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Io ci sono stato.
Trasuda squallore.
Una cosa simile l'ho vista solo in un discount in un quartiere-dormitorio di immigrati nelle periferie di Brescia.

Non c'ero mai stato prima del rifacimento, ma dalle foto d'epoca appese all'ingresso si capisce che hanno fatto uno scempio.
Le tre cose che hanno ucciso il foro annonario di Cesena sono la divisione in due piani, la copertura e il riempimento della struttura di elementi fatti come per nascondere il preesistente, anziché valorizzarlo.



In Spagna, a Londra e persino a Budapest ci sono dei mercati centrali molto pittoreschi da cui prendere esempio.

Valencia:





Londra:





Budapest:





Firenze:





Hanno tutti due caratteristiche in comune: la illuminazione naturale dall'alto e che non sono propriamente a due piani, ma casomai sono organizzati "a ballatoi" a due piani. Così l'occhio spazia e non viene nascosta la struttura che li caratterizza e li distingue dai centri commerciali.

Se vogliono sostituire il mercato di Rimini con l'ennesimo centro commerciale a due piani, magari con mattonelle economiche a 6 euro al mq (che saltano via facilmente) come il foro annonario di Cesena, è cosa di cui non se ne sentiva la mancanza.
 

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IL TURISMO CONGRESSUALE FA BOOM
4 MAGGIO 2018 BY SIMONE SANTINI


Non solo spiagge, non solo locali, non solo discoteche. C’è un tipo di turismo, in Romagna, di cui si parla ma spesso mettendolo in secondo piano, fatto di convegni, incontri, conferenze ed eventi, anche di respiro internazionale: è il turismo congressuale. Poco chiacchierato, e a torto: negli ultimi anni, infatti, ha fatto registrare numeri importanti, a fotografare un trend in crescita e un buono stato di salute. Una fotografia confermata di recente, a marzo, grazie al «Rapporto sull’Economia 2017 e scenari», documento di analisi economica presentato a Rimini dalla Camera di Commercio della Romagna, realizzato dall’Ufficio Studi camerale. Secondo il Rapporto, che analizza la situazione economica generale del nostro territorio, ma in cui si parla anche di turismo congressuale, “i dati confermano che il sistema produttivo del territorio Romagna (Forlì-Cesena, Rimini) sta realizzando performance sempre più diffusamente positive. – dice Fabrizio Moretti, presidente dell’Ente camerale – Un risultato dovuto non solo alla fase di crescita dello scenario generale in cui ci muoviamo, ma anche all’ottimo lavoro di squadra tra tutti gli attori del territorio”. Il 2017 ci ha salutato da qualche mese ormai, ed è tempo di bilanci. Il trend è positivo anche nell’ultimo anno?

Da dove si arriva
Per capire lo sviluppo del turismo congressuale locale nel 2017 occorre dare un veloce sguardo alla situazione dell’anno precedente. Ed è possibile farlo guardando i dati emersi dall’Executive Summary del 2016, realizzato dall’Osservatorio sul Turismo Congressuale delle province di Forlì, Cesena e Rimini. Secondo il focus, nel corso del 2016, il settore turistico congressuale del riminese ha fatto registrare numeri di crescita: +6.7% di eventi e +5.4% di convegnisti, che addirittura superano quelli del turismo «tradizionale» (+3.1% di arrivi e +1.6% di presenze). Percentuali che si traducono in 1.1 milioni di partecipanti per 549mila pernottamenti. Importante anche il dato riferito al fatturato del congressuale della Riviera, arrivato nel 2016 a circa 200 milioni. Nello specifico, puntando la lente d’ingrandimento su Rimini, il Palacongressi ha contribuito a questi numeri con 283mila convegnisti, a rappresentare un +8% rispetto al 2015. Ottenuto grazie alle 149 manifestazioni ospitate nell’arco del 2016. Di ogni tipo: 85 di carattere nazionale, 7 internazionale, 51 locale e 6 regionale.

Rimini rimane… in crescita
Analizzati i dati del 2016, è possibile passare a quelli del 2017, in modo da operare un confronto e avere una panoramica più completa. Per quanto riguarda il Palacongressi, anche il 2017 rivela una situazione di sensibile crescita. Aumenta, infatti, il numero dei partecipanti a eventi e manifestazioni ospitate al «Palas» di Italian Exibithion Group: si passa dai 283mila del 2016 ai 315mila del 2017, con una crescita percentuale dell’11%. Trend positivo anche per il numero delle giornate di presenza congressuale: più di 1 milione e 250mila, con segno del +8%. E con un calendario complessivo di giornate operative di 267 giorni di attività, utilizzate per lo svolgimento di 130 manifestazioni. Dati che pongono il «Palas» quale realtà di riferimento per gli eventi di portata nazionale e internazionale, e che conferma la citata analisi dell’Excutive Summary 2016 che lo identifica quale unica struttura regionale in grado di competere con successo con le «big four» del turismo congressuale italiano: Roma, Milano, Venezia e Firenze.
“Se è ottimo il posizionamento sul mercato nazionale – spiega Stefania Agostini, direttore Event & Conference Division di Italian Exhibition Group – l’internazionalizzazione delle destinazioni è l’obiettivo di medio e lungo periodo, per accrescere le acquisizioni di eventi associativi internazionali”.
Del resto il turismo congressuale è in progressiva mutazione.
“Il mondo degli eventi e dei congressi sta cambiando. Imprese, enti e associazioni stanno rinnovando i modelli delle loro manifestazioni e scelgono sempre di più di integrare i momenti di confronto, studio o lavoro, con spettacoli e opportunità di intrattenimento. Le nuove tecnologie, poi, hanno portato a un cambiamento radicale del rapporto tra partecipanti e relatori e il Palacongressi è sempre all’avanguardia nell’offrire gli strumenti più innovativi per accompagnare questa trasformazione”.

