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Torino è elettronica!!
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Entro il 2020, ridurre i consumi energetici del 20%, ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto al '90 e coprire almeno il 20% del fabbisogno energetico grazie alle energie rinnovabili
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-10-07/2009100713883785.pdf


"UNIAMO LE ENERGIE", WORLD POLITICAL FORUM A TORINO SULLE ENERGIE RINNOVABILI
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-10-08/2009100813892035.pdf


17 NUOVE CENTRALI SOLARI IN PIEMONTE (75 MW), NEL 2010 PRIMA IN ITALIA PER POTENZA INSTALLATA :)
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-10-09/2009100913902170.pdf
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-10-09/2009100913903056.pdf

I POLI DI SVILUPPO IN REGIONE, LA "FOGLIA" ARTIFIALE E "PHILLA", L'AUTO A IMPATTO ZERO
http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-10-07/2009100713883884.pdf

viste le prospettive di sviluppo (anche occupazionali) che promette questo settore economico in forte espansione, non posso che essere contento di questa decisione
 

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Piemonte capitale del "solare"

Società spagnola realizzerà 17 centrali e un centro di produzione a None


maurizio tropeano

torino
Entro la fine dell’anno il Piemonte diventerà la prima regione d’Italia per potenza installata (30Mwp) per centrali solari. La multinazionale spagnola Opde firmerà con la Regione un protocollo d’intesa che prevede la costruzione di 17 centrali solari e l’installazione di una fabbrica per la produzione dei pannelli inseguitori e di un polo logistica e di ricerca. Sette centrali saranno pronte entro la fine dell’anno e produrranno un’energia pulita pari a 50 milioni di kWh l’anno. I «girasoli» verranno costruiti nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. La fabbrica, invece, sorgerà in provincia di Torino, forse nell’area industriale di None.

Il via libera della Regione è arrivato ai primi di settembre quando la giunta ha approvato il protocollo d’intesa predisposto dall’assessore all’Innovazione Andrea Bairati. L’esecutivo regionale si impegna ad assicurare la velocizzazione dell’iter burocratico e mette sul tavolo un contributo massimo di 10 milioni per l’insediamento dell’azienda. Il progetto avrà delle ricadute immediate, sia dal punto di vista economico che occupazionale: nei primi due anni è possibile valutare in 120 milioni di euro i benefici finanziari. I nuovi occupati saranno 375, 125 assunti direttamente dagli spagnoli. «L’azienda - spiega Bairati - si è impegnata a realizzare la totalità delle opere con manodopera locale e ad utilizzare le banche del territorio per finanziare le costruzioni».

Fabrizio Rostagno, amministratore delegato di Opde Italia, spiega che l’azienda spagnola ha presentato un progetto da realizzare in tre fasi. La prima è a buon punto: le aree dove installare le centrali sono già state acquistate, i piani finanziari sono pronti e «bancabili», le autorizzazioni all’Enel sono già state richieste. Entro la fine dell’anno l’azienda vorrebbe anche installare la fabbrica per la produzione degli inseguitori abbinata al polo logistico per la distribuzione del materiale dell’Opde. Prevista l’assunzione di una settantina di persone.

La seconda fase prevede entro la fine del 2010 la costruzione di altre 10 centrali (per una potenza installata di 45 Mw) e la pianificazione della presenza dell’azienda in Piemonte per altri 25 anni. La terza fase prevede il monitoraggio della produzione e lo sviluppo di specifici accordi di collaborazione con Atenei e centri di ricerca. «Il nostro obiettivo - spiega Rostagno - è quello di trasformare la fabbrica e il polo logistico nel quartier generale italiano per la manutenzione degli impianti».

Il Piemonte potrebbe così diventare la piattaforma per l’espansione verso i Paesi dell’Est e la Grecia. Adalberto Rios, il presidente spagnolo della holding, nei suoi contatti con la Regione ha spiegato che la scelta è caduta sul Piemonte perché «il gruppo ritiene che abbia grandi potenzialità per lo sviluppo delle energie rinnovabili, per le sue condizioni morfologiche e produttive e grazie alla politiche di investimento regionali».

