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Qui voglio inserire tutti gli aggiornamenti sulla riqualificazione di quest'area intorno al porto,e delle arre degli altri piani particolareggiati dove avremo uno sviluppo in altezza,appunto città alta.
Pp2, ecco come cambierà Pescara

Rifondazione e Partito Democratico bocciano il progetto

http://www.primadanoi.it/#
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PESCARA. Una lunga pista ciclabile immersa nel verde lungo la sponda nord e quella sud del fiume. La prima si insinuerà nel futuro Parco delle Dune, localizzato nell’area della Madonnina; la seconda entrerà all’interno dell’attuale area ex Di Properzio, dove si svilupperà una volumetria residenziale, per il 90 per cento destinata a Edilizia residenziale popolare e convenzionata.
Ma il fulcro dello sviluppo è previsto lungo la riviera sud, dall’area dell’ex Cofa sino a raggiungere il centro Paolo VI dove sorgeranno le strutture turistico-ricettive-alberghiere e direzionali, dunque negozi e uffici, la nuova riviera di Pescara con capacità di accoglienza e parcheggi al coperto, contenuti all’interno delle ‘dune’ verdi.
E’ questo il Piano Particolareggiato 2 di Pescara presentato ieri pomeriggio nel corso di un incontro pubblico, e ormai pronto per l’adozione da parte della giunta comunale.
Subito dopo ci sarà la pubblicazione per 30 giorni per consentire ancora la partecipazione dei cittadini e la presentazione di eventuali osservazioni, che, se conformi al Piano regolatore verranno eventualmente accolte dalla giunta, altrimenti, se ritenute meritevoli di attenzione, ma in variante al Piano, andranno all’esame del Consiglio comunale.
«Il Pp2 è perfettamente conforme alle previsioni del Piano regolatore», ha subito anticipato l’assessore Antonelli. Non ci sarà, invece, la rampa prevista nel 2007 dell’asse attrezzato che sarebbe scesa direttamente sulla banchina sud: l’Anas ha detto senza mezzi termini di non avere risorse per prevedere una simile opera.

IL COMPARTO A
Il subambito A è quello che corre lungo le sponde del fiume, lungo gli argini. Qui, come da Prg, non è prevista alcuna volumetria ma c’è la volontà di lasciare spazi liberi per il rischio di eventuali esondazioni. Su tali argini sono state previste aree verdi e piste ciclabili: quella a nord si immetterà nel Parco delle Dune, nell’area della Madonnina; a sud la pista entrerà in una fascia-tampone boscata con vegetazione spontanea. Verranno mantenute le piccole attività di pesca, razionalizzando gli attuali magazzini e sistemandoli sotto i piloni del ponte.

IL COMPARTO B
Dal centro storico, la pista ciclabile a sud corre e si biforca nel subambito B, compreso tra via Andrea Doria e via Magellano, comprendendo anche l’area ex Di Properzio. Via Andrea Doria scenderà di grado e diventerà una strada a tutti gli effetti ‘urbana’, dirottando all’esterno l’eventuale traffico pesante. Tra via Doria e via Magellano, si concentrerà la superficie fondiaria: il 50 per cento della superficie sarà destinata a direzionale, ossia uffici e negozi; il 50 per cento a residenziale e, di tale 50 per cento, il 90 per cento sarà dedicato a edilizia Erp o House sociale, e all’interno di tale area c’è anche la quota edificatoria del Comune. Nell’area sono previsti 6 fabbricati, di cui uno alto 50 metri al massimo, come imposto dal cono d’ombra dell’aeroporto, circa 16 piani; gli altri cinque avranno un’altezza massima di 30 metri, ossia 10 piani. E’ prevista anche la costruzione di una scuola, oltre che di aree di cessione che andranno sul fronte strada.

IL COMPARTO C
Il subambito C si sviluppa lungo il litorale, compreso tra il porto turistico sino al centro Paolo VI, ossia poco più a sud dell’incrocio tra il lungomare Papa Giovanni Paolo II e via Vespucci. In tale superficie è prevista una capacità fondiaria commerciale, direzionale, alberghiero, ricettivo-turistica, da sviluppare con 4 fabbricati, di cui uno, più vicino al Porto turistico, alto 50 metri e 3 alti massimo 30 metri”.
«Il Comparto C – hanno detto gli assistenti di Stanghellini illustrando il progetto – è il vero ‘luogo strategico’ del Piano particolareggiato, ove si concentra la maggior parte delle dimensioni e la destinazione più pubblica, dove la fondiaria è più concentrata, individuata con soggetti omogenei, lasciando scoperte diverse aree per puntare sulla ‘città alta’».