La Perla Verde
Anche Riccione si unisce al trend di crescita appena analizzato. Il Palacongressi della Perla Verde, infatti, dimostra un andamento positivo che va considerato, come sottolineato dalla presidenza, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo, della portata degli eventi ospitati. Nel 2017, il Palace riccionese fa registrare 70mila presenze congressuali, che rappresentano un +15% rispetto al 2016. Nella stessa direzione anche i numeri dei partecipanti agli eventi: 40mila, con segno più del 10% rispetto all’anno precedente. Oltre 180 i giorni di occupazione della struttura, 12 punti percentuali in più del 2016, per un totale di 63 eventi e manifestazioni ospitate. Gli aspetti qualitativi di quest’ultimo anno di congressi riccionesi sono stati evidenziati dalla presidente del Palace Eleonora Bergamaschi, che alla fine del 2017 ha voluto rimarcare lo standard elevato dei clienti e delle aziende che scelgono “una struttura di alto livello dal punto di vista dei servizi e delle possibilità, posizionata in un contesto di pregio e che offre moltissime opportunità ai congressisti”. Bergamaschi che, infine, ha voluto ribadire l’importanza dell’integrazione tra il Palacongressi e le sinergie dei soggetti pubblici e privati della città.

Bellaria non è da meno
Non si discosta da questa fotografia nemmeno l’altra importante realtà congressuale del riminese, il Palacongressi di Bellaria. A 2017 concluso, il Palas bellariese ha diffuso un bilancio che parte addirittura dal 2013: da novembre 2013 a dicembre 2017 gli eventi ospitati sono stati 342, con oltre 125mila partecipanti, e un totale di circa 176.500 presenze sul territorio. A commentare la situazione è Daniele Vorazzo, presidente della società Bim Servizi che gestisce la struttura dalla primavera del 2016: “Un anno e mezzo durante il quale la società ha seguito linee programmatiche ben precise: ponendo la struttura al centro di un progetto per l’intera comunità di Bellaria Igea Marina, sostenendo associazioni ed aziende del territorio, rilanciando l’immagine del Palacongressi ed intervenendo in modo significativo in termini di miglioramento e manutenzione. In totale, da maggio 2016 a dicembre 2017, Bim Servizi ha investito 158mila euro per la riqualificazione della struttura e per l’acquisto delle attrezzature necessarie allo svolgimento degli eventi”.

Simone Santini
http://www.ilponte.com/turismo-congressuale-boom/
 

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Post precedenti:
http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=147292075&postcount=2333
http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=147316539&postcount=2335

i lavori di demolizione veri e propri sono cominciati da qualche giorno






Chiamamicittà ha recuperato i rendering relativi al progetto.

Rimini, ecco cosa verrà dopo il Velvet
11 Mag 2018/Redazione
Cronaca, Economia


Il Comune di Rimini ha approvato il progetto unitario per ristrutturazione di fabbricato ad uso commerciale e nuova costruzione di fabbricato ad uso agricolo. Si tratta dell’ex discoteca Velvet i cui lavori di demolizione sono iniziati nei giorni scorsi.

Ora siamo in grado di fornire alcuni dettagli tecnici e rendering di come verrà realizzata la nuova struttura.
Il progetto unitario prevede, di ristrutturare e ampliare i fabbricati esistenti per realizzare due edifici con funzioni ben distinte: commercializzazione della birra e stoccaggio e lavorazione dei prodotti agricoli

Precisamente:

• Fabbricato “A”: si estende su una superficie di mq. 6.075, verrà destinato alla commercializzazione della birra, tramite la realizzazione di un ristorante birreria, con servizi igienici per gli addetti e i clienti, uffici, deposito, locali di servizio, spogliatoi, bar, oltre ad una centrale termica, spazi per gli impianti tecnologici e spazi all’esterno. Il fabbricato esistente, quello totalmente demolito in questi giorni, sarà ricostruito con la stessa volumetria; verranno applicati integralmente sia i requisiti di prestazione energetica che sismici. Il nuovo edificio si svilupperà su quattro livelli. Nel piano seminterrato troveranno spazio un locale bar per i fruitori del lago di pesca sportiva, due vani tecnologici per gli impianti (autoclave con cisterne per l’accumulo dell’acqua, impianti specifici per la birreria, macchine per il condizionamento dei depositi, ecc ). Al piano terra si sviluppanno sia la birreria, con sala ristorante, cucina, banco bar, locali per il bottigliame, dispensa, servizi per il personale e servizi per i clienti suddivisi per uomini e donne, che la zona deposito suddivisa in più spazi, per la vendita della birra. Il piano rialzato sarà suddiviso sia in uffici, che in sala riunioni e degustazioni con i rispettivi servizi, oltre ad una terrazza esterna con giardino pensile. Infime il lastrico solare o copertura comune, con accesso diretto dalla scala e dall’ascensore comune.

• Fabbricato “B”: verrà realizzato in aderenza al fabbricato “A”, ampliando il fabbricato esistente che verrà demolito, ricostruito e riconvertito ad uso agricolo. L’edificio si svilupperà su un unico piano e sarà destinato alla lavorazione e stoccaggio di prodotti agricoli; su una parte verranno realizzati i servizi ed un ufficio. I due corpi di fabbrica verranno edificati ad una distanza maggiore di mt. 20 da via Sant’Aquilina, fuori dalla fascia di rispetto, seguiranno l’andamento del terreno: a monte risulteranno in parte interrati, mentre verso il lago saranno realizzati completamente fuori terra, mantenendo la tipologia dei fabbricati esistenti con copertura piana.

