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Ravenna, l’azienda che stampa case 3D: fatte di argille, paglia e riso

La Wasp di Massa Lombarda ha presentato da poco Gaia, un prototipo di abitazione completamente green, edificata grazie a una modernissima stampante



«La tecnologia genera sogni. Che a un certo punto diventano realtà. È il caso di «Gaia», prototipo di casetta completamente «green» e a chilometro zero edificata grazie a una innovativa stampante 3D unica al mondo — progettata appunto per dare corpo a edifici — che ha pure lei un nome di battesimo: «Crane Wasp».

La casa ecologica
Unico è anche il materiale con cui è costruita: interamente riciclato e composto, in sostanza, di terra cruda e scarti della lavorazione del riso. Duttile, resistente, malleabile e che, grazie a certe accortezze, funge anche da termoregolatore. A fornire buona parte delle componenti e le competenze per lo studio del prototipo è la start up biellese RiceHouse che lavora nella bioedilizia con fibre ricavate dal riso. Il sogno da avverare è quello che ha mosso Massimo Moretti, fondatore nel 2012 a Massa Lombarda, nel ravennate, di Wasp, azienda in poco tempo divenuta leader nel settore delle stampanti 3D: «La vespa vasaia è il nostro modello di sviluppo — ha detto — , un perfetto approccio per costruire case a basso costo con materiale naturale e a chilometro zero». La missione, insomma, è quella di fare ricerca, osservando i meccanismi perfetti della natura, e immaginare città di un mondo migliore. Costruire abitazioni che tutti possano permettersi. E Gaia, che fa bella mostra di sé nel parco tecnologico-espositivo di questa «visionaria» impresa, va decisamente in questa direzione».

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https://corrieredibologna.corriere....so-7205bf86-d055-11e8-8d02-856c82c5bc77.shtml
 

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Ecco il nuovo palazzetto di Ravenna, lavori al via in primavera, inaugurazione con l’Omc 2021

Progetto da circa 15 milioni di euro, presto il bando per gli sponsor



«RAVENNA. Il grande palazzetto che Ravenna non ha mai avuto, in grado di ospitare eventi sportivi di portata nazionale, ma anche concerti, eventi fieristici. Anche per quella vicinanza e l'integrazione con lo storico Pala de Andrè. Assieme faranno novemila posti a sedere. Tremila quelli della struttura esistente, dedicata a Mauro De Andrè, dirigente del Gruppo Ferruzzi e fratello dell'indimenticato Faber. Sorgerà così la Città delle arti e dello sport che ieri è stata presentata in Comune alla presenza del sindaco Michele De Pascale, del presidente della Regione, Stefano Bonaccini e del presidente della Camera di Commercio, Natalino Gigante.

La settimana scorsa si era chiusa con la notizia dell’arrivo di due milioni di euro come contributo inserito nel secondo piano pluriennale degli interventi approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 ottobre scorso nell’ambito del Fondo “Sport e periferie”, istituito dal Governo nel 2017. Ieri veniva descritto il progetto definitivo del palazzetto, che nei prossimi giorni sarà approvato dalla Giunta e che consentirà l'avvio delle procedure d’appalto entro l'anno e l'avvio dei lavori nell’estate 2019.

Anche la Regione e la Camera di commercio, infatti, contribuiscono in maniera significativa al finanziamento della struttura.

Nell’ambito della concessione contributi ai progetti di qualificazione e miglioramento del patrimonio dell’impiantistica sportiva regionale, la Regione ha deliberato alla fine dell’estate di assegnare a Ravenna un milione di euro per la costruzione della Città delle arti e dello sport.

E la Camera di commercio si impegna a stanziare tre milioni di euro per la realizzazione dell’intervento. Rientra infatti tra le finalità istituzionali della Camera di commercio interessata a stimolare la nascita di nuovi spazi per l’organizzazione di eventi e manifestazioni in grado di contribuire allo sviluppo del sistema produttivo locale. E Comune e Camera di commercio costituiranno peraltro, una volta costruito il Palasport, un Comitato di indirizzo che sovraintenderà allo sviluppo delle attività che si terranno nel complesso».