«IL PP2 E' DIVENTATO COME IL PP1 DI MONTESILVANO»

Ma il progetto non piace a tutti. Il consigliere regionale e comunale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, sostiene che il Pp2 sia diventato come il Pp1 di Montesilvano: «si sono persi anni rifacendo tutto da capo non perchè si dovesse partorire chissà quale gioiello dell'urbanistica ma probabilmente accontentare i proprietari delle aree che poi sono i soliti noti. Questa amministrazione dopo aver consentito senza opporsi - anzi complimentandosi - la realizzazione dell'ecomostro della Guardia di Finanza completerà l'opera con la solita operazione edilizia su un'area strategica che doveva diventare il fiore all'occhiello della città.
Ho la sensazione che comunque il PP2 debba venire in Consiglio Comunale fin dall'adozione perchè mi sembra che contenga qualche variazione rispetto al Prg».
PD: «DELUSE LE ATTESE»
Scontento anche il Partito Democratico che parla di «un autentico guazzabuglio» per un Piano che è una sorta di «libera tutti per tutti i soggetti proprietari di aree dove l’unico indirizzo, a questo punto una sorta di camicia di forza, dato dall’amministrazione è l’individuazione del lotto ove costruirvi l’edificio avendo cura di evitare che questi potessero accavallarsi tra di loro».
«Tutto si poteva immaginare», dicono i consiglieri Moreno Di Pietrantonio, Enzo Del Vecchio e Florio Corneli, «ma, realisticamente, nessuno poteva aspettarsi che tutto lo scibile dell’amministrazione Mascia sbandierato in questi anni riguardante il futuro di quell’area ricadente nel PP2, la nuova Pescara, si traducesse in un semplicissimo Piano di lottizzazione costato alla collettività ben 50.000 euro e che, invece, avrebbe potuto trovare redazione con le professionalità di cui il Comune dispone».
Ma il Pd è scettico anche in merito all’iter che si vuole seguire per l’approvazione del PP2 e cioè: “adozione” da parte della Giunta Comunale ed, eventualmente, a seconda delle osservazioni che perverranno e, prioritariamente valutate dalla Giunta comunale, “approvazione” da parte del Consiglio comunale o della stessa Giunta.
 

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Mi sta relativamente bene il comparto B. Non condivido in toto invece il comparto C
Pescara ha un pessimo rapporto con il mare, incredibile che in buona percentuale, dal lungomare non si riesce a vedere il mare! La caserma della guardia di finanza sul lungomare (lato mare per chi non è di Pescara) è uno scandalo che credo che solo a Pescara si poteva fare.
Avrei lasciato ad un enorme parco e piazza e le volumetrie spostate, caso mai sul comparto B da destinare principalmente al turismo spostando l'housing sociale ed edilizia libera in altre parti, per esempio vicino al tribunale, ma anche altri spazi lasciati "at cazum" quà e là.
 

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Discussion Starter · #3 ·
Mi sta relativamente bene il comparto B. Non condivido in toto invece il comparto C
Pescara ha un pessimo rapporto con il mare, incredibile che in buona percentuale, dal lungomare non si riesce a vedere il mare! La caserma della guardia di finanza sul lungomare (lato mare per chi non è di Pescara) è uno scandalo che credo che solo a Pescara si poteva fare.
Avrei lasciato ad un enorme parco e piazza e le volumetrie spostate, caso mai sul comparto B da destinare principalmente al turismo spostando l'housing sociale ed edilizia libera in altre parti, per esempio vicino al tribunale, ma anche altri spazi lasciati "at cazum" quà e là.
Niente di più semplice spiegare perché la caserma l'han fatta lì.
1-Molti dei "capi" son del nord e avere il lavoro vicino al mare ....
2-vicino la rampa dell'asse attrezzato,strade larghe
3-vicino il porto turistico,alberghi,pineta(zona ricca,prostituzione)...insomma si mangia....
 

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Discussion Starter · #4 ·
Negli altri spazi non inseriti nel progetto si inserirà questo?...e dovevano venire da Bologna per dirci che avevamo bisogno di una fiera e siamo tra le realtà più dinamiche d'Italia...grazie sindaco:bash:
Pescara senza fiera?

