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Facessero il passo vero chiudendo tutto...
Credo sarebbe troppo, meglio una cosa graduale, per come la vedo.
A parte le proteste dei vari commercianti (che protestano sempre, spesso anche inutilmente: ricordi il casino che hanno fatto quando sono apparsi i primi progetti di pedonalizzazione di via Roma / Corso Umberto? Poi, visto il successo della zona pedonale, tutti a richiederne l'estensione fino in Prato...), c'è sempre il problema di via San Francesco che è una zona particolarmente sfortunata.
Non ricordo una singola attività che abbia avuto fortuna in quel budello scuro, paradossalmente è scappata anche la Guardia di Finanza!!!
Magari, iniziando a rendere più interessante il diporto in Piazzale Pontecorvo, una volta abbattuto il monoblocco (cosa che sembra indispensabile, boh?), la pedonalizzazione di tutto il quadrante Pontecorvo/Santo/via S. Francesco/via del Santo e l'ampliamento del giardino Treves potrebbe entrare nei ragionamenti del comune e dei residenti/esercenti.
Pia illusione?
 

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Credo sarebbe troppo, meglio una cosa graduale, per come la vedo.
A parte le proteste dei vari commercianti (che protestano sempre, spesso anche inutilmente: ricordi il casino che hanno fatto quando sono apparsi i primi progetti di pedonalizzazione di via Roma / Corso Umberto? Poi, visto il successo della zona pedonale, tutti a richiederne l'estensione fino in Prato...), c'è sempre il problema di via San Francesco che è una zona particolarmente sfortunata.
Non ricordo una singola attività che abbia avuto fortuna in quel budello scuro, paradossalmente è scappata anche la Guardia di Finanza!!!
Magari, iniziando a rendere più interessante il diporto in Piazzale Pontecorvo, una volta abbattuto il monoblocco (cosa che sembra indispensabile, boh?), la pedonalizzazione di tutto il quadrante Pontecorvo/Santo/via S. Francesco/via del Santo e l'ampliamento del giardino Treves potrebbe entrare nei ragionamenti del comune e dei residenti/esercenti.
Pia illusione?
Nì, quella zona soffre di un traffico strano, se pedonalizzi fin alla porta il tratto tra il Pam Local e la porta sarà abbastanza deserto sempre se non pensi a qualcosa più in grande, per esempio fino alla Basilica del Santo/Orto Botanico fare tipo un borgo tutto pedonale e piazza, secondo me proprio in opposizione al monoblocco

Anche se ovviamente sono a favore l'ampliamento del giardino Treves abbattendo il monoblocco
 

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Arcella
 

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Ex Macello - Portello
 

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Restauro e riqualificazione dell’Ex Macello in via Cornaro (investimento indicativo 6,3 milioni di euro)

Il progetto riguarda la riqualificazione e il restauro del complesso dell’Ex Macello di via Cornaro, con i suoi edifici e le aree verdi del parco, per riconvertirne alcune in strutture museali ai fini della creazione di una innovativa “Cittadella della Scienza”, sul modello degli Science Centre internazionali, affiancando alcuni spazi per lo sviluppo di progettualità che coinvolgano le realtà del territorio.
Il museo intende essere volano di socialità e arricchimento culturale per famiglie, comunità scolastiche, giovanili e associative locali, ma anche polo di attrazione di rilievo sovralocale, rafforzando una vocazione di quest’area, caratterizzata dalla presenza del vicino polo scientifico dell’Università, nonché di spazi già dedicati alla ricerca e divulgazione scientifica, all’interno delle strutture dell’ex Macello, quali quelli del Planetario. [...]

 

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Sono progetti molto belli - davvero - ma mi domando: chi paga? Non vorrei che anche da noi, ci si illudesse che il c.d. Recovery Fund sono soldi gratis, illimitati e senza condizionalità, per coprire qualunque progetto venga in mente ad un'amministrazione locale... Tra l'altro mi lascia sempre un po' l'amaro in bocca vedere amministratori che vanno a Roma col cappello in mano a implorare soldi (che noi padovani paghiamo in tasse, mica soldi altrui), ma sono poi molto tiepidi se non assenti sul tema dell'autonomia anche finanziaria, che risolverebbe alcuni di questi problemi.
 

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Sono progetti molto belli - davvero - ma mi domando: chi paga? Non vorrei che anche da noi, ci si illudesse che il c.d. Recovery Fund sono soldi gratis, illimitati e senza condizionalità, per coprire qualunque progetto venga in mente ad un'amministrazione locale... Tra l'altro mi lascia sempre un po' l'amaro in bocca vedere amministratori che vanno a Roma col cappello in mano a implorare soldi (che noi padovani paghiamo in tasse, mica soldi altrui), ma sono poi molto tiepidi se non assenti sul tema dell'autonomia anche finanziaria, che risolverebbe alcuni di questi problemi.
I soldi per l'efficientamento energetico arrivano dall'ecobonus nella formula per gli alloggi popolari, gli altri soldi arrivano dal famoso bando periferie, Bando dell’Abitare e da soldi europei, niente Recovery Fund, c'è anche scritto non ricordo se lì o se sui post su Facebook.

