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Piazza Affari alla svolta con la City Oggi il vertice sull’alleanza con Londra. Milano potrebbe ricomprare l’Mts, mercato dei titoli di Stato, per avere più peso STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
MILANO — Le trattative sull’alleanza sono state confermate. E la ratifica da parte del consiglio di amministrazione di Borsa italiana potrebbe arrivare anche oggi o, comunque, nelle prossime ore. Obiettivo: l’integrazione tra la principale piazza finanziaria europea nota come «City», il London Stock Exchange, e Piazza Affari. Se l’operazione dovesse superare tutti gli step necessari sia sul fronte italiano che su quello britannico porterebbe alla nascita di una nuova holding a cui verrebbero conferiti il controllo sia della borsa londinese (una public company quotata presso la stessa City) che di quella milanese.
I principali azionisti del mercato italiano che dovranno poi approvare la fusione sono le due superbanche, Unicredit-Capitalia con il 20% e Intesa Sanpaolo con il 18,7%. Mentre Mps ha il 10,4% e la Popolare Verona Novara ha un 7,1% come la Bnl-Bnp. Di fatto, il conferimento delle quote di proprietà di Piazza Affari nella holding porterebbe inevitabilmente il controllo della Borsa nelle mani dei soci della Lse anche se, parallelamente, le banche italiane entrerebbero nella City. E proprio per questo motivo la società guidata da Angelo Tantazzi e da Massimo Capuano avrebbe posto come condizione la difesa della propria autonomia operativa.
Alla finestra, per ora, rimane il Nyse che si è fuso con Euronext, il gruppo paneuropeo che riunisce Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona. Peraltro la Borsa italiana, a questo punto, potrebbe anche decidere di esercitare l’opzione in scadenza tra un mese per rilevare sempre da Euronext il 51% di Mbe che controlla il 60% del mercato dei titoli di stato Mts, considerato un gioiello.
Il riacquisto permetterebbe ai soci italiani di aumentare il proprio peso nella nuova holding. Anche perché la nuova società potrebbe trasformarsi in un «salottino» delle banche italiane e inglesi . Uno spazio di relazioni pubbliche e di affari da cui passerebbero indirettamente le principali operazioni della finanza europea. Inoltre, in un mercato sempre più globale, l'alleanza potrebbe anche stringere le sue maglie in futuro. Per Piazza Affari l’interessamento della City, che solo recentemente ha resistito a partner del calibro del Nasdaq che aveva tentato una scalata ostile, è anche un «riconoscimento» internazionale. Che peraltro risponde al richiamo fatto ancora recentemente nelle sue considerazioni finali dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi, a «prepararsi ad affrontare la sfida dei mercati».
Massimo Sideri
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/06_Giugno/21/borsa_milano_londra.shtml
 

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Discussion Starter · #3 ·
LSE in merger talks with Milan

Takeover target LSE has become a suitor
The London Stock Exchange (LSE) has revealed it is discussing a possible merger with its Italian counterpart.
The LSE confirmed it was in "advanced talks" with Milan's Borsa Italiana after the close of European trade, but gave no further details.

"The board of London Stock Exchange Group will make a further announcement as appropriate," the statement said.

The move reflects the continuing trend for consolidation in the industry to boost efficiency, analysts say.

Borsa's chief executive, Massimo Capuano, will discuss details of the agreement with board members at a meeting on Thursday, a source quoted by Reuters said.

Wave of deals

The proposed tie-up between LSE and Borsa Italiana would be the latest in a wave of deals and attempted deals between the world's stock exchanges as they strive to cut costs and increase business through economies of scale.

The US technology-dominated Nasdaq, which was repeatedly rebuffed in its efforts to buy the LSE, agreed to buy Swedish stock exchange OMX in a recommended $3.7bn (£1.8bn) deal in May.

Meanwhile, pan-European stock exchange operator Euronext merged with the New York Stock Exchange last year and listed in Paris and Wall Street in April.

