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Discussion Starter · #1 ·
Il 28 aprile 2015 la giunta comunale di Palermo ha approvato il nuovo piano urbano per la mobilità dolce, comprendente il progetto per lo sviluppo di una nuova rete di pista ciclabili e l'installazione di punti di bike sharing in diverse zone della città.

Relazione del Piano per la Mobilità Dolce: http://www.comune.palermo.it/js/server/uploads/_28042015160000.pdf

Il piano prevede una prima fase di riqualificazione delle piste già oggi esistenti, sia eliminando le eventuali criticità esistenti, sia aumentando il livello di sicurezza per i ciclisti. In un secondo momento si passerà ad ampliare la rete, estendendola a zone della città che oggi ne sono sprovviste e creando le necessarie interconnessioni con le future stazioni del bike sharing.

Il dettaglio del piano, con le relative cartografie lo trovate a questo link:
http://www.comune.palermo.it/noticext.php?cat=1&id=7045#.VUNATNJ_Okp
 

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Discussion Starter · #2 ·
Per ora giusto per aprire la discussione dedicata.
Poi pian piano aggiungiamo percorsi, i dettagli sul bike sharing e l'ubicazione delle stazioni, oltre ovviamente a commenti, critiche, proposte, idee, segnalazioni.
 

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Pare che finalmente si stia muovendo sul serio qualcosa da questo punto di vista.
I piani sono chiari e dettagliati.
Al momento è abbastanza inutile andare a criticare le scelte fatte. Visto che la città è totalmente sprovvista di piste ciclabili serie da qualche parte si deve pur cominciare.

Andando ad analizzare in dettaglio il piano della mobilità dolce noto con piacere che hanno inserito le criticità riscontrate. Vedi Via Messina Marine dove viene specificato chiaramente tra i problemi la sosta delle auto sul marciapiede e la presenza di arredo urbano lungo il tragitto.

C'è da sperare che queste considerazioni non rimangano sulla carta, ma portino a rimedi efficaci, che nel caso specifico significa installare le barriere.
 

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Discussion Starter · #5 ·
Guardando la cartografia allegata al progetto si nota come siano previste delle stazioni di bike sharing in corrispondenza delle fermate del passante, vecchie e nuove.

Potrebbe essere un'ottima soluzione per la fermata di Sferracavallo, se al contempo si realizzano altre stazioni sul lungo mare. Vedo per esempio che non è prevista alcuna stazione a punta Barcarello. Grave errore secondo me. Sarebbe perfetta per i tanti che frequentano l'area o si spingono oltre nella riserva. Penso a chi va a mare alla fossa. In tanti ne farebbero uso. Stazioni chi potrebbero essere attive nei soli mesi estivi, durante la stagione balneare, spostando poi le bici in centro per la stagione invernale.
 

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Discussion Starter · #6 ·
Parlando invece di piste e loro riqualificazione.
Il piano prevede il recupero delle piste lungo via Venere e viale dell'Olimpo (e ne mette in evidenza le criticità).

Queste piste andrebbero secondo me totalmente ripensate.
Le due strade sono piuttosto ampie, soprattutto viale dell'Olimpo. Anche per motivi di sicurezza, bisogna assolutamente pensare a delle piste totalmente separate dalla carreggiata stradale.

Una soluzione del genere sarebbe a dir poco perfetta.

Il costo sarebbe estremamente limitato, visto che la pista sarebbe nient'altro che una porzione della vecchia carreggiata, magari con asfalto colorato.
Anche lo spartitraffico avrebbe costi molto contenuti.
Probabilmente solo alcune decine di migliaia di euro per delle piste come si deve.

Andrebbe poi pensata un'estensione della pista di via dell'Olimpo fino alla fermata di Tommaso Natale, in modo da favorire l'intermodalità. Arrivo col treno a Tommaso Natale, e raggiungo Mondello in bici in totale sicurezza.
E qui andrebbero pensati degli investimenti aggiuntivi, perché sarebbe importante creare un sistema segregato che permetta ai ciclisti di by passare la "rotonda della Coca Cola" senza rischi. Creando magari un sistema di isole spartitraffico che possano canalizzare opportunamente i flussi di biciclette, tenendoli separati da quelli delle auto.
 

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Discussion Starter · #7 ·
^^

Magari una cosa del genere:


:D :D :D

Chissà quanto gli è costato agli olandesi.

In realtà sarebbe ottima una soluzione a raso come questa:

Sostanzialmente gli attraversamenti delle piste ciclabili andrebbero in parallelo a quelli pedonali e nel resto della rotonda le piste sarebbero separate dalla sede stradale con delle isole apposite (calpestabili, ma anche aiuole, volendo, in cui piantare alberi o essenze).
 

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Cosa prevede il nuovo piano?

