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Discussion Starter · #1 ·
Si parla tanto di zingari, di gitani, di rom...di baraccopoli di tenopoli, di accampamenti abusivi e non...

MILANO

Baraccopoli abusiva di Bonfadini, zona Sud Est, tutt'intorno gli sfascicarrozze della ona di Via Salomone e i Mercati Generali. Tradotto in Italiano: Mafia e Ndrangheta.
Notare l'uso estremamente razionale di uno spiicchio di terra di nessuno compresa tra 3 linee ferroviarie e con una sola via di accesso ben controllabile.




Dopo la città lineare dell'Asse del Sempione, tanto studiata in urbanistica, ecco a voi, siore et siori, il Campo Nomadi Lineare!
Sviluppatosi ormai da 15 anni buoni nella fascia inedificabile e di rispetto dell'Autostrada Milano Laghi, lungo una via non asfaltata, prolungamento di Via Cristina di Belgiojoso. Notare che le baracche, molte in muratura e alcune vere e proprie ville (ci sono stato di persona e quasi mi rubavano anche le mutande) sono solo sul lato sinistro, verso l'autostrada.
sul lato destro...gli immancabili sfasciacarrozze e depositi di materiali vari. Leggasi anche in questo caso Mafia, Camorra eccetera.




Piccolo ma agguerito Campo Nomadi Abusivo a Nosedo, localizzato a pochi metri dal depuratore per godere di un fantastic odore di merda 24 ore al giorno e far crescere meglio i figli.
Questo piccolo campo è salito alle cranche allorchè furono ritrovate oltre 1000 automobili rubate nei suoi dintorni. tutte semismontate per rivendere i pezzi di ricambio, alcune letteralmente tagliate in due, chissà perchè, molte bruciate.
Recentemente i poliziotti che stavano inseguendo due ladri nel campo sono stati femati, picchiati e cacciati a calci in faccia.

 

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guarda lo schifo che hanno fatto a palermo, hanno occupato un pezzo del parco della favorita ben murato e difficilmenta accessibile e visibile, a causa di un alto muro ed una fitta vegetazione, ma lo schifo è assicurato


 

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langhe
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Bonfadini town è un mito, come i suoi abitanti....
Se non ci fosse bisognerebbe inventarla e con l'aria che tira io istituirei una riserva naturale per preservarne la specie e tra sette anni un campo Rom del genere sarà più unico che raro, quindi una vera attrazione turistica; magnifico fiore all'occhiello della Milanoexpò.
 

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scusate ma se vi fanno schifo queste cose cosa ne pensate di questa?

Pisa, nuove case ai nomadi nell’ex prigione di Ezra Pound

ROMA - La prima grana del neosindaco di Pisa Marco Filippeschi (Pd, ex segretario dei Ds) si chiama Coltano, lì ai margini della tenuta di San Rossore. Un terreno famoso per la stazione radio in cui Marconi nel 1911 effettuò i primi collegamenti «a scintilla».

Ma soprattutto per quel «campo di concentramento dimenticato» (titolo del memoriale dell’ex prigioniero Pietro Ciabattini edito da Mursia) in cui nel 1945 gli Alleati anglo-americani rinchiusero 32.500 prigionieri tra civili, disertori della Repubblica Sociale, 1.000 ex partigiani che non avevano ancora consegnato le armi. Tra quegli uomini c’era un poeta come Ezra Pound (che lì scrisse i «Canti Pisani»), Vito Mussolini, nipote del duce, il giovane bersagliere Walter Annichiarico, futuro Walter Chiari. Ciabattini descrive una detenzione durissima, anzi «una autentica odissea» con molti morti per fame, maltrattamenti, malattie. Il tutto, afferma l’autore, volutamente «dimenticato » nel dopoguerra.

