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Alla Triennale di Milano la mostra con l’opera mai realizzata





MILANO La Triennale apre domani la quarta Edizione della Festa per l'architettura, con un omaggio speciale: la prima grande mostra italiana dedicata a Renzo Piano, il più celebre e celebrato fra gli architetti e fra i massimi del mondo, per festeggiare i suoi settant’anni. Stessa energia, vitalità, entusiasmo, barba più candida, capelli meno folti, Piano non è diverso dal ragazzo che a metà Anni 70 spiegava la novità del Beaubourg o dal giovane che, ricevendo la Royal Medal a Londra, ringraziò i maestri dell'architettura britannica, che lo proclamavano migliore esempio di mescolanza fra tecnologia e poesia di fine secolo, e rispose di non esserne certo, ma di fidarsi di loro.

E ancora dal burlone che alla Casa Bianca, in occasione del Premio Pritzker, strinse in solenne abbraccio l'amico Beppe Grillo e l'allora presidente Bill Clinton. Verve, naturalezza, simpatia, aria da lupo di mare appena sceso da una barca, innamorato della luce e della sua Genova, resta ben lontano dall'atteggiarsi a star o a genio. L'amore resta il costruire. La novità è questo omaggio milanese, curato da Fulvio Irace, dal titolo «Renzo Piano Building Workshop. La Città Visibile» (fino al 16 settembre), che lo emoziona oltre l'immaginabile. Ne parla con gioia, come di un regalo che la vita concede di rado.

Architetto, su di lei sono state fatte mostre in tutto il mondo: Parigi, Berlino, Amsterdam, Londra, Usa. Perchè è tanto entusiasta dell'esposizione della Triennale?
«Ne sono molto soddisfatto. La Triennale è stato un punto fermo nella mia giovinezza. Sono nato a Genova, ho studiato a Milano, dove ho trascorso gli Anni 60 come studente all'Università e aiuto nello studio di Albini, poi da laureato e assistente di Zanuso. Fra i lavori di quegli anni, ideai un progetto per il Parco della Triennale, una struttura a guscio, in pratica una forma organica, di cui ero fiero, anche perchè la Triennale era un'istituzione cruciale per la decorazione e la costruzione. Peccato che fosse il '68, la Triennale non fu inaugurata, anzi soppressa, e il mio progetto non vide mai la luce. Mi è rimasta sempre l'idea di un'istituzione che avevo incrociato una sola volta. Solo il Musée des Arts Déco di Parigi ha una storia simile: si è occupato di decorazioni, oggetti, ambienti, ma più sull'esempio dell'Arts and Crafts inglese».

Come ha allestito la sua antologica?
«Rappresenta la mia bottega. Porto il mio ufficio, con tavoli, le sedie rosse da regista, i progetti e i modellini, per dare l'impressione di come nasce l'architettura. Non uso foto. Quello che voglio è mostrare il processo architettonico, dalla prima idea, con disegni, appunti e progetti, fino all'edificio finale. L'architettura reale è come la punta di un iceberg: si vede un decimo e nove decimi restano nascosti. E’ questa parte che voglio rivelare e che ho trasportato alla Triennale».

Quale è stata la prima impressione entrando nell'edificio creato da Muzio?
«E' straordinario. Lo immaginavo fascista dal punto di vista storico, poi mi sono reso conto che gli spazi, spalancate le finestre e con la luce, erano stupefacenti. C’è un'architettura degli interni magnifica: è come una fabbrica, un atelier d'artista. Spazi belli, non pretenziosi, un'atmosfera solare».

Lei ha presentato ottanta modellini e 1500 disegni, l'avventura d'una vita. Ma quali sono gli edifici più significativi?
«Costruzioni finite, nessuna. Non mi sono mai mosso dall'idea che gli edifici compiuti devono essere visti: preferisco dare dei soldi perchè vadano a vederli di persona. Ci sono tutti gli appunti, i bozzetti, i progetti, i miei disegni con la solita penna verde. Insomma, ogni fase dell'ideazione che conduce all'opera finita. Fuori, all'entrata della Triennale, ho disposto una trave rossa del Beaubourg a Parigi, e poi lungo le scale altri modelli con base rossa fino ad arrivare in cima, alla grande Sala, con il titolo “Lavori in corso”. Ho portato il mio tavolo di lavoro, 4 metri 4, le sedie e sui muri i disegni delle opere alle quali sto lavorando ora, come il Museo della Scienza a San Francisco, il grattacielo a Torino per la Banca Intesa-San Paolo, un edificio all'Eur a Roma per 300 famiglie, la “Torre” di Londra».