Il progetto è stato realizzato dallo studio dell’ing Giancarlo Celli e suoi collaboratori









https://www.chiamamicitta.it/rimini-cosa-verra-velvet/


.."Celli realizzerà un grande birrificio artigianale. Non resterà più nulla della storica discoteca sulla collina, ma il giovane imprenditore riminese ha intenzione di aprire un locale a fianco del birrificio. «Sarà un pub dove poter gustare i nostri prodotti e organizzare eventi. Perché il Velvet resta nella memoria di tutti, e vorrei fare in modo che quel luogo continui a essere frequentato dai riminesi». I lavori sono appena partiti, e la speranza di Celli è di riuscire ad aprire fra un anno."...
da il resto del carlino

Mamma mia...:nuts::nuts::nuts:
 

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L’ex discoteca Paradiso venduta all’asta per meno di un milione di euro


Scadevano alle 13 del 10 ottobre le offerte per l’ex discoteca Paradiso. Questa volta l’asta non è andata deserta. Alle 15 di oggi è stata aperta l’offerta presso lo studio del commercialista.

L’ex discoteca è stata venduta per l’offerta minima di € 985.500,00. Dopo quattro tentativi alla fine l’immobile di Covignano è stato venduto. Molto meno del prezzo iniziale di asta. Infatti si è passati dalla stima iniziale di oltre 3 milioni di euro all’assegnazione di oggi a meno di un milione di euro.

L’ex discoteca Paradiso è chiusa dal 2011 ed è in condizioni di totale abbandono e degrado. Ma ciò che ha impedito l’aggiudicazione dell’ex discoteca, fino ad oggi, non è tanto lo stato di abbandono ma soprattutto le destinazioni urbanistiche ammesse.

Infatti sui 3 mila mq di superficie utile le destinazioni previste sono quelle di locale da ballo, ristorante e struttura ricettiva, congressuale oppure una struttura dedicata allo sport ed al benessere. La destinazione abitativa è limitata all’attuale superficie esistente pari a circa 50 mq.

Non si conoscono le intenzioni del gruppo che ha acquistato l’immobile ma le destinazioni di utilizzo sono quelle elencate.

https://www.chiamamicitta.it/lex-discoteca-paradiso-venduta-allasta-meno-un-milione-euro/
 

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Rimini, agli Infermi un nuovo macchinario per la cura dei tumori alla gola

Una serie di donazioni private ha consentito l'acquisto di una "Nbi", endoscopia a banda stretta

«Sono oltre 100mila le persone in Italia che convivono con una diagnosi di tumori del distretto testa-collo, la quinta neoplasia per diffusione. Ogni anno, secondo i dati dell'Airc, sono oltre 10mila le nuove diagnosi, fra tumori della laringe (5mila fra gli uomini, 500 fra le donne) e della faringe (con mortalità più elevata; 4.600 fra gli uomini, 1.300 fra le donne). A Rimini l'unione di tante energie e realtà che si spendono quotidianamente per i malati di tumore di bocca e gola ha permesso di raggiungere un risultato importante: dotare il reparto di Otorinolaringoiatria dell'Infermi di Rimini di una Nbi (Narrow band imaging), endoscopia a banda stretta di immagine, grazie a una serie di donazioni private.

La Nbi "può venire utilizzata a scopo di screening delle fasce a rischio della popolazione, presso gli ambulatori oncologici e presso le sale operatorie per la valutazione intraoperatoria di lesioni sospette in virtù anche della sua portatilità", spiega il dottor Alessandro Orsi del reparto di Otorinolaringoiatria dell'ospedale riminese: uno strumento diagnostico importante in un territorio che conta 335mila persone.

I primi a crederci sono stati i pazienti laringectomizati dell'Unione italiana mutilati della Voce (Uimdv), ma grazie all'impegno delle associazioni di volontariato, della LILT, di Volontarimini, di Eticarim, dell'Associazione oncologica e del Volontariato Valmarecchia di Novafeltria si è arrivati a raccogliere 60mila euro: così la Nbi, grazie all'impegno di tanti, è una strumentazione ora disponibile al Reparto di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale degli Infermi di Rimini».

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2018/10/15/news/rimini_tumori_gola_bocca-209006572/
 

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Rimini 'invasa' dagli Alpini: l'adunata nazionale porterà 1,2 milioni di presenze in tre giorni


Sarà Rimini ad ospitare la 93esima Adunata nazionale degli Alpini in programma nel secondo fine settimana di maggio 2020. Lo ha deciso questa mattina il Consiglio Direttivo Nazionale che ha preferito Rimini e San Marino alle altre due candidate in corsa, Verona e Torino.


“E’ un risultato straordinario e inatteso – commenta l’avvocato Vittorio Costa, presidente della sezione bolognese-romagnola degli Alpini - La candidatura riminese ha ottenuto la maggioranza alla prima votazione, senza necessità di andare al ‘ballottaggio’ come sempre avviene, a conferma della ferma convinzione dell’Associazione a optare per la proposta romagnola. Rimini è il comune capofila per un evento che coinvolge tutto il territorio e che comprende anche San Marino. Sarà la prima adunata Italia-estero e si stima che si potranno toccare 1,2 milioni di presenze in tre giorni. E’ un risultato frutto dello spirito alpino che esiste a Rimini, in Romagna e sul Titano; uno spirito che ha consentito di avviare proficui rapporti con l’Associazione nazionale”.


“La città è pronta ad ospitare questo nuovo importante appuntamento nazionale – è il commento del sindaco di Rimini Andrea Gnassi – Non è un traguardo della città, ma il risultato ottenuto da un intero territorio. E’ la vittoria della provincia, di un sistema di comuni da Bellaria, Rimini, Riccione, Misano, Cattolica. E’ una vittoria dell'Emilia Romagna e di quella terra ricca di umanità e storia che è la Romagna e che è la Repubblica di San Marino. Superando le candidature di città autorevoli come Verona e Torino, la nostra provincia si conferma come contesto di rilievo internazionale, per appeal e logistica”.