A mettere in contatto l’Opde con la Regione è stato il Centro Estero del Piemonte che ha messo in campo gli incentivi del contratto di insediamento regionale. Spiega Bairati: «In modo autonomo l’azienda ha individuato le località più adatte dove costruire le centrali solari. Ora è disponibile a valutare insieme alla Regione il sito dove localizzare la produzione industriale e il polo logistico e della ricerca».
Tra le ipotesi in campo c’è quella dell’area industriale di None dotata di un collegamento ferroviario e con facile accesso al sistema autostradale. Accanto alla fabbrica sorgerà il centro di ricerca e la Opde - che collabora anche con Università e Atenei della Navarra - è pronta a cercare sinergie con il sistema della formazione e della ricerca torinese e piemontese.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/57321/
 

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Un applauso al Piemonte!
 

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Dall'amianto al fotovoltaico: il caso della cava di Balangero
di Adriano Moraglio


Un impianto fotovoltaico tra i più grandi in Italia in quella che fu, negli anni 70, la più importante cava mineraria d'amianto d'Europa. È il progetto che è stato presentato il 16 ottobre a Ciriè (Torino) al ministro per l'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. L'obiettivo è realizzare 5 campi fotovoltaici in cui saranno installati 21.300 moduli da circa 170 Watt cadauno, per una potenza di picco totale prevista intorno ai 3,8 Mwp. «Una prima valutazione dell'attività economico-finanziaria – commenta Massimo Bergamini, direttore della Rsa, la società a capitale pubbilco che ha curato la bonifica del sito – consente di stimare, a pieno regime, un utile lordo pari a circa 400mila euro l'anno, necessario a sostenere i costi fissi di manutezione delle opere a verde e di quelle di sistemazione idrogeologica».

La superficie netta dell'intero campo fotovoltaico sarà di 95mila metri quadrati. La produzione ventennale è prevista in 87.400.000 KWh. quanto ai costi, quelli di impianto per l'installazione e per la gestione su un periodo di vent'anni sono stimati in 24,8 milioni. I ricavi da vendite e incentivi per "conto energia" si aggireranno sui 40 milioni, con un Ebitda su 20 anni di oltre 15 milioni. Le opere in progetto interesseranno essenzialmente i gradoni pianeggianti del versante Sud lato Balangero della miniera, con insolazione ottimale. Il profilo del pendio e la conformazione dei gradoni consentirà di mascherare gli impianti previsti, senza oneri per opere di mitigazione dell'impatto paesistico.

La proposta al Governo è sostenuta fortemente dall'assessore regionale all'Ambiente, Nicola De Ruggiero, da Corrado Scapino, presidente di Rsa e dai sindaci di Balangero e Corio, Pier Domenico Bonino e Laura Monaco. Il territorio dell'ex miniera di amianto, a 30 chilometri da Torino è una regione montuosa di circa 400 ettari, con un complesso industriale dismesso di 40mila metri quadrati. All'interno della cava mineraria c'è un bacino lacustre che raccoglie acqua per 2 milioni di metri cubi. La bonifica dell'area fino al 2006 è costata 17 milioni. Ulteriori otto milioni sono attesi con un nuovo accordo di programma e altri 20 arriveranno per le bonifiche.
L'amiantifera cominciò l'attività negli anni 20 e terminò poco prima della legge che mise al bando l'utilizzo dell'amianto (L,. n.257/1992). Sono in corso indagini del procuratore aggiunto di Torino Raffaele Gauriniello, nell'ambito dell'inchiesta sull'Eternit di Casale Monferrato su almeno cento casi di decessi e malattie da asbestosi di ex dipendenti dell'amiantifera di Balangero. Un apposito comitato, nel 2004, ha affidato una causa all'avvocato Laura D'Amico. "L'indagine, per questo specifico filone – dice il legale - risulta però ancora sostanzialmente ferma".

http://www.ilsole24ore.com/art/Sole...e5-11dc-af1b-00000e25108c&DocRulesView=Libero

 

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3 ore (virgola 15) alla potenza di picco, 365 giorni all'anno. Cosa c'e' che non va?
nulla, mi semra abbastanza in linea con le caratteristiche dell'italia del nord...

semplicemente riassumevo in numeri piu semplici quel dato di mille milioni di miliardi di watt in millemila anni ;)
...viene fuori una potenza media di poco inferiore a 500 kW
 

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Ah, beh, certo. La potenza media e' sempre nell'intorno del 10% di quella di picco (quasi 15% in questo caso). Bisogna calcolare l'irraggiamento non sempre perpendicolare al pannello, le ore notturne, quelle nuvolose o velate...
Chiaro che quando si pubblicizza si tendono a mettere i numeri piu' grossi, come sempre.
Comunque anche con le altre tecnologie non e' che si produca sempre al 100%, 365 giorni all'anno, senza mai una manutenzione, un guasto, un rallentamento per sovraproduzione...
 