http://www.piazzagrande.info/territorio/


Michele Laganà arriva a Pescara con un’idea ambiziosa e un po’ provocatoria, se a lanciarla è un imprenditore e consigliere comunale di Bologna, innamorato del capoluogo adriatico – dove ormai vive tre giorni a settimana – e stupito, dopo un anno di intensa frequentazione, dell’assenza di un polo fieristico in una realtà così intraprendente. Laganà, della famiglia dei famosi pasticcieri bolognesi e titolare dell’omonimo Studio impegnato nello sviluppo dei progetti più vari – dalle manifestazioni sportive agli eventi culturali e di beneficienza fino alla realizzazione di strutture private e pubbliche sia in Italia che all’estero –, ha conosciuto Pescara nel 2011, quando è stato invitato al FIABA Day, associazione della quale è responsabile per i rapporti con l’Albania.
Da allora il feeling con i pescaresi, anche per via della sua passione di velista, lo ha portato ad organizzare, lo scorso marzo, le “Giornate dannunziane” nel centralissimo Quartiere Santo Stefano di Bologna, appuntamento che si ripeterà dal 12 al 17 marzo 2013.
«Ho cominciato ad apprezzare Pescara – spiega – grazie ad alcuni amici fraterni trasferiti a Bologna; è una città con le qualità di Rimini e il doppio delle potenzialità di Rimini: dove trovi una concentrazione di paesaggi e servizi così diversi come a Pescara? Dalle piste da sci in mezz’ora sei in spiaggia, c’è un bel porto, la stazione ferroviaria e quella dei pullman, l’aeroporto, l’autostrada, è tutto rapido e ben collegato. Come può una città così frizzante, con questa evidente voglia di crescere, non avere una Fiera?!».
Negli ultimi mesi Michele Laganà ha provato a rispondere a questa domanda, non per trovarne le ragioni, ma per proporne una soluzione.
«Ne ho subito parlato con Rodolfo Lopes Pegna, Segretario generale dell’AEFI, l’Associazione delle Esposizioni e Fiere Italiane, per anni presidente della Fiera di Rimini, siamo venuti a Pescara per dei sopralluoghi, abbiamo consultato dei dati, era entusiasta, secondo lui è fattibile».
Da quel momento Laganà ha passato la palla agli architetti Marco Pizzioli e Michele Foschi, dello studio MeM Lab di Rimini, che hanno sviluppato un progetto per un’area di circa 60.000 mq con un’edificabilità di un terzo della superficie, un progetto ad andamento lineare che consentirebbe una realizzazione in fasi successive con l’aggiunta di moduli autonomi e quindi investimenti dilazionati.
Il progetto per la Fiera di Pescara – che sarà illustrato alla cittadinanza e alle sue istituzioni in una conferenza presso … di Pescara venerdì 29 giugno alle ore 11 – prevede un nucleo centrale con uffici, accoglienza e spazi flessibili per il congressuale, padiglioni autonomi ma collegati con un grande spazio comune attrezzato e con spazi di servizio e ristorazione, nonché location espositive esterne integrate in un’area verde con ambiente naturale ricostruito. Inoltre l’intera struttura è dotata di copertura a verde armonizzata e sarà dotata di tutti i sistemi tecnologici più evoluti per garantirne l’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili.
«Sia chiaro, la politica o altri interessi qui non c’entrano nulla – precisa Laganà – con i progettisti e col Segretario AEFI stiamo regalando un’idea a questa città, sarebbe bello interagire col Comune, con la Facoltà di Architettura dell’Università d’Annunzio e con l’Ordine degli Architetti locale. Non ci siamo preoccupati di individuare un’area, degli enti promotori o dei privati finanziatori, abbiamo solo posto attenzione alla fattibilità di un complesso fieristico a Pescara. La città ne avrebbe davvero bisogno».
Michele Laganà è anche presidente dell’Associazione Pescara Fiera, appena costituita per tutelare la paternità di questa idea, e vuole che a parlarne siano soprattutto i giovani.
«Perché non si fa un referendum comunale? Chissà cosa ne pensano i cittadini, nell’aria si respira una competitività con altre realtà adriatiche che lascia ben sperare. Mi piacerebbe – conclude Laganà – che le istituzioni formassero uno staff di giovani pescaresi, dall’architetto all’ingegnere all’imprenditore al comunicatore, che possano impegnarsi nello sviluppo di quella che per adesso è semplicemente una buona idea».
 

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Per me la location ideale della fiera sarebbe quella delle aree di risulta. Non è possibile che questo spazio enorme sia destinato ad un mega parcheggio e basta
 

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Discussion Starter · #8 ·
Pescara, presentato il Piano Particolareggiato 2

Pescara - Per la destinazione urbanistica di tutte le aree di Porta Nuova che, comprendendo le due golene, si estendono a nord sino alla Madonnina, a sud sino a via Andrea Doria per finire sul lungomare sud, sino a raggiungere l’area del Centro di riabilitazione Paolo VI​