Come prosegue la mostra?
«Si va dai miei primi progetti agli esperimenti di restauro, dal Beabourg al progetto dell'Aeroporto Kansai in Giappone, dal Centro nella Nuova Caledonia alla trasformazione del Lingotto, dalla ricostruzione della Potsdamer Platz alle Colombiane a Genova, dal Museo Klee di Berna alla Morgan Library, fino all'edificio del “New York Times” a New York all'Auditorium di Roma e, a Milano, il progetto di Sesto San Giovanni per Zunino».

Perchè un sottofondo musicale?
«Il mio caro amico Berio ha dedicato a me l'ultima opera, “Le Stanze”, e poi è scomparso. Allora ho voluto qui le “Stanze”: si entra ed esce da stanze sonore e altre no. Insomma la novità vera è questo omaggio al grande Berio».

FIORELLA MINERVINO

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200705articoli/21815girata.asp
 

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Se poi qualche forumer milanese ci andasse....

..si gradiscono foto :D
 

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^^
Effetivamente il progetto di Potsdamer Platz non è una piazza: sarebbe come dire che il progetto della Città della Moda è una città

Comunque hanno pubblicato una delle torri di Potsdamer Platz che non è stata progettata da Renzo Piano: è vero che ha fatto il masterplan, ma visto che poi ha anche progettato e costruito più di un edificio (tra cui due torri), e visto che l'articolo riguarda Renzo Piano magari era carino mettere una foto di uno degli edifici di Potsdamer Platz progettati dall'architetto genovese
 

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^^
Effetivamente il progetto di Potsdamer Platz non è una piazza: sarebbe come dire che il progetto della Città della Moda è una città

Comunque hanno pubblicato una delle torri di Potsdamer Platz che non è stata progettata da Renzo Piano: è vero che ha fatto il masterplan, ma visto che poi ha anche progettato e costruito più di un edificio (tra cui due torri), e visto che l'articolo riguarda Renzo Piano magari era carino mettere una foto di uno degli edifici di Potsdamer Platz progettati dall'architetto genovese
ecco, grazie mr. mod
lo avrei detto io se la frequenza di passaggi di colleghi alle mie spalle non si fosse intensificato notevolmente nei minuti passati...
 

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No More Italian Mod
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vivimilano said:
Le città «visibili» di Renzo Piano
Disegni, modelli, progetti: la Triennale festeggia i quarant’anni di attività dell’architetto genovese

Dagli esordi internazionali, con la creazione del Centre Georges Pompidou, a Parigi, realizzato nel 1977 in collaborazione con Richard Rogers, che appare simile ad una astronave aliena, trasparente e colorata, atterrata nel centro storico della capitale francese, alla riconversione del Porto Antico di Genova (1992) da zona degradata a luogo vivo, animato di cultura e di iniziative, sino ai progetti di riqualificazione di grandi aree ex industriali, l'attività di Renzo Piano si colloca ai limiti tra visionarietà e funzionalità. In questa mostra dedicata all'architetto genovese (nato nel 1937), i quaranta anni di attività di Piano sono riassunti attraverso disegni originali, progetti e modelli. Soluzioni elaborate che tengono conto delle stratificazioni urbane precedenti, ma anche inserimenti di strutture architettoniche innovative come i grattacieli a vela del Centro Culturale Tjibaou, in Nuova Caledonia (1998) o le forme ondulate del Zentrum Paul Klee a Berna (2005).

[...]
Il resto dell'articolo >>> http://www.corriere.it/vivimilano/arte_e_cultura/articoli/2007/05_Maggio/21/piano_triennale.shtml



















 

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Ciclista Metropolitano
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Io andrò sicuramente ma non so quando...intanto ho potuo visitare la mostra vivi milano (non ricordo il nome esatto) dove si può ritirare una pubblicazione piena di progetti (la maggior parte dei quali gia conosciuti) architettonici e non che riguardano la nostra città....:cheers:
 

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Molto interessante....Spero nelle prossime settimane di aver tempo per farci un salto a Milano........Mi auguro, che nelle descrizioni dei primi progetti (Pompidou, Bigo Genova, e altri) venga citata la persona di Peter Rice :) .........
 

