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Ahah! Dato che non ho trovato nessun thread del genere, e che con i risultati delle ultime elezioni il tema è diventato decisamente più attuale, vi batto tutti sul tempo e propongo un thread sul reddito di cittadinanza: che ne pensiamo, funzionerebbe, cosa si dovrebbe fare per farlo funzionare, ecc.

Comincio io. Pur non avendo votato 5 stelle, il reddito di cittadinanza è un tema che ho sempre apprezzato, e che mi sono sempre sorpreso di non vedere proposto da un partito della sinistra "storica". Per quanto costicchi (quante i ci vogliono!?), secondo me potrebbe funzionare, a patto che i costi ricadano in parte sulle aziende tramite un leggero aumento delle tasse. Per far sì però che le aziende accettino l'aumento, si potrebbe ulteriormente incrementare la flessibilità in uscita, magari fino a livelli statunitensi (tanto c'è il paracadute del reddito di cittadinanza per il lavoratore). Secondo me è giunto il tempo di abbandonare la visione del lavoro come attività centrale per l'uomo, anche perché la meccanizzazione e l'automazione renderanno l'uomo sempre più obsoleto. Le persone sono però esseri pensanti, e come tali devono essere spostate verso ambiti più degni di tale capacità.

Che ne dite?
 

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Secondo me, come spesso accade, il reddito sulla carta potrebbe essere giusto in un Paese civile, o che si ritiene tale.
Aiutare persone che si trovino in difficoltà è giusto, non tutti siamo super specializzati o fortunati, tutti possiamo inciampare in situazione di disaggio
Quello che mi fa paura che noi siamo il Paese dei furbi e paraculi
Per esempio, l'assegno di invalidità: una cosa buona di principio diventa un modo per campare alle spalle dello stato italiano (con i falsi invalidi).
Chi controllerà coloro che, prendendo il reddito di cittadinanza, non lavori in nero?
Qualcuno ha pensato anche alle conseguenze comportamentali e sociali di una cosa del genere?
Le condizioni per mantenere il reddito di cittadinanza, che sulla carta, sembrano stringenti, in realtà sono molto leggere quando le cali nella pratica
La prima e più importante: al terzo rifiuto di una offerta congrua alle tue aspettative perdi il sussidio.... ma dico ma ROFL alla grande
Perchè non solo il lavoro deve essere congruo in base alle aspettative (e si potrebbe in parte essere d'accordo) ma poi deve essere vicino a casa
Considerando le grosse differenze di tassi di dissocupazione che esistono in Italia, avremmo che:
Un falegname che risiede nella provincia di Bolzano, con ogni probabilità, riceverà le tre offerte di lavoro entro pochi mesi, ergo, l'assegno lo perderà subito, mentre un laureato in oceanografia potrebbe non ricevere mai una offerta di lavoro....
Esclusi i casi estremi di cui sopra, è facile immaginare che i risiedenti in aree economiche molto svantaggiate, potrebbero ricevere l'assegno per periodi molto lunghi, addirittura per tutta la vita (magari lavorando in nero)....
Un altro problema è sbagliato ipotizzare il costo annuale per il bilancio in base al numero di dissocupati attuali che non prendono il Naspi. Sono certo che in pochi giorni, prima delle file al Caf avremmo delle file ai centri per l'impiego dove, anche alla casalinga di voghera verrà la voglia di lavorare.... senza considerare che esistono molte persone che sono quì al nord con un lavoro da 1.200 euro al mese ma che devono pagarsi affitto e vivere lontano ai loro cari. Un amico mio mi disse (e non ha tutti i torti) che se fosse approvata lui si farebbe licenziare e tornerebbe giù in quanto stare a Milano non converrebbe

Io invece allungherei l'assegno di dissocupazione per chi comunque ha versato un minimo di contributi (in modo da evitare di dare l'assegno alla famosa casalinga di voguera, al 18enne che non fa una mazza, all'immigrato appena arrivato....) poi per la congruità del lavoro offerto amplierei il livello territoriale a livello nazionale e non provinciale ed amplierei anche la gamma dei lavori che il percipiente del reddito di cittadinanza potrebbe fare.
 

