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Se lo fanno così, fategli una statua a Candeo.



 

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Presentato oggi 12 ottobre dall’architetto Stefano Boeri il Masterplan relativo alle aree Stazione, ex IFIP ed ex PP1. Obiettivo dell’incontro condividere contenuti e obiettivi della rigenerazione di una porzione importante della città di Padova. Il Masterplan, più nel dettaglio, riguarda l’ambito della stazione sia lato centro storico che lato Arcella, le aree di proprietà delle Ferrovie immediatamente ad est dell’attuale fabbricato viaggiatori e quelle limitrofe conosciute come ex Ifip e ex Pp1. Nella fotogallery in basso i rendering di riferimento e la presentazione di Boeri.


•Obiettivo dell’incontro, condividere tra tutti i soggetti interessati, la visione e gli obiettivi che l’amministrazione, attraverso il Masterplan sviluppato dall’ architetto Stefano Boeri e confrontarsi sulle opportunità che offre. Questo quadrante della città è interessato nei prossimi anni da progetti di grande importanza: pensiamo alla linea del tram est ovest, alla realizzazione delle nuove aule universitarie di Ingegneria in Fiera, e sempre in Fiera la nuova Arena della Musica, della nuova Questura alla Stanga, per ricordarne solo le principali, e sarà interessata – finalmente- dal passaggio dei binari dell’Alta Velocità Milano-Venezia, con la relativa realizzazione di una nuova stazione e di un nuovo Cavalcavia Borgomagno. E’ del tutto evidente quindi la necessità di un coordinamento e di una condivisione degli obiettivi, tra tutti i soggetti pubblici e privati interessati a questo enorme processo di riqualificazione urbana.

•I 7 punti del Masterplan:

1) Rigenerare e ampliare il Rione della Stazione,

2)Aumentare le superfici verdi permeabili che passano dal 5% all’ 80 % in termini assoluti da un ettaro a ben 16 ettari

3)Creazione di tre nuovi giardini urbani

4)Raggiungimento di un equilibrio tra i volumi edificabili e le attività da insediare, con un mix funzionale tra tipologie residenziali di vario genere, dagli studentati agli appartamenti, agli alloggi per i turisti, servizi al cittadino, servizi culturali e spazi commerciali

5)Nuova rete degli spazi pubblici e rafforzamento della rete ciclopedonale

6)Superamento della barriera della ferrovia e realizzazione di un nuovo edificio - ponte verde ciclopedonale tra centro città e Arcella, con spazi utilizzabili per servizi alla città

7)Nuovo parco sul Piovego e suo collegamento ciclopedonale con il Brenta

•Alcuni numeri danno bene idea delle dimensioni in gioco col nuovo Masterplan: si prevedono infatti 90.000 mq di nuove aree verdi, la messa a dimora di circa 6200 alberi e la realizzazione di 3,5 km di viali alberati ai quali si aggiunge quasi un chilometro e mezzo di boulevard urbano. Altrettanto importante è l’attenzione alla mobilità dolce con oltre 3 km di nuove piste ciclopedonali. Scendendo più nel dettaglio il Masterplan propone, oltre alle volumetrie a servizio della nuova stazione Alta Velocità, la realizzazione lato Arcella di un Parco con al suo interno un padiglione da utilizzare per eventi e manifestazioni. Ma il landmark principale di quest’ambito è certamente la proposta di realizzare un ponte che scavalca i binari, a est dell’attuale fabbricato viaggiatori, dedicato a biciclette e pedoni che sarà una vera e propria serra bioclimatica all’interno della quale saranno ricavati anche spazi da dedicare a servizi per i cittadini.