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Bob The Builder
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^^
hai ragione kenzo... uno dei piu grandi ingegneri dello scorso secolo e pedina fondamentale di molte delle opere se non le migliori opere di architettura degli ultimi 40 anni ... di lui sono le strutture di: Centre Georges Pompidou, la Sydney Opera House, l'edificio dei Lloyd's di Londra, la piramide del Louvre, l'Aeroporto di Kansai

infine un invenzione sua ma che pochi conoscono... vi è mai capitato di osservare pareti vetrate, facciate continue dove non si viuole far vedere la struttura in ferro della facciata in vetro????? come ben saprete i vetri sono montati su degli elementi metallici a croce posti agli angoli e questi elemtni tengono uniti due o 4 lastre di vetro, cosi si puo vedere una facciata completamnte di vetro a eccezione delle viti di unione a questi elementi...
questo elemtno che è snodato, assorbe anche piccoli movimenti è stato inventato da peter rice per norman foster....
oggi si usa ancora e credo che questo elemento abbia cambiato il modo di concepire le facciate continue vetrate
 

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Ok, la foto è picola, però ingrandendola un pò........
ho provato a contare i piani , che immagino siano rappresentati dalle barrette laterali alla torre, e mi sembra siano 54.
Più di quanti siano nei rendering portati da Piano alla presentazione in Comune (quelli presenti nel thread del grattacielo).

Nella stessa occasione, Piano dichiarò che quelli erano disegni di massima, e che in realtà non avevano ancora deciso il numero esatto di piani.....

Che dite?
Provate a contarli....
 

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No More Italian Mod
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ho provato a contare i piani , che immagino siano rappresentati dalle barrette laterali alla torre, e mi sembra siano 54.
Io non li avevo contati, ma ho avuto la stessa impressione di 'aumento' dei piani rispetto alla torre inizialmente presentata

Inoltre, se ci fate caso, il plastico rappresenta una torre più bassa rispetto ai prospetti rappresentati dietro (non sono due scale diverse, è proprio più bassa)
La mia ipotesi è che il plastico rappresenti il progetto così come pensato inizialmente, mentre dietro ci sia la 'nuova' versione del progetto, un po' più alta rispetto alla precedente

:cheers:
 

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Io non li avevo contati, ma ho avuto la stessa impressione di 'aumento' dei piani rispetto alla torre inizialmente presentata

Inoltre, se ci fate caso, il plastico rappresenta una torre più bassa rispetto ai prospetti rappresentati dietro (non sono due scale diverse, è proprio più bassa)
La mia ipotesi è che il plastico rappresenti il progetto così come pensato inizialmente, mentre dietro ci sia la 'nuova' versione del progetto, un po' più alta rispetto alla precedente

:cheers:


E' vero!
La scala è la stessa (o quasi), basta osservare gli alberi al livello stradale per rendersene conto.

Il plastico magari è lo stesso presentato al Chiampa....







Questi sono i vecchi rendering, nei quali conto 43 piani raggiungibili con l'ascensore + lo spazio per 3 piani.
Guardate il primo: sembra proprio meno slanciato.






 

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oggi si usa ancora e credo che questo elemento abbia cambiato il modo di concepire le facciate continue vetrate
si chiamano rotule......letto alla francese :) Vedo che di figure storiche ingegneristiche hai una buona preparazione.......:cheers: Per quanto riguarda il sitema...lo conosco moooooooolto bene :) Anche se già era scomparso da parecchi anni, aggiungiamo pure la chiesa realizzata a San Giovanni Rotondo per i pellegrini di Padre Pio? :) Che dici? Sai ...quei conci di pietra tassellati......
 

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No More Italian Mod
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@Hogan
Sì, a un'ulteriore analisi approfondita, e dopo un confronto con la sezione da te postata (quella presentata a Torino l'anno scorso) posso dire ufficialmente che la torre SanPaolo avrà almeno una decina di piani in più di quanto inizialmente previsto :cucumber:
 

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^^
E quindi la scala del plastico è leggermente diversa da quella dei due prospetti alle sue spalle (sezione e profilo): se fosse la stessa, il numero maggiore di piani sarebbe ricavato da un abbassamento dell'intervallo tra i solai (non credo assolutamente). L'edificio sarà quindi ancor più alto rispetto al modello!
Si nota anche una diversa sistemazione delle volumetrie del profilo (quelle che nel modello "escono" dal lato destro)... uhm, chissà se Skymino riuscirà a regalarci una anteprima?

Bellissima notizia! :banana:
 
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