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Roma, dal Seicento all'Unità d'Italia, vede moltissimi interventi artistici, ma pochissimi interventi sull'Urbanistica. Se prendiamo la carta del Nolli (1748) e la paragoniamo con la mappa di Roma del 1870 vediamo che le differenze sono pochissime. Tra queste, quella che forse è la più importante, è la costruzione del Quartiere Mastai, voluto da Papa Pio IX intorno al 1860. Vi condivido qua sotto un link riguardo il quartiere in questione:
http://rerumromanarum.blogspot.it/2014/05/il-quartiere-mastai.html
 

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Nel link che posti c'è una fotona, mi pare inedita per ssc, che starebbe benissimo nel thread di Roma Sparita.

 

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Roma, dal Seicento all'Unità d'Italia, vede moltissimi interventi artistici, ma pochissimi interventi sull'Urbanistica. Se prendiamo la carta del Nolli (1748) e la paragoniamo con la mappa di Roma del 1870 vediamo che le differenze sono pochissime. Tra queste, quella che forse è la più importante, è la costruzione del Quartiere Mastai, voluto da Papa Pio IX intorno al 1860. Vi condivido qua sotto un link riguardo il quartiere in questione:
http://rerumromanarum.blogspot.it/2014/05/il-quartiere-mastai.html
Mi ha sempre molto incuriosito la stasi edilizia di Roma nel periodo 1700-1870. Interessante studiare le eccezioni a questa stasi come quella dell'interessante quartiere Mastai.
 

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DIABOLIKVS
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Stasi dovuta al latifondo ed alla "villa urbana-extraurbana".

Tutte le zone a ridosso delle mura, ma anche diverse all'interno delle mura, erano "ville".

Proprietà privata, latifondo, di proprietà di quelle famiglie nobili che costituivano il 100% del collegio dei cardinali come di tutta la dirigenza della Roma papalina.

Serve uno strappo bello e buono, come l'arrivo di un'altra classe dirigente, nonchè prospettive concrete di rapidi guadagni affinchè tante aree venissero sottratte alla loro destinazione a "parchetto di villa" ed urbanizzate.

Si comincerà -ahimè-distruggendo delle vere e proprie perle, come Villa Ludovisi per dirne una.
 

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Stasi dovuta al latifondo ed alla "villa urbana-extraurbana".

Tutte le zone a ridosso delle mura, ma anche diverse all'interno delle mura, erano "ville".

Proprietà privata, latifondo, di proprietà di quelle famiglie nobili che costituivano il 100% del collegio dei cardinali come di tutta la dirigenza della Roma papalina.

Serve uno strappo bello e buono, come l'arrivo di un'altra classe dirigente, nonchè prospettive concrete di rapidi guadagni affinchè tante aree venissero sottratte alla loro destinazione a "parchetto di villa" ed urbanizzate.

Si comincerà -ahimè-distruggendo delle vere e proprie perle, come Villa Ludovisi per dirne una.
E' vero, scempi e distruzioni di ville storiche per la costruzione della terza Roma. Mi piacerebbe molto poter approfondire questo tema, che conosco, ma in maniera abbastanza superficiale.
 

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Discussion Starter · #6 ·
Vero. Oltre tutto c'è anche l'elemento che Roma, tra il XVII ed il XIX Secolo non ha mai un vero boom della popolazione, che arriverà solo nel 1870. I primi sentori di una crescita della popolazione arrivarono con la sensibilissima industrializzazione che ci fu sotto Pio IX. Va detto che Pio IX, oltre al Quartiere Mastai, fece costruire la prima Stazione Termini, diede inizio anche al Quartiere di Via Nazionale (anche di questo si parla nel sito che parla del Quartiere Mastai: http://rerumromanarum.blogspot.it/2014/03/via-nazionale.html ), e lessi da qualche parte che iniziò a pensare l'urbanizzazione delle aree di Prati e Castro Pretorio, insieme anche a Monsignor Francesco Saverio De Merode, il quale sarà tra i protagonisti dello sviluppo urbanistico di Roma anche dopo l'Unità d'Italia.
 

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Tagliato quindi da Viale Trastevere. Avrei detto che si trovasse concentrato tutto a sud-est di V.le Trastevere.
Molto interessante la storia urbanistica di Roma sotto Pio IX, per lo più sconosciuta ai molti. L'idea diffusa è che dal 1870 sia ho tutto lo sviluppo dei quartieri Nazionale, Equilino, Prati, Castro Pretorio, e l'espasione di Trastevere oltre l'ansa vecchia. In realtà, come ben detto, una parte di tali quartieri fu già sviluppata in epoca pre-unitaria.
Mi piacerebbe molto sapere esattamente quali parti.

