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Perchè non abolire (nei tabelloni luminosi principalmente) la segnalazione del numero delle corse dei treni non a prenotazione?

All'utente non serve sapere che è sul treno regionale 2206, all'utente serve sapere che tipo di servizio effettua.

Questo però deve essere accompagnato dalla reintroduzione della categoria IR e dell'applicazione della categoria S e deve essere accompagnato dalla regolarizzazione delle linee dove su 10 corse esistono 9 possibili combinazioni di treni regionali (un treno ferme in 3 stazione, un altro in altre 3 stazioni ma diverse, ...).

In aggiunta si dovrebbe dare a ogni linea un numero con dei numeri derivati per i livelli di servizio. Ad esempio, linea Venezia-Trieste:

IR10 => Venezia-Trieste, poche fermate
R101 => Venezia-Portogruaro, ferma in tutte le fermate
S102 => Venezia-Quarto d'Altino

Altro esempio:

Esempio linea A, B, C: sistema integrato, pubblicizzato.

Sulla linea A solo S, sulla B: S e R, sulla C: S e R e IR

Le corse S della linea A sono S1, quelle S della B: S2, quelle S della C: S3.

Sulla B le corse R sono omogenee tra loro: la numerazione è utile se c'è un sistema alle spalle (più grande di quello S da me considerato).

Sulla C le corse R non sono omogenee tra loro: due tipi di R: quello più comune lo chiamiamo R (la numerazione è utile se c'è un sistema alle spalle (più grande di quello S da me considerato)), l'altro (che fa due fermate in più) lo chiamiamo R/ (la numerazione è utile se c'è un sistema alle spalle (più grande di quello S da me considerato)).

Sulla C le corse IR sono omogenee tra loro la numerazione è utile se c'è un sistema alle spalle (più grande di quello S e R da me considerato).

Tutto ciò perchè? È una proposta per passare da un numero inutile a un numero utile per l'utenza accompagnata da una maggiore semplicità di utilizzo del treno.
 

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Wilhem275 mi diceva che recentemente sono state normate in Italia le categorie S / R etc etc, sempre se non ho capito male.

Eri tu che avevi scritto alla Sistemi, e ti avevano risposto che la nomenclatura dei treni dipende dalle categorie definite dalla Regione?
 

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Discussion Starter · #3 ·
Eri tu che avevi scritto alla Sistemi, e ti avevano risposto che la nomenclatura dei treni dipende dalle categorie definite dalla Regione?
Si, questa la risposta:


Le comunichiamo che le corse di recente istituzione Mira Buse - V.Mestre - Venezia S.L. sono state classificate dal Reparto Orari di V. Mestre come treni Regionali in quanto, in Regione Veneto, la classificazione di Treno "Suburbano" non è per il momento prevista.

Avevo scritto anche a RFI, aspetto ancora la risposta dal 18 giugno 2010
 

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Provo a rispondere... con un mese di ritardo! (rispetto a quando Luca me lo aveva chiesto)

La mia idea è che il numero del treno "tradizionale" non fa male, purché riportato con un certo buon senso e non troppo invasivo.
Dal punto di vista del ferroviere resta ovviamente indispensabile (come in qualunque database: risponde infatti al concetto di "identificare univocamente" un elemento), ma io credo possa essere utile anche per il pubblico, magari non nell'uso quotidiano, ma qualche volta sì. Pensate alla finestrina del Viaggiatreno in cui chiedo il ritardo di un treno: è mille volte più semplice ricordarsi il numero (o leggerlo da un orario cartaceo) e digitarlo, piuttosto che andare a ricercarlo tra grafi e caselle a discesa!

Diverso il discorso della numerazione delle linee, come l'abbiamo fatta noi in Lombardia (S1, S2 ecc.). Questa non è in alternativa al numero del treno - che appunto può convivere, anche se in modo non invasivo - ma dà un enorme valore aggiunto al servizio.
Però la numerazione è una conseguenza della struttura del servizio. In altre parole, avere un servizio rigidamente strutturato è una condizione necessaria per numerarlo.

Siccome numerarlo è utile, allora si può concludere che strutturarlo è necessario!

Spiego meglio: se voglio poter dire al pubblico "per andare a Magenta prendi l'S6" ho bisogno che l'S6 sia una cosa ben precisa, fatta tutta uguale, cadenzata, che fermi nelle stesse stazioni, abbia gli stessi capolinea, una frequenza costante nel corso della giornata/settimana o comunque facilmente descrivibile se varia (ad es. ogni 30' nei feriali, ogni 60' nei festivi).
Se è così, succede una cosa a mio avviso bellissima, e cioè lo stesso viaggiatore si mette a chiamarla S6, la comprende e la usa! Basta stare un po' in una qualche stazione del Passante ferroviario di Milano per accorgersi che questa è già una realtà. Il viaggiatore non aspetta il treno per Saronno: aspetta l'S1!