“È un onore per la regione, il territorio riminese e San Marino ospitare una delle istituzioni più amate del nostro paese – conclude il sindaco - E’ anche il riconoscimento della storia di Rimini medaglia d’oro al valore civile e allo stesso tempo il riconoscimento di un cambiamento messo in atto dalla città, che ha messo al centro la sua identità e il suo passato romano, medievale, rinascimentale fino al novecento con Fellini”.
https://www.altarimini.it/News11474...tera-12-milioni-di-presenze-in-tre-giorni.php
 

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“L’ALLEGRA GESTIONE DELLE FIERE”. LA STAMPA A GAMBA TESA SU IEG

IEG LA STAMPA ATTUALITÀECONOMIARIMINI

11 novembre 2018, 10:36


“Commesse, fatture e parente, l’allegra gestione delle Fiere“. E’ il titolo a pagina 17 dell’edizione domenicale del quotidiano La Stampa. Al centro dell’ampio articolo IEG, la società nata dalla fusione tra le fiere di Rimini e Vicenza.

L’inchiesta, firmata da Luca Fornovo e Gianluca Paolucci, parte ricordando il fatturato, 130milioni, gli eventi e i visitatori, 2,6 milioni nel 2017 e l’imminente ingresso in borsa del Gruppo. Ma dopo l’incipit dai numeri importanti arrivano parole pesanti: “il rovescio della medaglia: il debito nella holding di controllo e una certa allegria contabile e gestionale fatta di commesse affidate senza gara, fatture per forniture che arrivano prima degli ordini e una vera e propria parentopoli tra manager e consulenti“.

I due giornalisti spiegano che per ricostruire la vicenda “hanno visionato documenti e interpellato alcuni testimoni diretti“. E poi snocciolano una serie di casi. Il primo è legato alla progettazione dei nuovi poli fieristici, per circa 90 milioni di euro, affidati allo stesso studio di Amburgo che progettò la fiera di Rimini ma “senza gara e senza comparazione delle offerte“, con una scelta “mai passata nel cda, spiega una fonte interna, ma presa in completa autonomia dal presidente Cagnoni”.

Altro caso riportato e quello degli ordini ai fornitori. Si parla di procedura anomala, con fatture emesse prima dell’ordine di uscita. E anche qui la fonte è una persona che lavora nel gruppo.

Si citano poi le valutazioni sui manager, elaborate da una multinazionale. E si fanno nomi e cognomi di figure di livello che avrebbero preso punteggi molto bassi. Lo studio “finisce in un cassetto” e quando c’è da distribuire i premi non si fanno distinzioni di sorta.

Altro capitolo: “la parentopoli” con commesse date in famiglia, con una “serie di rapporti quanto mai scivolosi“. Nomi non ne vengono fatte, ma ruoli e parentele si.

L’ultima parte dell’articolo è dedicato ai debiti: “non sono della società Ieg ma della Holding che la controlla“, con l’arrivo, risalendo a Rimini Congressi, al socio pubblico: il comune di Rimini. “Nella Rimini Congressi i debiti sono 209 milioni di euro. Il principale creditore è Unicredit, che a garanzia si è preso un pezzo (il 42,5% delle azioni) in mano alla Rimini Congressi. Con la quotazione si punta proprio a restituire il prestito ad Unicredit e a liberare le azioni“

Redazione Newsrimini
https://www.newsrimini.it/2018/11/lallegra-gestione-delle-fiere-la-stampa-a-gamba-tesa-su-ieg/
 

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Discussion Starter · #52 ·
i 90 milioni di cui si parla è chiaro che è una favoletta. GMP fa la PROGETTAZIONE e non i lavori quindi stiamo parlando di un importo residuale rispetto al valore complessivo della commessa ed esiste un rapporto di fiducia visto che GMP ha progettato fiera di riminied anche il palacongressi che non mi sembra sia da meno.

se io faccio gli ordini fornitori emetto fatture? boh non so come fanno a ragionare questi qui. al limite le ricevo. Poi magari in taluni casi ricevo le fatture prima degli ordini nel caso debba pagare acconti.

per quanto riguarda le valutazioni sul management, su proposta dell'ex direttore generale facco c'è stato uno studio di una multinazionale che doveva disegnare la nuova struttura tra rimini e vicenza. Peccato che tutti quelli di vicenza risultavano sopra quelli di rimini, posso capire e nessuno lo nega nell'oro ma negli altri settori faccio un po fatica a pensarlo. Infatti c'è stata una mezza ribellione del middle management e alla fine facco gli hanno chiesto di fare un passo indietro. D'altra parte considerando che la fiera di rimini è stata fatta con 250 milioni di euro di debiti e al momento della fusione con vicenza aveva una posizione finanziaria positiva è difficile pensare altrimenti.

Per il discorso parentele ecc.ecc. non so ma vale lo stesso discorso fatto sopra.

Si sa che con la quotazione se mai avvenisse il comune cede una parte delle azioni e cosi rimangono solo 15 milioni che possono essere gestiti benissimo.
 

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Andrea Gnassi fa le carte al 2019. "Parte il nuovo lungomare"
Il sindaco: "Apriremo il cantiere, ma i privati facciano la loro parte"

di CARLO ANDREA BARNABE'
Ultimo aggiornamento il 5 gennaio 2019 alle 06:56


Rimini, 5 gennaio 2019 - Sindaco Gnassi, facciamo un gioco. Saliamo sulla macchina del tempo, destinazione 2050. I libri di storia non esistono più, il passato è racchiuso in vecchi archivi digitali. Al capitolo Rimini, anno domini 2019, cosa troveremo?

«Nel 2018 il personaggio dell’anno è stato indubbiamente il teatro Galli. Ecco, vorrei che a fine 2019 l’immagine più significativa fosse il cantiere del nuovo lungomare di Rimini».

Il cantiere, appunto. Per il lungomare non basterà l’intera legislatura.

«Abbiamo programmato l’avvio dei lavori di parte pubblica durante il corso dell’anno. Saranno preceduti dal completamento dell’intervento su piazzale Kennedy, nel cuore di Marina Centro; una nuova cartolina sia per il sotto, vale a dire le fogne, che per il sopra, un nuovo belvedere sul mare là dove c’era una rotatoria. Bisogna però essere chiari sul Parco del mare. Come Comune di Rimini stiamo facendo la nostra parte, avendo anche agganciato consistenti fondi europei e nazionali; bisogna che lo stesso facciano adesso i privati. Io nel 2019 vorrei vedere uno scatto in avanti della componente privata sui progetti strategici della città».