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^^

non capisco il senso del messaggio (critico, ironico, etc).

Finalmente un'iniziativa intelligente e subito andiamo giù pesanti con le critiche (ma tanto non c'è luce, serve a poco, costa, etc). Si critica che non ci sono politiche energetiche, si critica se si prova il fotovoltaico, si criticano le pale eoliche...
tanta gente parla solo per dare aria alla gola.

L.
 

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Se ti riferisci a me, io non criticavo affatto, anzi! Facevo solo notare che le discrepanze tra "picco" e valor medio sono normali e comuni a tutte le tecnologie, per molti motivi. Nonostante quello che pensano i tifosi del nucleare... ;)
 

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Energia prodotta grazie ad una multinazionale spagnola?
che c'è di strano? hanno letteralmente bruciato il loro conto energia, hanno costruito una filiera, delle realtà imprenditoriali in grado di essere competitive.
Hanno acquisito know how e ora non solo esportano prodotti, ma anche il know how, investono sul territorio, creano posti di lavoro, propongono addirittura di istallare centri di ricerca...

c'è chi ha criticato il conto energia spagnolo come esempio di insuccesso, troppi soldi, troppo velocemente, c'è chi critica anche quello italiano, troppi soldi... bla bla bla...

intanto gli spagnoli hanno capito si sono mossi e vengono ad istallare da noi colpi di decine di MW, l'industria italiana si sta attrezzando ora, si inizia ad interessare qualcuno per creare filiere locali e a vedere della ricerca... giusto in tempo per la fine del conto energia italiano se non verrà rinnovato...

1,2GW sono estremamente vicini, siamo a poco più di metà strada, ma per ora sono arrivati gli impianti piccoli, i carchi da 90 arriveranno nei prossimi mesi e ci sarà la corsa ad arrivare prima di fine anno, prima della rimodulazione annuale delle tariffe incentivanti.
 

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MAIRE TECNIMONT SIGLA CONTRATTO PER IMPIANTO DI PRODUZIONE SILICIO

Nuovo stabilimento a Borgofranco d’Ivrea (Torino) per la produzione di 5.000 tonnellate/anno di Silicio ad elevato grado di purezza (Solar Grade) per pannelli fotovoltaici

Impianto chiave per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia





Roma, 20 febbraio 2008 – Maire Tecnimont S.p.A. ha annunciato oggi di avere firmato – tramite il Consorzio Stabile Maire Tecnimont controllato al 100% - un contratto con la società Silfab di Padova, per lo sviluppo dell’ingegneria di base (FEED), per i servizi di acquisto delle principali apparecchiature, per l’assistenza alle attività autorizzative ed altre attività di supporto, relativi al progetto di una nuova realtà produttiva ad alto valore aggiunto da realizzare nella ex-zona industriale di Borgofranco d’Ivrea (TO). Il contratto prevede – al termine di queste prime attività della durata di circa 6 mesi – procedure di conversione del progetto in EPC (Engineering – Procurement – Construction).

I reattori relativi alla prima fase del progetto sono già stati ordinati dal cliente. L’investimento complessivo previsto in due fasi successive da Silfab è di oltre €400 milioni, con l’obiettivo di realizzare l’intero impianto entro il 2010. Il valore complessivo del contratto EPC di Maire Tecnimont non è ad oggi esattamente quantificabile, ma sarà determinato al completamento delle procedure di conversione. Ad ogni modo la società è confidente che, alla luce delle caratteristiche quantitative della commessa, l’importo del contratto EPC potrà avere un valore significativo.

Silfab è una società per azioni fondata da Franco Traverso, pioniere italiano nel campo del fotovoltaico con ventisei anni di presenza nel settore. L’iniziativa è molto rilevante per l’alta tecnologia impiegata, per il ritorno occupazionale in una zona parzialmente deindustrializzata e per l’obbiettivo comune di realizzare un impianto all’avanguardia in termini di impatto ambientale.

http://www.mairetecnimont.it/pressr...0.02.2008-maire-tecnimont-sigla-contratto-per
 
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