Source: BBC www.bbc.co.uk
 

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^^
allora ancora meglio!
è vero che pratichamente la borsa italiana sarà nelle mani degli inglesi ma già il fatto che si siano interessati al nostro mercato azionario io la vedo come una cosa molto positiva
 

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Lse ha presentato a Borsa offerta da 1,5 miliardi di euro


Il London Stock Exchange ha presentato a Borsa italiana un'offerta in azioni del valore di circa 1,5 miliardi di euro.

Lo dice una fonte londinese vicina alla vicenda.

Lse non ha voluto commentare.

Il board di Lse, che si è svolto oggi a Londra, ha approvato la proposta di offerta, ha aggiunto la fonte. Il cda di Borsa Italiana, che dovrebbe discutere l'offerta, è iniziato alle 15 e alle 18,45 è ancora in corso.

IPOTESI AZIONISTI BORSA IN HOLDING LSE "NON HA ALTERNATIVE"

Secondo una fonte lo schema di integrazione prevede che gli azionisti di Borsa italiana entrino con una quota di minoranza nell'attuale holding di controllo dell'Lse. La holding controllerebbe le due società operative, quella britannica e quella italiana.

L'operazione consentirebbe a entrambe le società di tenere il passo con il consolidamento globale del settore, ma secondo alcuni analisti la mossa di Lse, a lungo considerata preda, muove dall'intento di proteggersi da un takeover sgradito.

Con l'entrata di Borsa italiana nell'azionariato si diluirebbe infatti la quota del Nasdaq, oggi di poco sopra il 30%, che al momento ha un peso sufficiente per impedire alcune importanti decisioni societarie.

L'ipotesi della creazione di una holding con sotto le due società mercato operative non ha alternative, secondo Alessandro Pansa, consigliere di Borsa spa.

"Non ci sono altre alternative. Non si possono cancellare così le società", ha detto Pansa all'ingresso del Cda di Piazza Affari che deve esaminare il progetto. Sull'intera operazione Pansa si dice favorevole ma potrebbe valutare anche alternative.

Secondo una fonte del settore, non coinvolta nell'operazione, "Lse ha un azionariato, Nasdaq a parte, molto frammentato. Borsa italiana ha un azionariato molto più compatto. I piccoli soci potrebbero uscire liquidando la quota, ma non i grandi". L'ammontare dell'offerta è sopra la valutazione di 1,2-1,4 miliardi di euro, effettuata l'anno scorso quando la società mercato milanese considerava la quotazione.

La composizione societaria di Borsa vede una grandissima prevalenza di banche italiane con azionisti-chiave Unicredit al 19,9%, Intesa Sanpaolo al 18,7%, Monte dei Paschi al 10,4%, Bnl al 7,1.

"Londra così risolve in parte il problema del Nasdaq e si crea una sponda sui derivati e sul post-trade. Mts poi può diventare un'altra grande risorsa" fa notare la fonte.

Dal lato di Borsa italiana "era l'unica scelta da fare: Euronext è troppo sbilanciato sul Nyse, Deutsche Boerse al momento soffre di mancanza di indirizzo" aggiunge, ricordando che con l'ipotesi, tramontata, di un'alleanza a tre con Deutsche Boerse ed Euronext la società italiana avrebbe avuto un peso inferiore di quello che si appresta ad avere in Lse.

PER ANALISTI ACCORDO ANCORA INCERTO, SCOPO DIFENSIVO PER LSE


Sul mercato prevale la convinzione che lo scopo di Lse sia difensivo, soprattutto rispetto alle mire dello statunitense Nasdaq. Inoltre qualcuno dubita che le trattative porteranno realmente a un matrimonio tra Roma e Milano.

Secondo Citigroup, "anche se i vertici di Lse, nel presentare l'operazione, metteranno l'accento sul merito derivante dall'aumentare l'espozione sull'azionario continentale e sulla diversificazione nelle attività di Borsa nell'obbligazionario e nei derivati, riteniamo che il mercato sarà più cinico".

Altri analisti prevedono che l'operazione potrà generare risparmi tra il 20 e il 40% dei costi di Borsa Italiana sostenuti nel 2006, pari a 172 milioni di euro.

