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Piacenza: foto varie -->

La città dei Palazzi -->

Piacenza Sparita -->

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1 - Calenzano e le cascate del Perino
2 - Ottone
3 - Pietra Parcellara
4 - Cortemaggiore
5 - Calendasco e dintorni
6 - Diga di San Salvatore
7 - Falesia di Perino / Chiesa e cimitero di Pillori
8 - Borgo del Lentino in Val Tidone​
 

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Calenzano e le Cascate del Perino

1. Uscendo a Piacenza Sud dall'autostrada A1 o a Piacenza Est dall'A21, si imbocca la Tangenziale Sud fino all'uscita per la Statale 45, direzione Bobbio. Dopo una trentina di km circa, entrando in paese a Perino, si svolta a sinistra in direzione Bettola / Passo del Cerro. Seguite la strada fino alla deviazione per Calenzano, che troverete sulla vostra destra. Parcheggiate nel campo vicino alla chiesa e dite al sacerdote che vi manda Cori. Lui non capirà e voi farete finta di niente.





Pradovera:






Cascate del Perino









Agriturismo Le Cascate. Non so come si mangi ma visto con quanto buon gusto hanno restaurato l'edificio in cui si trova, direi bene. Mal che vada vi spennano.



Val Perino, foto dell'estate scorsa scattata in occasione dell'Appennino Folk Festival.
 

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moser user
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Evviva! :D Mi piacciono molto i tuoi endlessly thread fotografici :D :D

Begli scatti, pittoresche le auto sul precipizio :nuts:
 

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Discussion Starter · #7 ·
Ottone

Bene, bene. Grazie degli incoraggiamenti. :D

Ho inserito una cartina ad inizio thread, da aggiornarsi man mano che si riempie. Molto lentamente, quindi.

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2. Ottone

Già insediamento celtico e poi romano.
Il territorio entro poi nei possedimenti dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata da San Colombano nel 614.
Dopo la caduta dei Longobardi a opera di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero costituì i Feudi Imperiali, all'interno della Marca Obertenga, con lo scopo di mantenere un passaggio sicuro verso il mare, assegnò Ottone, con molti dei territori limitrofi, alla famiglia dei Malaspina che vi eressero un castello successivamente divenne centro pievano ed il castello della Marca Obertenga, passò successivamente ai Fieschi ed ai Doria.
Nel 1797 con l'abolizione dei feudi imperiali cessa di esistere il contado di Ottone.
Nel 1801 il territorio è annesso assieme alla Liguria alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1814 gli ex territori del contado di Ottone sono inseriti nella Provincia di Bobbio. Nel 1848 come parte della provincia di Bobbio passa dalla Liguria al Piemonte, nel 1859 entrò a far parte nel Circondario di Bobbio della provincia di Pavia e quindi della Lombardia. Nel 1923, smembrato il Circondario, passa alla provincia di Piacenza e quindi all'Emilia-Romagna.
Pietro Toscanini, bisnonno di Arturo Toscanini, nacque nel piccolo e pittoresco borgo di Bogli di Ottone il 19 maggio 1769.

Curiosità

Il 13 aprile 2010, durante una riunione in Consiglio Comunale, il sindaco Giovanni Piazza ha chiesto di fare al più presto un referendum per l'annessione alla provincia di Genova. I sindaci dell'alta Val Trebbia genovese hanno espresso solidarietà con il sindaco di Ottone.

Wikipedia

Culturalmente ligure, ciò si palesa anche dall'utilizzo del trompe l'œil sulla facciata del municipio cittadino.

Ottone - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Ottone - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Ottone - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Ottone - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr​
 

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Discussion Starter · #9 ·
Stamattina e a pranzo ero a Zoagli in Liguria (Trattoria del Borgo, andateci!!!). Adesso riparto per un altro giro sui miei cari monti e spero di non essere troppo zombie domattina così da poter fare qualche fotina prima di andar giù di carnassa sanguinolenta. Non male avere a disposizione la seconda casa...

...di amici che ti ospitano! :D
 

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Discussion Starter · #10 · (Edited)
Piatto ricco, oggi. Approfittando del bel tempo, nel tardo pomeriggio di ieri ho portato la morosa per sentieri dell'Appennino.