Proprio in quell’area (e qui arriva la grana per Filippeschi) il Comune sta continuando la costruzione di 17 «case minime», come le chiama Filippeschi (ma per «Il secolo d’Italia» che ieri ha dedicato mezza pagina alla polemica sarebbero vere e proprie «villette») destinate ai nomadi. Nulla di lasciato al caso: a firmare il progetto è la raffinata Fondazione Giovanni Michelucci (sul suo sito appare il progetto) istituita per proseguire lo stile e l’opera del grande architetto prima collaboratore di Piacentini in tanti progetti del regime fascista (città universitaria di Roma), poi nominato dal Cln «commissario straordinario» della facoltà di architettura di Firenze, negli ultimi anni sensibile al tema degli emarginati. E siamo al punto: in quelle case vivranno famiglie di Rom grazie a un fondo aggiuntivo europei mirato proprio al problema dei nomadi, stanziato attraverso la regione Toscana. Il titolo de «Il secolo d’Italia» ieri era eloquente: «La parabola di Coltano, dai fascisti ai... nomadi ». Quasi un insulto e un’offesa, insomma.

Dice il sindaco Filippeschi: «Non solo villette, ma "case minime", poco più di una roulotte o di una baracca. Nulla che potesse andare, come qualcuno diceva, ai cittadini italiani. Sia per la qualità dei manufatti che per la destinazione dei fondi europei». Ma non c’è contraddizione tra la storicità del luogo e quell’insediamento? «Non c’è alcun contrasto. Siamo molto lontani sia dai luoghi di Marconi che dal campo di detenzione, infatti siamo lungo l’asse della viabilità. Piuttosto segnalo un altro problema ». Che è quello, racconta il sindaco Pd, della discarica abusiva: «Noi abbiamo raggiunto un patto con la comunità Rom. Vi affidiamo delle abitazioni. Voi, in cambio, rispettate le regole. Ma rispettare le regole non è certo creare una discarica abusiva come sta avvenendo in questi giorni. È chiaro che se la situazione non cambierà, dovremo rivedere tutto».

Molto dura e combattiva il capo dell’opposizione,Patrizia Paoletti Tangheroni, Pdl, Forza Italia: «Siamo pronti a trasformare il caso Coltano in una autentica battaglia. Prima di tutto per il simbolo costituito dal luogo. E subito dopo perché l’amministrazione pubblica deve affidare case, e quindi premiare, i cittadini bisognosi o quelli virtuosi. Non mi sembra che appartengano a queste categorie certi Rom, titolari delle abitazioni, che hanno avuto problemi con la giustizia o che letteralmente smontano gli edifici in cui entrano, arrivando al punto di vendere il rame dei tubi elettrici». Secondo Patrizia Paoletti Tangheroni la situazione «va affrontata con rigore e intelligente determinazione. L’area è diventata un punto di riferimento dei Rom pendolari da La Spezia che prendono il treno per borseggiare i nostri turisti ». E qui arriva un altro sfogo: «Il sindaco ci ha promesso massimo impegno sulla sicurezza. Sappia che il primo banco di prova sarà proprio qui, a Coltano».



 

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Милан ミ&#1252
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Oltre che sono qui a rubare violentare e nient'altro, gli dano pure le case!
Che stato di merda che siamo!!!! :eek:hno::eek:hno::bash::bash:
Percè già che ci siamo, oltre alle ville non gli creiamo anche delle fabbriche, così possono fare gli imprenditori e far lavorare noi italiani!
Ieri sera uno di sti cosi qui ha tentato di violentare una donna vicino al ponte di greco (tra Bicocca e Greco), ed apparteneva al campo nomadi li vicino. E' anni che c'è, la Polizia non può farci niente e prefetti ed altri non intervengo. Quello successo a Napoli deve essere ripetuto anche nelle altre città prima che qualcuno "dall'alto" si svegli????
 

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Not cool
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scusate ma se vi fanno schifo queste cose cosa ne pensate di questa?

Pisa, nuove case ai nomadi nell’ex prigione di Ezra Pound

Molto interessante. Si vede che a Pisa il clima tra nomadi ed autoctoni, tutto sommato é sereno. Come sono le vostre politiche sociali al riguardo?
 

