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BREVI CENNI

Il castello di Mazzè, situtato nell'omonimo comune, è stato edificato a breve distanza dal corso della Dora Baltea e sopraelevato rispetto alla sottostante pianura padana in una zona di interesse faunistico, sui resti di un antico fortilizio di epoca romana subendo nel corso del tempo numerose integrazioni e rimaneggiamenti. I maggiori, in chiave di architettura neogotica, sono dovuto all'opera dell'architetto Velati Bellini e risalgono al XIX secolo. I percorsi di visita alla dimora storica sono tre e includono il Castello Grande (dodici stanze), il museo sotterraneo (che presenta le prigioni, strumenti di tortura e una cappella mortuaria) e la contigua Oasi del Bosco Parco.






DESCRIZIONE

Complesso monumentale situato sulla sommità di una collina e costituito da un castello piccolo del sec. XIV° e da un castello grande del sec. XV° con rifacimenti gotico romantici del sec. XIX°. I sotterranei, in parte di epoca celtica e romana, ospitano il Museo degli Strumenti della Santa Inquisizione. All'interno della cinta si trova la grande Piazza d'Armi e i giardini interni con piante pregiate, angoli suggestivi e un'ampia terrazza da cui si gode uno splendido panorama sul Bosco Parco, la Dora Baltea, Vercellese, Monferrato, Appennino Ligure e arco alpino.

Il Castello Grande, recentemente restaurato, è visitabile con percorso guidato. Esso comprende la corte nobile da cui si accede ai due piani nobili dove si trovano i saloni più importanti tra cui, al primo piano, due sale gotiche e tre sale settecentesche. Sul fronte sud si trova la corte dell'Orangerie con due sale più informali dove si possono effettuare eventi culturali e serate danzanti

Lo scalone d'onore porta al piano superiore dove sale e salette di varie epoche portano al quattrocentesco Salone delle Armi. A pochi metri si trova il Rivellino, primario bastione difensivo posto sull'ingresso principale del Castello, dal quale si gode una bella vista sul Monferrato, Torino e Superga, il Canavese, il Monviso, il Gran Paradiso e gran parte dell'arco alpino occidentale.

Il Castello fu proprietà dei Conti Valperga di Mazzè dal 1141 al 1840. In seguito passò ai Conti Brunetta d'Usseaux e infine alla famiglia Salino di Cavaglià. Protagonista delle guerre tra Guelfi e Ghibellini nel sec. XIV°, fu occupato da Re Francesco I di Francia nel 1515. Ospitò Re Vittorio Emanuele II nel 1859 per contenere l'offensiva austriaca durante la Seconda Guerra d'Indipendenza. Soggiornarono regolarmente i Savoia, lo Zar Nicola II di Russia e Mussolini. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu sede del comando tedesco. Qui nel maggio 1945 fu firmata la resa alle truppe alleate.







CRONISTORIA
La rocca di Mazzè fu leggendaria dimora di Ypa "regina senza terre" del Lacus Major che attorno al XV secolo a.C. ancora inondava con le acque della Dora Baltea ( Duira Major ) l'anfiteatro morenico di Yporegia (Ivrea). Al periodo celtico risalgono la cripta, il menhir druidico e l'ara riportate da poco alla luce. Nei sotterranei i resti del "Fortem Copacium" eretto nel 175 a.C. dal Console Appio Claudio a presidio romano contro le tribù Salasse e trasformato nel 1100 in tetra prigione.

Nello stesso anno i Valperga, ottenuta dall'Imperatore Enrico IV di Sassonia l'investitura del feudo di Mazzè, elevarono sugli antichi ruderi romani l'attuale struttura castellana nel 1316 e costruirono poco dopo una casa-forte, oggi sontuosa dimora adiacente al più antico "castello piccolo". Furono ospiti del maniero: Francesco I re di Francia, Vittorio Emanuele II re d'Italia, Cavour, lo Zar Nicola II di Russia, Mussolini e innumerevoli altre personalità.
Saccheggi e speculazioni ridussero alla rovina, negli anni 70, il complesso monumentale e il grande parco.

Un ventennale restauro effettuato dai Salino di Cavaglià, attuali proprietari, restituì al castello la sua magnificenza. Fantastiche architetture merlate e turrite, preziosità d'interni e ineguagliabili panorami offrono oggi al visitatore uno spettacolo di indimenticabile suggestione.

IL BOSCO

E' costituito da una vasta area protetta (Lex 1497/39: monumento paesaggistico naturale) con percorso segnalato di oltre 5 km, inizialmente scosceso, ideale per escursioni tra boschi di querce, faggi e frassini, splendidi scorci panoramici sul sottostante bacino lacustre del fiume Dora Baltea, pregiate aree d'interesse florofaunistiche e ruderi romanici. Vedere sezione specifica.