Perché allora in tutta Italia le linee numerate ce le abbiamo solo noi (più qualcuna il Lazio, ma entrate molto meno nel "linguaggio comune")?
Beh, perché il servizio non è strutturato a sufficienza. O, per dirla in un altro modo: non è stato strutturato perché non si è percepito il fatto che strutturarlo era fondamentale, proprio per raggiungere l'obiettivo di poterlo numerare.

Poi sono consapevole che non è tutto oro quello che luccica. Anche noi siamo partiti bene (le prime S del 2004) e poi ci siamo un po' persi per strada. Se ad esempio l'S9 adesso è completa (Feriale ma davvero ogni 30' tutto il giorno), l'S2 è ancora un colabrodo (tre capolinea diversi, solo nella punta a Mariano ogni 30', poi a Palazzolo ma ogni 60', di sera un'altra cosa ancora... come si fa a "spiegarla"?). E anche le ultime S8 e S9 sono ogni 30' quasi sempre. Togliere quel "quasi" costa un po' ma farebbe guadagnare molto.

In quanto al mondo "fuori dalle S" (regionali ed ex Diretti/IR) ci abbiamo pensato, ci stiamo pensando, ma mi sa che c'è da aspettare ancora un po'. Anche perché la numerazione è utile quanto più la frequenza è elevata. I diretti per Sondrio o Mantova, che ci sono ogni due ore, forse si può continuare a chiamarli "il treno delle 8.20" anziché un ipotetico D8 (comunque a dicembre anche la Mantova sarà rigidamente cadenzata! un passetto in avanti).

E altrove? Se ci si mettesse nell'ottica "adesso numeriamo le linee" ci si accorgerebbe subito che tante sono potenzialmente numerabili ma quasi nessuna, purtroppo, ha il rigore progettuale da rendere davvero utile la numerazione. Penso ad esempio alla Savona-Genova-La Spezia, che sarebbe del tutto spontaneo numerare ma che è ancora un bel guazzabuglio. O al nodo di Torino, che dopo 25 anni di lavori al Passante, ormai in dirittura d'arrivo, non presenta ancora un disegno chiaro del progetto di servizio che c'è (dovrebbe!) esserci dietro.
In Toscana è stato fatto un bel lavoro con il Memorario, eppure mi pare che abbiano scelto di non numerare nulla: strano, e un peccato.

Spero di aver dato qualche spunto utile.
Ciao a tutti!
 

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Si e no... sono fatti a caso. Non c'è corrispondenza tra categorie R / RV e numero di fermate o tempi di percorrenza. Uffa....
 

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Non ho avuto modo ancora di analizzare per bene i nuovi Regionali Veloci, finora ho solo controllato la linea Bologna - Venezia dove tutti i vecchi iR sono diventati RV. Dove hai notato queste discrepanze?
I nuovi RV sono i vecchi Diretti. Quelli fino all'anno 1991 per intenderci.
 

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Discussion Starter · #11 · (Edited)
Ampliando il discorso a tutte le categorie per me i treni dovrebbero essere categorizzati così:











La categoria E da chiamare eventualmente IC (sono gusti personali o da scegliere con ricerche di mercato).

La categoria FB non mi piace ma ormai...

I rimanenti ES non AV (quali sono poi?) da assorbire o in FB o in E/IC.

La categoria ICN secondo me è ridondante: chiamiamo ICG (IC giorno) i treni che circolano di giorno?!
 

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R vs. RV

Ciao ragazzi
Qual è il criterio che fa distinguere a Trenitalia tra R e RV? Solo il tempo impiegato?
Non può essere così, perché, ad esempio da Milano C.le a Verona P.N.:
treno delle 20.25: RV 2113 in 1h51 (prosegue per Venezia S.L.)
treno delle 21.25: R 2115 in 1h55 (termina a Verona P.N.)
Perché il 2115, che ferma solo nelle stesse stazioni del 2113, non dovrebbe essere RV?
 

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Discussion Starter · #13 ·
Ciao ragazzi
Qual è il criterio che fa distinguere a Trenitalia tra R e RV? Solo il tempo impiegato?
Non può essere così, perché, ad esempio da Milano C.le a Verona P.N.:
treno delle 20.25: RV 2113 in 1h51 (prosegue per Venezia S.L.)
treno delle 21.25: R 2115 in 1h55 (termina a Verona P.N.)
Perché il 2115, che ferma solo nelle stesse stazioni del 2113, non dovrebbe essere RV?
In via generale un RV è un R che fa meno fermate.

Esempi coerenti:

i bologna-venezia o i trieste-venezia che sono RV e fanno meno fermate dei R.

Nel caso da te postato la classificazione è assurda. O meglio l'RV Milano-Venezia è correttamente classificato cosa che non avviene per il Milano-Verona.
 

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ing. civile trasportista
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Da quello che so gli attuali RV non sono altro che i vecchi interregionali (IR) che collegavano i capoluoghi di regione attigue. Il fatto che un RV faccia meno fermate di un R è proprio dovuto al fatto di avere un tragitto più lungo in generale ma il discorso del tempo non mi pareva fosse un discriminante.
 
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