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Not cool
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Alcuni dati:

Al posto delle baracche case assegnate dal Comune: a Pisa cinque campi nomadi su sei sono stati chiusi, 77 nuclei familiari su 96 inseriti in
normali abitazioni per un totale di 310 persone su 459; 179 bambini
seguiti nel percorso scolastico. E' questo il bilancio di un progetto
avviato nel 2001 dall'amministrazione comunale.
 

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langhe
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le CASE MINIME!
oddio chi ha creato la denominazione?
Se servissero all'integrazione (ma poi la vorranno veramente?) sarebbero soldi ben spesi, che poi siano fondi europei mica vuol dire che sono soldi finti... in tal caso immagino che le imprese costruttrici siano italiane (magari non nella manodopera).
Certo, capisco che al pensionato che sopravvive in 25 mq di milano, e che nella sua vita di lavoro di illegale al massimo ha scroccato un caffè al bar quando in bolletta, gli girano i cogl.oni e come dargli torto.
 

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Molto interessante. Si vede che a Pisa il clima tra nomadi ed autoctoni, tutto sommato é sereno. Come sono le vostre politiche sociali al riguardo?
non è questo il punto...il rapporto fra i rom e Pisa non solo non è sereno (sono dovunque, ora più che mai visto che a Firenze vengono cacciati stanno venendo tutti a Pisa) ma a mio parere non c'è proprio volontà di fare nulla a riguardo...prima di tutto è una città rossa, quindi bisogna stare molto attenti a come si agisce perchè provvedimenti troppo severi possono essere considerati razzisti. Io personalmente non sono contrario alle case ma non capisco come fanno quelli della giunta a non capire che il vero problema è la mancanza totale di gestire una casa: quanto ci scommettete che dopo almeno tre mesi dal trasloco le case saranno fatiscenti, sporche e senza servizi? quella è gente che pur avendo i bidoni della spazzatura e i servizi igenici davanti alle baracche (perchè il comune di Pisa li ha attrezzati davvero bene) preferisce gettare i propri rifiuti nei fossi o in mega montagnone che quando diventano troppo grandi bruciano per disfarsene (di solito c'è di tutto...dai pannolini sporchi alle auto sfasciate...) inoltre questa gente non fa altro che lamentarsi dicendo che loro poveri, italiani razzisti loro non rubare al massimo solo e cazzate simili...lasciamo perdere. L'unica speranza è che le loro nuove generazioni si inseriscano nella nostra piano piano, .a su questo sono molto scettico!
 

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e cmq non è il problema dei cosidetti residenti...qui a Pisa, come a Firenze vengono addirittura da genova e da milano per "lavorare" e tornano a casa la sera tardi facendo anche i turni tra di loro...se tu dai loro le case loro ti vanno ad ospitare abusivamente gente che viene da altre città. Infatti spesso si parla di scambio di figli fra rom...o sbaglio?
 

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Totalmente contrario all'idea in sé, ma quelle case per rom sono state costruite con i famosi fondi europei per l'integrazione che l'Italia ha perso per anni e anni visto che non sapeva come spenderli, e che ovviamente non si possono usare altrimenti.

Che la correttezza politica a Bruxelles la faccia da padrone è noto, ma piuttosto che perderli di nuovo...
 

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Banned
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grazie Gruber per le coordinate lasciate nelle immagini di google earth :D:D:D sto facendo alzare in volo i caccia-bombardieri.. 3-4 jdam intelligenti e risolviamo il problema ghghgh scherzo :) ..è simpatico google perchè ti lascia le coordinate al millesimo.. roba veramente da guerra networkcentrica hitech :D
(non so nemmeno io cosa ho detto perciò non quotate ghghgh)
 

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suburban bishop
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Adesso mi vesto come un mafioso, non mi lavo per un pò, rubo una Mercedes e parlo con l'accento rumeno.
Poi vado a Pisa e mi faccio dare la casa.
 