Restiamo al suo. Quali saranno i problemi da affrontare nel 2019?

«Ne individuo almeno cinque: la vergogna della nuova Questura, l’avvio dell’operatività di Metromare, il Bando sulle periferie, la tenuta della rete del welfare dopo i recenti provvedimenti governativi, l’avvio dei cantieri per la nuova Statale 16».

Presuntuoso come programma, non crede?

«Spiego. Sulla Questura non si creda che lo Stato, in tutte le sue articolazioni, scarichi sulla città il moloch spiaggiato in via Ugo Bassi, rimangiandosi contratti e accordi sottoscritti. Su questo avvieremo tutte le azioni legali, in ogni sede, per tutelare Rimini e i riminesi. La cittadella della sicurezza è la priorità delle priorità e non un danno collaterale come qualcuno pensa di far credere. Questo perché è la risposta strutturale, e non provvisoria e parziale, alle esigenze logistiche di Polizia, Guardia di Finanza e Stradale».

Il Trc entrerà in funzione o, come qualcuno si augura, diventerà la pista ciclabile più costosa della storia?

«Metromare deve entrare in servizio questa estate. Punto».

Bando Periferie?

«Governo permettendo, siamo pronti da mesi a bandire le gare per riqualificare Rimini Nord. Sottolineo governo permettendo... Guardo con preoccupazione alla rete di protezione sociale dopo i provvedimenti di raddoppio della tassazione per i no profit e la gestione del Decreto sicurezza che corre il serio rischio di abbattersi come un maglio sui bilanci dei Comuni italiani. Infine la Statale 16: abbiamo fatto quanto dovevamo, adesso tocca ad Autostrade per l’Italia e Anas realizzare le opere per i collegamenti con le aree attraversate dall’Adriatica».

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Lucio Dalla era convinto che sarebbe stato tre volte Natale. Voli basso: cosa si augura?

«Il cuore mi dice che bisogna avere come bussola le parole del presidente Mattarella sul bisogno famelico che abbiamo di bontà. La ragione invece mi fa temere che non tutti sono pronti a operare perché la bontà si avveri».

© Riproduzione riservata
https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/andrea-gnassi-progetti-2019-1.4376073
 

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Discussion Starter · #54 ·
MERCATO ITTICO: È SCONTRO
25 GENNAIO 2019 BY FRANCESCO BARONE
Mercato ittico, è scontro tra i vertici della Cooperativa Lavoratori del Mare e l’Amministrazione comunale di Rimini. Motivo, l’immobilismo, dicono dalla sinistra del porto, di Palazzo Garampi in merito alla nuova struttura annunciata in pompa magna nel 2014 ma, della quale, ancora non si sa nulla. O quasi. L’unica cosa certa sono i soldi spesi dalla Cooperativa che ora è pronta a rivalersi sul Comune.

Un po’ di storia
Ma andiamo con ordine e facciamo prima un po’ di storia. Del nuovo Mercato ittico si inizia a parlarne già nel 2005. Nascono le prime idee, i primi progetti, ma nessuno di questi trova la luce. Il cerchio si chiude nel 2011 quando la Cooperativa Lavoratori del Mare presenta un piano che raccoglie i consensi di tutte le parti. Da Palazzo Garampi chiedono, però, di tagliare alcuni metri quadrati di cemento “per avere un impatto ambientale meno pesante”. Questo significa rimettere le mani al progetto e sborsare nuovo denaro.

Ecco il progetto
Ma si va avanti. E si arriva così al 28 maggio 2014 quando, al Museo della Città, il sindaco Andrea Gnassi presenta il nuovo Mercato ittico. “Siamo nelle condizioni di dare alla città di Rimini non solo un nuovo mercato ittico ma una vera e propria infrastruttura strategica”. Il progetto prevede un nuovo edificio a tre piani: uno interrato per la lavorazione delle reti da pesca e per depositi di prodotti necessari alle varie attività; il piano terra con l’area di ricevimento e di uscita del prodotto, la sala d’asta, le celle frigorifere anche per la lavorazione e congelazione del prodotto, oltre ad impianti per la produzione e fornitura di ghiaccio in scaglie e di cassette di confezionamento, locali per gli acquisti collettivi e per la fornitura di attrezzature o di prodotti occorrenti per le barche, gli uffici, un bar e un servizio di degustazione dei prodotti gestiti dai pescatori; il primo piano con sale per conferenze e il museo della storia della marineria, più una terrazza belvedere. Quasi 6.800 metri quadrati interni più 1.200 metri esterni utilizzati per i parcheggi. Costo, 14 milioni di euro che devono essere coperti soprattutto dai Fondi europei. La Cooperativa è pronta a fare la propria parte in termini di risorse finanziarie.

L’attacco di Cevoli
Passano gli anni, ma del Mercato non si vede neppure l’ombra. E il prossimo 28 febbraio, cioè tra un mese, scadrà la proroga data dal Comune alla Cooperativa per la gestione del Mercato.
“Dopo 14 anni siamo ancora qui a parlare del Mercato ittico. – tuona Giancarlo Cevoli, numero uno dei Lavoratori del Mare – Abbiamo presentato un progetto, ce lo hanno fatto cambiare, lo abbiamo rimodellato, speso 500mila euro e ancora non si è mosso nulla. La verità è che il mercato non verrà mai realizzato, il Comune vuol far smettere la pesca. Sono davvero avvilito anche perché con questa Amministrazione non è possibile avere un dialogo”.