PESCARA - “I lineamenti del nuovo Waterfront di Pescara sono stati definiti: venerdì scorso la giunta ha adottato il Piano Particolareggiato 2, atteso da almeno vent’anni dalla città, che disegna in modo preciso il profilo e la destinazione urbanistica di tutte le aree di Porta Nuova che, comprendendo le due golene, si estendono a nord sino alla Madonnina, a sud sino a via Andrea Doria per finire sul lungomare sud, sino a raggiungere l’area del Centro di riabilitazione Paolo VI. Verde, parcheggi mimetizzati sotto dune artificiali, metodo già sperimentato a Tel Aviv e a Copenhagen, e poi la realizzazione di strutture turistico-ricettivo-alberghiere e direzionali, con una scarsa quantità destinata al residenziale, ma non sul mare, piuttosto concentrata nelle aree Di Properzio, puntando sullo sviluppo della ‘città verticale’ per recuperare quanto più spazio possibile in superficie da dedicare ai servizi. Sono queste le caratteristiche principali dello strumento urbanistico”. Lo ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia nel corso della conferenza stampa odierna convocata per illustrare il Pp2 adottato in giunta venerdì scorso 29 giugno. Presenti anche l’assessore alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli, il capogruppo Pdl Armando Foschi e la dirigente Emilia Fino.
“Parliamo – ha sottolineato il sindaco Albore Mascia - di una delle aree strategicamente più rilevanti della città insieme alle aree di risulta, il famoso ‘Waterfront’, una superficie per la quale, per la prima volta in assoluto, la nostra amministrazione comunale ha scritto, nero su bianco, come vogliamo trasformarla, quale sarà la sua destinazione, ovvero una destinazione turistico-commerciale e ricettivo-alberghiera, con una fetta destinata al direzionale e solo una minima parte al residenziale. Uno sviluppo fra l’altro per la prima volta pensato verticale, ossia verso l’alto, in modo da recuperare quanto più spazio possibile a terra. Mi piace sottolineare il dato politico di quanto fatto che rappresenta la migliore risposta, quella più concreta, a chi ci chiedeva la nostra ‘idea di città’, un’idea in realtà già raccontata nelle pagine del Programma di Governo depositato in occasione delle elezioni, ma che oggi comincia ad assumere forma. Ed è un’idea che parla di una città giovane, vivace, dinamica, tesa allo sviluppo economico che si traduce in occupazione. Innanzitutto oggi abbiamo tenuto fede non a una promessa, ma a un impegno, come mi piace chiamarlo, ossia quello di confezionare e chiudere il Pp2 entro giugno 2012 e ce l’abbiamo fatta. E tale obiettivo raggiunto ci mette al riparo anche da interventi estemporanei su piccole fette di tale territorio ricompreso nel Piano particolareggiato, perché ha fatto materialmente scattare le cosiddette norme di salvaguardia tutelando le aree su cui abbiamo posto l’inedificabilità e tutti ricorderete che a fine giugno sarebbero decorsi i termini utili per l’adozione, dopodiché sarebbero decaduti i vincoli. Come capirete l’elaborazione dello strumento urbanistico ha richiesto tempo, non si trattava di progettare il rifacimento di un marciapiede, ma di pensare e progettare lo sviluppo di un’area importantissima della città, quella dove dovrà svolgersi la crescita economico-turistica avendo grandi spazi a disposizione, come l’ex Cofa o l’area Di Properzio, un’occasione unica per ripensare la città. E mai prima d’ora un’amministrazione comunale era arrivata a chiudere la progettazione. Il dato da rilevare è sicuramente l’aver costruito uno strumento urbanistico perfettamente conforme alle previsioni del Piano regolatore in cui abbiamo dato grande attenzione al rispetto e allo sviluppo dell’ambiente e del verde, a partire dalle due sponde fluviali; quindi, ancora lo sviluppo verticale per recuperare spazio a terra anche per i servizi, come i parcheggi e poi la previsione di alberghi affacciati sul mare, quindi la costruzione di quel Waterfront che ci ha sempre chiesto la città e soprattutto le nostre categorie imprenditoriali, permettendoci anche di superare il gap della scarsa disponibilità di posti letto su Pescara. Lo strumento è stato adottato dalla giunta comunale venerdì scorso, 29 giugno, e ora scatteranno i 30 giorni della sua pubblicazione per permettere eventualmente ai cittadini di presentare osservazioni entro i successivi 30 giorni, quindi per fine settembre riprenderemo le carte per valutare quelle osservazioni e procedere con l’approvazione definitiva del Piano: se le osservazioni che eventualmente si decidesse di accogliere saranno ugualmente conformi al Piano, l’approvazione spetterà alla giunta, così come se si decidesse di non accogliere le osservazioni; se quelle da accogliere fossero in variante, sarà necessario il passaggio in Consiglio quale ulteriore garanzia, rispettando la normativa”. “Per la redazione del Pp2 – ha proseguito l’assessore Antonelli – siamo partiti dal Piano regolatore generale, qualunque variazione avrebbe determinato uno sforamento del tempo limite del 30 giugno, e quello sforamento avrebbe fatto scattare la possibilità per i singoli privati di presentare proposte di Piani attuativi, magari bellissimi, ma sicuramente scoordinati. Noi invece abbiamo voluto dare un disegno urbanistico complessivo per la rivitalizzazione di una delle aree più importanti per la città