3. Pietra Parcellara

La pietra Parcellara è un monte sito in val Trebbia in provincia di Piacenza. Appartiene, per la parte nord, al comune di Travo e per quella sud a quello di Bobbio. Ofiolite di serpentino nero, pur se non particolarmente alto (836 m) domina le colline circostanti da cui sporge bruscamente staccandosi per morfologia, colore e imponenza. Permette, dalla sua cima, una visione panoramica di tutta la val Trebbia, la valle di Bobbiano, la val Luretta e le zone limitrofe. Vi si accede con due strade: una che sale da Travo passando per la frazione di Chiosi, l'altra che proviene dal passo della Caldarola; si arriva alla cima con un sentiero abbastanza agevole in una decina di minuti. (Wikipedia)


Pietra Parcellara - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Val Trebbia vista dalla Pietra Parcellara - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Cima della Pietra Parcellara - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Val Trebbia (Pietra Parcellara) - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Pianura Padana (Pietra Parcellara) - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Colli Piacentini e Pianura Padana (Pietra Parcellara) - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Localita Pietra (Pietra Parcellara) - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




L'ombra del gigante (Pietra Parcellara) - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Scendendo dalla Pietra Parcellara - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Sentiero in discesa dalla Pietra Parcellara - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Torre e Chiesa di Bobbiano - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr




Pietra Perduca - Provincia di Piacenza by Gredies, on Flickr​
 

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Ma wow.
 

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Discussion Starter · #12 · (Edited)
4. Cortemaggiore

L'attuale centro di Cortemaggiore venne fondato nel 1479 per volere del Marchese Gian Ludovico Pallavicino, sul territorio di insediamenti già presenti in età romana, come testimoniato dalle tombe risalenti a quell'epoca ritrovate nei pressi del paese. Il nome originale dato dal fondatore all'abitato era "Castrum Laurum", ma questa denominazione ebbe una vita assai breve; infatti tra la popolazione rimase in uso il nome antico di "Curia Major" che definiva tutta l'area su cui sorse il borgo; così anche il nome del centro mutò in quello che è ancora oggi, cioè Cortemaggiore. Il paese venne eretto dai Pallavicino con la funzione di essere la capitale del loro piccolo stato, che si estendeva per un territorio comprendente all'incirca il territorio degli attuali comuni di Busseto, Besenzone, Villanova sull'Arda, Monticelli d'Ongina, Castelvetro Piacentino, Polesine Parmense, Fidenza, Salsomaggiore Terme, Zibello, Roccabianca, Noceto, Medesano, Varano de' Melegari e naturalmente Cortemaggiore. I Pallavicino vollero la loro piccola capitale bella e ricca d'arte come quella delle signorie più grandi; la pianta della cittadina fu disegnata dall'architetto Maffeo Vegio da Como, seguendo gli schemi della città ideale di Leon Battista Alberti, con le strade ortogonali fra di loro e imperniate sul tracciato del cardo e del decumano dell'antico accampamento romano e con le facciate degli edifici non più alte della larghezza delle strade stesse, cosicché i viali fossero sempre illuminati e ben arieggiati. Inoltre la via principale del paese fu dotata di ampi portici sotto cui gli abitanti del paese potevano circolare senza timore delle intemperie.
Nel centro del paese, all'incrocio delle due vie principali, venne posizionata la piazza, oggi Piazza dei Patrioti, ed eretta la maestosa Collegiata, oggi elevata al rango di Basilica, dedicata a Santa Maria delle Grazie, che ancora oggi è una delle chiese più imponenti e storicamente importanti in ambito provinciale, e i cui interni sono decorati con pregiati dipinti. Nel contempo tutto intorno alla cittadina venne innalzata una cinta muraria dotata di quattro porte di accesso lungo le vie principali e fu eretta anche una fortezza, notevole per dimensioni, nella periferia sud del paese; purtroppo di queste costruzioni non resta più nulla in quanto furono sciaguratamente abbattute dal governo napoleonico del corso dell'Ottocento, per ricavarne materiale da costruzione. Solo una parte del complesso del castello, quella più "residenziale", si è salvata, ed ora di proprietà privata. Notevole è il salone in cui Rolando II° Pallavicino fece attrezzare una tipografia per Benedetto Dulcibello da Carpi e per la zecca del piccolo stato. L'indipendenza di Cortemaggiore durò poco più di un secolo, e finì nel 1586 con la morte di Sforza Pallavicino, ultimo Marchese dello stato, che non lasciò figli. Il Duca Ranuccio I° Farnese occupò il castello, prese prigioniero Alessandro Pallavicino di Zibello, cugino di Sforza che ne aveva ereditato i beni e lo costrinse a rinunciare a tutti i possedimenti. Cortemaggiore venne annessa così al Ducato di Parma e Piacenza e da quel momento ne seguì le sorti. Nei secoli successivi il paese restò grossomodo immutato, rimanendo sempre un centro prevalentemente agricolo, fino al 1949 quando l'imprenditore Enrico Mattei trovò nelle campagne del paese un giacimento di petrolio. Grazie all'abilità di Mattei, la scoperta ebbe un grande impatto mediatico, cosicché Cortemaggiore si ritrovò sotto i riflettori dei giornali nazionali, in compagnia del vicino paese di Pontenure, presso cui era stato contemporaneamente trovato un giacimento di metano. In realtà il giacimento di Cortemaggiore si rivelò abbastanza modesto; il petrolio da esso estratto venne utilizzato in particolare per produrre una benzina (l'unica raffinata a partire da petrolio proveniente dal sottosuolo italiano) che fu chiamata Supercortemaggiore.
Bisogna poi ricordare che a Cortemaggiore vi è stata, fino alla fine del '800, una comunità ebraica molto forte, che viveva in un ghetto creato nel 1545 dal Marchese Gerolamo Pallavicino ed al centro del quale si trovava la sinagoga; nessuno di questi elementi è più riconoscibile nell'attuale conformazione urbana del paese e l'unica testimonianza visibile di questa antica comunità è il piccolo cimitero ebraico che si trova lungo Via Morlenzo, a NO del paese.
Dal 1997 Cortemaggiore è stata insignita del titolo di "Città d'arte". (Wikipedia)