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oltre ai costi che ad occhio parrebbero difficilmente sostenibili, quello che mi lascia parecchio perplesso è la compressione salariale che deriverebbe imho dall'unione di 2 fattori:
1. la perdita del beneficio in caso di 3 rifiuti di lavoro che potrebbe portare ad accettare qualsiasi proposta lavorativa pur di non rinunciare alla possibilità di poter accedere al reddito garantito
2. l'obbligo di svolgere 8 ore settimanali di lavori pubblici gratuiti
 

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780 a ciocca sono troppi, facciamo 500.

Tre offerte di lavoro sono troppe, una basta.

Concepito così poi disincentiva il lavoro. L’integrazione dovrebbe diminuire ad esempio di 0,50 euro per ogni euro di reddito in più, non di 1:1.
Se ho un lavoro part-time da 600 euro al mese il rdc dovrebbe diminuire di 300, non di 600. A quel punto tanto vale stare a casa.

Infine non è un reddito di cittadinanza, ma un sussidio condizionato e testato sui mezzi.

Detto questo l’argomento è serio, il fatto che il sistema di assistenza sociale italiano si mangi metà del tuo stipendio quando lavori e non offra alcuna rete di ultima istanza di protezione del reddito quando perdi il lavoro è scandaloso, aver lasciato la questione esclusivamente in mano al M5S è stato un errore colossale del PD.
 

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Iniziamolo a chiamare Reddito Minimo Garantito, accompagniamolo ad una riforma del welfare che riformi o vada a rimpiazzare la Naspi e la cassa integrazione, diminuiamolo ad un massimo di €500 al mese, diminuiamo il numero di offerte di lavoro rifiutabili, che devono poter provenire da tutto il territorio nazionale e non solo vicino casa, e non sarei affatto contrario.

Così come lo hanno pensato i 5stelle è una barzelletta, ed è insostenibile.

Ma condivido il fatto che l'argomento è serio, ed è stato un clamoroso errore da parte della sinistra non aver mai avanzato proposte in merito.
 

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Vi riporto un bel servizio di RAI1 sul welfare negli altri paesi Europei e si scopre che pure in Germania un sacco di gente approfitta degli incentivi per rimpinguare le entrate mensili

http://www.raiplay.it/video/2018/03/Speciale-Tg1-5373b3f2-4acb-4934-82c0-3308574806b8.html

Assolutamente contrario a qualsiasi forma di assistenzialismo poichè avendo l'Italia una coperta molto corta bisogna puntare tutto sulla defiscalizzazione alle imprese ed al costo del lavoro. Lo Stato deve provvedere a norme che aumentino l'occupazione di chi vuol lavorare non continuare a mantenere fancazzisti e furbi.
Se si riuscisse a raggiungere una disoccupazione al 5% con un'alta richiesta di professioni aumenterebbero anche i salari, si alleggerirebbe la richiesta di Cassa integrazione e lo Stato ci guadagnerebbe due volte.
 

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Altro problema (almeno qui in GB) e' la gente che accetta un lavoro e si auto-licenzia due mesi dopo. Ed ho i miei dubbi che si trovino molti lavori socialmente utili per lo schema, quindi imho quest'aspetto scomparira' quando scriveranno il disegno di legge.

Cmq sono d'accordo con maxbj. Il problema piu' grave dell'Italia e' la disoccupazione e questo non aiuta (anzi). Meglio tagliare le tasse alle imprese ed il cuneo fiscale, ed introdurre migliori corsi di formazione, apprendistato alla tedesca, etc.
 

