedale la località intorno era chiamata, ai primi dell'800 "al Gesù".


Mi piacerebbe che ci fosse ancora una chiesetta di San Violino :):fiddle:
 
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