 

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Nerd Immunity
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Il Fillmore... Ci andavo con amici di Cremona che erano degli habitué.

Il thread e' magnifico, peccato che l'autore sia piiiiiigro...
 

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Simpatico questo reportage dalla periferia meridionale!


P.S.

A San Donato Milanese, nella parte sud del quartiere Metanopoli, fondato da Mattei negli anni 50, c'è un grosso slargo che si chiama Piazza Supercortemaggiore.
 

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Discussion Starter · #15 ·
Il Fillmore... Ci andavo con amici di Cremona che erano degli habitué.

Il thread e' magnifico, peccato che l'autore sia piiiiiigro...
Appena compiuti i 18, la mia banda ed io siamo scappati da PC per godere di una vita serale più adatta alle nostre esigenze. Tra le mete preferite, Fillmore a Corte, Field a Carpaneto ed Mp3 a Monticelli. Fu una gran liberazione...

L'autore é pigro ma ostinato. Pensavo addirittura di far riaffiorare dagli abissi il gatto*

@gruber PRRRRRRRRR

*gatto, CAT in inglese, acronimo di Costa Atlantica Tour. :nuts:
 

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Anch'io andavo spesso al Fillmore, quando ero meno pigro e mi interessavo di più alla musica!

Bella Cortemaggiore, ma anche Monticelli d'Ongina e Caorso non sono male, giusto per limitarci alla zona di pianura...
 

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Discussion Starter · #19 · (Edited)
bel lavoro,
la provincia di piacenza pare infinitamente più attraente del suo capoluogo
E' così, inutile negarlo. E ci vuole un bel talento per non essere in grado di valorizzare una città come questa, rivierasca, con un centro storico di dimensioni notevoli, rimasto pressoché incolume nella sua ricchezza strutturale e dalla varietà architettonica assolutamente rilevante. Eppure... non va.