I soldi dell'Ex macello e dell'area di San Massimo sono arrivati almeno 5 o 6 anni fa' quel progetto lo avevo già visto, han fatto copy&paste (senza modificare, i lampioni stradali manco sono al LED). I lavori all'ex macello, l'ultima volta che ero passato erano già iniziati, ma non ho visto più di tanto. Inoltre tutta l'area di San Massimo necessita di interventi urgenti di miglioramento ed accessibilità
1281320
 

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Più nel dettaglio del progetto dell'UniPD per l'ex Caserma Piave:


Da (de iure ma non de facto) residente, ne sono piuttosto felice per molti aspetti: mi preoccupa solo l'aspetto traffico&parcheggi, anche per la viabilità del triangolo Riviera Paleocapa-Via Euganea-Via Moro.
 

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Più nel dettaglio del progetto dell'UniPD per l'ex Caserma Piave:


Da (de iure ma non de facto) residente, ne sono piuttosto felice per molti aspetti: mi preoccupa solo l'aspetto traffico&parcheggi, anche per la viabilità del triangolo Riviera Paleocapa-Via Euganea-Via Moro.
è in previsione anche l'ampliamento dell'area didattica di ingegneria eliminando alcuni vecchi magazzini dell'ex facoltà di ingegneria idraulica.

L'aspetto parcheggi in riviera è un bel problema (come in tutta Padova) una soluzione sarebbe il Park Prandina definitivo ed un collegamento con il Ponte Vallar magari usando un negozio sfitto ed i giardini del monastero oppure sotto la caserma (pura utopia)

Poi si può magari togliere anche un po' di spazio alla caserma dei carabinieri poco più in sù.

Di sicuro l'università in Caserma Piave aumenta la presenza di studenti nell'area sud-ovest dove attualmente non è così pieno, magari in futuro potrà spostare una buona parte del dipartimento di fisica al Castello
 

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Di sicuro l'università in Caserma Piave aumenta la presenza di studenti nell'area sud-ovest dove attualmente non è così pieno, magari in futuro potrà spostare una buona parte del dipartimento di fisica al Castello
Speriamo di no! Vorrebbe dire occupare tutto il Castello e costringere fisica in spazi inadatti! Astronomia va bene. La zona universitaria del Portello, fino alla Stanga, in realtà è un ottimo "campus urbano" e continuerei ad investire lì.
 

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L'aspetto parcheggi in riviera è un bel problema (come in tutta Padova) una soluzione sarebbe il Park Prandina definitivo ed un collegamento con il Ponte Vallar magari usando un negozio sfitto ed i giardini del monastero oppure sotto la caserma (pura utopia)
Intendi dalla Prandina o dalla Piave? C'è comunque un'uscita della caserma Prandina in un vicoletto, tra le due chiede si San Benedetto: basterebbe pedonalizzarlo e montare una passerella di legno sulla riviera, lungo il fiume, per il collegamento. Conoscendo però i nostri polli - sia i patavini che gli studenti - temo che la Prandina aiuterebbe ma non risolverebbe di suo. Ci vorrebbe quello che ogni amministrazione fa forse un paio di mesi in 5 anni, prima di fare marcia indietro: controlli e multe a tappeto. Più un potenziamento dei mezzi pubblici, in una zona al momento poco servita (solo qualche autobus in circonvallazione esterna e il minibus Diretto Piazze - lo so, ci sono quartieri periferici messi peggio).
 

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Speriamo di no! Vorrebbe dire occupare tutto il Castello e costringere fisica in spazi inadatti! Astronomia va bene. La zona universitaria del Portello, fino alla Stanga, in realtà è un ottimo "campus urbano" e continuerei ad investire lì.
Ho appena letto, in effetti parlavo di riqualificare quella zona e renderla più universitaria.
Intendi dalla Prandina o dalla Piave? C'è comunque un'uscita della caserma Prandina in un vicoletto, tra le due chiede si San Benedetto: basterebbe pedonalizzarlo e montare una passerella di legno sulla riviera, lungo il fiume, per il collegamento. Conoscendo però i nostri polli - sia i patavini che gli studenti - temo che la Prandina aiuterebbe ma non risolverebbe di suo. Ci vorrebbe quello che ogni amministrazione fa forse un paio di mesi in 5 anni, prima di fare marcia indietro: controlli e multe a tappeto. Più un potenziamento dei mezzi pubblici, in una zona al momento poco servita (solo qualche autobus in circonvallazione esterna e il minibus Diretto Piazze - lo so, ci sono quartieri periferici messi peggio).
Ah non sapevo. Meglio così
 

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Trusco de Catenazzo
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L’Università di Padova ha avviato un’indagine di mercato per acquisire manifestazioni di interesse alla vendita di terreni edificabili in un'area compresa tra la stazione ferroviaria di Padova e la zona Stanga, e tra l’asse ferroviario e il Piovego, prossima agli istituti scientifici dell'Ateneo che si avvalgono della didattica in laboratorio.