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Pure in Francia so che è comune la prassi di licenziarsi appena finisce il periodo di prova per ricominciare a prendere la disoccupazione.
Solo Antonello crede che gli italiani siano un popolo geneticamente truffaldino quando medesime situazioni accadono ovunque.
 
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President of the U.S.E.
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Ma sarebbe brutto investire per aiutare le PMI a consolidarsi e competere sui mercati? Offrire sconti fiscali alle multinazionali che trasferiscono qui il loro HQ e assumono qui anzi che andare in Olanda-Lussemburgo-Irlanda. Finanziare la formazione affinchè si abbiano competenze spendibili nel mondo del lavoro?

Da una parte uno che vuole rimettere i dazi in un paese con la bilancia commerciale attiva (che quindi ha solo da perdere col protezionismo), dall'altra uno che vuole tornare all'assistenzialismo e a creare una nuova generazione di parassiti fancazzisti. Per carità...
 

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DIABOLIKVS
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A me piace molto il reddito di cittadinanza,
a patto che le somme stanziate per questa nuova eventuale voce di bilancio siano scomputate dal finanziamento al fondo pensioni Inps, con ovvia decurtazione delle pensioni per un importo equivalente.

Insomma,
se oggi finanziamo con 80 miliardi l'Inps,
nulla osta domani a finanziare con 50 miliardi l'Inps + 30 miliardi l'Inpf,
Istituto nazionale previdenza fancazzisti,

a patto che il gioco sia a somma zero.
 

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No More Italian Mod
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Giusto per osservare che il reddito di cittadinanza così come concepito oggi dai Cinque Stelle (ben diverso da quello che proponevano anni fa) non è altro che un sussidio di disoccupazione con un meccanismo un po' più simile ad alcuni Paesi del Nord Europa

Non sono contrario di principio a ripensare al sussidio di disoccupazione in questo modo (altra cosa è vedere le coperture, i controlli e la spesa per attuarlo), anzi.
Però è altra cosa dal reddito di cittadinanza
 

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Discussion Starter · #13 ·
Io forse non sarei nemmeno contrario a reddito di cittadinanza nella sua versione "per fancazzisti". D'altronde in futuro sempre più lavori rischieranno di essere rimpiazzati da macchine, e non sono poi cosi convinto che se ne possano generare altrettanti. Anche perché alla fin della fiera, si lavora perché si partecipa alla produzione di qualcosa (un bene, un servizio, ecc) che viene poi utilizzato da noi stessi o da altri. Se sempre più operazioni vengono effettuate da macchine per soddisfare i "bisogni" attuali, vuol dire che si devono trovare nuove mansioni per ottimizzare i processi esistenti, o creare nuovi bisogni. Il problema è che l'uomo ha un tempo limitato, e quindi anche i bisogni (beni, distrazioni, servizi) più di un tot non possono crescere. E man mano l'automazione rosicchierà sempre più mansioni agli uomini, senza che poi rimanga altro che grattarsi, a meno di non appartenere eventualmente a qualche categoria insostituibile.

In primis, c'è qualcosa che non fila nel mio ragionamento?

A quel punto, o veramente si collettivizzano i mezzi di produzione, per dirla alla marxiana, o un reddito di cittadinanza servirà.

Ma forse sono andato troppo in là nel tempo (e nello spazio). Per l'Italia, mi chiedo quanto bene farebbe una flessibilità totale in uscita al sistema produttivo, e se questo possa in parte coprire i costi del reddito di cittadinanza. Poi, in regime d'unione europea, probabilmente il reddito di cittadinanza avrebbe senso solo in chiave unitaria. Non so quanto potere contrattuale avrà l'Italia nei prossimi anni, e quanto margine avrà l'Europa nei confronti dei singoli paesi, ma io ne approfitterei per spingere su un'integrazione (magari parziale) del welfare a livello europeo. Secondo me il reddito di cittadinanza non può funzionare con il mercato unico, se tutti i paesi non adottano un sistema simile (nel senso che il paese che lo adotta si rende probabilmente meno competitivo, e non può reggere).
 