e la regione. Siamo partiti da uno Studio di fattibilità commissionato dal Ministero delle Infrastrutture e trasporti per lo sviluppo delle aree, e studio e progettazione sono stati affidati a un’Ati composta dallo Studio Stanghellini di Bologna, lo Studio Salmoni di Ancona e la Oikos di Creta, e sicuramente la possibilità di affidarsi a progettisti esterni ha favorito uno studio asettico, scevro da condizionamenti, nato dalle interviste ripetute agli stakeholder. Io definisco il Pp2 come il ‘Piano possibile’, ossia sicuramente realizzabile, potevamo stupirvi con effetti speciali, e invece abbiamo preferito il piano della concretezza, perché da vent’anni la città aspettava il Pp2. Certamente il Piano potrà anche essere migliorabile e in tal senso siamo aperti alle osservazioni del territorio, e fra l’altro dovremo anche parlare con la Camera di Commercio che proprio venerdì scorso ha approvato lo schema del Protocollo d’intesa per acquisire la proprietà dell’ex Cofa dalla Regione Abruzzo, quindi nei prossimo giorni il sindaco potrà anche firmare l’accordo e ora il nostro primo obiettivo è quello di ripulire l’area. Il Pp2 è dunque perfettamente conforme alle previsioni del Piano regolatore – ha continuato l’assessore Antonelli – e si suddivide in tre subambiti, A, B e C. Il subambito A è quello che corre lungo le sponde del fiume, lungo gli argini. Qui, come da Prg, non è prevista alcuna volumetria, come emerso anche dalle riunioni con il Genio Civile e il Demanio, al fine di lasciare spazi liberi per il rischio di eventuali esondazioni. Su tali argini abbiamo dunque previsto verde e piste ciclabili: quella a nord si immetterà nel Parco delle Dune, nell’area della Madonnina; a sud la pista entrerà in una fascia-tampone boscata con vegetazione spontanea. Manterremo le piccole attività di pesca, razionalizzando gli attuali magazzini e sistemandoli sotto i piloni del ponte. E dal centro storico, la pista ciclabile a sud corre e si biforca nel subambito B, compreso tra via Andrea Doria, via Magellano, riviera sud comprendendo anche l’area Di Properzio. Via Andrea Doria scenderà di grado e diventerà una strada a tutti gli effetti ‘urbana’-ciclopedonale, dirottando all’esterno l’eventuale traffico pesante. Nel subambito B, tra via Doria e via Magellano, si concentrerà la superficie fondiaria: il 50 per cento della superficie sarà destinata a direzionale, ossia uffici, e terziario, ovvero negozi; il 50 per cento a residenziale e, di tale 50 per cento, il 90 per cento sarà dedicato a Edilizia Residenziale pubblica o House sociale, e all’interno di tale area c’è anche la quota edificatoria del Comune. Nell’area sono previsti 6 fabbricati, di cui uno alto 50 metri al massimo, come imposto dal cono d’ombra dell’aeroporto, circa 16 piani; gli altri cinque avranno un’altezza massima di 30 metri, ossia 10 piani. E in tale subambito è prevista anche la costruzione di una scuola, oltre che di aree di cessione che andranno sul fronte strada. Infine – ha proseguito l’assessore Antonelli – c’è il subambito C, che si sviluppa lungo il litorale, compreso tra il porto turistico sino al centro Paolo VI, ossia poco più a sud dell’incrocio tra il lungomare Papa Giovanni Paolo II e via Vespucci. In tale superficie è prevista una capacità fondiaria commerciale, direzionale, alberghiero, ricettivo-turistica, da sviluppare con 4 fabbricati, di cui uno, più vicino al Porto turistico, alto 50 metri e 3 alti massimo 30 metri, e soprattutto non sono previste abitazioni. Il sub-ambito C comprende una piccola area di proprietà di De Cecco, accanto al centro Paolo VI, poi la Caserma della Guardia di Finanza, che purtroppo ci ritroviamo lì, non la possiamo togliere e qualcuno ne ha la responsabilità; poi c’è l’area ex Barbi-locali Finmeccanica; ci sono le aree private della società Pescara Porto e infine l’ex Cofa. A chi ci accusa di stare cementificando la riviera sud, rispondo che non è vero, anzi, se qualcuno non voleva far mettere neanche un mattone sul lungomare, poteva, a suo tempo, approvare una variante al Piano regolatore ponendo dei vincoli di inedificabilità; ma, al contrario, mi risulta che l’odierno Prg sia stato condiviso almeno da 4 o 5 amministrazioni comunali; noi non consentiremo il consumo né di un centimetro quadro in meno né in più rispetto alle previsioni di Piano. La divisione in piccoli lotti o sub-comparti ci consente di garantire la capacità edificatoria e non la ‘lottizzazione’, ovvero favorirà l’attuazione dei comparti e sono convinto che entro la fine della nostra consiliatura potranno partire i primi cantieri e le relative cessioni al Comune, ossia le opere pubbliche dovranno essere realizzate prima delle abitazioni o degli alberghi. Ricordo che la superficie verde passa da 42mila metri quadrati a 63mila metri quadrati, mentre la superficie per i parcheggi è salita da 10mila 800 metri quadrati a 18mila 200 metri quadrati, proprio grazie allo sviluppo verticale. E il Pp2 è già compatibile anche con il Piano regolatore portuale, non ancora approvato, ma in corso di definizione. Riteniamo che quella odierna sia la migliore risposta possibile a chi ci accusava di immobilismo e anticipiamo che martedì prossimo, 10 luglio, svolgeremo un incontro pubblico presso la sede dell’Urban Center per la presentazione del Piano Particolareggiato 7”.
 