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https://www.corriereromagna.it/news...in-primavera-inaugurazione-con-lomc-2021.html
 

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Ravenna riconquista il ruolo di culla europea della chimica verde e dell'energia pulita

«Scende in Riviera anche il Fraunhofer Institute, il prestigioso e colossale ente tedesco di ricerca applicata, per imprimere un'accelerazione agli studi su ambiente, energia e tecnologie del mare in ottica di economia circolare e fa quadrato con l'Università di Bologna e il Comune di Ravenna per rimettere in pista lo storico Centro di ricerche di Marina di Ravenna.



Qui, dove nei primi anni Novanta è nata la chimica verde italiana per opera di Raul Gardini e del gruppo Ferruzzi-Montedison, c'è un'area attrezzata di 3 ettari a ridosso del mare, della pineta e della sede Eni con due palazzine di uffici-laboratori pronte per essere “riaccese”, dopo anni di abbandono. Il Comune di Ravenna ha rilevato gli asset dal fallimento per darli in comodato d'uso all'Alma Mater che ne farà l'epicentro di nuove attività legate alla blu economy in ottica europea, se non internazionale. E la Regione Emilia-Romagna ha appena finanziato 1 milione di euro (su un budget per la ripartenza del centro di 1,25 milioni) per potenziare il nuovo “braccio armato” del Ciri Frame dell'ateneo bolognese (Centro interdipartimentale di ricerca industriale Fonti rinnovabili, ambiente, mare e energia) a patto si sviluppasse una collaborazione internazionale, come è stato sancito dal protocollo di intesa già firmato con il Fraunhofer lo scorso autunno, che avrà una manciata di suoi ricercatori stabilmente al lavoro sui lidi sotto il Canale Candiano, si conta già entro fine anno.

«Senza il gioco di squadra tra Comune di Ravenna, Università di Bologna e Fraunhofer Institute non si sarebbe realizzata la “missione impossibile” di portare a Ravenna un centro di ricerca internazionale congiunto su energia sostenibile, gestione intelligente dei rifiuti, economica circolare, temi al centro dell'accordo sottoscritto con Fraunhofer», spiega Fabio Fava, docente di Biotecnologie industriali all'UniBo e responsabile nazionale della chimica verde all'interno degli organismi Ue.
Temi che saranno allargati anche alle tecnologie blu e del decommissioning, perché la vicinanza al mare permetterà di lavorare nel sito direttamente con l'acqua salata marina, sfruttando le competenze non solo del locale tecnopolo ma anche del campus romagnolo dell'UniBo, molto attivo nelle aree ambiente e mare. In più quest'anno è partito a Ravenna - in stretta collaborazione con il locale distretto industriale dell'oil&gas, il più importante in Italia - il primo corso di laurea magistrale internazionale (solo in inglese) sull'offshore engineering con una quarantina di aspiranti ingegneri, 70% stranieri, con tre indirizzi focalizzati sui temi dell'energia, della sostenibilità ambientale e dell'ingegneria strutturale, un unicum nel panorama nazionale».

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https://www.ilsole24ore.com/art/imp...lita--180406.shtml?uuid=ABw5naeB&refresh_ce=1
 

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Mercato Coperto di Ravenna, restyling di un pezzo di storia della città
Roberto Pacifico

4 Dicembre 2019



Rinasce lo storico (l'edificio risale al 1922) Mercato Coperto di Ravenna, con una riqualificazione da 13 milioni di euro che lo rinnova come spazio multifunzionale aperto tutti giorni dal mattino fino a tarda sera
Riaperto nel pieno centro storico di Ravenna, il Mercato Coperto è il più grande e antico mercato alimentare di una delle più belle città d’arte italiane. Dopo i lavori di recupero e trasformazione condotti da Coop Alleanza 3.0 (con il nuovo allestimento curato da Molino Spadoni), il grande edificio costruito nel 1922, di proprietà del Comune di Ravenna, si ripropone rinnovato come spazio multifunzionale (spesa, ristorazione, scoperta e acquisto di prodotti del territorio, eventi e appuntamenti culturali), aperto tutti giorni dal mattino fino a tarda sera.

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Mercato coperto di Ravenna: un'immagine risalente alla fine degli anni Settanta. Foto di Eros Antonellini
Il Mercato Coperto di Ravenna, in piazza Andrea Costa, è un edificio di stile classico dei primi del Novecento, riconosciuto come Mercato Storico e di interesse storico-artistico: da sempre il polo commerciale più̀ importante del centro.

