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http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_17/rigoni_stern_f9f7d654-3c8b-11dd-bc39-00144f02aabc.shtml

Addio a Mario Rigoni Stern
VICENZA - Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago, all'età di 86 anni. Malato da tempo, Rigoni Stern è mancato lunedì sera. La notizia della sua morte è stata tenuta riservata dalla famiglia, per espressa volontà dello scrittore. I funerali sono stati celebrati martedì pomeriggio, in forma strettamente privata, nella chiesetta del cimitero di Asiago.

IL SINDACO - «Per noi è una perdita gravissima. Rigoni Stern era l'icona dei valori della gente di montagna». Così il sindaco di Asiago, Andrea Gios, commenta la scomparsa del celebre scrittore altopianese.
«Perdiamo - sottolinea - un pezzo della nostra storia, forse il più autorevole, anche se è riduttivo naturalmente considerare Rigoni Stern solo un asiaghese. La sua fama era di levatura mondiale». «Rappresentava - ribadisce Gios - i valori della gente della montagna, quelli in cui tutti noi ci identifichiamo. Per fortuna ci ha lasciato un tesoro, quello delle sue opere delle quali possiamo continuare a godere».
LA VITA - Mario Rigoni Stern era nato ad Asiago (Vicenza) il primo novembre 1921. Trascorre l'infanzia tra i pastori e la gente di montagna dell’Altopiano di Asiago, appena terminata la Grande guerra.
Nel 1938, entra alla Scuola Militare d’alpinismo di Aosta e, più tardi, combatte come alpino, nel battaglione Vestone, in Francia, Grecia, Albania, Russia. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943, è trasferito in Prussia orientale. Rientra a casa il 5 maggio 1945. Non si muove più dal suo paese natìo; trova impiego al catasto comunale, dove lavorerà fino al 1970. Successivamente si dedichera totalmente al mestiere di scrittore che aveva abbracciato fin dagli anni '50. Nel 1953, Elio Vittorini pubblica presso I Gettoni di Einaudi, il suo primo e più celebre romanzo «Il sergente nella neve», che presto diventa un classico della letteratura moderna italiana, e che narra, autobiograficamente, la storia di un gruppo di alpini italiani durante la ritirata di Russia.

LE SUE OPERE - Il sergente nella neve, Einaudi, 1953 Il bosco degli urogalli, Einaudi, 1962 La guerra della naia alpina, 1967 Quota Albania, Einaudi, 1971 Ritorno sul Don, Einaudi, 1973 Storia di Tönle, Einaudi, 1978 (Premio Campiello) Uomini, boschi e api, Einaudi, 1980 L’anno della vittoria, Einaudi, 1985 Amore di confine, Einaudi, 1986 Il libro degli animali, Einaudi, 1990 Arboreto salvatico, Einaudi, 1991 Compagno orsetto, E.Elle, 1992 Aspettando l’alba, Il Melangolo, 1994 Le stagioni di Giacomo, Einaudi, 1995 Sentieri sotto la neve, Einaudi, 1998 Il magico "Kolobok" e altri scritti, La Stampa, 1999 Inverni lontani, Einaudi, 1999 Tra due guerre e altre storie, Einaudi, 2000 1915-1918 La guerra sugli Altipiani. Testimonianze di Soldati al fronte, Neri Pozza, 2000 Il libro degli animali, Einaudi, 2001 L'ultima partita a carte, Einaudi, 2002.

CAMON: «L'AVEVO PROPOSTO PER IL NOBEL» - «Era uno scrittore grandissimo, aveva la grandezza che hanno i solitari». È il primo commento dello scrittore Ferdinando Camon alla notizia della morte di Rigoni Stern. «Quando sono stato presidente del Pen Club italiano - ricorda - è stato il primo italiano che ho candidato al Nobel: era uno scrittore classico, dalla visione lucida e dalla scrittura semplice ma potente; aveva carisma anche come uomo». Tante volte, sottolinea, «io, Mario Ismenghi, Giampiero Brunetta, Sergio Perosa e il professor Lenci andavamo a passeggiare per i monti e tutti lo sceglievamo automaticamente come guida». Camon ne ricorda la figura: «aveva un carattere buono e mite - rileva - se ne fregava dei convegni e delle società letterarie».


17 giugno 2008
che dire... sono davvero spiaciuto. avevo letto "il Sergente" ed ero rimasto affascinato dalla sua prosa, asciutta, semplice, diretta. la voce di una persona semplice, ma con delle idee nobili. non ha mai fatto molto chiasso, ma ci mancherà.
 

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Fabrizio grazie per avermi anticipato nell'aprire questo thread.

Io ho avuto la fortuna di conoscerlo ancora alle scuole medie, ma fu un'esperienza molto interessante!

Leggete qualche suo libro.
 

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No More Italian Mod
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L'avevo visto alla prima dello spettacolo di Paolini che han dato in diretta sulla 7... Sembrava addirittura più giovane della sua età

E adesso questa niotizia... RIP
 

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domani, su ogni tg, ci saranno centosessantotto servizi di retroscena su sta partita pallosissima compreso un "ma Cassano non sarebbe stato meglio in boxer attillati?" e poi, giusto prima della sigla finale, "Ah nel frattempo l'é sciupà Rigoni Stern".
 

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Un grande generazione che se ne va.

grazie Fabrizio.

RIP.
 

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Orto contorto
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Io avevo solo letto i suoi articoli su La Stampa, dal suo ritiro montano.

Che gran dispiacere la sua scomparsa, per me e' l'Hemingway italiano, con la stessa capacità di descrivere le sensazioni, molto meno machismo e molta umanità.
 

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Alla sola idea che tra qualche decennio sui giornali faranno i "coccodrilli" per ...Moccia o De Carlo o Faletti...mi viene da piangere e mi si palaesa totalmente il crepuscolo civile e culturale di questo paese...
 

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domani, su ogni tg, ci saranno centosessantotto servizi di retroscena su sta partita pallosissima compreso un "ma Cassano non sarebbe stato meglio in boxer attillati?" e poi, giusto prima della sigla finale, "Ah nel frattempo l'é sciupà Rigoni Stern".
Di certo a lui sarebbe andato bene così. Anzi doveva essere un bel burbero.



RIP.
 

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Discussion Starter · #11 ·
è vero, hanno ragione Minera e Federicoft, si sarebbe soltanto arrabbiato a vedere un tripudio di commenti in suo onore.
 

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Noi abbiamo avuto la fortuna di ospitarlo a San Pellegrino Terme in una delle nostre rassegne letterarie. Io ero ancora molto giovane e non la vivetti come cosa, ma mio papà, che lo riaccompagnò ad Asiago, ha sempre detto che fu una delle esperienze più emozionanti della sua vita (e giustamente non ha mai raccontato nulla).

Io lo vidi dal vivo di sfuggita un giorno, quando in camper stavamo andando a sciare a Gallio, e ci fermammo a casa sua per lasciare dei documenti...un'immagine flash,ma emozionante (avevo già letto alcuni dei suoi più bei libri, tra le altre cose autografati).

Uno dei padri della nostra letteratura: l'ultimo grande in vita dopo la prematura scomparsa di Meneghello.
 
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