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Keep your head
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A me piace molto il reddito di cittadinanza,
a patto che le somme stanziate per questa nuova eventuale voce di bilancio siano scomputate dal finanziamento al fondo pensioni Inps, con ovvia decurtazione delle pensioni per un importo equivalente.

Insomma,
se oggi finanziamo con 80 miliardi l'Inps,
nulla osta domani a finanziare con 50 miliardi l'Inps + 30 miliardi l'Inpf,
Istituto nazionale previdenza fancazzisti,

a patto che il gioco sia a somma zero.
Il problema è quello

Non abbiamo il sussidio di disoccupazione universale in Italia (lo sciumaggio belga) perchè spendiamo il 16% del PIL in pensioni retributive per gente che è andata in pensione a 50 anni se va bene.

Soldi da rastrellare con le tasse non ce ne sono, a meno di portare il Grande Inverno nell'economia italiana.

Ergo qualcosa deve scendere, l'unica voce che può scendere è quella delle pensioni. E non le pensioni future, ma le attuali.

Solo che nessuno in Italia è talmente pazzo da fare una cosa del genre, che avrebbe senso.
 

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DIABOLIKVS
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Il problema è quello

Non abbiamo il sussidio di disoccupazione universale in Italia (lo sciumaggio belga) perchè spendiamo il 16% del PIL in pensioni retributive per gente che è andata in pensione a 50 anni se va bene.

Soldi da rastrellare con le tasse non ce ne sono, a meno di portare il Grande Inverno nell'economia italiana.

Ergo qualcosa deve scendere, l'unica voce che può scendere è quella delle pensioni. E non le pensioni future, ma le attuali.

Solo che nessuno in Italia è talmente pazzo da fare una cosa del genre, che avrebbe senso.
Esatto.
Ora,
per me va benissimo il reddito di cittadinanza.

Da finanziare coi fondi Inps.

Si decide di dare 500 euro al mese a tutti.

6000 euro all'anno.

Questi i requisiti:

a) italiani (cittadinanza italia)
b) solo se italiani e residenti in Italia.
c) maggiorenni
d) non lavoratori nè studenti nè iscritti ad albi professionali nè titolari di partita iva.

Insomma la si dà a disoccupati, casalinghe e...e...e...pensionati.

Fatti due conti,
60milioni di italiani.

Di cui maggiorenni 50 milioni.

Di cui lavoratori 20 milioni.

Rimangono 30 milioni di persone da assistere con reddito di cittadinanza, abbiamo detto 6000 euro all'anno.

TOTALE 180 miliardi.

Proventi propri Inps oggi 220 miliardi.

Facciamolo subito, ed abbassiamo il costo del lavoro di 40 miliardi (220-180), oltre a risparmiare 80/90 miliardi che oggi l'erario versa all'Inps per pagare le pensioni, soldi che andranno utilizzati per abbattere il debito.

Così facendo:

1) RISANO I CONTI DEL PAESE IN 10 ANNI,
portando il debito entro i parametri di Maastricht;

2) RISANATI I CONTI, POSSO RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE DI 90 MILIARDI;

3) NEL MENTRE RIDUCO SUBITO IL COSTO DEL LAVORO DEL 15/20% cioè di 40 miliardi,

4) Sommando bassa pressione fiscale e riduzione del costo del lavoro, rendo nel medio lungo termine così competitivo il lavoro, in Italia, da aspettarmi 5 milioni di nuovi posti di lavoro in 15 anni.

5) Inoltre, entro 10 anni,
conto anche di pacificare il Paese,
dopo la guerra civile scatenata dai pensionati che, vistisi decurtare le pensioni a 500 euro al mese, si sono iscritti tutti all'Isis e nel mentre hanno scatenato l'inferno.
 
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