•Tra le tante anche la proposta di interramento dell’attuale parcheggio a raso della stazione con la creazione di un nuovo parco lungo i binari attraversato da una passarella ciclopedonale che scavalca Viale della Pace e arriva in Via Tommaseo attraversando l’area ex IFIP dove le cubature previste sono concentrate in modo da lasciare a verde la maggior parte dell’area. La stessa “densificazione” del costruibile è prevista nell’area ex Pp1 dove la maggior parte delle volumetrie sono previste a nord in modo da lasciare a verde la gran parte dell’area che si affaccia sul Parco Tito Livio in via di realizzazione. Si può così disegnare un percorso ciclopedonale nel verde, dalla stazione (e attraverso il ponte verde anche dall’Arcella) che porta fino al Parco Tito Livio, ai Giardini dell’Arena e alla Cappella degli Scrovegni.
Un altro paio di immagini del nuovo masterplan della stazione prese da ferrovie.info
 

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Trusco de Catenazzo
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A Voltabarozzo un moderno polo di ricerca

L’università punta all’acquisizione del complesso di studi idraulici, quasi del tutto abbandonato. Nei piani anche un cinema 3D

PADOVA. Laboratori avveniristici, spazi verdi, aule, ma anche una sala cinematografica unica al mondo. Tra le aree della città che potrebbero essere rivoluzionate dall’arrivo delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) c’è anche il complesso di studi idraulici di Voltabarozzo, un’enorme struttura posta sulla convergenza tra il canale San Gregorio e il Bacchiglione, al centro di un progetto multimilionario di riqualificazione portato avanti dall’Università di Padova. Progetto che ha l’ambizione, assieme alla nuova linea del tram, di rivoluzionare il quartiere, e che potrebbe essere definitivamente avviato grazie alle risorse del Pnrr.

L’ateneo aveva già avviato un’interlocuzione per l’acquisizione dell’immobile, che è di proprietà del Demanio, nel 2016, e torna ora sul progetto grazie alla possibilità di attingere ai fondi del Next Generation EU.

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Forse non tutti sanno che il Centro Sperimentale per i Modelli Idraulici del Magistrato alle Acque è sorto negli anni 60 sulle aree utilizzate per il canale diversivo provvisorio utilizzato per mantenere all'asciutto il cantiere del sostegno di Voltabarozzo sul canale Roncajette negli anni 30, quando fu ampliato il canale Scaricatore.
(Cfr. Zanetti, Acque di Padova, Cierre edizioni, 2013, libro pubblicato in occasione dei 150 anni del canale Scaricatore).
 

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Trusco de Catenazzo
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Si praticamente una area consistente (non tutta) del PP1 se l’è aggiudicata una holding lussemburghese ma la Antenore (che fa capo a chi?! Solito Candeo? Parancola?) essendo proprietaria del resto ha diritto di prelazione quindi se entro 15 gg aggiunge 1,3 mln per arrivare all’offerta dei lussemburghesi (6,1) se la aggiudica lei.

Mi auguro vada così perché avere due proprietari distinti (che poi sono davvero distinti?! Mah) non sarebbe bene per lo sviluppo dell’area che comunque resta ai miei occhi abbastanza “oscuro” tramontato il progetto Podrecca…

Ultime notizie parlavano di fare molto verde e costruzioni di lusso residenziali…beh se facessero robe tipo quelle della hadid a Milano ben venga eh lol
 

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Trusco de Catenazzo
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Oggi è stata siglata la permuta tra Liberty SRL ed il comune di Padova.

Il parco iris aumenterà e le palazzine di piazzale boschetti vanno alla srl.

Un grande residence all'interno delle palazzine liberty di piazzale Boschetti: è quanto emerge dalla firma dell'accordo di scambio Iris-Boschetti. L'intesa tra l'amministrazione e i privati della Liberty Srl è stato siglato a Palazzo Moroni dal sindaco Sergio Giordani e l'amministratore unico Fabio Callegarin. L'accordo prevede le scambio di aree tra Comune e privati, che hanno rinunciato a costruire villette al Parco Iris come da precedenti accordi risalenti a 12 anni fa. Le cederanno per ottenere in cambio la proprietà delle due palazzine liberty, dove realizzeranno un residence di carattere ricettivo complementare.

"Stiamo valutando varie proposte - spiega Callegarin - ma in ogni caso andremo a riempire un vuoto urbano e lo renderemo attrattivo”. “Ci abbiamo messo un po' di tempo, ma questo è un accordo storico e che riguarda tutta l'area a nord della stazione. Insieme al parco Tito Livio cambierà completamente il volto della zona, aggiunge il sindaco Giordani. Il parco sarà pronto in primavera, mentre per l'operazione dei privati sarà tutto concluso entro il 2024.


 
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