[google.it / wikipedia.it / http://www.castellodimazze.it/ ]
 

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Discussion Starter · #2 · (Edited)
I sotterranei del Castello sono, in collaborazione con Amnesty International, sede del MUSEO SOTTERRANEO della TORTURA - Strumenti & Metedi della Santa Inquisizione

Se non ricordo ce ne sono 3 in tutta Italia di Musei diq eusto genere...e in pochi sanno qui uno di questi è proprio nel castello di Mazzè.

Io lo visitai qualche anno fa, e devo dire che alla fine mi colse un certo senso di "nausea" per l'ipressione che mi fecero alcuni strumenti e metodi di tortura.

Consiglio a tutti di andare a vederlo.

DESCRIZIONE

La Proprietà del castello di Mazzè è orgogliosa di presentare il primo Museo della Tortura ambientato negli antichi sotterranei di un castello medioevale. La prestigiosa collezione, in buona parte proveniente dalla Spagna e da varie collezioni europee, è visitabile attraverso il seguente percorso: Prigioni e Ghiacciaia del XIV sec., Sotterranei romani e Cisterna d'assedio del II sec. a.C., Cripta Celtica del X sec. a.C., Antro degli eretici e Cappella funeraria del XV sec.. L'esposizione si sviluppa su circa 500 mq sotterranei ed è dotata di impianti di sicurezza, di un suggestivo sistema di illuminazione e diffusione sonora ed è controllata da telecamere a circuito chiuso.

Gli strumenti di tortura e le gigantografie iconografiche antiche riproducenti il funzionamento delle varie macchine non vengono esposti per soddisfare sadiche brame, ma con il preciso scopo di portare a conoscenza del vasto pubblico e soprattutto delle scolaresche, preziose testimonianze storiche della ferocia umana a monito e salvaguardia contro le tirannidi che sempre nel corso dei secoli hanno abusato del terrore per dominare i popoli. Perfino, come in questo caso, IN NOMINE DOMINI cioè nel nome del Signore !


ELENCO DEGLI STRUMENTI

tavoli da stiramento - sedie inquisitorie - gogna verticale - veglia o culla di giuda - cavalletto spezza arti - cicogna di storpiatura - gogna in botte - ragni spagnuoli - fruste manette e gambali - sega spagnola - mannaie taglia arti - spada del boja - sedie delle streghe - pendoli o argani - gogne orizzontali - garrote - scala di stiramento - schiacciacrani (bruttissima questa...)- spaccaginocchi - cisterna d'annegamento (questa la ricordo tra la più orribili...) - flagello a catena - violone delle comari - straziaseni - piffero del baccanaro - scure del boja - zampa di gatto - aste da secondino - gatta di scorticamento - forcella dell'eretico - ferri roventi da marchio - cinture di castità - gabbia di contenzione - varie.

LA SANTA INQUISIZIONE
Fu un tribunale ecclesiastico istituito in età medioevale che si propose in forme diverse fino all'età moderna e finalizzato alla prevenzione o repressione di insegnamenti e dottrine contrarie al dogma e alla morale cattolica. Le origini dell'Inquisizione o Sant' Uffizio vanno ricercate nel dilagare delle eresie popolari che verso la metà del XII secolo si svilupparono dell'Europa occidentale e nella necessità per la chiesa di opporvisi duramente al fine di eliminarle. Càtari, valdesi, ussiti provocarono, a partire dalla Francia e dall'Italia del nord ovest, la reazione violenta di principi e papi che iniziarono le persecuzioni nel 1162. Si distinse in quest'opera repressiva l'ordine dei frati domenicani cui il papa Gregorio IX aveva affidato nel 1235 i Tribunali della Santa Inquisizione. Famosa per efferatezza divenne in seguito l'Inquisizione spagnola che a partire dal 1478 vide il terrificante attivismo del domenicano Tomàs de Torquemada. Nel nome del Signore centinaia di migliaia di innocenti persero la vita dopo aver subito orrende torture per mano delle istituzioni ecclesiastiche e secolari. Il terrore dilagò nel 1500 nelle terre del Nuovo mondo dove i conquistadores spagnoli sterminarono intere civiltà. La distruzione psicologica e fisica di esseri umani allo scopo di redimerli non derivò unicamente dai patiboli. Non si spiegherebbe altrimenti l'esecrabile esibizione di violenza e di orrori che cinema, televisione e stampa offrono quotidianamente alle masse.

http://www.castellodimazze.it/visita/museotortura_index.html

Ho recuperato anche alcune foto degli strumenti di tortura:

Cintura di castità...notare i "denti" lungo la feritoia...


Straziaseni e pinze


Gogna


(...notare gli spunzoni all'interno del sarcofago, che NON trafiggevano subito il malcapitato...ma proprio lo pungevano ad ogni mino movimento)


Sedia inquisitoria o sedia delle streghe
 

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Ragazzi state facendo davvero un bellissimo lavoro, complimenti!
Unico appunto: se le foto non sono vostre dovete citare la fonte (link) e l'autore, onde evitare casini vari come successo in passato. Idem per gli articoli.

Lo scrivo anche negli altri thread. Grazie della collaborazione.
 
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