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Pescara Sud-Ovest si trasforma in polo direzionale-commerciale

Pescara - Questa mattina l’assessore alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli ha presentato i dettagli deo Piano Particolareggiato 7 che prevede la realizzazione della nuova sede degli uffici regionali​


PESCARA - “Diventerà il Polo direzionale-commerciale di Pescara, con uffici, negozi, abitazioni, ma soprattutto i Palazzi della Regione Abruzzo a Pescara, le due ‘torri’ che avranno l’altezza massima di 12 livelli fuori terra, e poi spazi per l’istruzione, un corridoio verde che avrà la funzione di raccordare tra loro tutti gli spazi inedificati e un giardino lineare rettangolare con fontane ed elementi di arredo. E’ il Piano particolareggiato 7, atteso dal 1993 e redatto dai nostri uffici tecnici, con il supporto dello studio di architettura Saud Project, adottato oggi dalla giunta comunale di Pescara, e che riguarda tutta l’area compresa tra via Tiburtina, il rilevato ferroviario e via Rio Sparto-strada comunale Piana, con all’interno anche le aree ex Camplone, piazza Paolo VI e la Casa circondariale, una fetta importante della città, che oggi si presenta con molti vuoti urbani e che rappresenta un’occasione importante di sviluppo ecosostenibile per il territorio. Dopo l’approvazione ora il Piano andrà in pubblicazione per 30 giorni per la presentazione delle osservazioni nei successivi 30 giorni, quindi entro metà novembre avrà concluso tutto il suo iter e sarà pronto per l’approvazione definitiva”. Lo ha detto l’assessore alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli nel corso della conferenza stampa odierna convocata per presentare il Piano particolareggiato 7 che riguarda la parte sud-ovest della città. Presenti anche la dirigente Emilia Fino e il progettista Piergiorgio D’Angelo.
“Come nel caso del Piano particolareggiato 2 – ha spiegato l’assessore Antonelli – i nostri uffici hanno elaborato un Piano conforme al Piano regolatore generale, dunque andrà all’esame della giunta anziché del Consiglio comunale, e anche in questo caso cercheremo di dare attuazione allo strumento urbanistico attraverso il sistema dei sub-comparti di dimensioni non rilevanti per favorirne la realizzabilità. Soprattutto anche con il Pp7 abbiamo rovesciato l’impostazione, ossia al centro della progettazione abbiamo posto gli spazi pubblici, il verde e la viabilità e attorno l’edificato potenziale. L’ambito complessivo di intervento è pari a 19 ettari e mezzo, di cui 89mila 327 metri quadrati inseriti nel sub-ambito A, 78mila 941 metri quadrati nel subambito B; 25mila 885,66 metri quadrati, ossia 2 ettari e mezzo circa, sono di proprietà pubblica e comprendono le aree di risulta dell’ex tracciato ferroviario e quelle costituenti il piazzale Papa Paolo VI su cui il Piano Regolatore ha previsto una nuova rotatoria stradale con funzione di raccordo tra la strada pendolo e via Rio Sparto-via San Donato. La vocazione principale dell’area è quella del Direzionale per realizzare uffici, strutture commerciali, portate fuori dal Piano del rischio aeroportuale, con un forte sistema del verde, un parco lineare, una nuova strada di piano allargata, ovvero strada comunale Piana. Le aree di cessione corrispondono al 60 per cento della superficie, il 10 per cento sarà destinato a viabilità, il resto a verde, parcheggi e istruzione. Circa 54mila metri quadrati saranno destinati a residenziale, con una volumetria di 160mila metri cubi complessivi, prevedendo l’insediamento di 2.170 abitanti”. “Il Piano – ha proseguito D’Angelo – si attuerà tramite comparti edificatori, 10 in tutto, di cui 6 localizzati nel subambito A e 4 in quello B e nella fase progettuale il Comune ha previsto che le urbanizzazioni siano definite in modo prioritario per poter avere un disegno lineare generale del verde. Le analisi e i sopralluoghi hanno fatto emergere che l’area del Pp7 è costituita per la maggior parte da suoli non edificati, spesso in condizioni di abbandono. Circa il 46 per cento della superficie interessata dal Pp7 è di proprietà di società finanziarie, immobiliari o di ricostruzione; il 40 per cento di persone fisiche; il 3 per cento di società produttive o di fornitura servizi e l’11 per cento del Comune di Pescara. E il perimetro del Pp7 individua due aree non contigue: una meno estesa, a nord, l’altra più estesa a sud. Tra le due aree, negli ultimi anni, si sono verificate profonde trasformazioni urbanistiche attraverso l’attuazione di Comparti o di Accordi di programma. Le aree di cessione previste nel Piano sono state concentrate lungo il tracciato della linea filobus, ossia del Corridoio Verde, e sicuramente la presenza di grandi vuoti urbani, come l’ex Fonderia Camplone o quelle inedificate lungo strada Comunale Piana, costituisce un’eccezionale occasione per ridefinire il volto dell’area prevedendo un sistema di piazze e di percorsi ciclopedonali. Il piano prevede, lungo strada Comunale Piana, sul lato est, due grandi aree di insediamento e una terza da destinare ad attrezzature scolastiche. Si prevede l’insediamento massimo di 14 corpi di fabbrica, prevalentemente residenziali, per un numero minimo di 280 unità abitative, da svilupparsi ciascuno sino a un massimo di 5 livelli fuori terra, oltre al piano terra destinato ad autorimessa. Gli edifici sono organizzati attorno a un ampio ‘giardino lineare’ di forma rettangolare, costruito con aiuole, tipiche del giardino all’italiana, che funge da asse di raccordo per delimitare un’ampia area ciclopedonale. E nella parte centrale si potrà realizzare una vasca che raccoglie l’acqua che zampilla dalle numerose fontane poste lungo il perimetro, uno spazio dunque che invita al passeggio. E il giardino termina con due ampie piazze aperte, sede degli edifici direzionali-culturali e commerciali. Sul lato nord sono previsti due edifici a torre, sino a un massimo di 10 e 12 livelli fuori terra e due corpi di forma quadrata su due livelli; sul lato sud è previsto un altro edificio a torre sviluppato su 15 livelli fuori terra e una piastra commerciale di forma rettangolare su tre livelli, con le autorimesse situate nel piano interrato. E sul lato ovest di strada Comunale Piana sono previsti altri edifici in linea residenziali, sempre per 5 livelli massimo fuori terra, e due per attività terziarie. Le aree destinate a parcheggi pubblici sono state localizzate nella parte più interna, tra il complesso direzionale e il verde, sull’ex tracciato ferroviario, e lungo il cosiddetto ‘Pendolo’, in prossimità del futuro Distretto sanitario di Pescara sud, e poi ancora in strada Comunale Piana e in via Salara”. “Nel Piano – ha ripreso l’assessore Antonelli – abbiamo previsto l’ampliamento della stessa strada Comunale Piana, non tanto con l’allargamento della carreggiata, quanto con la realizzazione di una pista ciclabile alternativa alla mobilità carrabile, creando un tracciato curvilineo al fine di garantire la scorrevolezza, ma ridurre la velocità. Il Piano prende poi atto del tracciato del Pendolo sino a via Rio Sparto, in corso di completamento, con funzioni di raccordo tra due nuclei urbani, quello del quartiere nord di Pescara Colli-Ospedale civile e quello del quartiere sud di San Donato. L’area compresa tra via Tiburtina e via Lago di Campotosto è costituita da tre zone di nuova concentrazione volumetrica: quella per le attività commerciali in via Tiburtina; quella centrale per il residenziale e quella più a est destinata a ospitare attività terziarie e residenziali e nella zona sono previsti quattro edifici residenziali in linea, su cinque livelli fuori terra oltre al piano terra, due edifici a blocco anch’essi su cinque livelli oltre il piano terra e una piastra commerciale su due livelli fuori terra. Il Piano Particolareggiato va per ora solo in giunta in quanto conforme al Piano regolatore, ma va sempre sottolineata l’urgenza dell’approvazione della legge regionale di recepimento del Decreto Sviluppo che, nel caso del Pp7, potrebbe essere applicato trattandosi di un’area di degrado, rischiando di vanificare il buon lavoro svolto”.
 