La replica dell’assessore
Parole dure che l’assessore all’Urbanistica Roberta Frisoni rispedisce al mittente.
“Credo – dice – di avere incontrato Cevoli tutti i mesi per parlare delle tante tematiche relative al porto e l’assessore Montini ha contatti ancora più frequenti. Non capiamo questa denuncia di mancanza di dialogo. Vogliamo il mercato pubblico e lo vogliamo nei pressi del porto ma, come ci siamo detti in un incontro del giugno 2017, occorre rimodellare l piano economico finanziario del progetto. Avevamo chiesto approfondimenti ai proponenti, ma non abbiamo avuto riscontro puntuale”.

“Pronti a chiedere i danni”
Una replica che non è piaciuta al Direttore della Cooperativa Massimo Pesaresi che, documenti alla mano, racconta una verità diversa da quella dell’assessore Frisoni.

“Una piccola sottolineatura, oltre a rifare il progetto tagliando metri quadrati di cemento, ci è stata chiesta una relazione dettagliatissima dal punto di vista geologico del terreno visto che si tratta di zona sismica. Questo, naturalmente, ha significato sborsare altri quattrini. Comunque, visto che la Frisoni parla del piano economico e del fatto che da noi non hanno ricevuto nulla è per il semplice fatto che non possiamo farlo, lo può fare solo chi è titolare a tutti gli effetti della convenzione. Tanto che nel famoso incontro citato, quello del 22 giugno 2017, ci venne detto che entro il 30 settembre di quell’anno si sarebbe fatto un Consiglio comunale per dare il via al bando. A quel punto noi avremmo concorso con la speranza di vincerlo e solo e solamente in quel frangente avremmo potuto ripresentare il piano finanziario. Sia chiaro, questo non lo abbiamo detto noi, ma il Comune. Quindi in difetto non siamo noi, ma loro. Anche perchè, non so se tutti lo sanno, la convenzione per gestire il mercato ittico è trentennale e la nostra è scaduta. C’è stata data una proroga al 31 marzo 2018 proprio in attesa del bando. Ma visto che non accadeva nulla siamo stati noi a dire al Comune che stava per scadere tutto. A quel punto ci hanno nuovamente allungato la proroga a settembre 2018 per poi portarcela al 28 febbraio del 2019. Tutto questo per un bando che ancora non c’è”.

Quello che, invece, è arrivato è il conto dello studio che ha progettato il nuovo Mercato ittico.
“Ci ha chiesto 95mila euro di parcella. – concludono in coro Cevoli e Pesaresi – In realtà dovevamo pagarli dopo la Conferenza di servizi convocata dal Comune, ma visto che da piazza Cavour nessuno ha mosso un dito, giustamente lo studio vuole i soldi. E noi dobbiamo pagarlo. Ma questa volta se non succede nulla ci rivarremo sul Comune, questo è poco ma sicuro. Siamo stanchi di essere presi in giro”.
http://www.ilponte.com/mercato-ittico-e-scontro/
 

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Discussion Starter · #55 ·
Lo sfogo di Cevoli (Lavoratori del Mare): comune ci ha lasciati soli, perché?
In foto: Giancarlo Cevoli

di Andrea Polazzi lettura: 2 minuti mar 15 gen 2019 11:56 ~ ultimo agg. 16 gen 13:06
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I buoni risultati della pesca riminese nel 2018 (con introiti in crescita e quantitativi stabili nonostante la demolizione di 7 grandi barche) e un Mercato Ittico da 12 milioni di fatturato (punto di riferimento anche fuori provincia) non bastano a guardare al futuro con serenità. E se lo dice il battagliero presidente della cooperativa Lavoratori del Mare, Giancarlo Cevoli, c’è da pensare che effettivamente le criticità ci siano. E non da poco.


“Ormai ho 70 anni – dice a Tempo Reale (Radio Icaro e Icaro Tv) -, da 30 anni sono presidente della Cooperativa e fa male che l’amministrazione comunale non ci consideri come attori primari di una città che vive di turismo. Il pesce è anche turismo – spiega – visto che c’è chi viene da fuori per mangiarlo da noi. Eppure siamo abbandonati da tutto e da tutti“. Impossibile poi non tornare sull’annosa questione del nuovo Mercato Ittico. “Dopo 14 anni – attacca Cevoli – parliamo ancora del nuovo mercato ittico e l’ultimo incontro con l’amministrazione lo abbiamo avuto il 18 giugno del 2017“. Nel 2014 c’era stata anche la presentazione del progetto con tanto di rendering e alla presenza del sindaco Andrea Gnassi (“la pesca è lavoro e socialità. Sarà la più importante riqualificazione di un’area portuale sull’Adriatico” diceva il primo cittadino) . “Abbiamo speso 500mila euro per il progetto ma quei soldi non li recupereremo più – dice – ma ormai il nuovo Mercato non si realizzerà. Sono avvilito.” Cevoli parla di fondi europei non intercettati, della perdita della pesca del pesce azzurro a Rimini, delle difficoltà con le vongole: “avevamo due container sul porto e ce li hanno fatti togliere (ndr. i container sono stati ritenuti un abuso edilizio e la Coop ha perso i ricorsi in giudizio) – spiega – adesso lavoriamo sul cofano di una macchina e le vongole restano per ore nel mezzo del piazzale perché non sappiamo dove metterle.” Secondo Cevoli “questa amministrazione vuol far smettere la pesca. Forse non sa che quello di Rimini è un porto peschereccio. Perché, pur dando un servizio di qualità, siamo così maltrattati? Noi paghiamo le tasse. Non vogliamo aiuti ma solo poter lavorare in modo decente. Perché con l’amministrazione non è possibile avere un dialogo?“. E ancora: “Noi col nostro mercato, uno dei pochi rimasti nell’Adriatico, – ricorda – facciamo 12 milioni di fatturato che restano nella città. Vengono a comprare il pesce da noi dal Veneto e dalle Marche. E stiamo “rompendo” questo giochino che ci invidiano tutti.” Speranze per il 2019? “Dopo 14 anni non abbiamo più la forza di alzare la voce. Sono sempre stato molto combattivo – confessa – ma sono riusciti a togliermi ogni speranza. E quando non c’è più speranza forse è meglio chiudere bottega.”