Lo scopo della procedura è quello di verificare la possibilità per Unipd di realizzare un “Palazzo delle Esperienze” con elevati standard qualitativi e di sicurezza, dove concentrare i laboratori di scienze chimiche, fisiche, farmaceutiche, biologiche, mediche ed ingegneristiche, ora collocati in immobili sparsi e non collegati tra loro.




Palazzo delle Esperienze, offerte 6 aree
Ecco le proposte al Bo per il terreno in cui costruire il polo universitario dei laboratori. Ci sono anche Pp1, Botta 2 e la Fiera

Con due proposte arrivate in extremis è salito a sei il numero di offerte arrivate al Bo per l’indagine di mercato, avviata a inizio febbraio, per l’acquisto di terreni edificabili nell’area tra stazione e Stanga su cui realizzare il “Palazzo delle esperienze”. L’idea è quella di realizzare, in un’area attigua ai numerosi poli universitari presenti in zona Piovego, un edificio dove concentrare i laboratori didattici e le principali attività sperimentali relative alle scienze chimiche, fisiche, farmaceutiche, biologiche, mediche e ingegneristiche.


Le sei proposte

A comunicare la propria disponibilità a vendere sono stati Antonio Dalle Carbonare, per un terreno parzialmente edificato in via Ca’ Stimabile, a San Lazzaro, nei pressi della futura sede del Policlinico universitario. Poi l’Aspiag (società del marchio “Despar”) per l’area ex Rizzato tra via del Pescarotto e via Venezia, cioè il cosiddetto “Botta 2”, così soprannominato per la vicinanza all’edificio che ospita il dipartimento di Biologia. E ancora: Antenore srl per l’area del Pp1, tra via Trieste, via Valeri e via Tommaseo. C’è anche un’offerta da Padova Hall per uno spazio in fiera, ampliando il progetto della nuova sede di Ingegneria. Più incerte le “location” per le altre due offerte giunte all’ateneo: quella giunta dal consorzio tra Patavium Finanziaria, Consist Flitel e Comintex dovrebbe riguardare l’area in via San Fidenzio dove sorge l’edificio che ospita l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza; non è nota invece l’entità dell’offerta presentata dalla casa editrice padovana Piccin.

[...]

 

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Un paio di notizie dall'Arcella.



Roma dà l'ok per la riqualificazione dell'Arcella. Arrivano 15 milioni di euro
L'amministrazione aveva partecipato ad un bando con 3 progetti che mirano a migliorare la qualità della vita nei quartieri. Il ministero ha inserito tra i vincitori quello previsto a San Carlo e ammesso gli altri due al Portello e in Fiera, dove nascerà l'Arena della Musica




Quasi seimila metri quadri in più di verde per il Parco Milcovich
In questo modo il parco supera i 30.000 metri quadri di dimensione. La soddisfazione degli assessori Gallani e Ragona.

 

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Segnalo che il Ponte Paleocapa, quello che collega l'omonima Riviera con Piazza Accademia Delia davanti alla Specola, è stato improvvisamente chiuso ieri al traffico a motore (ammessi solo pedoni e ciclisti), senza preavviso né altre notizie. A parte transenne e cartelli stradali, ancora stamattina non erano presenti spiegazioni. Siccome si sa che era malmesso e che in autunno avrebbe dovuto subire un importante intervento di restauro (quasi una ricostruzione?), il dubbio che sia pericolante c'è.
 

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Segnalo che il Ponte Paleocapa, quello che collega l'omonima Riviera con Piazza Accademia Delia davanti alla Specola, è stato improvvisamente chiuso ieri al traffico a motore (ammessi solo pedoni e ciclisti), senza preavviso né altre notizie. A parte transenne e cartelli stradali, ancora stamattina non erano presenti spiegazioni. Siccome si sa che era malmesso e che in autunno avrebbe dovuto subire un importante intervento di restauro (quasi una ricostruzione?), il dubbio che sia pericolante c'è.
C'ero passato molto poco tempo fa' ed è bellissimo, però il vice sindaco è troppo impegnato a fare post sul parcheggio che incasina ancora di più la viabilità sulla specie di rotatoria al Bacchiglione....
 
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