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bellissimo, ma non se ne può piùà di queste altezze ridicole, soprattutto ora che è un anno che il comune ha abolito i limiti di altezza... invece di due torrette da 12 piani, non se ne può fare una da 24?? che palle... ma questi non capiscono nulla... come vorrei poter comandare!
 

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bellissimo, ma non se ne può piùà di queste altezze ridicole, soprattutto ora che è un anno che il comune ha abolito i limiti di altezza... invece di due torrette da 12 piani, non se ne può fare una da 24?? che palle... ma questi non capiscono nulla... come vorrei poter comandare!
Credo che la zona dove sorgerà la torre sia soggetta a vincoli di altezza per l'aeroporto.

Le torri serie (in altezza) le potevamo costruire nella zona del nuovo tribunale. Ma lì non si poteva per il sorvolo degli elicotteri (zona stadio), mah......

Speriamo che ci riescano a fare una bella torre da 20 piani prima o poi
 

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A Pescara non entra ancora la forma mentis di sviluppare in altezza. Nonnostante la scarsità di territorio (ormai tutto costruito) si continua a sviluppare in orizontale
La zona del tribunale la vedo bene, e credo (a contrario di quello che dice Pesk ma posso sbagliare) che siamo fuori dal vincolo del cono dell'aeroporto. Se invece sbaglio allora la vedo difficile in quanto quella, secondo la mia opinione, è l'unica zona ove qualcosa di più alto starebbe benissimo.
 

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Discussion Starter · #13 ·
A Pescara non entra ancora la forma mentis di sviluppare in altezza. Nonnostante la scarsità di territorio (ormai tutto costruito) si continua a sviluppare in orizontale
La zona del tribunale la vedo bene, e credo (a contrario di quello che dice Pesk ma posso sbagliare) che siamo fuori dal vincolo del cono dell'aeroporto. Se invece sbaglio allora la vedo difficile in quanto quella, secondo la mia opinione, è l'unica zona ove qualcosa di più alto starebbe benissimo.
Credo che li ci sia il problema del sorvolamento elicotteri per lo stadio:lol:
ma la società ha intenzioni serie,per il nuovo stadio,speriamo che in futuro ,si tolga questo ennesimo,stupito,italianissimo problema,e si faccia qualcosa.

Comunque il documento su Città alta,è già qualcosa.
 

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Discussion Starter · #14 ·
Iniziano ad uscire le prime notizie su cosa uscirà,all'interno del PP2 o waterfront

Albergo,acquario(secondo dell'adriatico)e parchi con centro benessere.

EX COFA PROGETTO DELLA CAMERA DI COMMERCIO: NEI CAPANNONI DISMESSI ANCHE UFFICI, NEGOZI E UN ACQUARIO
Da mercato ortofrutticolo a centro benessere
Tredici milioni di investimento per riqualificare l'area di 24mila metri quadrati