L’intervista integrale
https://www.newsrimini.it/2019/01/l...sgvFIndT9Th0XmS0v3FTtD3rYUgdO0I9vK-SjmAZE_7yc
 

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Marineria e pesca: il Comune di Rimini incontra la Cooperativa Lavoratori del Mare

Marineria e pesca: il Comune di Rimini incontra la Cooperativa Lavoratori del Mare
31 gennaio 2019
Si è svolto questa mattina l’incontro fra Amministrazione comunale, rappresentata dall’Assessore Montini e dall’Assessore Frisoni, e la Cooperativa Lavoratori del Mare, rappresentata dal Presidente Giancarlo Cevoli e dal Direttore Massimo Pesaresi, in merito ad alcune iniziative riguardanti la marineria di Rimini e la realizzazione del Centro servizi per la Pesca in area sinistra del Porto canale, prossima ai cantieri navali e di proprietà del Comune di Rimini.
Gli Assessori Frisoni e Montini hanno ribadito la piena volontà di tutta l’Amministrazione di procedere nella direzione della realizzazione del Centro servizi per la Pesca (o Mercato Ittico), in cui prevedere diverse funzioni di supporto alla marineria locale oltre a quelle di vendita all’ingrosso del pescato, sulla base di un partenariato pubblico e privato.

Nell’ultimo anno sono stati numerosi gli incontri con la finalità di ottenere un cofinanziamento pubblico al progetto, già agli atti del Comune, fra rappresentanti e tecnici dell’Amministrazione sia con l’Assessorato Agricoltura e Pesca della Regione Emilia Romagna sia con la Direzione Pesca del Ministero delle Politiche Agricole e forestali e alcuni passi sono stati compiuti nella direzione di far considerare il progetto del Centro Servizi per la pesca di Rimini come un progetto pilota di interesse nazionale. Questa attività di ricerca e reperimento finanziamenti continuerà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, anche attraverso incontri con i Ministeri competenti.

Amministrazione e Cooperativa lavoratori del Mare torneranno a fare il punto a metà del mese di febbraio, anche con l'obiettivo di dipanare alcune questioni tecniche legate al progetto, ai suoi finanziamenti e diverse altre iniziative, comunque di supporto al prezioso lavoro della Marineria locale.
http://www.comune.rimini.it/archivi...a-il-comune-di-rimini-incontra-la-cooperativa
 

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Nuovo mercato coperto

Il progetto di conad non piace al comune perchè richiderebbe un considerevole aumento della superficie commerciale.


Cia-Conad non abbandona l'idea per progetto relativo al nuovo Mercato Coperto di Rimini
Chiesti chiarimenti urbanistici al comune, progettisti al lavoro
AttualitàRimini | 10:06 - 31 Gennaio 2019 Ingresso del mercato coperto di Rimini
Ingresso del mercato coperto di Rimini.
Commercianti Indipendenti Associati-Conad non abbandona l’idea di presentare un progetto relativo al nuovo mercato coperto San Francesco di Rimini. “Siamo in una fase delicata rispetto a quella che si presenta come una istruttoria complessa - spiega il direttore sviluppo Stefano Gavelli - in cui è necessario contemperare molte esigenze diverse. Continuiamo a confrontarci con i nostri tecnici per giungere a una soluzione positiva rispetto a quello che si presenta come un progetto particolarmente impegnativo”.

“Nelle scorse settimane - prosegue Gavelli - abbiamo formulato al Comune delle richieste di chiarimenti in materia urbanistica, rispetto alle quali sono giunte in questi giorni le risposte. Ora occorre valutare se tali chiarimenti siano compatibili con i nostri intenti iniziali e i nostri progettisti sono già al lavoro per perfezionare la proposta. Al termine di questo approfondimento valuteremo se presentare al Comune il project financing. Spetterà poi all’amministrazione decidere se proseguire nel percorso che dovrebbe portare alla manifestazione d’interesse pubblico”.
https://www.altarimini.it/News11752...lativo-al-nuovo-mercato-coperto-di-rimini.php
 

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Fiera. Deciso un investimento di 4,2 milioni di euro per i sistemare i parcheggi dal fango

05 Feb 2019/Redazione



Oggi il Consiglio di Amministrazione di Italian Exhibition Group (IEG) ha deliberato un investimento di 4,2 milioni di euro sul plant fieristico di Rimini per intervenire sulla piena fruibilità di tutti i parcheggi del quartiere. L’obiettivo è raggiungere il più alto standard qualitativo sull’intera la superficie occupata, così da garantire il parcheggio delle auto anche in condizioni climatiche eccezionali come quelle verificatesi durante lo scorso SIGEP.

Attualmente il plant fieristico riminese conta 11.000 posti auto: 2.650 posti auto a Sud, 3.350 a Est e 5.000 a Ovest con le colonnine di ricarica per i veicoli elettrici. Tutti i parcheggi sono attrezzati a camper service.

Sui due parcheggi Sud, che occupano un’area di circa 60.000 mq, IEG interverrà in maniera definitiva, completando i parcheggi con il fondo drenante, la piantumazione di alberi e il potenziamento della illuminazione con l’aggiunta delle colonnine di ricarica per i mezzi elettrici.

Sui parcheggi EST e OVEST, su un’area di circa 135.000 mq, l’intervento sarà in regime di manutenzione straordinaria per estendere a tutta l’area la possibilità di parcheggio anche in condizioni meteo molto critiche. L’intervento sarà inoltre propedeutico alla realizzazione dei green park che attornieranno il quartiere fieristico con il progetto di ampliamento già depositato da IEG presso l’Amministrazione Comunale.

L’intervento deliberato oggi da IEG sarà realizzato entro il 2019 in tempo quindi per Sigep 2020.