Con il presente piano (e con i successivi, futuri aggiornamenti) si intende:

definire la rete degli itinerari ciclabili (garantendo la migliore accessibilità possibile alle biciclette, mediante sia soluzioni dedicate che integrate);
delineare il quadro degli interventi manutentivi dei percorsi ciclabili esistenti per la loro completa efficienza, da attuare in relazione alla disponibilità di risorse adeguate;
programmare il completamento della rete ciclabile pianificata, da attuare secondo una tempistica, definita concretamente in relazione alle risorse rese disponibili dai competenti organi comunali, ma che si auspica possa essere consentito di ultimare la rete nell’arco di un quinquennio.
Quali interventi sono previsti e con che tempistica?

Entro sei mesi dall’approvazione del Piano si intende attivare:

ogni adempimento correlato agli interventi manutentivi sulla rete esistente, quindi: Via Venere/Via Olimpo (tratto via Castelforte / accesso Palazzo Sport), Via Margherita di Savoia (tratto via Venere /piazza Valdesi), Via Messina Marine (tratto ex ristorante “Renato” / stand “Florio”), Foro Umberto (altezza del “Fronte a mare”), Acquasanta/Giachery/Notarbartolo/Giotto, Via Messina Marine/Favorita, Via Maqueda, Via Vittorio Emanuele
le previsioni attinenti alla ciclabilità in promiscuo con le corsie riservate al trasporto pubblico:
Asse vie Bertolino/Isidoro Carini/Dalla Chiesa/Marchese di Villabianca/Marchese di Roccaforte
Via Marchese di Villabianca (nel tratto e nel senso da via Cordova a via Duca della V erdura)
Via Notarbartolo (nel tratto e nel senso da via Libertà a via Sciuti)
Via Duca della Verdura (nel tratto e nel senso da via Sampolo a via della Libertà)
Asse Viale Lazio/via Di Giorgi (nel tratto e nel senso da via Guido D’Arezzo a piazza Don Bosco
Asse Sciuti/Restivo/Strasburgo (nel tratto e nel senso da via Notarbartolo a via Maltese)
Viale Strasburgo (nel tratto e nel senso da via Maltese a via Belgio)
Via Maqueda (nel tratto e nel senso da via Vittorio Emanuele a corso Tukory)
Corso Tukory (nel tratto e nel senso da via Maqueda a via S. Francesco Saverio)
Corso Alberto Amedeo (nel tratto e nel senso da via Lascaris a via Colonna Rotta)
Via Papireto (nel tratto e nel senso da piazza Peranni a via Mura di Porta Carini)
Via Vittorio Emanuele (nel tratto da piazza Vigliena a via Matteo Bonello
Via Regina Elena (nel tratto e nel senso da piazza Valdesi a via Teti)
Via Dante (nel tratto e nel senso da via Serradifalco a piazza Castelnuovo)
Via Goethe (nel tratto e nel senso da via Houel a corso Finocchiaro Aprile)
Via Principe di Scalea (nel tratto e nel senso da via Teti a piazza Valdesi)
Asse piazza Principe Camporeale/via Serradifalco (nel tratto e nel senso dal civ. 22 della piazza Principe Camporeale alla via Dante)

Entro due anni dall’approvazione del Piano si intende attivare la maggior parte degli itinerari previsti dal Piano.
Successivamente al primo biennio seguente l’approvazione del Piano, si ritiene di poter realizzare gli interventi di maggior peso dal punto di vista progettuale (e approvativo), quali la “Greenway”, le piste al margine dei canali e la pista interna al Parco della Favorita.

Fonte: http://palermo.mobilita.org/2015/05/04/approvato-il-piano-della-mobilita-dolce/
Ritengo che la scelta di far transitare le bici nelle corsie preferenziali sia sensata e che c’abbiamo perso troppo tempo
 

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Secondo me non lo è affatto, un autobus va ben più veloce di una bici, soprattutto dei ciclisti improvvisati, non è corretto che un autobus resti bloccato da uno che va a 15 km/h. Che senso ha la corsia protetta allora?
 
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Secondo me non lo è affatto, un autobus va ben più veloce di una bici, soprattutto dei ciclisti improvvisati, non è corretto che un autobus resti bloccato da uno che va a 15 km/h. Che senso ha la corsia protetta allora?

Ma infatti sarà permessa solo in alcune corsie dove si è visto che la velocità media del bus non supera un valore che ora non ricordo bene, credo 30km/h
La corsia di Corso Vittorio Emanuele ha fatto da capostipite e nessuno si è mai lamentato
 

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Ma infatti sarà permessa solo in alcune corsie dove si è visto che la velocità media del bus non supera un valore che ora non ricordo bene, credo 30km/h
La corsia di Corso Vittorio Emanuele ha fatto da capostipite e nessuno si è mai lamentato
Beh considerato che nessuno fa più caso ai rallentamenti degli autobus ci credo che nessuno si è lamentato. 30 km/h sono una velocità da ciclista esperto, un amatore non raggiunge i 20.
 

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Ma bisogna però considerare il fatto che un autobus mediamente percorre 500 metri e si ferma, per far salire e scendere i passeggeri. Perde il suo mezzo minuto, a volte anche di più, e riparte, trova il semaforo e si riferma. L'effetto combinato di tutte queste cose fa si che non ci sia alcun conflitto e incompatibilità tra la bici che transita sulla corsia protetta e il bus, fermo restando che, qualora per un breve tratto dovesse accadere, un autobus può sempre allargarsi un po e superararla. Lo fa per le tante auto in doppia fila, non vedo perchè non lo si potrebbe fare con una bici che ha un ingombro ben inferiore. Se ovunque nel mondo nelle preferenziali si va in bici, ci sarà un motivo no?
 