"Nel complesso vediamo una probabilità limitata che il matrimonio vada in porto" dicono gli analisti di WestLb che valutano la Borsa di Milano 1,4 miliardi di euro e giudicano Lse un titolo da vendere. Oggi Lse ha chiuso in calo dello 0,95% a 13,53 sterline.

Per Credit Suisse, Borsa spa è molto meno redditizia di altre piazze regionali europee con un Ebit margin del 38% nel 2006 e costi per 172 milioni di euro. Una aggregazione Lse-Borsa potrebbe ridurre i costi del 25% e aumentare l'utile pro-forma del 10%, dice la banca d'affari.
dal sito Reuters.it
 

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Piazza Affari, corsa a due tra Parigi e Londra

Nyse-Euronext prepara un’offerta concorrente a quella della City
Piazza Affari, corsa a due tra Parigi e Londra
Si riunisce di nuovo il cda della Borsa di Milano: sul tavolo potrebbe arrivare un’altra offerta. Sul tavolo il nodo Mts
MILANO – La corsa per Piazza Affari si arricchisce di nuovi concorrenti. Nyse-Euronext, il gruppo che raggruppa la Borsa di New York e quelle di Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona, avrebbe presentato un'offerta preliminare e concorrente a quella del London Stock Exchange per aggregare Borsa Italiana. La proposta del listino transatlantico sarebbe inoltre paragonabile, con riferimento al controvalore, a quella londinese: 1,5 miliardi di euro.
CONTROFFERTA - Voci a proposito di un’offerta del Nyse-Euronext, che in passato aveva già trattato con Milano un’ipotesi di aggregazione, erano circolate già giovedì sera, ma erano state prontamente smentite da Piazza Affari. Fonti interne alla società che gestisce la piazza finanziaria milanese avevano ribadito in serata che c’era «una sola proposta di aggregazione sul tavolo». Eppure venerdì mattina, il Wall Street Journal ha ripreso i rumor, sostenendo che l’offerta su Milano da parte di New York-Parigi sarebbe imminente e citando fonti vicine al dossier. L'offerta, come detto da 1,5 miliardi, sarebbe mista: in contanti e carta. Ma la proposta del Nyse-Euronext, scrive ancora il Wsj, sarebbe a uno stadio preliminare e potrebbe essere ristrutturata secondo gli interessi di Borsa italiana.
MTS - Nel frattempo, dopo la riunione fiume di giovedì, il consiglio di amministrazione della piazza milanese torna a riunirsi anche venerdì. Dal cda è atteso il via libera all’offerta di Londra. A meno che il blitz franco-americano non abbia successo. L’interesse per Piazza Affari non è solo motivata dall’esigenza di assicurarsi un partner di rilievo e strappare un concorrente alla piattaforma londinese. Sul tavolo c’è anche Mts, il mercato telematico dei titoli di Stato, controllato in joint venture da Milano e Euronext. Proprio giovedì Borsa italiana avrebbe annunciato l’intenzione di esercitare l'opzione per rilevare la quota dei francesi e salire al 100% di Mts. Un’opportunità concessa a Milano dallo statuto della società, essendo cambiato il controllo di Euronext (che nel frattempo si è fusa con la società che gestisce Wall Street). In altre parole, per evitare di perdere Mts, Parigi e New York sarebbero disposte a un sacrificio per convincere Piazza Affari a passare, una volta per tutte, dalla loro parte.

Fonte: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/06_Giugno/22/Parigi_Milano_Borsa.shtml
 

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è UFFICIALE!!!


Lse acquisisce Borsa per 1,6 mld euro, ok Bankitalia


A meno di 48 ore dalle prime indiscrezioni sul takeover, il cda di Borsa Italiana dà il suo ok alla proposta di acquisizione da parte del London Stock Exchange che pagherà 1,6 miliardi di euro in massima parte in azioni. Un'operazione condotta nella massima riservatezza che riscuote a tempo di record l'apprezzamento di Bankitalia.