L’investimento rientra nel sistematico programma di ammodernamento di una delle strutture fieristiche più funzionali d’Europa, inaugurata nel 2001 su un’area complessiva di 460mila mq, e nel 2017 ampliata fino a raggiungere i 189mila metri mq edificati (129.000 mq espositivi e 60.000 mq di superficie destinata a servizi, con una proporzione unica nel panorama internazionale tra spazi espositivi e spazi per servizi).
https://www.chiamamicitta.it/fiera-...2-milioni-euro-sistemare-parcheggi-dal-fango/
 

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Beer Attraction, Rimini capitale della birra per 4 giorni

«La birra piace sempre più agli italiani. Non solo d’estate ma 12 mesi all’anno. Le vendite crescono infatti anche nei mesi freddi: +6% negli ultimi tre mesi del 2018 rispetto all'anno precedente. A fotografare l'evoluzione dei consumi è l'ultima edizione di AssoBirra Monitor, il report sull'andamento delle vendite delle imprese aderenti ad AssoBirra (associazione che raccoglie circa 40 associati tra grandi, medi e piccoli birrifici insieme con le 2 malterie), rappresentativa di più del 90% della produzione nazionale e del 71% di birra immessa al consumo nel nostro Paese.



Crescono anche le imprese brassicole
Balzo del 55% per le imprese brassicole e del 16% dell'occupazione nel periodo 2015-17. Lo rende noto Unionbirrai, spiegando che le imprese del comparto sono passate da 649 a 1.008, mentre i lavoratori sono invece saliti da 7.893 a 9.126. Per il prossimo triennio si prevede un ulteriore crescita di occupati del 10%. L'associazione dei microbirrifici segnala inoltre che nella penisola i birrifici con più di 50 addetti sono l'1,5% del totale, mentre quelli con meno di cinque rappresentano l'84%.Il presidente di Unionbirrai, Vittorio Ferraris, guarda al futuro con ottimismo: “Grazie al nuovo regime fiscale l'intero comparto potrà risparmiare circa 6 milioni di euro di tasse all'anno da poter reinvestire nel settore per l'ottimizzazione e l'incremento della produzione”.

Rimini vetrina internazionale
Le specialità del settore e le novità saranno al centro della quinta edizione di Beer Attraction, dal 16 al 19 febbraio alla Fiera di Rimini. Un salone che si rivolge esclusivamente agli operatori professionali della filiera: solo la giornata inaugurale è aperta anche al mondo dei beer lovers. Con oltre 600 aziende, e un aumento da sette a dieci padiglioni, la manifestazione di Italian Exhibition Group (in collaborazione con Unionbirrai) è diventata punto di riferimento per tutti gli operatori anche del food service».

[...]

https://www.ilsole24ore.com/art/foo...ction-081405.shtml?uuid=ABTy6bUB&refresh_ce=1
 

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Rimini, va all’asta per 18 milioni l’ex colonia bolognese: vi soggiornò anche Enzo Biagi

È il primo edificio che viene messo sul mercato. Ce ne sono in tutta la Riviera Romagnola



«Edifici imponenti, abbandonati al degrado a pochi passi dalle spiagge che in estate pullulano di bagnanti, vicino alle strade trafficate dei lungomare. Eppure sembrano cattedrali nel deserto, testimoni, forse, di un passato scomodo. Parliamo delle ex colonie marine d’epoca fascista disseminate lungo la costa romagnola, dove trascorrevano i mesi estivi i bambini spediti dalle famiglie dalle città «continentali». A Rimini arrivavano anche da Bologna, nella colonia situata a Miramare, al confine con l’attuale Riccione, e denominata non a caso «Bolognese». Fu inaugurata nel 1932 e continuò ad accogliere i suoi piccoli ospiti emiliani anche nel dopoguerra fino al 1977, prima di essere abbandonata a sé stessa e diventare una corte di miracoli, riparo per malviventi e spacciatori, ma anche prostitute e senza tetto.
E a poco più di quarant’anni dalla chiusura dei battenti, un’associazione di volontari, «Il Palloncino Rosso» composta da liberi cittadini, uomini e donne della società civile, ha lanciato una sfida: contattare i bolognesi che in un passato oramai lontano passavano le loro estati ospiti della vecchia colonia per creare una memoria storia dell’edificio. Un esperimento proposto tramite la pagina lanciata su Facebook «Storia di Colonia. Racconti d’estate 1932 - 1977», che sta riscuotendo un discreto successo, perlomeno tra gli utenti del social network, che in estate si ritroveranno tutti tra le mura dell’edificio di Miramare. A testimonianza dell’esperienza sarà realizzato un video documentario in collaborazione con il corso di laurea magistrale in design dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino.

I bolognesi alla colonia di Miramare
«Ho visto il mare la prima volta dopo le elementari. Colonia della decima legio, Rimini. Balilla, grado: caposquadra. Se ci ripenso sento un acuto odore di marmellata gelatinosa in mastelli». A scrivere queste poche righe fu il compianto giornalista Enzo Biagi, che all’ombra della colonia passò un’estate durante il ventennio fascista. Ma a leggere i commenti lasciati sulla pagina Facebook si scopre che sono molti i bolognesi che ricordano le settimane passate a Rimini in «vacanza». E a volte la memoria porta a galla anche la malinconia «La lontananza dai miei genitori mi faceva stare male, non c’erano contatti dall’esterno», scrive Amedeo ospite nei primi anni cinquanta. Affiorano anche le memorie di chi ci ha lavorato come assistente sociale. «Giorni meravigliosi che mi fanno commuovere ancora al solo pensiero», scrive Angela. Il progetto è partito alla fine di gennaio e in poche settimane sono stati raccolti 33 nominativi e di loro molti si sono dichiarati disponibili a collaborare nel tentativo di ricostruire la memoria storica dell’edificio».

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https://corrieredibologna.corriere....gi-df9c7d2c-35af-11e9-9dbd-04ffb9672ecf.shtml
 
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