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Questa è la prova lampante di come la pista davanti il porto non solo sia risultata tremendamente inadeguata (e io ingenuo ai tempi fui pure contento), ma come sia stata anche inutilmente costosa. Una struttura sollevata rispetto alla strada e al marciapiede, centinaia di mattoncini che non solo si sono affossati in buona parte, ma che hanno anche facilitato la proliferazione di erbacce, con conseguente immagine degradata. In più i ridicoli dissuasori e la sua concezione simile ad un marciapiede ha permesso a tanti palermitani maleducati di parcheggiarvi con due ruote sopra sin dal primo giorno. Una semplice pista d'asfalto, separata da un'aiuola continua è una soluzione talmente semplice, efficace ed economica, che fa sembrare dei baccalà coloro che ai tempi hanno progettato la pista del porto.

Decisamente meglio l'altro modello di pista, che però è privo di un dissuasore continuo, e che quindi è sempre ingombrato dai musi delle auto in sosta.

La pista a mare va rifatta, esattamente come quella davanti il prato, che è perfetta. E infatti lì c'è la mano di un architetto famoso.
 

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Oggi è stata pubblicata l’o.d. n. 538 del 04/05/2015: individuazione di stalli per la sosta ad uso esclusivo per le biciclette del servizio di bike sharing nel territorio di palermo e modifiche alla sosta in via terrasanta, in piazzale john lennon nonche' nelle piazze giovanni paolo ii (gia' piazza a. de gasperi) e a. gentili.
 

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Questa è la prova lampante di come la pista davanti il porto non solo sia risultata tremendamente inadeguata (e io ingenuo ai tempi fui pure contento), ma come sia stata anche inutilmente costosa. Una struttura sollevata rispetto alla strada e al marciapiede, centinaia di mattoncini che non solo si sono affossati in buona parte, ma che hanno anche facilitato la proliferazione di erbacce, con conseguente immagine degradata. In più i ridicoli dissuasori e la sua concezione simile ad un marciapiede ha permesso a tanti palermitani maleducati di parcheggiarvi con due ruote sopra s.....
Ma infatti quella pista è stata realizzata senza il minimo criterio, non solo tecnico, ma anche di buon senso. Te lo immagini il ciclista che fa sali e scendi ad ogni passo carrabile, ad ogni incrocio? Cose che solo a Palermo , ed in Sicilia in generale, puoi vedere, dove la cultura della bici, chissà perchè, non ha mai preso campo. Forse perchè la nostra sfortunata città è piena di "arricchiti" che, provenendo dai gradini più bassi della scala sociale (i nostri nonni avevano tutti, più o meno, le pezze al c...) una volta raggiunto il "benessere" (il più delle volte grazie a Mamma Regione) non lo mollano nanche per un attimo. Per questo non rinunciano all'automobile neanche per andare a prendere il caffè, in una città completamente pianeggiante...:eek:hno:
 

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Se ovunque nel mondo nelle preferenziali si va in bici, ci sarà un motivo no?
Basta vedere Londra, dove è permesso andare nella maggioranza delle bus lane, e c'è "giusto qualche bus".
In città non crea particolari problemi, se non quello di fare molta attenzione alla mole molto differente dei due mezzi.
 

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Stupendo thread..penso di poter apportare delle info utili sul progetto del Bike Sharing!
 

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Discussion Starter · #18 · (Edited)
Basta vedere Londra, dove è permesso andare nella maggioranza delle bus lane, e c'è "giusto qualche bus".
In città non crea particolari problemi, se non quello di fare molta attenzione alla mole molto differente dei due mezzi.
Infatti. A Londra è permesso ormai da anni e funziona benissimo.
Generalmente la velocità commerciale di un bus è inferiore a quella di un ciclista, proprio per i motivi suddetti, ossia fermate ravvicinate che ne interrompono la marcia. Capita raramente che un bus debba procedere dietro un ciclista e comunque mai per più di una manciata di secondi. Di solito è il ciclista che è costretto a superare il bus. E parliamo di centinaia e centinaia di ciclisti che nelle ore di punte percorrono le preferenziali. Mica uno sparuto numero. La occupano per l'intera larghezza e per lunghi tratti.
 

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Discussion Starter · #19 ·
Secondo me non lo è affatto, un autobus va ben più veloce di una bici, soprattutto dei ciclisti improvvisati, non è corretto che un autobus resti bloccato da uno che va a 15 km/h. Che senso ha la corsia protetta allora?
Paco, è una soluzione che stanno introducendo in parecchi posti. Evidentemente funziona. Sia per i ciclisti sia per i bus.
 

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Prometto che mi occuperò di effettuare un reportage sullo stato delle piste esistenti, sia delle loro caratteristiche costruttive (spesso inadeguate) che delle loro condizioni di degrado e non.
 
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