Perché la destinazione delle aree ex Cofa, che l'ente camerale acquisirà presto dalla Regione, è prettamente turistica. Ai 6mila metri quadrati già di sua proprietà, la Cciaa aggiunge la fetta grande della torta, 24mila metri quadrati dei quali 8mila (il 33%) edificabili. E sulla parte edificabile saranno realizzati sicuramente uffici e negozi, un albergo, un acquario e si sta valutando la possibilità per un centro benessere. La Camera di Commercio investe 13 milioni di euro per acquisire le aree del vecchio mercato ortofrutticolo (chiuso nel 2004), subito dopo deve procedere all'abbattimento dei capannoni che sono un pugno nell'occhio sulla riviera sud, delimitata dal Ponte del mare e dal porto turistico. Proprio al rilancio del Marina di Pescara è finalizzata l'operazione ex Cofa, in quanto, dopo il boom iniziale, le sue potenzialità sono rimaste inespresse. «Ed è un peccato - afferma Daniele Becci, presidente della Camera di Commercio - perché in Italia nessuno ha una struttura di questo tipo con mille posti barca, ben collegata dalle insfrastrutture stradali e a due minuti dall'aeroporto». Sulle norme realizzative, Becci auspica «una piena condivisione della città, a partire dal Consiglio comunale, perché tutto ciò che costruiremo in quell'area si sposerà con il contesto. Non ci sarà nessuna forzatura in ossequio alle regole del Piano regolatore all'interno del quale ricade il Piano particolareggiato 2». Le idee sul cosa realizzare nell'ex Cofa sono chiare «ma è chiaro anche che dobbiamo prima confrontarci con gli investitori perché tutti gli interventi saranno effettuati con la formula del project financing: quindi la Camera di Commercio resterà proprietaria e chi investe gestirà la varie strutture. Posso dire che finora abbiamo avuto offerte concrete solo da gruppi stranieri, francesi e inglesi in particolare». Dalla sinergia con la Fondazione PescarAbruzzo, infine, Becci si aspetta un contributo di idee e, attraverso la collaborazione con l'Università d'Annunzio, l'arrivo di un architetto di livello mondiale che disegni, non solo sulla carta, il futuro della riviera sud.
 

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Discussion Starter · #15 ·
Per il pp2 il progetto sarà presentato ad Ottobre,pare sarà particolarmente interessante,intanto escono del foto del pp7 che....cambierà davvero una zona che sta subendo trasformazioni assurde,e se si collegherà con una strada lineare alla CITY,e alla smart city dell'aeroporto...penso sarà una zona favolosa.
























 

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Molto interessante... soprattutto la linea tranviaria che si vede tagliare l'area. Mi chiedo se sia veramente allo studio o sia una proposta 'estemporanea' dei progettisti
 

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Discussion Starter · #17 ·
Molto interessante... soprattutto la linea tranviaria che si vede tagliare l'area. Mi chiedo se sia veramente allo studio o sia una proposta 'estemporanea' dei progettisti
Bah il tram credo sia inventivo,è diverso da questo,ma non avendo un rendering apposito,ne hanno messo uno diverso ed immaginario rispetto a quella che sarà.

Il progetto è questo,ad ottobre l'approvazione del consiglio comunale,e subito dopo parte la gara d'appalto europea,come per il PP2 e la smart city,ma il progetto è questo,non si tratta di un'idea.
 

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Non mi importa mica sapere che modello di tram metteranno, nei render sono sempre non aderenti a quelli che saranno (anche perchè sono solitamente immagini che si hanno in libreria nel programma e servono solo per creare maggiore 'completezza' ai render stessi, come l'aggiunta di persone e auto)

Io volevo sapere se veramente ci sia la proposta di una rete tranviaria a Pescara.
 

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scusate chiedo a voi che siete molto più esperti... A cosa diamine servono i rendering?? e c'è anche chi paga per avere i rendering?? sono quasi una truffa... non rispecchiano MAI la realtà... basta vedere il rendering della rotonda paolucci... nel disegno nella parte d'aqua erano previsti dei solidi colorati che uscivano dall'acqua mentre ora a progetto finito vediamo che non c'è NULLA... beh meglio cosi sinceramente, ma resta il fatto che fino ad ora non ho mai mai mai mai visto un progetto che somigliasse lontanamente al rendering... infatti di questo rendering, già so per certo che non ci saranno quegli archi con raggi sui ponti oppure che i palazzi invece di essere tutti vetrati(come la stazione per intenderci) saranno pieni di intonaco a vista... ma cosa cavolo li fanno a faRE? aspetti tutto il tempo la fine di un opera e poi vedi tutt'altro... poi scusate nel viale che arriva ai palazzi, in un' immagine c'è solo una fontana quadrata, in un'altra ci sono invece tre o 4 specchi d'aqua a semicerchio... quindi??? già questo fa capire che sono solo invenzioni dei disegnatori, che non troveranno MAI riscontro nella realtà... per non parlare della pavimentazione bella e particolare a semi cerchi vicino allo specchi d'aqua, invece in realtà sarà la solita pavimentazione a piastrelle grigie rettangolari... e gli alberi... vedi 10000 alberi bellissimi e alti e folti... in realtà saranno una decina di alberi nuovi a ramoscello che ci metteranno anni e anni per fare un po' d'ombra... questa è l'italia...
 

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Discussion Starter · #20 ·
Non mi importa mica sapere che modello di tram metteranno, nei render sono sempre non aderenti a quelli che saranno (anche perchè sono solitamente immagini che si hanno in libreria nel programma e servono solo per creare maggiore 'completezza' ai render stessi, come l'aggiunta di persone e auto)

Io volevo sapere se veramente ci sia la proposta di una rete tranviaria a Pescara.
Ma infatti dicevo,che il render è quello stilizzato che c'è per i programmi di progettistica.

No,nessuna tramvia,bensì il filobus di cui si parla anche nel forum,e che per ora passa sulla strada parco,la linea rossa,la linea gialla invece passerà in quella zona e presumibilmente è quella di cui si parla nell'articolo de Ilcentro.



In versione senza cavi e reale.

 
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