Dopo una prima ristrutturazione nel 1984, ha imboccato un progressivo declino commerciale e strutturale, fino all'attuale riqualificazione e alla gestione affidate con bando pubblico a Coop dal Comune di Ravenna.

Il progetto firmato da Paolo Lucchetta, responsabile del Master Iuav Retail Architecture and Design for Social and Commercial Purposes, ha richiesto investimenti per oltre 13 milioni di euro: 10,4 milioni di Coop Alleanza 3.0 per il restauro, l’adattamento funzionale e la realizzazione di un punto di vendita Coop nella struttura, e 2,7 milioni di euro di Molino Spadoni. Quest’ultima ha curato l’allestimento e seguirà la nuova gestione con due ristoranti, 7 nuovi chioschi (panetteria, pescheria, banco succhi ed estratti, salumi e formaggi, piadineria, macelleria e gastronomia, griglieria), e altri locali/servizi come bar, pralineria, gelateria, cocktail bar, spazio eventi e cultura, libreria e temporary shop.


Mercato coperto di Ravenna. Vista d'insieme prima del restauro. Foto di Giorgio Biserni
STORIA E RINASCITA DEL MERCATO

Partiti nel 2017, i lavori hanno portato alla luce reperti archeologici risalenti al V secolo: in questo luogo operava una delle più̀ antiche corporazioni di pescatori del mondo, la Casa Matha. Il suo simbolo, raffigurato anche nel logo del nuovo Mercato, è la coppia di delfini, o pistrici, della Casa Matha: il grande gruppo scultoreo di pietra, simbolo di fortuna e ricchezza, ha fatto ritorno, restaurato, all’ingresso.

Il Mercato Coperto punta ora a diventare un centro di attrazione economica e sociale di livello europeo per i cittadini e i turisti di Ravenna, riqualificato con particolare attenzione all'accessibilità e alla sostenibilità.

All’interno, è stato realizzato un primo piano, portando a circa 4.000 metri la superficie calpestabile, accessibile grazie a scale, scala mobile e ascensore. L’edificio ha un nuovo ingresso su via Cavour che lo connette meglio al centro storico, e risponde ai parametri del protocollo Leed (Leadership Energy and Environmental Design) Commercial Interiors, come la conservazione più accurata possibile dell’esistente evitando inutili demolizioni, la scelta di materiali e di tecnologie ecocompatibili, il risparmio energetico e dell’acqua, e i principi del design studiato in funzione di una accessibilità̀ totale per le persone diversamente abili (Design for all).

Per gli arredi e l’allestimento, Molino Spadoni ha scelto pezzi unici di antiquariato e modernariato che fanno rivivere le epoche vissute dal Mercato: dal tavolo ricavato da un’antica barca lagunare dei pescatori comacchiesi per la raccolta delle anguille, fino ai disegni originali di Benito Jacovitti, tra i maggiori fumettisti italiani del Novecento, i banchi Deco degli anni Trenta, i manichini e i pupazzi in cartapesta autentici, degli anni Cinquanta.
https://www.mark-up.it/mercato-coperto-di-ravenna-restyling-di-un-pezzo-di-storia-della-citta/
 

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Discussion Starter · #26 ·
Nuovo studentato per la città

Procede il progetto di realizzazione di un nuovo studentato universitario nell'edificio di Viale Farini attualmente occupato da una parte degli uffici comunali.
Terminata la nuova sede di via Berlinguer e trasferiti gli uffici potrà essere avviata la riconversione della sede di V.le Farini.





 

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13 maggio 2021
Porto, in arrivo 130 milioni di euro: nuovi fondi anche per la riqualificazione della tangenziale di Ravenna
 

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Nuova urbanizzazione in zona Poggi a Ravenna
"L’ultimo piano urbanistico attuativo approvato dalla prima giunta De Pascale riguarda il secondo stralcio delle aree che vanno a completare il comparto Antica Milizia/Parco Cesarea, situato nella zona Poggi. Il progetto del secondo stralcio si sviluppa su una superficie di 12 ettari e prevede il completamento del tessuto edilizio prevalentemente residenziale fino a via Stradone (per una superficie complessiva pari a 29.375 metri quadri), un’area commerciale e direzionale attestata su via Antica Milizia (per una superficie complessiva di 6.378 metri quadri). A completamento una quota residua di edilizia residenziale sociale di 2.331 metri quadri."
 
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