Intendiamoci, vivo a Piacenza da una decina d'anni e posso testimoniare sensibili miglioramenti complessivi, ma resta l'impressione che buona parte degli interventi in centro storico, pubblici o privati che siano, vengano attuati senza una visione di ampio respiro, senza che si inneschino quei meccanismi che consentano a quella strada o a quella piazza di cambiare faccia. In dieci anni si è riusciti a sgomberare Piazza S. Antonino dalle auto in sosta (e neppure tutte) riqualificandola, ma sono dieci, venti, trenta le piazze e le vie che andrebbero liberate e riqualificate. Avviene tutto così lentamente...
 

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Discussion Starter · #20 · (Edited)
Calendasco e dintorni

Calendasco (Calindasch in dialetto piacentino) è un comune italiano di 2.412 abitanti della provincia di Piacenza.

Il borgo è di origine romana, luogo detto in epoca imperiale Ad Padum (Al Po) che successivamente in epoca longobarda fu noto come Kalendasco. Il toponimo è di incerto significato, si va da paraetimologie che lo farebbero risalire ad un presunto fondatore romano, Calendus alla tesi, forse più fondata, che lo vuole di origine celtica col significato di "luogo vicino a una foresta". La terminazione in -asco è tipica dell'ambito ligure antico, anche se compatibile con una successiva presenza celtica (spesso indicata da un -ate finale).

Fra le frazioni presenti all'interno del comune di Calendasco c'è Cotrebbia Vecchia che fu sede dell'incontro del Barbarossa per le famose Regalie. Tutto intorno sono i pratae roncaliae ove era il grande accampamento dell'Imperatore, così come testimoniano i documenti pubblicati dal Solmi. Ancora oggi vi si trova una vasta area agricola detta "i Ronchi".

Calendasco fa parte del percorso della Via Francigena, o Romea, in quanto l'arcivescovo di Canterbury Sigerico attraversò qui il Po nell'anno 990, durante il suo viaggio a Roma per ricevere l'investitura dal Papa. La Via Francigena è segnalata in carte del 1140, 1187, 1056, ove ritroviamo citata la "strata romea" passante "in eodem loco Kalendasco"

Al porto di Calendasco le imbarcazioni dovevano pagare una gabella per l'attracco o per il solo transito in direzione di Venezia o Pavia.

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Ponti sul Trebbia, oltre i quali si entra nel comune di Piacenza.


Ponte Trebbia - Piacenza by Gredies, on Flickr


Campagna nei pressi dell'argine di Po, nel comune di Calendasco


Campagna a Calendasco (Piacenza) by Gredies, on Flickr



Campagna a Calendasco (Piacenza) by Gredies, on Flickr



Campagna a Calendasco (Piacenza) by Gredies, on Flickr

edit: Scopro solo ora di aver, inconsapevolmente, fotografato il sito di un'abbazia benedettina ora scomparsa. Trattasi dell'abbazia di San Pietro a Cotrebbia (Vecchia), citata in numerosi documenti dal IX al XII secolo, tra i quali il testamento dell'ex imperatrice Angilberga (moglie di Ludovico II) dell'anno 877.
A questo link, un interessante approfondimento sul tema. Nella foto sottostante, in lontananza si può osservare il fondo di Cotrebbia Vecchia (alla base dell'argine, per dare un'idea di come sia potuta scomparire quest'abbazia...).

Un importante evento che prese avvio nel 1963 è la Fiera del Po - Festa del pesce fritto, a carattere agricolo e commerciale, con un parco divertimenti ed alcune iniziative a segnare il periodo fieristico. Negli anni passati era un fulcro economico per il mondo agricolo che maggiormente caratterizza questo comune.


Calendasco (Piacenza) by Gredies, on Flickr



Calendasco (Piacenza) by Gredies, on Flickr


Circolo "I Templari"


Calendasco (Piacenza) by Gredies, on Flickr


A poche centinaia di metri dal guado di Sigerico (via Francigena), l'approdo barche di località Masero.


Fiume Po al Masero di Calendasco (Piacenza) by Gredies, on Flickr


Sulla destra, il lodigiano, sulla sinistra, il pavese. Tra le due, la foce di un simpatico fiume erogatore d'idrocarburi.


Foce Lambro by Gredies, on Flickr


Panorama dall'argine: in primo piano il Masero e Calendasco sullo sfondo


Località Masero di Calendasco (Piacenza) by Gredies, on Flickr​
 
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