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Orto contorto
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non è questo il punto...il rapporto fra i rom e Pisa non solo non è sereno (sono dovunque, ora più che mai visto che a Firenze vengono cacciati stanno venendo tutti a Pisa) ma a mio parere non c'è proprio volontà di fare nulla a riguardo...prima di tutto è una città rossa, quindi bisogna stare molto attenti a come si agisce perchè provvedimenti troppo severi possono essere considerati razzisti. Io personalmente non sono contrario alle case ma non capisco come fanno quelli della giunta a non capire che il vero problema è la mancanza totale di gestire una casa: quanto ci scommettete che dopo almeno tre mesi dal trasloco le case saranno fatiscenti, sporche e senza servizi? quella è gente che pur avendo i bidoni della spazzatura e i servizi igenici davanti alle baracche (perchè il comune di Pisa li ha attrezzati davvero bene) preferisce gettare i propri rifiuti nei fossi o in mega montagnone che quando diventano troppo grandi bruciano per disfarsene (di solito c'è di tutto...dai pannolini sporchi alle auto sfasciate...) inoltre questa gente non fa altro che lamentarsi dicendo che loro poveri, italiani razzisti loro non rubare al massimo solo e cazzate simili...lasciamo perdere. L'unica speranza è che le loro nuove generazioni si inseriscano nella nostra piano piano, .a su questo sono molto scettico!
Falsità della solita campagna fascistoide di stampo neoliberal.

Le parole d'ordine sono accoglienza, accettazione dei diversi stili di vita, implementazione dell'impianto giuridico per depenalizzare il comportamento ingiustamente giudicato anomalo (il rame e' rosso quindi e' di tutti) e estensione del diritto di cittadinanza a tutti indiscriminatamente.

Riporto il parere di un tecnico, l'ex comunista poi PDS Giorgio Ardito, RESPONSABILE ISTITUTO CASE POPOLARI DI TORINO: (da La Stampa)

"Basta case ai nomadile riducono a bivacchi"
Un progetto contestato. I vicini denunciano: con loro la convivenza è impossibile. Al quartiere: non è razzismo
MAURIZIO TROPEANO
TORINO
Si fa presto a parlare di integrazione. E’ facile fantasticare su un quartiere multiculturale. La decisione del Comune di Torino di contribuire a pagare una parte dell’affitto alle famiglie di nomadi che scelgono di vivere in un alloggio va in questa direzione. Una scelta giusta? La realtà racconta di una convivenza difficile, difficilissima. I primi nomadi si trasferiscono nelle case popolari delle Vallette intorno al 2000. Sono famiglie numerose, in media otto figli e arrivano dal campo dell’aeroporto. I problemi nascono quasi subito ma diventano evidenti tra la primavera e l’estate del 2005: «Vede il nostro piazzale per le automobili? Ebbene, a luglio e agosto diventa una specie di campo rom dove decine di parenti parcheggiano le roulottes e fanno festa tutto il giorno», gli inquilini italiani di corso Cincinnato 227 si sfogano così con i giornalisti. E ancora: «Ma sa che dormono in terra? Hanno i letti e non li utilizzano...».

Altri inquilini raccontano della promiscuità con gli animali: «Invece di cani e gatti tengono in casa le galline che se ne stanno lì a razzolare neppure fossero in cortile». E poi c’è chi si lamenta per la mancata partecipazione alle spese condominiali. Chi racconta queste cose sono gli operai campani, siciliani e calabresi che per anni hanno rappresentato la base sociale che ha permesso al pci prima e poi ai suoi eredi politici di fare delle Vallette una roccaforte.

Sui trentamila alloggi popolari in provincia di Torino quelli assegnati a famiglie di ex nomadi sono 55 in città e 12 nell’area extraurbana. Numeri che da soli potrebbero far pensare a un’integrazione possibile ma che in realtà nascondono tensioni latenti legate a diversi stili di vita: vita di strada e vita d’appartamento. Nel 2004 Giorgio Ardito, presidente dell’Atc di Torino, è il primo a sollevare il problema con una lettera alla Regione: «Abbiamo sottolineato la necessità di rivedere i criteri di assegnazione perché dai nostri monitoraggi risultava evidente che la vita in alloggi popolari per i nomadi non era conforme al loro stile di vita e il loro disagio era crescente. Nello stesso tempo il loro stile di vita creava e crea tensione con gli altri assegnatari».