Del resto una cosa che sempre ho sognato è che su ogni edificio esistente (non solo i palazzi di rilievo) potesse essere scritta la data di costruzione ed, eventualmente di restauro, così da poter inquadrare ogni quartiere, ogni angolo delle città nel loro tempo.
Questo ogni tanto avviene (specie dall'epoca post-unitaria in poi) anche non soltanto per i palazzi sontuosi (tantissimi edifici in stile umbertino e tardo umbertino, nonché di epoca fascista anche tarda) riportano la data di fondazione. Per l'edilizia precedente al 1870 e successiva al 1945, l'abitudine di apporre una data è invece molto rara.
 

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Discussion Starter · #9 ·
Del resto una cosa che sempre ho sognato è che su ogni edificio esistente (non solo i palazzi di rilievo) potesse essere scritta la data di costruzione ed, eventualmente di restauro, così da poter inquadrare ogni quartiere, ogni angolo delle città nel loro tempo.
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Magari. Così come sarebbe bello scrivessero "Comune di Roma fecit in A.D. MMXIV" piuttosto che un privato, un altro ente, ecc... Però sarebbe visto come una retorica propaganda, ahimè.
 

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Anti-Purini!
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Prima del 1800, era raro che qualcuno lo facesse, ma nei paesini c'era usanza di scrivere la data di costruzione di un edificio, anche se magari non di pregio...di solito sull'architrave della porta d'ingresso o di una finestra.
Questo credo già dal 1500...ma soprattutto a partire dal 1600...

Di certo aiuterebbe a leggere l'edificato storico di Roma, visto che molti palazzetti che sembrano risorgimentali magari sono semplici ristrutturazioni di edifici persino medievali....la confusione è estrema, senza analisi approfondite, mi hanno specificato anche studiosi del settore...
 

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Discussion Starter · #11 ·
Prima del 1800, era raro che qualcuno lo facesse, ma nei paesini c'era usanza di scrivere la data di costruzione di un edificio, anche se magari non di pregio...di solito sull'architrave della porta d'ingresso o di una finestra.
Questo credo già dal 1500...ma soprattutto a partire dal 1600...

Di certo aiuterebbe a leggere l'edificato storico di Roma, visto che molti palazzetti che sembrano risorgimentali magari sono semplici ristrutturazioni di edifici persino medievali....la confusione è estrema, senza analisi approfondite, mi hanno specificato anche studiosi del settore...
Sì, la situazione è complessa. Oltretutto vi sono molti palazzi di notevole pregio che erano spesso palazzetti d'affitto di grandi famiglie nobiliari - quindi, seppur di pregio, "cadetti" in alcune caratteristiche - passati talvolta ad altre famiglie nobiliari.
 

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Tagliato quindi da Viale Trastevere. Avrei detto che si trovasse concentrato tutto a sud-est di V.le Trastevere.
Molto interessante la storia urbanistica di Roma sotto Pio IX, per lo più sconosciuta ai molti. L'idea diffusa è che dal 1870 sia ho tutto lo sviluppo dei quartieri Nazionale, Equilino, Prati, Castro Pretorio, e l'espasione di Trastevere oltre l'ansa vecchia. In realtà, come ben detto, una parte di tali quartieri fu già sviluppata in epoca pre-unitaria.
Mi piacerebbe molto sapere esattamente quali parti.
Del quartiere Mastai oggi esiste ben poco, giacché esso fu pesantemente rimaneggiato in occasione dell'apertura di viale del Re, oggi Trastevere. Tra il 1920 e il 60, inoltre, la piazza ha subito numerose trasformazioni, soprattutto a seguito della ricostruzione delle ali della ex-manifattura tabacchi. In ogni modo, l'edificio popolare di Andrea Busiri Vici visibile a sinistra della foto storia è ancora in piedi (sia pure "affettato" per l'apertura del viale).

Per quanto riguarda l'architettura al tempo di Pio IX, rimando agli studi di Gianfranco Spagnesi, massimo specialista dell'epoca. Detto questo, a parte il caso della lottizzazione de Merode (che al 1870 constava di un unico edificio tra le vie Nazionale, Napoli, Modena e Firenze, peraltro non ultimato) e gli studi urbanistici del Gabet e del Cipolla per il rione Esquilino, è forse un po' eccessivo sostenere che l'espansione dei quartieri citati fosse già in atto in epoca pre-unitaria.
 

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Perdonate l'ignoranza. Ma dove si trova precisamente? Trastevere?
Sì, è la zona di Trastevere attorno allo storico Palazzo della Pontificia Manifattura dei Tabacchi. Grosso modo ( mi perdonino gli utenti di Roma se sono approssimativo ) si tratta di un'area triangolare i cui vertici sarebbero la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, la Chiesa di San Francesco a Ripa e il punto d'incrocio tra Via Luciano Manara e Via S. Francesco.
 
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