"Il cda ha dato mandato all'amministratore delegato ad accettare la proposta e compiere gli atti per portarla a compimento" ha detto dopo il cda una fonte italiana vicina alla vicenda, aggiungendo che il closing dell'operazione è "atteso in 3/4 mesi, sicuramente entro l'anno".

La società-mercato londinese, con l'ingresso di Borsa italiana, si costruisce uno scudo difensivo di fronte al Nasdaq, azionista ingombrante con il suo 30%, destinato ora a ridursi sottto quota 25%, e le sue mire espansionistiche. Il titolo oggi ha chiuso in rialzo dello 0,15% a 1.355 pence.

Da parte sua con questa mossa Borsa spa spunta una presenza significativa nella holding Lse data dalla possibilità di esprimere 5 dei 12 membri del board rispetto ai 7 in capo allo stesso Lse. Si tratta di una percentuale di oltre il 40% che va ben oltre il 28% espresso dal rapporto tra la valorizzazione di Borsa di circa 1,6 miliardi e quella dell'Lse di circa 4,1 miliardi di euro. In termini di concambio il rapporto è espresso dalle 4,9 azioni Lse per ogni azione di Borsa italiana offerto da Londra.

Per i vertici attuali di Borsa, il presidente Angelo Tantazzi e l'amministratore delegato Massimo Capuano, un futuro da numero due nella nuovà realtà, per il primo da vice-presidente, per il secondo da vice-ceo.
BANKITALIA: COSI' BORSA ESCE DALL'ISOLAMENTO

Bankitalia non entra nel merito della fusione anglo-italiana, ma dà il suo ok a un'operazione che evita a Borsa italiana il rischio-marginalizzazione corso negli ultimi due anni davanti a un risiko delle società-mercato in grande movimento.

"L'invito a uscire dall'isolamento espresso dal governatore il 31 maggio è stato accolto" ha detto la portavoce di Via Nazionale, ricordando indirettamente le recenti parole di Mario Draghi circa la mancanza di strategia di Piazza Affari.

E il ministro Tommaso Padoa-Schioppa parla di "accordo molto positivo perchè crea una realtà internazionale molto forte".

Con l'ok all'Lse Borsa entra nel mondo delle alleanze e si allontana definitivamente dalla galassia Nyse Euronext che di fronte all'offensiva londinese nei giorni scorsi aveva rilanciato, proponendo a Piazza Affari di entrare a far parte della società franco-statunitense. "C'era un'altra proposta ma indefinita, non tale da essere presentata al cda come proposta" ha aggiunto la fonte dopo il cda odierno con riferimento al Nuse Euronext.

Un'offerta neppure presa in considerazione che si accompagna alla scelta di Borsa, di due giorni fa, di esercitare l'opzione call per acquisire da sola il controllo di Mts oggi condiviso con la società di John Thain.

AZIONISTI BORSA SODDISFATTI


Gli azionisti di Borsa, che nel cda-fiume di ieri avevano avuto i necessari chiarimenti circa un'operazione che apre una nuova pagina nella storia di Borsa italiana, oggi esprimono soddisfazione. A partire dal presidente di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, che oggi ha parlato di "operazione interessante", e da Massimo Segre di Banca Intermobiliare che si è complimentato con Capuano.

Intesa Sanpaolo con il suo 18,7% è il grande azionista di Borsa spa appena alle spalle di Unicredit che detiene il 19,9%. Dopo di loro in un azionariato composto quasi totalmente da banche italiane, Monte dei Paschi con il 10,4%, Bnl del gruppo Bnp Paribas e Popolare Verona e Novara con il 7,1%, Banca Intermobiliare con il 6,6%.
 

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Ho letto che dal 2008 "Rossopomodoro" sarà quotata alla borsa di Londra.. Sarà anche una grande catena ma mi suona male..

"Al London Stock Exchange Rossopomodoro perde 10 punti percentuali dopo che l'Interpol ha scoperto un ingente quantitativo di crocchè senza la mozzarella"
 
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