Ardito è un facile profeta. Le proteste del 2005 spingono il vicepresidente del Consiglio regionale, Roberto Placido, a presentare un disegno di legge per arrivare a una graduale ma decisa separazione delle famiglie nomadi da quelle italiane ed extracomunitarie che vivono nelle case Atc. Con lui ci sono altre 7 consiglieri Ds. Placido spiega: «La proposta non vuole certo creare ghetti e nemmeno discriminare le famiglie nomadi». L’idea è quella di utilizzare cascine o aree industriali dismesse. Il progetto di legge si perde nei cassetti di qualche commissione per l’opposizione della sinistra radicale e di altri diessini.

Le proteste dei residenti, invece, sono continuate. E continuano. Anche oggi. Via Sansovino 11 e 15. Nei cortili auto di pregio come Alfa 166, Bmw serie 3C e anche una Porsche Carrera sono parcheggiate accanto a un camper, peraltro nuovo e lindo, dove vive una famiglia di nomadi, parenti di una signora che abita in uno di quegli appartamenti. In quel complesso di casermoni bianchi vivono due famiglie nomadi. La presidente del quartiere, Paola Bragantini, ha chiesto al presidente dell’Atc di trasferirne una perché «è impossibile convivere con bambini che fanno la pipì dal balcone e decine di famigliari che usano il cortile come bivacco». E la giovane presidente Pd delle Vallette aggiunge: «E nessuno si permetta di parlare di razzismo. E’ un problema di convivenza civile».

Che il problema esista lo prova il fatto che l’Atc ha deciso di stampare un estratto del regolamento condominiale con le regole sociali e di condominio che le famiglie nomadi devono sottoscrivere. Spiega Ardito: «Su 55 famiglie nomadi residenti in città abbiamo ricevuto dai vigili urbani segnalazioni di criticità in cinque o sei casi. Noi non restiamo con le mani in mano e abbiamo sfrattato per morosità o mancato rispetto dei criteri di vita sociale sei nuclei familiari».

Ardito però è preoccupato «perché sta montando la rabbia anche contro le famiglie perfettamente integrate». E spiega: «Ho parlato con alcuni residenti che hanno acquistato l’alloggio ed è emersa la preoccupazione di veder abbassato il prezzo di mercato delle abitazioni. Sembra che lo status sociale raggiunto da alcuni non sia compatibile con la presenza di ex nomadi». Il rischio di uno scontro è alto. Sarà anche per questo motivo che secondo la Bragantini «la scelta del Comune di dare un contributo per affittare le case ai nomadi è da rivedere».
 

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Orto contorto
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Non per essere pedante, ma scommetto che in Germania tenere le galline in casa e' vietato, per rischio SARS.

Cioè, prendono anche loro i fondi, costruiscono le case, NON gli danno ovviamente la cittadinanza, se arrivano roulottes arriva la polizia, se ci sono galline arriva la polizia, se si vedono matasse di rame arriva la polizia, se c'e' una sola macchina rubata arriva la polizia, se girano senza assicurazione arriva la polizia, se fanno rumore arriva la polizia.
 

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suburban bishop
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^^
La variante umana dell'influenza aviaria avrà origine proprio dalla stretta vicinanza tra volatili da cortile e umani.
Fu questo tipo di influenza che nel 1918 fece 50 milioni di morti, la maggior parte tra soggetti sani fra i 20 e i 35 anni (a causa della maggiore risposta immunitaria che dà origine alla fatale "tempesta di citochine").
Nel 2008 non avremmo alcuno strumento in più per combatterla; per chi non lo sapesse nemmeno l'influenza normale è curabile, si lascia solo che sia il sistema immunitario a debellarla. Ma con una aggressiva variante umana dell'aviaria si muore.
Certo le possiblità di sviluppo di una variante umana aggressiva sono innumerevoli presso comunità sparse per il Mondo che vivono a stretto contatto con i vlatili, ma non averle in casa nostra è decisamente meglio.

Solo per questo le tutte le comunità ROM andrebbero smantellate all'istante, al di là di furti e reati vari.
 
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